nov 30, 2014

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Tristecca ai ferri corti con contorno di patate blu, batate bianche (patate dolci), carota e cipolla arrostite all’acqua

Tristecca ai ferri corti con contorno di patate blu, batate bianche (patate dolci), carota e cipolla arrostite all’acqua

ovvero: la bistecca senza tristezza… La tristecca di chi ha rinunciato alla sanguinante bistecca patriarcale e all’ecocidio (Rifkin parla esplicitamente di patriarcato e di culto della carne ad esso connesso nell’omonimo saggio). La tristecca di Rodari si trova qui: Il pianeta degli alberi di Natale (Einaudi El, Trieste 1995), p. 37. Su piatto in ceramica di Michele Flammia.

La tristecca è un’invenzione profetica della fantasia di Gianni Rodari, non avrebbe potuto immaginare che davvero un giorno si sarebbe potuta preparare una bistecca senza tristezza… ma con tanto Triticum vulgare, cioè il comune grano! Quando ho pensato a una versione della tristecca su richiesta di Stefano nella sua veste di estroso ecomenestrello  lì per lì volevo usare il seitan o il muscolo di grano, materie adatte allo scopo ma troppe proteine e troppo glutine. Allora mi sono chiesta: come potrebbe essere una tristecca di grano veramente ecozoica? (cioè eco-vegan-salutista).

La risposta finalmente è arrivata una mattina all’alba, in cui gli ingredienti della mia tristecca sono quasi arrivati nel dormiveglia come in sogno: pane secco da riciclare (fatto con pasta madre di farina di Triticum integrale, e cotto in forno a legna), fagioli borlotti (la carne dei poveri di una volta, di colore rossastro simile a quello della bistecca crudele), funghi pleurotos (una consistenza simile a quella dei nervetti della bistecca crudele…) e… tapioca (come addensante e finto grasso). Mi sono alzata e mi sono subito messa all’opera!

 

Ingredienti della tristecca

6-7 fette di pane secco casereccio da riciclare (meglio pane nero)
Una ciotola di fagioli borlotti bolliti (ho usato i lamon), circa 200 g
(una foglia di alloro
uno spicchio d’aglio
un pezzetto di alga kombu)
Un tegamino di pleurotos cotti all’acqua
(un cucchiaino di dado veg, olio evo bio, uno spicchio d’aglio)
2 cucchiai di tapioca (20 g circa)

Per insaporire la farcia da tristecca:

un cucchiaino di paprika, un cucchiaino di comino in polvere, un paio di cucchiaini di spezie per arrosto, un pizzico di aglio in polvere, un po’ di concentrato di pomodoro, sale q.b.

 

Procedimento  della tristecca

Mettere a bagno i fagioli per una notte. Lessarli con una foglia di alloro, aglio e un pezzetto di alga kombu.

Il mattino dopo mettere a bagno il pane in una ciotola d’acqua in cui avete sciolto un cucchiaino di dado vegetale (se è fatto in casa potete farlo a freddo, se è confezionato scaldate un po’ l’acqua).

Cuocere i funghi in padella con pochissima acqua in cui avete sciolto un altro cucchiaino di dado veg, con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Coperchiate qualche minuto, poi scoperchiate e fate consumare l’acqua.

Preparare la tapioca: immergete due cucchiai di tapioca in circa 150 dl d’acqua e lasciateli un’ora in ammollo, poi fateli bollire rimestando un paio di minuti, quando le palline sono tutte trasparenti spegnete.

Frullare insieme gli ingredienti: fagioli, pan bagnato ben strizzato (eliminate le parti rimaste troppo dure rimettendole in ammollo, poi ci potrete fare due polpettine o un ripieno), qualche fungo (tenendo da parte i gambi, poi vedrete perché), un paio di cucchiaiate di tapioca.

Aggiungete gli ingredienti insaporitori (vedi sopra).

Bagnate un pezzo di carta forno e lavorate su un ripiano di legno: prendere qualche cucchiaiata di farcia e schiacciare in modo da ottenere una forma bisteccona. Tagliare i gambi dei funghi a striscioline e posizionarli intorno alle tristecche a mo’ di nervetto e osso. Praticate dei taglietti e inserite un po’ di tapioca a mo’ di grasso.

