feb 13, 2013

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Torta all’acqua in tre versioni (Marinella, MaVi e plumcake ecozoico)

Torta all’acqua in tre versioni (Marinella, MaVi e plumcake ecozoico)

Prima versione – Torta Marinella Correggia

La ricetta di questa magnifica torta ai frutti proteici me l’ha passata Marinella, ecogiornalista e autrice di manuali di istruzioni semplici per il salvataggio del nostro pianeta, fra cui Il balcone dell’indipendenza. Ultimamente [scrivo il 16 marzo 2010] è fralaltro impegnata nella promozione del consumo delle proteine di origine arborea, quelle della frutta secca. [Da allora ho cominciato un processo di revisione della mia cucina, preferendo l'uso dei semi proteici alla soya e al seitan! Processo direi oggi ecozoicamente quasi completato] Io l’ho assaggiata l’autunno scorso preparata dalle sue mani dopo aver sentito la sua conferenza su questo tema e me ne sono subito invaghita. Con qualche modifica (mie versioni più avanti!) l’ho diffusa il più possibile, perché è troppo buona! (detto da una non amante dei dolci…).

Questa ripubblicazione mi consente di cambiare la bruttissima foto con cui l’avevo originariamente pubblicata (qui sotto)… Ora in copertina c’è  il plumcake ecozoico (segue ricetta) portato per il tè da un amico ceramista, autore del bel servizio in cui è stato servito!

I versione – Torta Marinella alle mele e nocciole

Mele e nocciole (regolatevi per le quantità a vostro gusto)
250 g farina integrale
80 g zucchero di canna
80 g olio (a scelta -  meglio d’oliva, evo)
200 g d’acqua
2 cucchiaini di lievito
scorza di limone bio

Mescolare  gli ingredienti secchi e quelli liquidi e poi unirli. Aggiungere le mele a pezzetti e le nocciole intere o in granella. Infornare per 20 minuti a 180°.

Una curiosità: Marinella chiama questa torta Elide, dal nome dell’amica da cui ha avuto la ricetta, si tratta infatti di una torta all’acqua, un classico dalle mille varianti e versioni. E da allora ho proposto che ognuno che la prova e ne fa una variante adattata ai propri gusti la chiami con il proprio nome! Seguirà la prima variante, la Torta MaVi e la seconda, il plum-cake Marinella alla carruba.

II versione – Torta MaVi alle pere e anacardi

2/3 pere
100 g ca. di anacardi (io li lascio interi) (potete  sostituire con più ecozoici pinoli)
150 g farina di farro
100 g farina di mais
4 cucchiai zucchero di canna (sostituibili con 4 cucchiai di sciroppo d’agave)
4 cucchiai di malto d’orzo (sostituibili con 4 cucchiai di sciroppo d’agave)
200 g acqua calda
5-6 cucchiai di olio evo bio (il mio sabino)
2 cucchiaini di cremor tartaro
1 cucchiaino di bicarbonato
scorza di limone bio
un pizzico di cannella
un pizzico di  cardamomo

Stesso procedimento come sopra. Nel mio forno l’apparente temperatura di 180° ha richiesto mezz’ora di cottura.

Ho aumentato la quantità d’acqua indicata da Marinella, l’impasto mi pareva troppo compatto e ne ho aggiunto ancora, la consistenza del dolce sfornato tendeva al friabile, ma quando l’ho rifatta provando la dose di 50 g mi è venuta troppo bassa e secca.

Questa è la mia variazione sul tema! Non è bella, ma ha un sapore intenso e delicato… ormai è diventata la mia “colomba di pace”! La sto portando qui e là e tutti l’apprezzano molto! Ce n’è anche una versione in francese: qui.

III versione – Plumcake ecozoico

Sono gli stessi ingredienti della Torta Marinella (mele e nocciole) con l’impasto della Torta MaVi, e di suo l’aggiunta di qualche cucchiaiata di farina di carrube. La cottura si fa nello stampo da plum-cake. Tutto qui. Ma altrettanto squisita!

Questo plum-cake è servito nella ceramica del mio amico Michele Flammia, un vero artista che potreste incontrare in qualche mercatino in giro per Roma e Ostia… Il suo sito: qui.

Con una fettina di questo dolce in mano vorrei lasciare una delle mie solite “riflessioni digestive”…  stavolta sulla cucina vegan… che meglio forse andrebbe chiamata cucina ecopacifista, così sarebbe immediatamente chiaro di cosa si tratta!

Per cambiare il mondo si può cominciare dalla cucina ma si può anche proseguire l’opera con la scelta delle parole da usare… per esempio Rodari, grande poeta ecopacifista, voleva cancellare con la gomma la parola “guerra”, sottintendendo che finché continuiamo a usarla non ci libereremo mai di questo orrore.

Quindi se qualcuno dice “in bocca al lupo” un ecopacifista vegan risponde “viva il lupo”, oppure “il lupo ci assista”… (“crepi il cacciatore” è ironico e dissacratorio, ma evoca sempre il modo violento di risolvere le cose della cultura onnivora). L’ecopacifista dirà che un alimento particolarmente ben cucinato ha trovato la “vita sua” (e non la morte sua). Eviterà l’uso anche figurato di “battaglia”, “lotta”, “fronte” e altri termini che evocano scenari bellici. Meglio dire “sensibilizzazione”, “impegno” oppure “grande opera” (per riferirsi al “great work” del padre del pensiero ecozoico, Thomas Berry) o “lavoro concreto” (“the real work”) del poeta ecologista Gary Snyder. Ed eviterà anche la terminologia calcistica (che è mimesi simbolica di un conflitto sempre aperto), oggi così di moda. Questi termini affiorano spontaneamente anche sulle nostre labbra ecopacifiste perché siamo cresciuti in una società che ci ha temprato in modo guerrafondaio fin dall’infanzia. Cioè ci ha condizionato in modo che ci sembrerà naturale che la guerra faccia parte del dna umano.

All’inizio è difficile scrollarsi di dosso quest’abitudine, ma poi con il tempo diventa divertente cercare l’alternativa a espressioni usuali ma preoccupanti… anche il semplice ‘ammazza’ dovrebbe far rabbrividire… non parliamo poi di certe espressioni molto volgari… o che si rivolgono in modo irrispettoso nei confronti degli animali (ce ne sono a bizzeffe! Per esempio, “in c* alla balena”, “tagliare la testa al toro”, “prendere due piccioni con una fava”). Un vegan, cioè ecopacifista consapevole, non dirà mai che un certo piatto è il suo ‘cavallo di battaglia’, meglio la sua ‘colomba di pace’!

Da millenni ci stanno addestrando ad essere sempre pronti al conflitto e alla guerra, non sarà facile e non sarà breve, ma cominciamo a risanare ecopacifisticamente il nostro linguaggio. Dai animo!, la nostra bocca e la nostra mente cominciano ad essere depurati dalla cucina vegan, ce la possiamo fare!

 

COMMENTI ALLA RICETTA “TORTA MARINELLA CORREGGIA” PUBBLICATA IN VEGANBLOG

 

  1. Nadir 16 marzo 2010 alle 11:59

Mamma mia che bellezze! l’ultima foto per me è meravigliosa, mi fa veramente gola. Delle due versioni a me piace di più l’aspetto della tua, ma appena posso le provo entrambe, poi ti farò sapere.

Bacibaci

 

  1. Mimì 16 marzo 2010 alle 12:07

Mariagrazia, io non ho parole per ringraziarti, leggo le tue ricette sempre con emozione, perchè so che al termine delle stesse.. Troverò al contempo una tua riflessione, che dovrebbe e fa riflettere anche tutti noi!!.

