mag 5, 2011

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Spaghetti alle vongole felici

Spaghetti alle vongole felici

 

VIDEORICETTA

Questa è una versione veganizzata degli spaghetti alle vongole crudeli… La cucina vegana ha infatti la possibilità di sostituire praticamente ogni ingrediente sensibile…
Ci sono molte ricette di pasta con sughi di pesce veganizzati, tutte molto appetitose, ma mi mancavano le conchigliette nel piatto… finché un giorno sgranocchiando i miei adorati pistacchi vedo finalmente materializzarsi davanti a me la possibile sostituta vegetale della povera vongola… così scrivevo la prima volta che ho pubblicato questo piatto (vedi qui).

 

Ingredienti per due persone:

200 g di spaghetti integrali oppure di grano duro di buona qualità (tipo senatore cappelli o garofalo)
50-60 g di pistacchi, gusci compresi
un pezzetto di alga kombu
un mix di alga nori in scaglie, arame e spirulina (una manciatina)
aglio (1 o 2 spicchi)
peperoncino (a piacere)
pomodorini (se di stagione freschi, altrimenti in conserva, oppure se si trova il tipo invernale)
prezzemolo
olio evo
1 cucchiaio di farina integrale
1 foglia di alloro
mezzo limone

Procedimento:
Sciacquare i pistacchi e metterli a bagno con l’alga kombu e il mix di alghe. (Questo lavoro va fatto almeno mezzora prima della preparazione del piatto).
Preparare la padella per il sughetto: qualche bel giro di olio evo, un bell’aglio nudo e intero (o anche due), mezzo peperoncino secco sbriciolato (oppure di più o di meno a seconda del gusto e del grado di piccantezza), la foglia di alloro. Soffriggere brevemente fino a dorare un po’ l’aglio e poi buttare i pistacchi-vongola insieme alle alghe (ricordate di tagliuzzare la kombu) con qualche cucchiaiata d’acqua dell’ammollo… Coprire qualche minuto per insaporire e poi aggiungere i pomodorini (interi o a metà). Ricordarsi di sgusciare metà dei pistacchi o anche più, per poter mangiare gli spaghetti con maggiore comodità… eventualmente sgusciateli tutti e lasciate solo qualche guscio come “ornamento”… Nel frattempo mettere su l’acqua della pasta e quando bolle buttare gli spaghetti. Scolare gli spaghetti a metà circa del tempo indicato e proseguire la cottura nel sughetto, a cui va aggiunto il resto dell’acqua d’ammollo. Verso la fine aggiungere il cucchiaio di farina per addensare il sughetto e farlo ben aderire alla pasta. Dopo avere spento la fiamma aggiungere un po’ di prezzemolo tritato, un giretto d’olio a crudo, una spruzzata di limone et voilà. Potete decorare con due belle fette di limone.

Io di solito lascio la pasta coperchiata in attesa di andare in tavola dopo aver mangiato un bel frutto di stagione e una bella insalata a foglia verde con le olive (questo per me a cena è un must).

Il mio compagno che aveva da onnivoro un debole per il pesce ha gradito… Lui dice che la mia cucina è in grado di ricompensarlo della rinuncia… Pian piano la dieta vegan apre gli occhi a tutti. Infatti di recente trovandosi a una mensa con dei pesci interi squadernati sui piatti ha provato un senso di sgomento, lui che in passato si sarebbe fiondato su queste pietanze invece è passato oltre, ed io non ero là!
Questo sugo è buono anche senza le alghe, per i miei gusti ho elaborato questo mix, ma si possono provare anche altre combinazioni. Si ottiene un delicato profumo di mare, o come definito dalla mia amica Liila, una carezza di mare.
Ovviamente invece la consistenza del guscio di pistacchio reso morbido dall’ammollo rispetto alla perlacea durezza di quello della vongola non ha proprio niente in comune… ma il fatto di trafficare con le dita nel piatto ad aprire molti pistacchi chiusi o a schiacciare facilmente quelli sigillati  diverte molto.

Ed ecco altre versioni che ho provato strada facendo…

Queste le ho fatte a Capracotta a 1400 m nel 2009!

Queste me le ha cucinate Stefano in vacanza al mare a Capalbio nel 2009, senza alghe, altrettanto buone.

Questa è la versione invernale senza pomodoro (natale 2009). Altrettanto valida!

Quì invece ho provato gli strangozzi insieme alle zucchine (un’altra variante prettamente estiva)… La mia preferita però rimane la versione classica…

Le vongole felici sono la prima ricetta vegan che ho pubblicato nel luglio 2009 : Quì

Ha avuto un sacco di rifacimenti e persino un thread di discussione originato dal bell’articolo scritto da Stefano, ”Ho visto anche delle vongole felici”, pubblicato nel bollettino della Rete Bioregionale italiana.

C’è persino una edizione in inglese.

E una in francese.

E’ la ricetta che di solito preparo la prima volta che invito ospiti onnivori o vegan che siano! Diciamo che è la mia colomba di pace!

E infatti eccomi ai fornelli a Capracotta nell’estate 2010 a lavorare per un gruppo di assaggio!

Ed ecco cosa ho preparato per il Menu No Money Day di aprile a Silvana, che invitavo a casa per la prima volta!

Queste sono le pincinelle alle vongole felici, un matrimonio fra mare e monti!

E poi altre versioni, con i datterini:

E quelle di Capracotta 2010 come sono finite nel piatto (il videoclip completo del mio laboratorio di cucina ecopacifista lo trovate linkato nella ricetta Menu No Money Day di aprile):

NOTA STAGIONALE: PERCHE’ IL PIATTO SIA ECOZOICO I POMODORI FRESCHI VANNO USATI NEL PERIODO GIUGNO-SETTEMBRE (O POCO OLTRE, FINO A CHE CI SONO GLI ULTIMI POMODORI SULLE PIANTE). QUINDI E’ UNA RICETTA ESTIVA, CHE PUO’ ESSERE FATTA IN OGNI STAGIONE OMETTENDO IL POMODORO, OPPURE USANDO DELLA CONSERVA (BIO E SE POSSIBILE FATTA IN CASA!).