Riscaldare una bistecchiera e collocare sopra il foglio di carta forno con la tristecca, coprendolo con un altro foglio per poterla girare con facilità.

Una girata e una voltata, e la vostra tristecca senza tristezza è pronta… una spruzzatina di limone e pepe (io preferisco quello finto, basilico essiccato) e due patate arrosto a fianco, e portate in tavola con grande gioia rodariana! Potete anche farla in forno, spruzzandola ogni tanto con acqua e olio per non farla seccare troppo.

E così  la mia amica vacchetta dei Lucretili (dove purtroppo circolano “libere” quelle ad essere macellate come carne biologica…) si è divertita con me a prepararla, e l’ha pure assaggiata sapendo che con questa non sarebbe impazzita e sarebbe tornata tranquilla a casa dalla sua famiglia.

La prima volta che ho provato la tristecca (due-tre anni fa, era rimasta inedita, ma è uscita nel mio libro di ricette) il contorno è stato quello classico di patate al forno e l’ho aromatizzata in cottura con un olio al rosmarino e pepe rosa. Ma per la pubblicazione ho preparato un nuovo contorno, adatto anche alle prossime feste di Natale.

Ingredienti del contorno (verdure arrostite all’acqua)

6-7 patatine blu (o viola vitelotte)
1 batata bianca o patata dolce o patata americana
1 carota
1 cipolla
Anice
Una foglia di alloro
Un rametto di origano pugliese
Un paio di spicchi d’aglio
Due-tre cucchiaini di brodoveg
Una tazzina di tisana
Olio evo bio sabino
Lievito alimentare
Pangrattato
Merkén o peperoncino in polvere
Sale marino integrale

 

Procedimento del contorno (verdure arrostite all’acqua)

Preparate le verdure a tocchetti o intere come preferite. Salate e speziate e poi versate la tazzina di tisana con brodoveg, Non più di un dito, le verdure devono al tempo stesso arrostirsi ma restare morbide. Cospargete di lievito e pangrattato. Mettere il forno a 200° e far asciugare il brodino, assaggiate, se ancora dure aggiungete poco liquido strada facendo. Quando sono pronte versate l’olio. E’ un tipo di cottura a metà strada fra l’arrosto e il vapore, ma non è un vero e proprio pilaf, le verdure non sono completamente immerse. In modo che non siate costretti a cuocere l’olio in forno.

Questo piatto qui definito contorno nei giorni della settimana può essere un piatto unico accompagnato da buon pane integrale. Un’altra idea con le patate blu? Qui. E qui.

 

Dalla tristecca ai ferri corti all’età del Boomerang

Gianni Rodari era un pacifista e in particolare anche in modo fiabesco e poetico ci ha messo in guardia dai pericoli del riarmo nucleare (vedi La torta in cielo, ovvero una nube nucleare che in un esperimento andato male si trasforma in gigantesca torta di cioccolata, mentre lo scienziato folle voleva portare via il fungo di un’esplosione per sfruttarla da un’altra parte e raddoppiarne l’effetto… la torta atterra in un quartiere di Roma, per la felicità di tanti bambini e quest’ondata di gioia collettiva fa rinsavire lo scienziato). Naturalmente la sperimentazione nucleare è andata avanti infischiandosene della raccomandazione di poeti e scienziati illuminati. Anzi, si è andati anche oltre, dalla possibilità di annientare la specie umana e altre sfortunate del pianeta si è passati alla trasformazione del pianeta in arma, rivolta contro se stesso. E’ da poco uscito il saggio di Claudia von Werlhof, appunto Nell‘età del boomerang (Unicopli), in cui questo fenomeno viene definito weaponization. La recensione  qui. E potete rivedere anche L’insalata di tonnoveg. Il pacifismo, l’ecologismo e il femminismo sono out nella nostra società, la poesia e l’astrologia vengono tenute ai margini, tollerate alla scuola elementare o a capodanno: ovvio, viviamo in un mondo patriarcale, e quindi un mondo a valori pervertiti e rovesciati, decostruiti e violentati, dove il buono viene definito buonismo, orrore! Aprite gli occhi. Mangiate tristecche ai ferri corti! Del resto anche chi presenta la nostra realtà in modo edulcorato e in stile pensiero positivo fa il gioco del patriarcato che vuole cervelli imbambolati. Avere un sorriso da ebete mentre state seduti su una polveriera che sta per esplodere non ha molto senso…