Hai ragione, non c’è altro da aggiungere, il nostro linguaggio è peggiorato nel tempo.. Utilizziamo termini, molto spesso senza accorgercene, che non dovrebbero essere per nulla pronunciati.. Termini che al tempo stesso vengono appresi e proferiti dai bambini che rappresentano e rappresenteranno il futuro…
Le tue citazioni, i tuoi riferimenti a terzi mi incuriosiscono sempre.. A parte, come già ti dissi, il grande Gianni Rodari che ho amato sin da bambina.
Tornando alla ricetta.. Questa torta dev’essere davvero squisita… Semplice ma ricca!! Buona!!!
Per non parlare degli altri dolcetti che non avevi postato che sono a dir poco invitanti… ( anch’io non amo i dolci, troppo mi nausea, però pochi ingredienti ma essenziali, compongono sempre una pietanze gustosa!! )

 

  1. Camicca 16 marzo 2010 alle 12:09

molto buono e bello tutto….complimenti davvero! da provare

 

  1. Mirko 16 marzo 2010 alle 12:09

Buonissime le preparazioni. Quanto alla dissertazione sui modi di dire posso essere d’accordo su alcuni, ma alcune essendo citazioni letterarie saltano meno all’occhio di altre. Ci farò più attenzione.

 

  1. Chicca66 16 marzo 2010 alle 13:06

Cara Mariagrazia, non immagini come condivido il discorso sulle parole e i modi di dire, mi scontro cuotidianamente con Teo per il suo linguaggio, e mi arrabbio tantissimo anche per il fatto che io è suo padre non usiamo certi termini, non è facile correggere espressioni e modi di dire vecchi di anni, ma giustamente ci si deve impegnare per poterli cambiare

P.S.: le torte sono semplici come piacciono a me, e anche il resto dei dolci ha un bellissimo aspetto
Un abbraccio

 

  1. Pippi 16 marzo 2010 alle 13:35

Quel “crepi il lupo” l’ho abbandonato da tempo, e ogni volta che qualcuno lo dice come risposta automatica all’augurale “in bocca al lupo” commento sempre “povero lupo”; però mi rendo conto che per le persone sono modi di dire a cui non prestano la minima attenzione; io stessa sono consapevole di questo ma sicuramente non di altri modi di dire altrettanto poco corretti. Grazie quindi per averci offerto questo spunto di riflessione.

E grazie per la ricetta, da provare in entrambe le versioni, e le altre foto (meriterebbero la ricetta!!).
E grazie infine per avermi ricordata fra le persone che compiono gli anni!!

 

  1. Francesca 16 marzo 2010 alle 13:41

ok…sono morta……

 

  1. Gamila 16 marzo 2010 alle 13:43

sembrano buonissime entrambe le versioni…da provare sicuramente

 

  1. Maria Pia 16 marzo 2010 alle 15:05

grazie per questo post intensissimo di spunti, golosità e riflessioni! e auguri a tutte le festeggiande/festeggiabili/festeggiate!

 

  1. rumorfree 16 marzo 2010 alle 15:31

wow!! Mele e nocciole..pere e anacardi..mi sa che proverò le due versioni..una perchè è l’originale l’altra perchè è modificata da te!! certo che anche quella crostata di cachi non sembra niente male, mi piace un sacco la forma..e anche tutti gli altri..la crema con il cous cous è davvero strabiliante!! a proposito delle tue riflessioni e dei miei “stereotipi” ho letto tempo fa un libro che partendo dalla tua stessa ottica analizza “Il lessico del razzismo democratico – le parole che escludono” (di Giuseppe Faso) ..passa in rassegna, quasi in una sorta di glossario, tutte quelle parole utilizzate soprattutto dai mass-media a cui ormai siamo tutti assuefatti e che finiamo per utilizzare inconsapevolmente, senza renderci conto che veicolano un razzismo profondo e radicato…è stata fatta anche una proposta ai giornalisti perchè escludano dal loro linguaggio almeno 10 (mi pare) di tali parole..a partire da “clandestino”..qualcuno ha aderito..ma la maggioranza continua ad alimentare questo razzismo “democratico”..ovvero condiviso da tutti (anche da coloro che non si ritengono razzisti..)

bhè dopo questa tua lezione di stile inizierò a fare più attenzione anche con i nostri amici lupi, balene, ricci.. ma tu come stai? meglio?

 

  1. Babi 16 marzo 2010 alle 15:54

Che tripudio !!! Che meraviglia !! Io adoro la frutta secca. Proverò a cercare il libro della tua amica. ciao!

 

  1. Silvia T. 16 marzo 2010 alle 16:34

Ottima torta, da provare! Di solito quando mi dicono “In bocca al lupo” rispondo con “Lunga vita al lupo!”. Buon pomeriggio a tutti!

 

  1. Anto 16 marzo 2010 alle 16:44

Mariagrazia, non sai quanto ti ammiro, per tutto quanto. Sei un esempio di genuinità, in ciò che fai, in ciò che dici, in ciò che sei… Mi affascina leggere ogni singola tua parola, sia che si tratti di ricette, sia che si tratti di altro.

Ti voglio bene, e vorrei anche un fetta della tua tortaaaaaaaaa!!!!!!!!!! Son tremenda, lo so…

 

  1. Oriental Angel 16 marzo 2010 alle 18:17

cavoli Mariagrazia!!! è un foto report di ricette dolcissime, bellissime e…BUONISSIME!!!! complimenti!!!

 

  1. Daphne 16 marzo 2010 alle 20:23

Eccoci, finalmente ce lho fatta a venire all’appuntamento! Sono in ritardo lo so però

Riesci a sorprendermi sempre, con le tue dediche e con le tue mail per tirarmi su di morale.
Ti ringrazio tantissimo Mariagrazia
Hai proprio ragione, la torta lho provata, rielaborata anche più volte ed è sempre buonissima ^_^
Non sono più riuscita a postarla per ovvi motivi d’umore O_o
MA merita di essere provata
GRAZIE della ricetta e della tua amicizia
Un abbraccio

 

  1. Nello 16 marzo 2010 alle 20:36

sei una fonte continua di riflessioni

io personalmente, sia ora da vegano che prima da onnivoro, non ho mai avuto l’abitudine di usare questi fraseggi
se dovvessi fare un “in bocca a….”lo farei a me:
in bocca a Nello
…perchè io voglio magnà O__o

scherzi a parte, come ho scritto iniziando il commento, le tue riflessioni sono sempre giuste e appropriate.
Inoltre ci aiutano a crescere tantissimo, grazie

anche sulla terminologia calcistica c’è da fare molta attenzione (io per primo), perchè il calcio non è un’imitazione di conflitto e non lo deve essere tantomeno il linguaggio che lo rispecchia.

Lo sport in genere può essere motivo di aggregazione, divertimento, crescita e tante altre cose belle…
Il triste è che molti “disadattati” ne fanno di questo sport uno sfogo personale rendendolo “conflittuoso e marcio” con frasi e “sfottò” inutili…
Ma in se per se non ha niente di malato o da cambiare (se non il materiale del pallone e i miliardi che lo manovrano…) ed in fondo è uno dei pochissimi sport (come il basket, il nuoto, la pallavolo ecc ecc) da poter imitare e praticare tranquillamente, a differenza di altri (boxe, caccia, f1 ecc ecc) pericolosi, dannosi, e non costruttivi

quindi in conclusione, per aiutare questo sport e non farlo passare come istigazione di guerriglie o di odi tra persone, è fondamentale non infangarlo con terminologie fuori luogo

Da oggi rifletterò di più, e m’impegno a far riflettere le persone che frequento su determinati modi e abitudini di parlare

W IL CALCIO ECOPACIFISTA!!

ops, dimenticavo…
tanti complimenti per queste meraviglie che hai postato
mi piace in modo particolare la foto con i mignon vegan!!

ciao mariagrazia
un bacione!!