Link musicale:

The Same Deep Waters as you dei Cure… perché le vongole possano restare nelle loro acque, non proprio profonde perché amano i bassi fondali…

mag 5, 2011

Inserita da | 80 Commenti

  1. Arianna dice:

    Che bella ricetta!!!!!

  2. antonella pepe dice:

    mmmmm che buona! è anche facile da cucinare, per i miei gusti però non metterò le alghe!

    • MaVi dice:

      Sì, per questo l’ho ben specificato anche nella ricetta: le vongole felici sono buonissime anche senza alghe! sono la versione di terra!
      Ed è veramente un piatto veloce e di grande riuscita!
      Fammi sapere che ne pensi dopo l’assaggio!
      un abbraccio ovale!
      ;)

  3. Orecchioverde dice:

    Ormai quando passeggiamo in riva al mare sentiamo delle vocine che ci sussurrano: “Grazie! Grazie!”.
    Sono le care vongole che se ne stanno “felici” sotto la sabbia… Mariagrazia, il popolo delle vongole sa e ti ringrazia per la tua splendida e gustosissima idea.
    Gli spaghetti alle vongole felici fanno veramente pensare all’Era Ecozoica, peccato non averle potute far assaggiare al compianto padre Thomas Berry…

    • MaVi dice:

      Sì, è stata un’idea che a me pareva un po’ balzana e devo dire che prima di pubblicarla ci ho pensato su un po’… ma poi ho letto i commenti entusiasti e ho visto i rifacimenti, e ho capito che questa ricettina potrebbe dare un piccolo aiuto al mare, proponendo agli onnivori un’alternativa che consenta loro di rinunciare al consumo di un animaletto che non solo è in estinzione, ma la cui tecnica di pesca (con dei congegni turbosoffianti viene aspirato via tutto insieme a loro) porta alla desertificazione del mare. L’Adriatico per esempio ha ormai pochi anni di vita, anche grazie a questo tipo di pesca scriteriata…
      Secondo me Thomas Berry in qualche modo le vongole felici le ha assaggiate! e speriamo un giorno di farci una spaghettata marina ecozoica insieme! Utopia senza limiti per il bene del nostro amato pianeta!
      ;)

  4. Mimì dice:

    Ogni volta che guardo questa ricetta rimango colpita ed affascinata… Innanzitutto per l’ingegno e la fantasia che tra i tuoi fornelli e nei tuoi piatti non manca mai e poi per la bellezza del piatto… Ogni versione fa una gola tremenda… Quella con i pomodorini, che ancora non avevo visto, è una delizia…
    Non ho ancora provato questa ricettina perché non trovavo i pistacchi al naturale con guscio, ma ora che mi ricordo l’ultima volta che sono stata a Piazza Vittorio (Roma) al mercato rionale ho visto che vendevano anche i pistacchi al naturale non sgusciati… La prossima volta che ci vado devo prenderli per potermi cimentare finalmente in questo piatto strepitoso!!
    Le vongole così sono davvero felici, felici di non finire in nessun piatto e vivere tranquille nel loro mare!!!
    Grazie per questa stupenda condivisione!!!
    Un abbraccio vongolesco felice
    Mimì

    • MaVi dice:

      Mimì non vedo l’ora che provi le vongole felici! sono sicura che ti piaceranno tantissimo, sia con le alghe che senza!
      Ci si può anche sbizzarrire a fare versioni che siano adatte alla stagione, ora per esempio si potrebbero provare vongole felici e asparago o pisellini freschi o fave, creando una mari-monti ecozoica!
      Un abbraccio oval-vongolesco anche a te!
      ;)

    • MaVi dice:

      ah dimenticavo Mimì… ieri avremmo dovuto festeggiare il nostro primo mese di cucina ecozoica!
      ;)

  5. Liila dice:

    L’ho fatta e possso dare un consiglio a tutti: “Provatela”, è buonissima, ho una mia amica vegetariana che mette sempre il parmigiano su qualsiasi piatto di pasta perché dice che gli da quel tocco in più, questa volta l’ho sentita dire che era un piatto eccezionale anche senza. Poi l’idea di lasciare alcuni pistacchi con il guscio una vera finezza. Bravissima Mariagrazia

    • MaVi dice:

      Pensa che io da onnivora mettevo il parmigiano sui piatti di pesce… e continuo da vegana sui sughi a base d’alga: ma ci metto il parmigiano vegan, fatto con mandorle e lievito alimentare frullati, oppure il pecorino vegan di cui più avanti inserirò la ricetta!
      Sono quindi doppiamente contenta che la tua amica vegetariana l’abbia gradita senza!
      Però è vero: le vongole felici sono gustose di per sé… poi cucinate dalle tue manine fatate…
      Hai notato che ho citato la tua “carezza di mare”?
      abbraccio ovale
      ;)

  6. Felicia dice:

    Avevo già avuto modo di guardare questa creazione, spettacolare!!!! le tue indicazioni chiare e precise sono il tocco necessario per apprezzare al meglio la ricetta!!! complimenti….. mi autoinvito per assaggiare questi meravigliosi spaghetti :-)

  7. MaVi dice:

    Provali Felicia! Io assaggerei tanto volentieri anche la tua interpretazione del piatto!
    Magari con spaghetti di riso o di mais, che dici?
    La versione gluten-free ancora mi manca!
    ;)

  8. Chicca dice:

    Ricordo ancora lo stupore quando vidi la foto :-P Pensai subito che fossero vongole vere :-) Li avevo riprodotti ed erano piaciuti molto a tutti ;-) Ciao MaVi

    • MaVi dice:

      Eh già! tu fai parte del gruppo dei primi assaggiatori virtuali che sono passati alla riproduzione!
      Davvero uno scherzo ben riuscito, fatto per amore del mare!
      ;)

  9. Stefano dice:

    Cercheremo di arrivare con gusto e allegria all’Era Ecozoica…
    Il sito di Cucina ecozoica lo vedo come un esperimento unico di pratica ecologista quotidiana di consapevolezza ecologica!