Il boomerang. Perché? La Werlhof lo accenna a pag. 64, a una prima lettura a me era sfuggito, in sostanza l’alchimia distruttiva in espansione è diventata un colossale affare di cui beneficia solo l’1% dell’umanità, il privilegio dell’essere superiore. Ma questo privilegio per ironia della sorte si sta trasformando in un boomerang, la ricaduta distruttiva delle attività di questo 1% di eletti è talmente letale che comprenderà anche loro nel fall-out finale. Io lo leggo così: il patriarcato che confeziona le armi di distruzione e autodistruzione di massa non ha tenuto conto della irresistibile forza selvaggia della natura che prepara il controlancio e le sue contromisure. La sua pazienza infinita ha un limite: ne va della sua sopravvivenza. Come può una sola specie pensare di mettersi da sola contro tutte le altre? Solo perché non rispondono direttamente alle sue offese non significa che non si stiano organizzando per liberarsi della molestia. E quando il patriarcato beccherà il boomerang sulla fronte credo che resterà un po’ sorpreso. Non solo il sistema, ma tanti piccoli patriarchi e uomini/donne di potere-soldi-immagine che infestano il pianeta a tutti i livelli gerarchici (gli zerbini  e le caricature dell’1%).

Per finire una mia piccola soddisfazione: la tristecca non l’ho potuta fare assaggiare a Gianni, ma a sua moglie sì! Insieme ad  insalata sbagliata e vongole felici. Un paio di estati fa. Come al solito reportage non pubblicato per mancanza di tempo.

Era l’estate 2013!

Eccomi qui, con il cesto di cuoca-donatrice ecozoica a domicilio! E’ stata una giornata davvero magnifica, di quelle che restano nel cuore e illuminano con un sorriso. Maria Teresa non è assolutamente vegana o vegetariana, non ama nemmeno mettersi ai fornelli, è molto spartana, ma il  menu rodariano uscito dalla nostra fantasia l’ha gradito molto ed è stato davvero divertente poterlo realizzare nella cucina di Gianni e gustarlo insieme a lei Stefano e altri cari amici!

Il link musicale è di quelle incredibili scoperte sincroniche che faccio in Youtube. Mai nella mia vita ho ascoltato Romina Power… e tanto meno con suo marito. Ma l’ho riscoperta come attivista ecologista, per essersi schierata insieme alla popolazione di Avetrana dove volevano costruire un depuratore che avrebbe distrutto un ambiente acquatico costiero in cui volano ancora gli aironi. La sua recente conversione buddhista porta con sé anche il desiderio di diventare vegetariana (come da lei dichiarato in una intervista televisiva): forza Romina che ce la fai, sei power-ful! Soprattutto in questa canzone dove dici chiaramente: stop alla guerra mascherata a base di scie chimiche nei nostri cieli blu! Detto tutto con parole elementari, ma vere! Grazie da parte della Terra! Con lei comincio a farvi gli auguri del solstizio invernale, come sapete, dire che sono ritardataria è poco: devo avere qualche problema di ricezione della dimensione temporale reale… E per voi Un messaggio da Romina Power-ful!

nov 30, 2014

Inserita da | 28 Commenti

  1. Stefano Panzarasa dice:

    Fenomenale!!!
    Il piatto che cambierà la storia, una bellissima proposta ecozoica (grazie alla fantasia di Gianni Rodari, un vero ecologista ante litteram).
    Il Popolo delle Vacche e dei Tori ringrazia MaVi sentitamente…

  2. valentina dice:

    Complimenti, molto fantasiosa! Bellissimo anche il servizio fotografico!

    • MaVi dice:

      Grazie! Spero che proverai la tristecca!
      ;)

  3. patrizia bio benessere alcalino dice:

    Stai diventando sempre più brava! Sicuramente la farò. Grazie di farci conoscere queste novità

    • MaVi dice:

      Bello, allora aspetto il tuo parere dopo la prova!
      ;)

  4. pattybio benessere dice:

    Fantastica questa tristezza! ! La farò sicuramente…

  5. pattybio benessere dice:

    Fantastica questa tristecca ! ! La farò sicuramente…

  6. donatella dice:

    Brava Maria Grazia,
    anche questa volta mi hai incantato.
    Spero un giorno di cucinarla.