 

  1. Mauschen 16 marzo 2010 alle 23:51

Non so cosa sia + meraviglioso fra le tue geniali creazioni (prima o poi troverò il coraggio di provare a fare uno dei tuoi primi favolosi per i miei amici, devo superare i miei timori), è tutto straordinario…la crostata, i dolcetti, la pittanchiusa, la tortina…Ma volevo dirti qualcosa d’altro…grazie agli impulsi tuoi e della bravissima Nadir, ho ripreso con ancora maggior testardaggine le mie ricerche di un fornitore di frutta e verdura locali (e freschi ovviamente)…e…TADA!!!!! dopo il 2900000000 “nein, das gibt es nicht”…ho trovato il “Biobote”…fanno consegna a domicilio (mi farò recapitare la mia prima Schnupperkiste domani al lavoro) e …spero davvero di avere realizzato un piccolo passo per il mio “impegno stagionale”…lasciamo da parte la “b…glia” delle stagioni…

Mi piace ovviamente moltissimo la tua considerazione ecopacifista, spero che dividerai sempre di + questi spunti con noi, sono balsamo per le mie orecchiette topesche.
Un superabbraccio della buonanotte carissima!!!!

 

  1. Mariagrazia 17 marzo 2010 alle 00:03

@ Elena

sono entrambe buone da vivere!!!
comunque fammi sapere come va la prova!

@ Mimì
mi sa che a noi due piace lo stesso tipo di dolci! una cosa semplice e leggera, ma senza rinunciare al sapore!!!
Sono contenta che trovi spunti interessanti nelle mie divagazioni! anch’io ne trovo nelle tue ricette e nelle tue esplorazioni fra le vecchie ricette!
A proposito, ma hai letto le mie ultime risposte a te nel riso viola di cottoalvapore, nella salsa verde di Pizzapie e nel mio bastaddu???

@ Camicca
grazie! ho notato le tue ricettine, purtroppo il tempo è poco e e ci si sofferma di solito dalle vecchie conoscenze! ma appena possibile ti farò una visitina!

@ Mirko
lo sai che sono molto esigente perché ci tengo a te, come persona e come artista! libera la tua creatività vegan e rifonda la storia del teatro italiano! In futuro dovranno citare te!

@ Chicca
ho notato che siamo spesso in consonanza, sia di idee che di gusti! non sai quanto questo mi faccia piacere!
A proposito, il tuo compleanno dovrebbe essere abbastanza vicino, vero?
L’importante (e so che tu in questo sei saggissima) è fare quello che si può!

@ Pippi
noi zitti zitti stiamo seminando una nuova cucina, proviamo anche a seminare una nuova lingua… non saremo noi a parlarla, ma che importa?
Spero che hai passato una bella giornata di compleanno!
Di ricette pubblicabili ne avrei una carrettata, ma non riesco a metterle tutte… ogni tanto qualche loro foto scappa dal mio archivio, dove le costringo a sonnecchiare! Il tempo è poco e i miei ritmi sono lenti!

@ Francesca
a te ti resuscito subito! con il paciocco che mi sono fatta stasera pensando a te: crema di gambi di finocchio e foglie di cavolfiore con semolino, dadolata di funghi e piselli! olio, salsa Chicca e pecorino veg!

@ Gamila

sarà un onore per me se le provi!

 

  1. Mariagrazia 17 marzo 2010 alle 00:37

@ Maria Pia

grazie della tua visita sempre gradita e buona bisboccia vegan ai festeggiati-e!!!

@ Claudia
grazie della tua condivisione della parte golosa e di quella ideale della ricetta!
Grazie anche della segnalazione del saggio sul linguaggio nascostamente razzista che utilizziamo senza riflettere… magari speriamo che un giorno qualcuno ne scriva uno per far venire in luce la crudeltà sottostante del linguaggio che usiamo.
Nel frattempo noi cerchiamo di modificare quello che ci sembra improponibile per il rispetto dei nostri cari amici animali!

@ Babi

Grazie my sweet lady!
Di Marinella ti consiglio di leggere qualsiasi cosa ti capiti! non solo il testo che ho segnalato nella ricetta!

@ Silvia T.
bravissima!

@ Anto
Macchè tremenda, hai ragione, te la passerei volentieri una fetta di torta quando ti ascolto e ti vedo in Myspace! anch’io mi sono affezionata a te, come a tanti altri qui in Veganblog…
ahiahiai mi fate diventare romantica!

@ Oriental Angel
sono contenta che un angelo mi faccia una visitina, non capita tutti i giorni! smak!

@ Daphne
carissima, io sono ancora più in ritardo di te! Oggi è stata una giornata di restauri… (dentista, parrucchiera eccetera…)
Sono curiosissima delle tue rielaborazioni, spero che prima o poi me ne darai un’idea!
Chissà come saranno uscite dal tuo forno fatato!
Beh, spero almeno che abbiano contribuito a migliorarti l’umore, vorrei rivedere le tue nuove magie!

@ Nello
il calcio ecopacifista lo trovo un ossimoro!
ti vedo in un campo da calcio con cespugli d’erba non rasati e non concimati chimicamente (una specie di orto sinergico), dove ammiri amabilmente senza urlare e senza dire parolacce ragazzi educati e a modo che si lanciano un bel pallone morbido come un cuscino. Quando qualcuno afferra il pallone-terra dice cosa farebbe per salvarlo e poi lo passa benevolmente al prossimo! hehehehehehe!!! fantascienza ecozoica! (ho rubato l’idea a Stefano, che fa giocare così i bambini delle scuole del parco!)

Serviti pure, i mignon sono a tua disposizione! (a me sono piaciuti molto, i miei a cui li ho portati a pranzo al posto delle solite pastarelle hanno più o meno reagito come la famiglia di Claudia!)

 

@ Cris!
carissima topetta, questa sì che è una notizia da festeggiare con una bella fetta di questa torta! finalmente avrai prodotti bio e di stagione! ma che bellezza!
Sono contenta che Elena ed io ti abbiamo dato lo stimolo a non demordere!Hai visto, il tuo “impegno” stagionale è stato premiato!
E’ ora di preparare anche qualche mio primo per i tuoi amici eh!

 

  1. stefano 17 marzo 2010 alle 07:37

Bravissima Mariagrazia,

solo per vedere se finalmente sono riuscito ad inserire la mia foto…
Comunque la cucina ecopacifista ed ecozoica ormai è, grazie a te, una realta (gustosa)…

 

  1. neofrieda79  17 marzo 2010 alle 10:26

un’altra non amante dei dolci è conquistata! yum!!!!!ma le altre ricette?!?non puoi limitarti alla foto..su frutta secca: un progetto che sogno anch’io, hai i riferimenti della Correggia?

 

  1. Marinella 17 marzo 2010 alle 11:58

Mariagrazia, a parte l’orgoglio di aver ispirato la tua ricetta ecopacifista e le relative considerazioni, devo sottolineare che l’idea originaria della “torta all’acqua” – cioè senza nemmeno il latte di soia, che o si deve fare ed è complicato o si deve comprare in tetrapak usa e getta, poco ecologico – è della mia amica Elide, pittrice che abita in Russia (anche se è italiana), beata lei. La tua ricetta sarà ancora più buona della mia!

 

  1. mirti 17 marzo 2010 alle 14:39

bellissima ricetta, della Coreggia consiglio, oltre a “Il balcone dell’indipendenza” , questo bellissimo pdf sulle conserve, da leggere e amare!!

http://www.utopiesorridenti.com/AutoPro/ecoricette.pdf

 

  1. Mariagrazia 17 marzo 2010 alle 17:03

@ Stefano

oh sei spuntato finalmente a colori!

@ Annalisa
ma guarda, quei dolci li ho fatti prendendo spunto da Veganblog, ho usato la pasta frolla leggera leggera di Tubalkain, quella con cui finora mi sono trovata meglio per dosi e gusto.
La pittenchiusa prima o poi la pubblicherò…
Su frutta secca ti farò sapere in pvt!