    • MaVi dice:

      Eh sì, ci proviamo, sperimentiamo e condividiamo! insieme a tante altre e tanti altri speranzosi sognatrici e sognatori come noi!
      ;)

  10. ale63 dice:

    Preparata oggi,essendo un periodo un po’ difficile volevo coccolare la famiglia e così abbiamo iniziato con la tua ricetta delle fragole(io ho mangiato una banana,da quando mangio frutta all’inizio del pranzo e non come spuntino a metà mattina la digerisco!!!….ho osato con la banana non è prprio a km zero ma erano anni che non la mangiavo più e avevo una voglia….nessun problema digestivo)poi ho preparato questa buonissima ricetta,per poterla mangiare anch’io ho utilizzato degli spaghetti gluten free ai tre cereali(riso,mais,grano saraceno)ottimi con questo condimento.
    Veramente un pranzo domenicale !!!!

    Andrai alla Fiera del libro di Torino?

    un abbraccio oval-ecozoico

    • MaVi dice:

      Anche noi oggi abbiamo mangiato le fragoline della domenica! finché ci sono… che bello!
      Sono contenta che mangiare la frutta prima del pasto ti aiuti a digerire!
      Il km zero dovrebbe essere la regola, ma qualche eccezione si può certamente fare! altrimenti diventa una costrizione! anche noi ogni tanto ci concediamo le banane, soprattutto nel periodo invernale quando la varietà di frutta locale è più scarsa…
      E che bello, avevo parlato sopra con Felicia di una possibile variante gluten-free ed ecco che tu l’hai già realizzata e approvata! Sarebbe da aggiungere alle versioni sopra!
      Alla Fiera del libro sono stata tanti anni fa, quando gestivo l’ufficio stampa di una casa editrice… ora qui a Roma abbiamo ‘Più libri più liberi’ a dicembre, ci accontentiamo… Ma la prossima settimana ho in programma un viaggetto in Svizzera per un convegno con forse uno stop a Milano… ma tu dove stai?
      abbraccio oval-vongolesco!
      ;)

      • ale63 dice:

        Io abito a Milano se passi ti conoscerei molto volentieri…

        Per problemi famigliari non credo che andrò a Torino anche se sicuramente è una bella occasione per avere una panoramica sulle novità letterarie io in particolare sono interessata sia alla letteratura cinese che alle opere anche di scrittori non cinesi sulla Cina….vorrà dire che mi consolerò leggendo le riviste letterarie su internet

        un abbraccio oval-ecozoico e a presto!

        • MaVi dice:

          Ciao Ale
          ti contatto privatamente, grazie per la tua e-mail! Se possibile mi piacerebbe molto incontrarti!
          Sì per te che traduci dal cinese il salone di Torino è senz’altro un’ottima occasione di aggiornamento! Dai, sarà per il prossimo, l’importante è che i problemi familiari si risolvano presto!
          un abbraccio oval-ecozoico anche a te e spero davvero a presto!
          ;)

  11. Edward dice:

    Pełnia doznań smakowych, bogatej nuty zapachów, ale także zmyslowych (dotykowych), w niczym nie ustępujących doznaniom wyzwalanym przez owoce morza, a nawet przewiszającym je u osób które nie przepadają za rezultatami połowów rybaków z Neapolu.

    • MaVi dice:

      Cieszę się, że tak wysoko oceniłeś moje “vongole felici” (Wesołe Małże), nie myślałam, że to danie może przypaść do gustu “wszystkożercy” który nie znosi owoców morskich! To jeszcze inna zaleta tego dania! Dzięki!

  12. MaVi dice:

    Traduzione del commento polacco sopra:
    “Un’esperienza di gusto intensa, ricca di note di profumo, ma anche sensoriale (tattile) e in nessun modo inferiore alle sensazioni attivate dai frutti di mare e persino superiore per le persone che non amano quelli catturati dai pescatori napoletani!”, dice Edward.

    • MaVi dice:

      e traduzione della mia risposta:
      “Sono contenta che hai così tanto apprezzato le mie vongole felici, non pensavo che potessero piacere a un onnivoro che non sopporta i frutti di mare! Un altro pregio di questo piatto!”

  13. Marta dice:

    Questa ricetta quasi mi commuove! complimenti e grazie per il consiglio di propinarla agli onnivoli come primo assaggio vegan, resteranno stupefatti! L’ho già ricopiata nel mio ricettario!

  14. MaVi dice:

    :lol: questo è proprio il piatto da propinare come dici tu agli onnivori che non conoscono la cucina vegan!
    Appena la provi facci sapere che ne pensi! e soprattutto raccontaci la reazione degli eventuali assaggiatori onnivori!
    ;)

  15. Barbara dice:

    no hai ragione, allora ero convinta di aver commentato e invece l’ho solo pensato. me lo ricordo perchè ho pensato che “vongole felici” fosse un bellissimo nomignolo ^^
    sono buonissime, sì, le faccio ogni volta che mi viene voglia di spaghettini di mare :)

    • MaVi dice:

      Mi rende felice il tuo commento a posteriori, ne riceviamo pochi perché ovviamente si tende a commentare la cosa appena vista, ma il giudizio di chi assaggia per noi è fondamentale! sono contenta che siano entrati nel tuo menu, da me sono il “piatto della casa” quando ho ospiti per la prima volta!
      ;)

  16. Chocolat dice:

    Ciao sono Chocolat di Zenzero e zen,volevo ringraziarti per avermi ricordato di citare le ricette dalle quali avevo tratto ispirazione,ho rimediato.La ricetta e’ eccezionale ed ho tratto ispirazione dalla tua idea per creare anche io una ‘vongola felice’.Ancora grazie.Chocolat.

    • MaVi dice:

      cara Chocolat sono io che ti ringrazio e ti stringo in un forte abbraccio ovale e vongolesco-felice!
      ;)

  17. troglodita tribe dice:

    Carissima Mariagrazia è stato davvero grande!
    Abbiamo gustato a casa tua le mitiche vongole felici:) Oltre che felici anche troppo buone. Di certo non riusciremo a cucinarle così bene, ma ci proveremo di certo.
    Tutti gli animali ti sorridono per i tuoi meravigliosi piatti ecopacifici…e noi con loro.