    • MaVi dice:

      Sono contenta, se la provi mi farai sapere!
      ;)

  7. ale63 dice:

    Le tue ricette riescono sempre a sorprendermi che dire bravissima!!!
    Quello che mi piace delle tue ricette è che sono veramente creazioni culinarie .In questa epoca di omologazioni di gusti e di ricette finalmente qualcuno che crea.Auguro a te e alle tue preparazioni sapientemente raccolte in “Vongole Felici” un grande successo

    • MaVi dice:

      Hai ragione è un’epoca di grande noia, io invece mi diverto! Grazie per gli auguri, un abbraccio ovale
      ;)

  8. Cono dice:

    eccezionale – prenoto anch’io dagli amici della fantasia

    • MaVi dice:

      Beh, è una trattoria molto imprevedibile, speriamo prendano nota!
      :smile:

  9. Sandra dice:

    Interessante! Non ho mai provato le batate,la tua ricetta è da sperimentare.
    Grazie per la dritta della carta da forno, sicuramente i prossimi burger veg che preparo saranno piú facili da gestire in padella. :)

    • MaVi dice:

      Le batate possono essere rosse e bianche, ma anche di altri colori, anche se difficilmente si trovano al mercato. A me piacciono soprattutto quelle bianche, quelle rosse somigliano alla zucca.
      La cottura in padella su carta forno effettivamente presenta anche il vantaggio di evitare l’olio!
      ;)

  10. Sandra dice:

    Si, mi piace anche per questo. Non gradisco molto il sapore della frittura, mentre apprezzo un buon olio e.v.o. sul pane (come lo avete offerto voi alla presentazione!) o sulle freselle con l’aglio e i pomodorini.

    :) a presto

    • MaVi dice:

      Sei una vera buongustaia ecozoica!
      ;)

  11. lorenzo dice:

    L’apparenza non sembra tradire.
    Sembra gustosa come l’innominata.
    Confesso che di questi tempi sono più invogliato da zuppe, minestre e sformati.
    Sopratutto le castagne.
    Un giorno però la proverò. A parte la batata bianca che la trovi dal negozio di tua fiducia a Palombara, la tapioca dove si può trovare ?
    E’ in polvere o ha la consistenza di un tubero ?

    • veRita dice:

      troppo bella! chissà che un giorno non mi riesca di farla o magari solo provarci… complimenti per tutte queste ricette da favola!!!

      • MaVi dice:

        Vedrai che non ci vuole niente, solo un po’ di tempo da dedicarle. Se ne fai troppe puoi anche surgelare.
        abbraccio oval-tristecchino
        ;)

    • MaVi dice:

      Caro Lorenzo, sì, è gustosa, ma diversamente dall’innominata, per me sicuramente meglio.
      L’apparenza nutre la memoria di chi è legato a cibi del genere, per fortuna non la mia, ma me la gusto lo stesso! :smile:
      Sì, certo ora è tempo da zuppa, ma come secondo su una tavola delle feste la tristecca può andare. Soprattutto con un contorno appena uscito dal forno!
      La tapioca si trova nei negozi etnici di piazza Vittorio, ma anche in bionegozi come Naturasì credo.
      La mia è in granuli. Sembrano sferette di mercurio, ma bianche. Quando passi ricordamelo se vuoi avere un incontro ravvicinato!
      ;)

  12. Vittorio dice:

    Ciao Maria Grazia, osservando le tue ricette sono rimasto meravigliato dalla fantasia e dalla bellezza dei piatti, frutto certamente di una grande passione. Non ti nascondo che questo e’ uno dei piatti che ci piacerebbe assaggiare domenica .

    • MaVi dice:

      Spero proprio di esaudire il tuo desiderio!
      ;)

  13. Stefano dice:

    Ciao, sto guardando il sito con Meri e xiao xiao (eva). A loro piace, ciao Stefano.

    • MaVi dice:

      ciao Meri, ciao Xiao Xiao!
      Grazie al mio messaggero ecozoico.
      ;)

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