@ Marinella
Ah quindi questa torta è parente di una lunga dinastia che abbiamo avuto in Veganblog…
Ora che mi dici questo capisco anche perché ho aspettato tutto questo tempo per pubblicarla: una torta d’acqua è ottima per il compleanno dei nativi dei Pesci! (anche la Russia alcuni dicono che corrisponda a questo segno).
Beh io sono una cuoca mistica, e so che per ogni cosa c’è il suo tempo… per cui non mi affretto mai!
Le torte sono tutte e due della stessa bontà! garantito da me che le ho assaggiate entrambe e le ho offerte in varie occasioni, osservando le reazioni di chi le assaggia!

@ Mirti
il pdf me lo sono ovviamente già scaricato, grazie!
A quando una tua partecipazione qui con tue ricette?
In ogni caso – felice della tua segnalazione!

 

  1. virginia 18 marzo 2010 alle 22:17

ciao! ho trovato ‘sta bellezza di torta! la riprodurrò per la domenica delle palme..( unica festa importante, ovviamente dopo il mio compleanno) devo solo riuscire a superare l’idiosincrasia che ho per gli anacardi…

 

  1. Mariagrazia 18 marzo 2010 alle 23:34

Io invece festeggerò l’equinozio di primavera (altrettanto importante degli altri passaggi stagionali) il sabato 20, che è anche la giornata internazionale senza carne! (e spero che sempre meno agnelli finiscano in questi giorni sulle nostre sciagurate tavole!)

Sono contenta se rifai questa torta! fammi sapere come ti esce! Se non ti piacciono gli anacardi prova con nocciole e pere! oppure scegli una frutta secca gradita e proponi la tua versione!
A me gli anacardi affascinano soprattutto per la loro forma lunare!

 

  1. stefano 20 marzo 2010 alle 10:50

Mariagrazia, benissimo allora dopo la tua bella collezione di ricette ecozoiche passiamo a quella delle parole… Così curiamo bene ciò che entra e ciò che esce dalle nostre bocche… Uno stomaco felice e un pensiero eco-pacifista.

Caro Nello, ha ragione Mariagrazia, il calcio è la rappresentazione di una battaglia, certo è meglio che farla veramente con morti e feriti, ma (a parte che a volte ci sono lo stesso) gli ecologisti dovrebbero inventare giochi nuovi ispirati alla pace, alla natura, all’armonia, anche energici ma senza violenza…
Sul sentiero, per la terra…

 

  1. Nadir 20 marzo 2010 alle 11:47

per Nello, ma che a me risulti la caccia non è uno sport, checchè ne dicano i cacciatori, imbracciassero macchine fotografiche!

Mariagrazia, ciao

 

  1. Nello 20 marzo 2010 alle 12:27

xstefano. sono d’accordo con te, ma in parte.

il calcio pubblicizzato può rappresentare modelli sbagliati e può indurre a violenza e morti (come è accaduto e accade ancora oggi)…..
ma il calcio inteso come sport e soprattutto come “calcio” nel vero senso del termine(ad esempio come quello che tu fai fare ai bambini nelle scuole), non credo sia così battagliero e da escludere assolutamente…
certo, benvengano giochi nuovi ispirati alla pace e alla nonvilenza, ma personalmente, per me, dare un calcio ad un pallone (non di pelle, ma di altro materiale) non è sinonimo “guerra”

xnadir. a me risulta il contrario.

 

  1. Mariagrazia 20 marzo 2010 alle 16:12

@ Stefano

le tue parole per me sono… musica! hehehehe!

@ Elena
ciao! (ovviamente concordo con te)

@ Nello
il calcio ha molta presa perché offre un modo molto veloce e facile di “essere insieme”! però “essere insieme contro” e non “essere insieme con”! anche praticato secondo le regole e con correttezza è sempre un vuoto esercizio competitivo che coalizza un gruppo contro l’altro.
Nella nostra società invece abbiamo bisogno di “allenamento” all’empatia!
Ma avremo il modo di chiacchierarne amabilmente a tu per tu quando ci incontreremo, magari affettando una di queste torte Marinella Correggia, non annoiamo il blog!

Ma dici sul serio sulla caccia?

Ci risentiamo in pvt!

 

  1. Nello 20 marzo 2010 alle 21:35

xmariagrazia e stefano:

il calcio io l’ho giocato e visto per 26 anni
non riesco ad interpretarlo in maniera negativa

…però leggendo il tuo ultimo commento, quei due concetti: essere insieme contro e non essere insieme con, mi farà riflettere tantissimo…

Mariagrà meno male ca cè staje tu!!!!

…ehm io le torte non le affetto, le magno a morsi O_O

sulla caccia….
rispondevo simpaticamente alla saccenteria di Nadir, che ogni tanto emerge qua e la tra i commenti O__o

io lo so che non è uno sport, ma molte persone hanno questo concetto della caccia e la fanno passare come sport o addirittura hobby

….perciò nel commento su l’ho messa tra parentesi definendola uno degli sport negativi e dannosi (perchè si uccidono gli animali e si inquina) pericolosi (perchè molte persone si son fatte male col fucile e sono morte a causa della stupidità altrui) e non costruttivi (perchè insegna solo ad uccidere)

ciao Mariagrazia
a presto…
un bacione!!!

buon sabato a tutti

 

  1. Antishred 20 marzo 2010 alle 22:37

Mariagrazia, se non una guida spirituale, sei molto decisa nei tuoi pensieri e questo lo apprezzo infinitamente.

Alle tue belle parole vorrei solo aggiungere:
Non possiamo aspettare che siano sempre gli altri ad amarci e rispettarci. Spetta a noi la prima mossa! (mi riferisco agli scacchi, anche se è un gioco che evoca battaglie… andrà bene lo stesso??

 

  1. Mariagrazia 21 marzo 2010 alle 22:23

@ Nello

sei dolcissimo! (ogni riferimento alla torta mandorle amarene è puramente casuale!)
Ti capisco e ti stimo, e come ti ripeto avremo occasione di chiacchierare su questi temi che ci appassionano.
Se mangi le torte a morsi ne farò una tutta per te ok? Che diametro? Fino a un paio di metri nel forno di Maria Irene ci arriviamo!
Oggi anch’io ho fatto una tortina per il figlio di Stefano (e c’era anche lo yogurt).

@ Carlo
Grazie per il tuo apprezzamento, io cerco solo di pensare con la mia testa.
Sulla tua osservazione sulle prime mosse da farsi… sì eviterei gli scacchi, che sono una rappresentazione astratta di strategia bellica…
Dato che studi giapponese anch’io ti lascio con un bel koan! “La via perfetta è priva di difficoltà. Compi il massimo sforzo”!

 

  1. neofrieda 22 marzo 2010 alle 00:18

Grazie cara, ricevuto, ti terrò aggiornata

 

  1. stefano 22 marzo 2010 alle 07:32

Nello, a scuola con le bambine e i bambini io gli tiro una palla di pezza (che raffigura la terra) con le mani e se riescono a prenderla è come se avessero in mano le sorti del pianeta, e così devono dire cosa farebbero di bello per lui… Quindi la palla-pianeta non viene presa a calci altrimenti si romperebbe quasi subito… (questa è anche una metafora sul prendere a calci qualcosa a cui non si tiene).

Mariagrazia, è vero, l’empatia è molto importante, pare che sia insita nell’essere umano ed è un sentimento che va recuperato e coltivato molto per riconnetterci con la Terra, sentire empatia per la sua sofferenza (e per le piante e gli animali…).
E infine agire…

 

  1. Giorgia C. 23 marzo 2010 alle 12:55

Ammiro con gli occhi tutte quelle delizie pasticcere (adoro i cachi e devo dire che quella crostata mi ha fatto venire un’acquolina in bocca). Ti ringrazio poi tantissimo per la torta (sono una delle festeggiate) e sicuramente la prima versione me la preparerò (mi incarto sulle cose complicate e quelle semplici allora mi attirano di più). Ma soprattutto ho letto i tuoi commenti e le tue riflessioni, in effetti sono molto fondate, come fondata purtroppo è anche la certezza che tutto gira attorno a un sistema guerrafondaio. Ma iniziare dalle piccole cose, come per esempio il modo in cui ci esprimiamo è un’acuta riflessione. A volte parliamo di fretta e ancor più spesso senza neanche pensare o parliamo per frasi fatte ormai imparate a memoria e le ripetiamo così a vanvera, spesso, noto, solo perché andiamo sempre molto di corsa. Forse, tra le varie cose da fare, bisogna anche imparare a trovare il tempo di fermarsi per riflettere, osservare, meditare e così anche le nostre azioni e le nostre parole cambieranno……

 

  1. Mariagrazia 23 marzo 2010 alle 18:10

@ Stefano

w l’empatia ecozoica!