    • MaVi dice:

      Abbiamo fatto un assaggio di vita nell’era ecozoica…
      Che altro piatto scegliere per i fondatori della Società per azioni felici? Sono contenta vi sia piaciuto e che continuerete a gustarlo! Così gli animaletti continueranno a sorridere, per una volta…
      spero di rivedervi presto!
      abbraccio ovale
      ;)

  18. Duck dice:

    Cara MaVi,
    ricambio con enorme piacere la tua visita!
    Eccola qui, la tua bellissima ricetta.
    Ho visto, scorrendo il post, che ne hai fatto anche una versione in bianco: era proprio quello che cercavo, perché io non amo molto il pomodoro e mi chiedevo, mentre facevo i tuoi spaghetti la prima volta, come sarebbero stati in bianco.
    Secondo te si può usare anche del vino nel sugo? Un buon vino bianco secco da sfumare?
    Un saluto, a presto!

    • MaVi dice:

      Grazie della visita, molto gradita!
      La versione in bianco è buonissima, soprattutto se usi le alghe e il loro sughetto per insaporire… comunque, può essere che anche senza e con la sfumata di vino venga buona ugualmente, mi farai sapere se provi. Io, anche quando bevevo vino, preferivo sfumare con brodo vegetale… ma è una questione personale di gusto.
      Tornerò sicuramente a visitare il tuo bel blog!
      abbraccio ovale (questa formula di saluto è nata in una mia ricetta di uova finte vegan, e da lì mi è piaciuta e l’ho adottata!)
      ;)

  19. Dado dice:

    ma se non volete mangiare pesce scrivete spaghetti con pistacchi, perchè volete fingere sempre di mangiare altro con nomi come vongole felici? è ipocrisia? ricerca di quello che non volete mangiare e fingete di farlo?

    • MaVi dice:

      grazie Dado
      mi dai la possibilità di rispondere a una domanda che penso molti si pongano di fronte a piatti del genere, che nascono proprio per far riflettere, prima che mangiare! Anche se poi vanno giù con molta soddisfazione…
      Chi diventa vegan (e qui anche ecozoico) vuole cancellare la sofferenza nel suo piatto e vuole alleggerire l’impatto ambientale sul pianeta, ma non certo rinunciare ai piatti preferiti della vita precedente alla sua scelta! Infatti, come dimostrano recenti studi, si mangia non soltanto con gusto, vista, olfatto e tatto, ma anche con la memoria. L’atto di mangiare attiva una reazione neuronale connessa alla memoria e al risveglio di emozioni di tipo affettivo, ecco perché cucinare i piatti della mamma, delle feste o della tradizione ci fa sentire così bene!
      Troverai i link per approfondire l’argomento in queste ricette:
      http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/vongole-felici-in-vegvisione-su-veggiechannel-backstage.php
      http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/cotechini-sorridenti.php
      Quindi questa che propongo qui è una cucina di transizione, anche per sensibilizzare gli onnivori al problema e magari capire che lo stesso piacere a tavola si può provare con mezzi meno cruenti e dannosi per il pianeta!
      Del resto i pesci sono anche in estinzione, gli oceanografi (vedi sopra) prevedono la fine di tutti i pesci nel 2054. Quindi a quel punto anche gli onnivori saranno costretti a trovare dei surrogati per rifare questi piatti! Anche se ovviamente non so quanto si andrà avanti se la vita nel mare muore…
      Comunque ti consiglio di provare questo piatto… di solito dopo la degustazione tutti sorridono come le mie vongole felici! Infatti il nome allude al fatto che usando i pistacchi e le alghe non ho avuto bisogno di sacrificare le povere vongole, che sorridono per riconoscenza!
      Un po’ di arte impegnata in cucina invece della solita “art pour l’art”!
      ;)

  20. Annalisa&Vincenzo ricette vegan dice:

    Ho visto questa ricetta delle vongole felici su youtube e ne sono rimasta entusiasta…
    il mio rapporto con le alghe non è stato molto felice ma mi ispirava e con le alghe che ancora avevo in dispensa, che in realtà non erano quelle suggerite dal video :D con mio marito abbiamo provato questa ricetta che mi ha entusiasmato quanto il video, trovo davero notevole questo piatto e anche senza le alghe “gisute” era davvero buono!
    Grazie, ora proveremo anche le insalate consigliate da MaVi :-) che piacciono a tutti noi moltissimo!

    Provate questa ricetta, sono certa che piacerà anche a voi!

    Annalisa&Vincenzo

    • MaVi dice:

      Hai visto, le vongole felici hanno recuperato il tuo rapporto con le alghe, e così il pacchetto abbandonato in dispensa mi sa che finirà presto! Ricorda solo di non andare oltre i 10 g a persona a settimana (un cucchiaio circa), questa è la dose consigliata, quindi al massimo un piatto di vongole felici il venerdì!
      Le alghe sono tutte giuste, ognuno sperimenti e trovi quella di maggior gradimento, o semplicemente provi con quelle che si ritrova a portata di mano.
      Sì, è vero, consiglio a tutti di provare questa ricetta, non ho ancora trovato nessuno che ne sia rimasto deluso.
      E persino per chi è allergico alle alghe si possono omettere e il piatto è buono uguale, oppure può provare la variante con l’ortica:
      http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/spaghetti-alle-vongole-felici-versione-con-ortica-e-con-involtini-per-il-quarto-compleanno.php
      abbraccio ovale
      ;)

      • Annalisa&Vincenzo ricette vegan dice:

        la variante con l’ortica???? :-) appena arriva la stagione andremo a raccoglierle e proveremo, grazi MaVi :-)

        • MaVi dice:

          La stagione dell’ortica dura finché se ne trova, io ce ne ho una ciotola in frigo appena raccolta! Guardati intorno, non è detto che tu debba aspettare così tanto, l’importante è che non sia spicata.
          abbraccio ovale
          ;)

  21. Federico dice:

    sta pasta a vederla fa schifo
    poi magari mi sbaglio ed è buonissima

    • MaVi dice:

      …la seconda che hai detto!
      come vedi dai commenti sopra sono tante le persone sia vegan che onnivore ad averla mangiata a cui è piaciuta.
      Dunque prova le vongole felici e poi fammi sapere.
      Una curiosità: ma come sei arrivato qui?

  22. Roby g. dice:

    Scusate un attimo. Perchè chiamare un piatto di pasta con alghe e verdure “spaghetti alle vongole felici”? Non ho capito, le vongole (quelle vere, quanto so’ bone…) sarebbero felici perchè risparmiate loro la vita?
    Personalmente a chiamare i piatti così date l’impressione di voler scopiazzare il piatto vero. Qualcuno potrebbe pensare che vi rode non poter mangiare i veri spaghetti alle vongole.
    Che tristezza, ragazzi.