@ Giorgia C.
Grazie del tuo bellissimo commento, ti sento molto in risonanza e mi fa molto piacere!
Sono contenta che proverai a rifare la prima torta, è più semplice ma altrettanto buona.
Sì, bisognerebbe esercitare di più la nostra capacità di attenzione! il pianeta ne beneficerebbe! (e ovviamente anche noi)

 

  1. Pizza pie 14 settembre 2010 alle 08:15

Strano… questa ricetta me la ero persa… dev’essere perché in quei giorni ero impagnata con le traduzioni e l’avvio del VW… la torta OVVIAMENTE la farò perché la trovo fantastica, e in tutti e due i modi, l’acqua alla fine é una questione di attenzione e di farina, cambia da un tipo all’altro ma anche da una marca all’altra…

Le riflessioni sembrano scritte per me!!!
A dire il vero non ci avevo mai pensato proprio bene, ma ovviamente hai ragione in pieno! Ho sempre pensato che la volgarità del linguaggio moderno derivasse dal fatto che la società moderna é volgare, cosi come anche la tv (al proposito avevo visto degli estratti di trasmissioni italiane diurne su Youtube incredibili) che mi “vanto” di non avere e di non voler guardare.
A dire il vero non ci avevo mai pensato per niente a quello che dici, do molta importanza alla proprietà di linguaggio, che essendo un codice per comunicare cerco di usare il più possibile in maniera di dire delle cose col fine che gli altri capiscano quello che voglio significare (affermazione banale ma non poi così tanto…). Quindi anche i modi di dire che tu giustamente contesti non li uso “alla lettera” (quindi non ci ho mai riflettuto), ma per quello che rappresentano.
Non mi sognerei mai di vedere Mirko nella bocca di un lupo se so che deve recitare una prima, ne tantomeno riceverò i miei ospiti cavalcando un cavallo e brandendo… un piatto di spaghetti fumanti ai pistacchi!!!
Malgrado le mie intenzioni non-belliche e non-soppesate hai ragione. E hai fatto benissimo a scrivere queste cose in questa ricetta (e ancor meglio hai fatto a segnalarmela): sono sicura che saranno di tantissimo aiuto a tantissime persone. Spero di riuscire a bonificare presto il mio linguaggio, perché come te ho ritmi lenti, mi prendo il tempo necessario per fare le cose e le faccio consapevolpente quindi spero veramente che questo spunto di riflessione dia buoni frutti presto.

Per quanto riguarda il calcio lo boccio in toto con sentenza definitiva, mi dispiace non essere d’accordo con Nello, ma neanche nelle scuole non lo tollero, crea una insana competizione, inimicizie, tensioni e eccitazione fuori luogo, i bambini di oggi sono già abbastanza agitati a seguire i ritmi che gli impongono i genitori, non hanno bisogno anche di eccitarsi con il calcio. La cosa negativa é che crescendo vedranno come “normale” anche il calcio della serie A e soprattutto daranno una valenza/priorità sbagliata a una cosa che non la merita. Basta vedere come se la prendono a cuore i tifosi… fino a picchiare “gli avversari”!
Quando sono venuta a vivere in Francia ho rifiutato un posto di lavoro come segretaria in una bella ditta dietro casa con uno stipendio quasi doppio di quello che prendevo in Italia (dove ero pagata malaissimo eh!), insomma un sogno, proprio a causa della malsana competitività che si sviluppa negli uffici fra impiegati in certi tipi di azienda, mi sono ripromessa di non andare più a lavorare in certe realtà perché troppo conflittuali. Il calcio genera anche lui un’animosità dannosa che non approvo!

Un bacio a tutti, ma in questo caso soprattutto a Mariagrazia.

 

  1. Mariagrazia 15 settembre 2010 alle 00:45

Allora attendo le tue fantastiche versioni di questa torta!

Sono contenta di aver stimolato le tue belle riflessioni…
dopo la tavola sarà bello veganizzare anche il vocabolario!

un bacio anche a te!

  1. Pizza pie 15 settembre 2010 alle 08:48

Riflettere mantiene in allenamento il muscolo cerebrale!

Le farò tutte e due, per il momento la prima perché ho tutti gli ingredienti, poi andrò a comprare la farina di farro che é la sola cosa che mi manca per fare la tua. La farina di farro la uso da quando mangio bio nei dolci (dieci anni gia!) perché mi piace come rende tutto più morbidoso.
Eh si, veganizzare il vocabolario: bella impresa! Io sono rimasta scioccata quando ho appreso che in Francia hanno inserito nel vocabolario certe parole storpiate uscite dagli slang degli immigrati e che quando io usavo a proposito certe parole francesi (tipo maîtresse) la gente si scandalizzava!!! Quindi la vedo dura la lotta contro l’ignoranza atavica! Ma non per questo si deve mollare no?
Sono d’accordo con Mimi quando dice che i bambini apprendono e poi proferiscono!

 

  1. Pizza pie 15 settembre 2010 alle 13:57

Et voilà! Ho fatto la prima, ma come te ho dovuto aggiungere molta più acqua! Ho usato due mele medie e 50 grammidi noci. E’ buonissima ed é piaciuta molto anche al mio mentore personale. Nei prossimi giorni farò anche l’altra perché una vicina Ebrea mi ha regalato delle mele per festeggiare l’anno nuovo!!! Ho colto l’occasione per usare un vecchio stampo in Pyrex da plum-cake: un ennesimo recupero anti-spreco, quindi la cottura é stata di circa 35 minuti a causa dello spessore. Ti mando la foto. Ciao!

PS ci é piaciuta molto anche perché non é tanto dolce… noi preferiamo…

 

  1. Mariagrazia 15 settembre 2010 alle 23:19

@ Barbara I

vedo che la torta Marinella Correggia ti ha proprio ispirato!
E’ proprio come dici te, ormai l’ignoranza è atavica… ma resistiamo! Nonostante ormai qui da noi le parolacce siano la norma, io continuo a non usarle, nemmeno le più diffuse!
I bambini purtroppo sono delle spugne, ha ragione Mimì…

@ Barbara II
Sono contenta che hai sfornato la tua prima torta Marinella, vedrai che sarà solo la prima di una serie! Grazie di avermi spedito anche la foto, mi pare quasi di poterla toccare!
Il dolce è dosabile secondo il proprio gusto, a me non piacciono i sapori troppo zuccherosi, trovo che la frutta contenuta nella torta dia già una giusta dose di dolce! Per cui limito molto la quantità di zucchero vera e propria, ultimamente sostituisco spesso con sciroppo di dattero o d’agave, altre volte con malto. E anche con l’olio ci vado leggera, riduco sempre le dosi che trovo nelle ricette!
baciotto

 

  1. Pizza pie 16 settembre 2010 alle 07:47

Sopra ho sbagliato: la vicina per festeggiare l’anno nuovo mi ha regalato delle PERE, quindi farò la tua versione, forse durante il week-end, anche perché dell’altra ne rimane solo metà… Anch’io preferisco le pietanze non troppo dolci e uso sciroppo d’acero o malto di riso, questa torta é proprio buonissima, la prossima la faccio nello stampo quadrato un poco più basso per averla più simile alla tua… evvia di dolci a colazione!

PS Qui in Francia parlano da anni del diabete come di un’epidemia (causa bibite gassate etc.) ma se tutti si mangiassero una buona e sana fetta di dolce come questo con farina integrale, poco zucchero e grassi vegetali… non sarebbe meglio???

 

  1. Mariagrazia 16 settembre 2010 alle 23:28

@ Barbara

La torta nella teglia quadrata è quella fatta da Isabella, io di solito uso una teglia rotonda! (quella della foto in apertura)
Sì, sì avevo capito che intendevi pere…
Ma certo:
+ torta Marinella – diabete !!!
però Marinella che ha pubblicato la ricetta di questa tortina nel suo ultimo librino, “Il cuoco leggero”, la chiama torta Elide (e ne parla anche nel commento sopra), l’amica che a sua volta le ha passato la ricetta di questa torta… insomma, una torta all’acqua dai mille nomi!!!

 

  1. Pizza pie 18 settembre 2010 alle 09:18

Isabella

E io che mi ero già fatta tutti i calcoli: la torta con le mele diventava “Torta Elide”, quella con le pere “Torta Mariagrazia”, poi ne avrei fatta una con mandorle in scaglie, mele+pere, 1/2 zucchero e 1/2 acero che sarebbe stata la “Torta Marinella”… Mi tocca inventarne un’altra variante per Isabella allora!

Insomma, ieri sera ho fatto la tua versione con le pere: buonissima, ma ne ho combinata una delle mie… Subito dopo averla messa in forno mi sono resa conto che non avevo messo lo zucchero… ma solo il malto… pas grave mi son detta: sarà ancora meno dolce, al limite ci spalmo sopra un poca di marmellata. Ma avevo un disagio, avevo dovuto mettere ancora più acqua, che strano… e la consistenza era molto più strong della prima fatta… insomma stanotte all’una ho avuto una folgorazione: avevo dimenticato l’olio!!!! Sono proprio “la peggio” Malgrado la mancanza di olio (che rende il dolce di consistenza un poco “elasticosa”) é venuta buona, ma la prossima volta (presto) ci metterò l’olio…
Quindi: dopo i dolci SENZA burro, senza uova, ora anche senza olio, fra poco anche i dolci senza FARINA!!! Dici che ce la farò? Con quello che costano le farine bio!!!

 

  1. Mariagrazia 19 settembre 2010 alle 19:52

@ Barbara

Aspetto la tua nuova versione della Marinella! Belle queste torte con tutti questi nomi!
Mi hai fatto morire dal ridere con la tua dimenticanza dell’olio nella torta alle pere, hai ragione, a questo punto aspetto la tua torta senza farina! Sarebbe davvero un bel risparmio…
Beh, ora non ti resta che provare la torta uoVo e la torta-bandiera della pace, così hai finito il giro! e magari i dolci fotografati in coda senza ricetta, ancora più difficile!

 

  1. Mimi 28 ottobre 2010 alle 12:44

Ciao Mary,

Finalmente dopo tanto tempo che la volevo provare, e dopo aver avuto la certezza della sua bontà avendola assaggiata in quel dolce pomeriggio a casa con te e Stefano, mi sono decisa e ho preparato ieri questa torta.

Ho variato un pò gli ingredienti a seconda di ciò che avevo in casa, purtroppo non avevo la farina di mais come mi avevi consigliato, ed ho diminuito le dosi per potermela pappare tutta gioiosamente.

Ho portato il tot della farina a 100g , solo integrale bio, 1 pera, 3 noci brasiliane a pezzetti, succo di mela senza zucchero ( 100% frutta, al posto dell’acqua ) , un pizzico di cannella, zenzero e menta!!

L’ho pappata ancora calda, una vera delizia.. leggera , soffice e buonissima!!! Sarà uno dei dolcetti che continuerò a prepararmi quando avrò voglia di qualcosa di dolce ma non troppo. Non mi piacciono i dolci troppo smielati e corposi, sai che mi piacciono pietanze leggere e gustose!! E questa torta, nella tua variante, è perfetta!

Un forte abbraccio a te e Stefano
ed una carezza anche a Cirino

 

  1. Mariagrazia 29 ottobre 2010 alle 23:52

@ Mimì

sono felice che hai assaggiato questa tortina! peccato che quella volta che sei passata a berti la tisana ne avevo solo un ultimo pezzettino che avevo messo appositamente da parte per te! Ma appena sfornata è tutta un’altra cosa!
Comunque prova il mix farina di farro e mais, una volta ho usato soltanto farina integrale e non ne sono rimasta altrettanto soddisfatta!
Con le tue interessanti varianti hai creato una nuova torta: la torta Mimì!
Lo so che stai passando un periodo molto delicato per le vicissitudini di Romeo, ma spero che quando il nostro caro micetto starà bene la rifarai e la pubblicherai!

 

  1. Mimì 30 ottobre 2010 alle 11:45

Ok Mary, grazie mille per tutto.. Allora appena la rifaccio con le mie modifiche la pubblicherò

Grazie per l’infinita dolcezza

 

  1. Mariagrazia 3 novembre 2010 alle 00:38

un grazie a te, elfetta dalle mani e dal cuore d’oro!

 

  1. Liila 4 maggio 2011 alle 10:14

Carissima Mariagrazia ho provato la torta alle mele che mi avevi consigliato, mi avevi detto che era buona ma lo è stata di più di quanto pensassi, ho fatto qualche piccola modifica: ho messo 200 gr di farina e 50 di maizena, ho messo prima per un po’ le mele a macerare con il succo di 1 limone insieme allo zucchero che dovevo mettere nella torta, buonissima. Ne è rimasta entusiasta anche una mia amica vegetariana che però non ama il sapore del latte di soia e non apprezza molto i dolci vegani, questo si. Grazie

 

  1. Mariagrazia 4 maggio 2011 alle 12:50

Benissimo, allora con le tue modifiche diventerà la torta Liila, che prima o poi proverò! non si finisce mai di mettere a punto una ricetta!

Anch’io preferisco evitare il latte di soya, non tanto per ragioni di gusto ma perché non mi piace consumare troppe proteine(la soya è un legume)…

53 Mus  8 novembre 2011 alle 23:43

Mariagrazia ma che belle ricette che proponi! Sono andata nel tuo profilo e devo ammettere che sei proprio brava!

Per questa meravigliosa torta della II versione alle pere e anacardi volevo chiederti dei consigli:
Il forno su statico, giusto?
Quanto deve misurare di diametro la torta? vorrei tenere la tua stessa altezza!
La farina di mais quale? quella normale per polenta o la farina di mais fioretto o la farina di mais fumetto?
Invece di mettere 8 cucchiai di sciroppo d’agave posso metterne 2 totali? preferisco meno dolce.
Ma se dovessi diminuire lo sciroppo d’agave devo cambiare qualcosa nella quantita’ degli altri ingredienti?
Cosa ne pensi se al posto dei 2 cucchiaini di cremor tartaro + 1 cucchiaino di bicarbonato, mettessi 1 cucchiaino di bicarbonato con 1 cucchiaino di aceto di mele?
Un’ultima domanda, vuoi dire che la II versione ha la mollica piu’ asciutta e morbidissima rispetto alla I versione?
Complimenti ancora per la tua ricetta!!!

 

54 Mus 8 novembre 2011 alle 23:45

Dimenticavo, mi piacerebbe avere la tua ricetta della crostata di cachi e dei mignon veg con crema pasticcera di couscous, ne sono rimasta affascinata!