    • MaVi dice:

      Sì certo, le vongole sono felici perché proseguono la loro vita senza finire nei nostri piatti. Ma sono felici anche perché la gente sorride per questo scherzetto dei pistacchi che sembrano vongole, e quanto si divertono a mettere le mani nel piatto per sgusciarle! E il sugo di pistacchi con le alghe è una vera bontà.
      A me gli spaghetti alle vongole, pur non essendo mai stata una grande mangiatrice di pesce e carne, mi piacevano. E forse non lo sai ma le moderne ricerche in campo neurologico hanno dimostrato che noi mangiamo con il gusto, il tatto, l’olfatto, la vista… e anche la memoria.
      Se vuoi saperne di più leggi la mia ricetta dei cotechini sorridenti.
      http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/cotechini-sorridenti.php
      Quindi, visto che siamo cresciuti con certi piatti che ora per scelta rifiutiamo (non certo perché non siano buoni), e ho trovato il modo di farli in una versione compatibile con la mia nuova visione del mondo, perché dovrei farne a meno? Nessuno soffre, la mia memoria e tutti gli altri miei sensi sono nutriti, ho inventato nuovi piatti… Qual è il problema? Anzi, sto lavorando anche per voi che amate i pesci. Quando saranno estinti (nel 2048 secondo il calcolo degli oceanografi) cosa metterete nei vostri piatti?
      Certo, se ci pensate prima a ripiegare sulle vongole felici magari evitiamo questa catastrofe per i nostri mari.
      E’ una tristezza pensare all’agonia delle creature marine che sta avvenendo sotto i nostri occhi indifferenti, mentre badiamo solo ad abbuffarci a spese degli ecosistemi in difficoltà.
      Per ogni sushi se ne va un piatto largo un metro e mezzo di pesci ributtati a mare non commerciabili, ma comunque pescati ed uccisi invano.
      Hai ragione, questa è una tristezza…

      • Roby g. dice:

        Ciao, apprezzo la tua risposta (anche se, essendo onnivora, non condivido le vostre scelte). Purtroppo (e tra poco capirai il perchè di questo purtroppo) ho dei conoscenti vegani che sono vegani solo in parte. Nel senso che, ad esempio, hanno borse e cinture di pelle.
        Voi cosa ne pensate? Secondo me, chi appoggia il veganesimo (che tra i suoi principi ha appunto quello di non far soffrire/uccidere animali) dovrebbe evitare anche di indossare tessuti di pelle, o di evitare completamente cosmetici e medicine testate su animali (moltissime in commercio).
        Come vi regolate da questo punto di vista?
        Grazie

        • MaVi dice:

          Ti posso rispondere per il mio caso, ogni vegan è diverso da un altro, così come ogni onnivoro è diverso da un altro anche anni luce (sono categorie che racchiudono migliaia e milioni di persone…).
          Intanto sei certa che quei vegani che conosci indossano pelle? Ne fanno ormai delle ottime imitazioni e magari ti sei sbagliata. Oppure si tratta di oggetti acquistati prima di diventare vegan e che continuano a usare fino a che sono buoni.
          Per quanto mi riguarda ho eliminato tutte le borse e le scarpe di cuoio, e ora ho pochissime paia ma tutte in materiali non vivi, per esempio canapa e lorica (un tipo di cuoio artificiale), gomma (per es. le croc), paglia e stoffa. Borse e scarpe di cuoio le sto pian piano regalando, buttarle mi dispiace, ma non me la sento di indossarle.
          Gli indumenti di lana li ho mantenuti e li userò fino a che non si consumano, dato che perlomeno la pecora non viene uccisa per questo, anche se viene trattata barbaramente. Penso che i maglioni e le coperte che ho mi dureranno tutta la vita, dato che ho già roba vecchia di trent’anni ancora quasi nuova. Quando mi serve qualcosa trovo sempre cotone pesante, ciniglia, pile, velluto, persino una volta ho trovato dei maglioncini di viscosa. Di sintetico si trova tutto, anche se preferisco le fibre più naturali. Sempre più si trovano in vendita vestiti vegan, dato che sempre più ci sono persone che li cercano, e il mercato si adegua alla nuova domanda.
          E così per tutte le altre cose, cerco sempre di accertarmi che siano crueltyfree. Per fortuna ci sono molte aziende che riportano il marchio vegan e che ci aiutano a fare acquisti, come la Lavera per shampoo, creme eccetera.
          Sono d’accordo con te, bisogna fare la massima attenzione, non solo al cibo.
          Viviamo però in una cultura che l’animale lo sfrutta nei modi più impensati, tutto il ciclo agricolo si basa sull’animale a partire dal concime, in quei casi che fare? Diffondiamo l’informazione sperando che le cose pian piano cambino, ma nel frattempo dobbiamo comprare per forza la frutta e verdura biologica, così come la producono, a meno che non si abbia i propri campi e si raggiunga l’autosufficienza, con la stockfree agriculture, già praticata in Inghilterra.
          Spero di aver soddisfatto la tua curiosità, ora ti chiedo io una cosa: come sei arrivata a questa ricetta, o meglio da dove?
          grazie e a presto
          ;)

          • Roby g. dice:

            Sono certa che i miei conoscenti vegani indossino pelle, e so anche che alcune sono cose comprate recentemente. Tra l’altro io lavoro in una nota industria che produce accessori e borse di pelle.
            La mia domanda proveniva dal pensiero che se uno si dichiara vegano (e dico dichiara perchè in alcuni casi sembra una moda, sembra che alcuni vegani si vantino di esserlo, considerandosi superiori a noi poveri onnivori) dovrebbe avere un minimo di coerenza.
            Sono arrivata a questo blog tramite alcune conoscenze che me l’hanno linkato, in quanto si parlava del fatto che (e lo dico nel massimo rispetto possibile) l’essere vegan a noi sembra una cosa estremamente esagerata e, in alcuni casi, dannosa per la salute.

            • MaVi dice:

              Allora vedo che la tua preoccupazione maggiore qui non è sapere come effettivamente un vegan riesce a mantenersi coerente nonostante viva in un sistema avverso… ma additare il vegan che non ci riesce.
              L’incoerenza, che tanto viene condannata se sbaglia chi prova in qualche modo a cambiare le cose, non disturba invece se caratterizza il comportamento di intere classi sociali o addirittura interi popoli o gruppi religiosi, cioè chi detiene il potere.
              Senza andare tanto lontano, l’incoerenza è la massima virtù dei politici italiani, da noi liberamente eletti: fanno leggi che sono i primi a non rispettare. Il parlamento è una specie di teatrino, ma poi il paese reale è un farwest, controllato da ben altri poteri, a modo loro molto coerenti (fare il proprio interesse a discapito del prossimo). Quindi non è detto che la coerenza sia questo grande valore sempre apprezzabile.
              Un altro esempio, i cattolici hanno come precetto “ama il prossimo tuo come te stesso” e poi il paese più cattolico del mondo vota leggi per respingere il prossimo alla ricerca di aiuto (leggi extracomunitari). E pochi trovano in questo dell’incoerenza…
              Insomma, quei vegani che portano scarpe di cuoio dato il mondo in cui viviamo mi fanno venire in mente una sola cosa: machissenefrega, ci sono incoerenze molto più rilevanti a cui badare.
              Non sarà che siamo alla ricerca di nuovi capri espiatori? Cioè minoranze indifese su cui sfogare odi e frustrazioni represse? O semplicemente trovare il modo di distrarre i propri pensieri da questioni più rilevanti? Le mie sono solo ipotesi, ma stiamo più attenti nel giudicare il prossimo…
              Grazie per le info sulla tua provenienza, allora immagino che putiferio stia girando in fb appiccicato a queste povere vongole felici…

      • Manubi dice:

        Le vongole non hanno il cervello.

        • MaVi dice:

          Mi spiace ma le vongole hanno un cervello, con una struttura diversa dal nostro, cioè gangliare. A quanto pare la forma di cervello più complessa dopo quella dei vertebrati è quella dei molluschi, e si distingue in particolare il polipo.
          Hanno anche un primitivo sistema nervoso, per cui sono pure in grado di provare purtroppo dolore.

          • Manubi dice:

            Non ho detto che non hanno sistema nervoso, ho detto che non hanno cervello. Non possono provare sentimenti nè soffrire più di quanto non soffra, per dire, una formica calpestata per caso camminando in un prato, o una mosca spiaccicata sul parabrezza di un’auto in corsa.

            • MaVi dice:

              Mi potresti dare la fonte in base a cui affermi con tale sicurezza che le vongole non possiedono cervello?
              Alla voce “cervello” in wikipedia si legge:
              “Nei molluschi si osserva un sistema nervoso di tipo gangliare. Dopo i vertebrati i molluschi sono gli animali con il cervello più complesso”.
              http://it.wikipedia.org/wiki/Cervello
              Dal che si deduce che cervello e rete nervosa sono quasi la stessa cosa. E le vongole in quanto bivalvi sono considerate molluschi, quindi che ti piaccia o meno un cervello sia pure diverso dal nostro ce l’hanno.
              Cercherò fonti più scientifiche di Wikipedia, ma nel frattempo non ho trovato altro da linkare, accontentiamoci.
              Forse tu confondi il cervello con la coscienza, argomento misterioso persino per gli scienziati, che non sanno dire cosa sia per gli esseri umani, figurati per gli animali. Il che non vuol dire che gli animali non ne siano dotati… E’ la nostra conoscenza del mondo che ancora è primitiva. Non sappiamo nulla del grado di sofferenza di una formica calpestata e di una mosca spiaccicata sul parabrezza. Per cui dovremmo andarci cauti con queste affermazioni.

  23. MaVi dice:

    Sto ricevendo diversi commenti che esprimono un parere critico nei confronti di questo piatto, ma purtroppo sono espressi con un linguaggio maleducato e gratuitamente denigratorio – spesso con indirizzi email più adatti a spammer che a persone. Li sto cestinando, ma se siete veri e ci tenete ad esprimere la vostra critica in modo che io possa pubblicarla potete riformularla con un linguaggio più civile e sarete anche voi i benvenuti qui come tutti gli altri.
    Gli accessi a questo piatto sono aumentati in modo esponenziale da un paio di giorni, qualcuno mi sa dire dov’è il link che ha originato questo grande flusso di interesse?
    grazie e buone vongole felici a tutt*

  24. Linda dice:

    Essendo privi di capo, i bivalvi presentano scarsa cefalizzazione del sistema nervoso. I loro gangli hanno pressoché la stessa grandezza, benchè i gangli cefalici e pleurali siano fusi. Per quanto il loro sistema nervoso sia ancestrale, è lecito pensare che non sia esenti dal provare dolore, e questo dovrebbe essere un motivo valido per non cibarsene, oltre al fatto che essendo organismi filtratori tendono ad accumulare tossine nei loro tessuti, inoltre l’impatto della pesca è sempre più insostenibile sul piano ecologico. Penso che sia questione di livelli, che la capacità di soffrire di una vongola sia inferiore a quella di un organismo più complesso come un pesce o un mammifero, ma che dato che si può vivere bene anzi meglio non nutrendosi di nessun animale, sia doveroso cercare di infliggere meno sofferenze possibili ad altri esseri viventi, pur tenendo presente che il nostro impatto sul pianeta inevitabilmente causa danni, ma è sempre questione di livelli. Molti onnivori paragonano la capacità di soffrire di un ortaggio a quella di un animale per provocare, e trovo che questo sia offensivo per l’intelligenza umana. Comunque, cibandosi di soli vegetali, se ne consumano molti di meno perché si salta un anello della catena alimentare, oltre a limitare lo spreco di risorse, terreni, acqua e veleni chimici. E a beneficiarne in salute (il consumo di prodotti di origine animale, soprattutto carne e latticini, è fra le più importanti cause di tumori, diabete e patologie cardiovascolari), e a ridurre l’impatto sull’inquinamento, la distruzione delle foreste, la perdita di biodiversità e la fame nel mondo.