 

55 Mariagrazia 9 novembre 2011 alle 10:50

Cara Mus

grazie dei tuoi complimenti!
Mi fa piacere che questi dolcetti suscitino tante curiosità… nonostante ormai siano stati digeriti da qualche anno!
Per cui le mie risposte non saranno il massimo della precisione…
Ho visto comunque che anche tu sei una brava pasticcera, quindi saprai cavartela senz’altro anche con indicazioni imprecise!
Il forno statico non so cosa sia… sono poco tecnologica… ho un forno a gas e una cucina che avranno almeno una trentina d’anni…
La torta di solito la faccio in una teglia rotonda da 25 cm di diametro, ma non sono una campionessa di altezze con i dolci, mi vengono sempre bassetti!
Di farina di mais di solito uso quella che ho sottomano, e di solito è quella da polenta che prendo al mulino vicino casa. Mi informerò per sapere cosa macinano. Secondo me puoi usare qualunque tipo di farina di mais, sperimentando vengono fuori sempre le migliori scoperte!
Di sciroppo d’agave ne puoi mettere quanto ne riesci a tollerare! e non credo che ci siano problemi per l’impasto se lo ometti, ovviamente vedrai tu se serve qualche altro cucchiaio di liquido (e io metterei acqua o succo di mela).
Prova anche bicarbonato più aceto, io a volte uso anche il solo bicarbonato.
No, il contrario (per la consistenza dell’impasto) la prima che ho assaggiato fatta da Marinella era più asciutta e compatta, la mia più umida e leggermente friabile. Ma poi varia a seconda delle lune!
Per la crostata di cachi e i mignon ho usato la frolla di Tubalkain che trovi qui fra le ricette, mentre la crema di couscous (che adoro) la faccio facendo bollire fino allo spappolamento un bicchiere di couscous con 4-5 bicchieri di acqua, aggiungendo quanto malto o agave vuoi, o anche zucchero di canna. Direi una mezzora di cottura e poi frullare con le spezie che ti piacciono, a me cannella, vaniglia e cardamomo. Per la marmellata di cachi poco zucchero, limone (liquido e buccia), chiodo di garofano, un cucchiaio di limoncello homemade, all’incirca…
Buona dolcezza veg! e vieni se vuoi a trovarmi in Cucina ecozoica.

 

56 Mus 9 novembre 2011 alle 15:47

Grazie tanto cara per le spiegazioni! Sono entrata quest’anno a far parte di Veganblog.it, quindi ogni tanto sfoglio le vostre ricette di anni indietro e ……….cosa mi sono persa! Sfogliando nel tuo profilo ne sono rimasta colpita….sia per le ricette e sia per la persona sensibile e profonda con sani principi che sei! Sei un esempio da ammirare per tutti! Piuttosto, sono andata a vedere il sito di Cucina ecozoica e ho visto i video sugli animali che soffrono per colpa di noi umani! Ci credi che mi son messa a piangere tanto che nel momento stesso ripetevo SCUSA a Dio per questa cattiveria e anche perche’ mi sentivo in colpa dato che prima di conoscere voi di Veganblog.it, mangiavo ancora purtroppo(anche se la stavo diminuendo)carne di animali…….Queste cose ti toccano nel profondo e ti segnano… Io non posso far altro che ringraziarvi per avermi aperto gli occhi alla vita…..Grazie dal profondo del mio cuore.

…………….Ritornando sulla ricetta, per forno statico si intende un forno tradizionale o piu’ semplicemente cottura sotto e sopra abbinata, penso allora che usero’ lo statico per questa torta.Per quanto riguarda le altezze dei dolci, ti devo smentire perche’ ti e’ venuta proprio bene in altezza….la foto parla da sola! Ti chiedevo sulla farina di mais perche’ quella di mais fumetto e indicata proprio per i dolci mentre la fioretto e leggermente piu’ fine di quella normale per polenta.
A questo punto ti ringrazio ancora per tutto e ti auguro ogni bene.

 

57    Marta 21 novembre 2011 alle 16:54

Marinella è un mito per me, vorrei avere più notizie sue, ha un blog?

Se penso che ha letto e scritto in questo blog, mi emoziono!
Complimenti per la torta, le “torte all’acqua” del “cuoco leggero” le stò sperimentando e mi diverto a portarle in assaggio agli amici
onnivori facendoli riflettere!
Che begli esempi che trovo qui !
Grazie!

 

58 aFederica 21 novembre 2011 alle 17:12

Le tue torte sono fantastiche con ingrediedienti altrettanto fantastici e soprattutto nobili. Belli anche le tartellette in pasta frolla complimenti!

 

59 Mariagrazia 22 novembre 2011 alle 10:22

@ Marta

Capisco la tua emozione! Da quando ho assaggiato la torta all’acqua fatta da Marinella l’ho disseminata in tante versioni qui e là, proprio come stai facendo tu. La tradizione è che a seconda di chi la fa cambia nome, quindi ora tu fai la torta Marta!
sei una bravissima seminatrice!

@ aFederica
Grazie troppo buona, ti invito a un assaggio virtuale di quello che preferisci!

 

60 antonella 12 dicembre 2012 alle 11:29

 Queste ricette mi ispirano molto..le proverò

Grazie

 

61 MaVi = Mariagrazia 12 dicembre 2012 alle 12:11

Proprio ieri pensavo che è parecchio che non faccio una di queste buonissime torte! spero ti piacciano!
MaVi

p.s. per Lisa: potresti rimandarmi la password per loggarmi? quella che ho non funziona più.

 

62 12 dicembre 2012 alle 12:14

Ciao Mariagrazia!Prova adesso

 

63 Mariagrazia 12 dicembre 2012 alle 12:20

Grazie Lisa! prova riuscita!

 

feb 13, 2013

Inserita da | 21 Commenti

  1. Nello dice:

    Secondo me la seconda foto non è affatto bruttissima, forse sarà meno scenica, ma l’immagine completa della torta non ha niente da invidiare alla teiera ed i piatti arcobaleno :mrgreen:

    Delle torte trovo interessanti tutte le versioni, inclusa quella del plumcake: adoro abbinare la frutta fresca a quella secca, e le accoppiate mele-nocciole, pere-anacardi, le trovo particolarmente allettanti nei dolci :-P

    Allacciandomi alle tue “riflessioni digestive”, aggiungerei di assumere, oltre alla cucina e alle parole, anche degli atteggiamenti fisici meno violenti. Spesso le persone, prese dall’ira o altri sentimenti furibondi, si lasciano andare con sguardi, gesti, e modi di muoversi che facilmente portano allo scontro con uno o più individui. Ci vorrebbe una vera e propria rieducazione dell’essere umano. Un qualcosa rivolto a sensibilizzare i nostri istinti negativi, quelli che quando prendono il sopravvento inducono a commettere errori su errori…

    Stamattina su facebook ho trovato una vignetta davvero molto bella. L’ho condivisa sulla mia pagina, ed è a tema con il tuo discorso: “non è bello ciò che è bellico, ma bello ciò che è pace” :-D

    Abbraccio oval-pacifico ;-)

    Ps. ho dato un’occhiata al link del tuo amico, sono davvero molto belle le sue caramiche! Complimenti a lui :-D

    • Nello dice:

      …ops, ho saltato una è alla frase “non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace” :mrgreen:

    • MaVi dice:

      sì, anche i gesti andrebbero ingentiliti… le abitudini però sono troppo consolidate. Inoltre sarebbe sbagliato assumere l’atteggiamento opposto aconflittuale… altrimenti si scade nell’ipocrisia… e le rabbie vanno comunque sfogate ed espresse come ci insegnano gli psicologi, ma ci sono modi e modi!
      Come vedi non è facile, ma è importante una ricerca di equilibrio! La teoria mi è chiara, ma nella pratica anch’io sono difettosa, sia ben chiaro! Non è mica facile l’autorieducazione… in un sistema che procede esattamente al contrario!
      Ho visto la tua vignetta, “è bello ciò che è pace” mi piace troppo! segnati un mio mipiace simbolico!
      Abbraccio oval-pacifico, ma con un mrgreen! :mrgreen:

  2. Biblioteca Gianni Rodari dice:

    Brava MaVi,
    un saluto da Stefano, Maria e Silvia dalla bella biblioteca Rodari di Roma.