    • MaVi dice:

      Allora diciamolo in parole povere: le vongole non hanno testa ma non difettano di cervello: è giusto? E provano sofferenza, anche se non potremo mai sapere con quale grado di coscienza, è questo che non possiamo misurare, dato che non sappiamo nemmeno a livello umano che cosa sia.
      Immagino che vi siano come dici te livelli di coscienza diversi, che probabilmente rendono molto diversa la percezione del dolore. Ma se già questo argomento interessa poco per gli umani (che a livello medico vengono ancora trattati dalla nostra medicina in modo medievale, con esami invasivi come analisi del sangue, lagastroscopia e mammografia), figuriamoci per i non umani… Che primitivismo e che barbarie nella nostra evoluta civiltà umana.
      I vegetali a differenza degli animali, in gran parte non vengono privati della vita per scopo alimentare, molto spesso sono frutti, pomi, bacche, cime o parti della pianta che finiscono nelle nostre cucine, mentre il resto continua la sua vita indisturbata. Le erbe vanno tagliate in modo da lasciare radici, soprattutto quelle selvatiche. E certe piante hanno un ciclo di vita annuale, programmato sembrerebbe per un consumo alimentare, come il grano e la maggior parte delle piante da orto, che a fine ciclo seccano. Non è che un mese di vita in meno cambi il loro destino in maniera eclatante, come invece accade magari a un vitellino che avrebbe potuto vivere accanto a sua madre per anni e non i pochi mesi che gli hanno concesso (o i pochi giorni).
      Ed è pure vero che chi ha a cuore la sorte delle carote dovrebbe sapere che se ne consumano meno direttamente piuttosto che mangiando animali che ne hanno mangiate non si sa quante, come i conigli!
      Condivido la tua sintesi di tutte le motivazioni che dovrebbero portarci a ridurre o meglio ancora eliminare il consumo di animali a tavola, grazie Linda, il tuo competente intervento è stato prezioso.
      Un abbraccio ovale
      ;)

  25. lorenzo dice:

    Come si fa a dire che questa pasta a vederla fa schifo ?
    E’ un tripudio e una festa di colori così come è a vedere una bella pasta con sugo di pomodoro, prezzemolo e melanzane.
    Italianissima e mediterranea.
    Io l’ho mangiata x il mio compleanno che ho festeggiato domenica 08 dicembre presso un’agriturismo in Sabina, provincia di Rieti, insieme ai miei amici e familiari.
    Sono stato fortunato perchè insieme a MariaGrazia ho potuto seguire, passo dopo passo, la preparazione della ricetta e dopo gli antipasti ne ho fatto il bis.

    Si raccomanda di gustarla bella calda e al dente.

    • MaVi dice:

      Sono molto contenta della tua testimonianza di assaggiatore. Il punto di forza dei miei piatti è che sono tutt’altro che virtuali e ho fior di testimoni (onnivori e quindi insospettabili) che se li sono sbafati! In rete si sa che c’è gente spammer di natura o per professione, comunque un editore di mia conoscenza diceva che l’importante è che se ne parli, anche male! Intanto sto covando il mio prossimo piatto di mare felice per le prossime feste…
      abbraccio o-Vongolo
      ;)

  26. Cono dice:

    mamma mia, ancora non ti avevo detto quanto mi piacciono queste! per fortuna ho rimediato – continua così MaVi

    • MaVi dice:

      Certo, ormai è uno dei miei piatti preferiti e condivido questa preferenza con tante persone!
      ;)

  27. Edoardo dice:

    Squisiti…anche perché – debbo ammetterlo – ho avuto il privilegio di assaggiarli direttamente dalla creatrice!
    Unico appunto (diciamo più “concettuale” che altro): sono talmente e autonomamente buoni che non hanno bisogno di rimandare alla versione onnivora.
    Lasciamo ai pistacchi la loro gloria!

    • MaVi dice:

      Per me l’entusiasmo di chi degusta questo piatto ogni volta è una grande e piacevole sorpresa, grazie!
      Sulla loro autonomia ho qualche riserva. Sinceramente se non fossi stata onnivora anch’io e soprattutto amante dei piatti di pasta al sapore di mare crudele, difficilmente mi sarebbe venuta l’idea di provare il connubio tra pistacchi col guscio e alghe.
      La cucina onnivora è un punto di riferimento creativo, da eguagliare e a volte persino da superare (a detta dei miei assaggiatori).
      Quindi è il solito discorso fra semplice copia e rielaborazione creativa che si trasforma in nuova opera, ma senza nascondere le proprie radici.
      Inoltre un’altra necessità di questo genere di piatti è il fatto che nutrono la memoria (è una scoperta neurologica recente, sotto ti metto il link). Per cui questi piatti consentono a chi è vegan ma con memoria onnivora questo genere di nutrizione neuronale, che provoca un senso generale di benessere e appagamento affettivo.
      Inoltre sono piatti che mettendo d’accordo palati onnivori e vegani sono perfetti per una tavola festiva di incontro senza scontentare nessuno.
      Per cui continuerò a a usare questo genere di denominazione se lo spunto di partenza sarà un piatto crudele!
      Grazie comunque di avere espresso il tuo parere, e soprattutto della tua indipendenza di giudizio, continua così!
      abbraccio oval-pistacchioso
      ;)

      I link li trovi qui: http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/cotechini-sorridenti.php

  28. Erbivoraincucina dice:

    Che meraviglia! Questo piatto è una festa. Complimenti davvero.

    • MaVi dice:

      Grazie, sono tempi di festeggiamento in cucina ecozoica, anche se gli eventi concomitanti sulla Terra e nella mia cerchia amicale e familiare sono in netto stridore con queste piccole ricorrenze (il quinto compleanno delle vongole felici, l’uscita del ricettario omonimo e così via).
      Benvenuta qui, e se rifai il piatto come mi hai detto in altra sede, fammi sapere!
      ;)

  29. Vittorio dice:

    In qualità di allievo del 1° corso di cucina ecozoica, insieme a mia moglie, abbiamo assistito ed assaggiato queato piatto straordinario. Creato per sorprendere anche i più incalliti mangiatori di frutti di mare, gli spaghetti alle vongole felici oltre ad avere un impatto visivo notevolmente somigliante ai veri molluschi è piaciuto, come sapore, sia a me che a mia moglie. Grazie all’utilizzo delle alghe il gusto rimanda ai sapori di mare. La preparazione del piatto è, comunque, elaborata e può essere scelto come piatto della domenica. Grazie MaVi continua a stupirci.