    • MaVi dice:

      grazie, mi ricordo ancora l’insalata sbagliata che ho preparato lì! un saluto e buone letture a voi tutti!
      ;)

  3. ale63 dice:

    Ciao MaVi,
    bellissime queste torte ,stavo proprio cercando una ricetta per la torta per il mio compleanno.Vorrei preparare una torta semplice,buona,con ingredienti buoni anche per la salute,grazie per la ricetta.La preparerò con farine naturalmente senza glutine
    Sono felicissima che sei tornata con le tue splendide preparazioni e le tue interessanti riflessioni.
    Un abbraccio a te e a Stefano
    Alessandra

    • MaVi dice:

      Quand’è il tuo compleanno? Ti faccio gli auguri già da adesso!
      Sicuramente farai la torta sana-golosa dei tuoi sogni, mi ricordo ancora la buona ciambella alle mele che mi hai offerto quando sono venuta a trovarti, magari dagli una assestatina ecozoica!
      Non sono ancora propriamente tornata, sono in prova tecnica…
      abbraccio ovale
      ;)

  4. CescaQB dice:

    MaVi ben*tornata!!!!!!!!
    Hai pubblicato tantissima robetta, ci metterò un po’ di giorni a leggere tutto ed a mettermi in pari! Nel frattempo inizio a recuperare da questa bellissima torta all’acqua! Sono una grandissima fan di queste torte che sono ipersane e iper buone, si può gustare una festta in + senza sensi di colpa.
    Concordo sul lavore e la potenza del nostro linguaggio come arma dei nostri pensieri e principi. Senza finire a parlare come una principessina e quindi senza perdere di vista chi sono veramente ;) sto sempre più attenta a non usare parole (che si dicono per abitudine) che remano contro ciò in cui credo. :)

    • MaVi dice:

      Come dicevo a Nello, una riflessione sul nostro modo di parlare e di muoverci è molto importante… senza farci però imbalsamare e imbavagliare sia ben chiaro! e tanto meno trasformarci in principessine, giammai! Per esempio non userei l’espressione “arma dei nostri pensieri”, ma con cosa sostituire? non lo so, ognuno cerchi le proprie alternative! se vuole ovviamente…
      Sono sicura che troverai il tuo modo di essere ribelle, selvaggia e pacifica al tempo stesso!
      E queste torte all’acqua ho visto ormai portandole in giro da tante parti che convincono tutti, piacciono e basta! Si fanno per i vegan ma poi le mangiano tutti!
      ;)

  5. cris dice:

    un vero splendido programma quello che la tua anima sta mettendo in opera con queste ricette :-)
    stupenda l’acqua…davvero la piu’ affascinante di tutte le molecole :-)
    una torta che racchiude in se’ il segreto della molteplicità piu’ selvaggia, le modificazioni strutturali che l’acqua ammette sono un universo di eccezionalità, un territorio da esplorare senza confini…fuori dalla finestra, mentre guardo la tua torta all’acqua, la neve é ovunque…l’eccezionalità di questa sostanza mi commuove, i fiocchi di neve sono cosi’ straordinari, ogni fiocco esplode in tutta la sua bellezza, unicità, irripetibilità e con una naturalezza e dolcezza infinite si perde e si scioglie…l’acqua si offre per formare la materia delle nuvole, per scorrere possente nel letto dei fiumi in piena, per cullare le ninfee nelle notti limpide e per infuriare scossa dal vento e dal richiamo della luna sulle coste del mare…ed eccola anche qui, che gentile e generosa si tuffa in una torta con un regale nome di Donna e si trasforma in calore e nutrimento nella case di chi accoglie il richiamo ecozoico…
    stupende le ceramiche, davvero bellissime, ma la tua tortina, proprio quella foto che tu trovi “brutta” per me é un’eccezionale apparizione di pace e di gentilezza!!! Fatatissima creatura, dall’anima narrante e dalle mani tanto generose!

    • MaVi dice:

      Nella neve l’acqua appare in una forma leggibile, e sono convinta che ha per noi tanti messaggi che prima o poi dovremmo decodificare. E’ pazzesco come la natura intorno a noi provi a parlarci in tutti i modi e noi non ce ne rendiamo conto… Meno male che ci sono alcune persone come te che perlomeno guardano fuori dalla finestra con punti interrogativi negli occhi curiosi!
      Questa tortina è una delle mie preferite come sapore, ma innegabilmente come aspetto si presenta un po’ dimessa… Sono contenta che tu sappia vedere oltre l’apparenza e la consideri bella! Ma ho visto che tutti si fanno sedurre da lei, nonostante l’aspetto poco appariscente!
      ;)

  6. Stefano Panzarasa dice:

    Povera torta…
    Non era certo spettacolare ma molto buona, semplice, come l’acqua ma anche piena di significato…

    • MaVi dice:

      Hai ragione, era ed è bella come l’acqua… ma come l’acqua forse bisogna trovare il modo giusto di fotografarla! in modo che il significato fluisca meglio…
      ;)

  7. Carmen dice:

    Ho guardato solo le foto, ma mi piacciono tanto i piatti. Sono così allegri con questi colori!

    • MaVi dice:

      Ti capisco, le ceramiche di Michele Flammia si meriterebbero un post dedicato solo a loro! Hai visitato il suo sito? Sopra c’è il link. Se il tuo progetto di fare una visita da queste parti va in porto magari potresti fargli una visitina dal vero!
      abbraccio ovale
      ;)

  8. lorenzo dice:

    Ciao Mavi,

    ho preparato la prima versione della Torta all’acqua e l’ho portata in Ufficio, accompagnata da Spumante di sambuco, per festeggiare il compleanno con i colleghi.
    C’erano tante meline tonde di Amatrice che facevano capolino dalla busta adagiata sul cestino in vimini in cucina. Un sucesso !! Hanno tutti chiesto la ricetta.
    Vi dirò delle altre versioni quando avrò gli ingredienti sottomano. Per ora ne preparerò un’altra x casa.
    Per le dosi ho aumentato a 300 di farina integrale, integrata da 100 bianca sola soletta in un barattolino, 100 di zucchero di canan e olio , un a grattugiata di scorza d’arancia bio di Modica oltre che al limone, e infine, 150 gr d’acqua.

    Mi è già tornata l’acqualina in bocca !!!

    • MaVi dice:

      Sei stato bravissimo a preparare questa prefesta di compleanno tutto da solo, scegliendo una ricetta qui dal mio sito. Sono contenta che le meline di Amatrice ti abbiano dato questa buona indicazione. E poi pian piano puoi provare anche le altre versioni, vedrai che buone. Hai fatto bene a personalizzare le dosi, le ricette sono canovacci che ognuno modifica secondo gusto e necessità, a meno che non si voglia raggiungere certi risultati tradzionali o sperimentali.
      Mo’ mi fai tornare anche a me l’acquolina, anche se la nostalgia per il momento va alla torta-galassia di domenica! Sigh, devo rifarla presto!
      ;)

  9. Lorenzo dice:

    Aggiungo un’altra versione partorita dalla fantasia e dai pochi avanzi in cucina.
    Che si può inventare senza farine 0, 00, integrali semi o di farro ?
    150 gr. di semola di grano duro + farina di mais, quella x polenta, + 50 gr. di maizena. = 200
    200 gr. di carote
    1/2 arancia spremuta
    scorza d’arancia
    1 pizzico di bicarbonato

    • Lorenzo dice:

      Continua…….
      100 gr. di zucchero integrale di canna
      1 bicchiere di olio evo
      1 bicchiere di acqua tiepida
      1 bustina pane angeli x eliminarla ( d’ora in poi si utilizzerà il cremortartaro)
      50 gr. di mandorle tostate a pezzettini
      2 melette tonde di amatrice
      una spolverata di cannella.

      Risultato finale.
      Da leccarsi i baffi !!!!

    • MaVi dice:

      :lol:
      si vede che state svuotando la dispensa prima del viaggio! Per dare un parere però la dovrei assaggiare!
      abbraccio ovale
      ;)

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