    • MaVi dice:

      Siete dei meravigliosi studenti ecozoici, sono contenta del vostro entusiasmo. Le alghe sono veramente magiche in cucina, grazie a loro ormai ho un bel menu vegetale di mare.
      Il piatto non è di grande difficoltà, la cosa più complicata è magari la ricerca delle alghe, una volta trovate si mettono in ammollo con i pistacchi e poi si procede nel modo tradizionale. Anzi ci si risparmia l’operazione di pulitura delle povere vongole vere!
      Spero di riuscire a stupirvi ancora, anche se dopo le vongole felici temo sarà difficile!
      ;)

  30. Andrea e Raffaella dice:

    Ciao a Tutti! Abbiamo avuto l’Onore e il Piacere di Gustare la Pasta alla Vongole Felici Assieme a Mariagrazia e Stefano qui in Umbria. Le Abbiamo Gustate con le Linguine al Farro che Esaltano la Natura di questa Pietanza Ecozoica! Come si Dice Qui a Città di Castello: Che Gusto! Con Gioia e Gratitudine: Raffaella e Andrea.
    !Mitakuye Oyasin!

    • MaVi dice:

      cara Raffaella e caro Andrea
      E’ vero, le linguine al farro con le vongole felici sono proprio stupefacenti, infatti se andate a vedere la mia ricetta delle cozze alchemiche ho già notato lì che il cereale con il retrogusto più marino è proprio il farro.
      Sono contenta del vostro gustoso gradimento.
      E cosa significa il saluto finale? che lingua è?
      Abbraccio ovale
      ;)

      • Andrea Mennella dice:

        Grazie Ragazzi!Un Saluto a Tutti i Miei Parenti :-)

        Il ‘Mitakuye Oyasin’ Giunge da una Bella Storia e, come Ogni Storia, è sia Personale, che Comunitaria, che Planetaria e Oltre…
        Durante il mio Percorso di Ricerca ad un certo Punto ho Avvertito Intensi i Segnali, la Presenza del Pensiero e di alcuni Aspetti della Cultura degli Indigeni Americani. Una Presenza che poi, a Pensarci Meglio, è stata pressoché Continua, Ricostruita Attraverso Aneddoti, Episodi, Oggetti Richiesti, Scelte, Desiderio di Ascoltare, Capire, Accostarsi al ‘Grande Mistero’ della Vita.
        Ringrazio Così Pansy Hawk Wing o Cetan. Una Donna, una Madre, una Nonna, una Persona di Saggezza e l’Intera Sua Piccola e Grande Comunità: i Lakota del Clan Oglala. Cosa Muove Lei a Viaggiare in Giappone, Corea del Sud, Italia a partire dagli Anni 2000? Semplicemente le ‘Istruzioni’ Ricevute e Rispettate dalle Altre Anziane, dagli Altri Anziani della Comunità. Venuto Era il Momento di Far Conoscere A Chi Avesse Voluto Sedersi in Cerchio sull’Erba e Ascoltare, il Punto di Vista dei ‘Native Americans’ sul Significato – SACRO – della Vita su Questa Terra, i Loro Colori, i Loro Canti, i Loro Valori Guida, la Loro Missione, il Volere Conoscere, Onorare e Condividere con le Altre Pacifiche Nazioni del Pianeta, il Cammino nella Infinita Bellezza della Vita ‘Living Is Walking in Beauty’. Un Sincero Grazi a una Persona che, come Altre, in Italia ha Accolto e Ospitato Pansy, Ricevendone gli Insegnamenti sulla ‘Via Rossa’ (il Credo Ancestrale dei Lakota) e Mediandoli in Maniera Sincera e Concreta per la Comunità Italiana: Mariano Romano, Sung Manitu Kota Kilowampi. Ecco il ‘Mitakuye Oyasin’ il Sentimento,la Conoscenza Semplice, Nobile e Sincera Che Tutto Ciò Che Esiste Su Questa Terra, l’Universo e il Cosmo è Continuamente Collegato!

        I Pacifici Anziani delle Communità Indigene, Aborigene, Tribali del Pianeta Intero Continuano il Loro Cammino di Condivisione con Tutte le Donne e gli Uomini di Buona Volontà. Un Confronto Sincero, Ricco, Entusiasmante sulle Origini delle Nostre Identità, il Significato Sacro della Vita, l’Evoluzione!

        a) https://books.google.it/books?id=hd2NAQAAQBAJ&pg=PA193&lpg=PA193&dq=pansy+hawk+wing&source=bl&ots=8cfaqlfdXe&sig=DO9Y4vqjWRrE_lyWM-uofl2a6v8&hl=it&sa=X&ei=5jMdVf-LCIrraJnpgLgI&ved=0CCgQ6AEwAQ#v=onepage&q=pansy%20hawk%20wing&f=false

        b) http://www.fwii.net/

        !GRAZIE!

        • MaVi dice:

          Carissimo, per la connessione con il tutto che i nostri amici indiani americani vengono a portarci come importante messaggio su richiesta di Madre Terra qui in Cucina ecozoica trovi un terreno già molto preparato. Nel mio libro intitolato come questo piatto se lo sfogli nelle prime pagine ci sono due parole in versi che mi sono più care di tutte le ricette messe assieme: “io sono una con il Tutto / abbandona il tuo pane e prosciutto / mangia un frutto e sii del cosmo flutto”. Questo me lo ha detto un albero di ciliege della Sabina!
          Le radici degli antichi popoli sono tutte in comunicazione, anche perché fondamentalmente siamo un’unica famiglia che è nata in Africa e da qui si è sparpagliata in tutto il mondo.
          Anche noi abbiamo avuto i nostri nativi europei, di cui ci siamo dimenticati…
          Grazie della bella testimonianza e
          !Mitakuye Oyasin!
          con abbraccio ovale
          ;)

  31. Francesca dice:

    Consiglio, quando si ha voglia di spaghettini di mare una ricetta veramente gustosa e veloce:spaghettini di kamut oppure shirataki. Bollirli e scolarli, Poi buttarli nella padella dove avete prima fatto cuocere per qualche minuto nell’olio di oliva extravergine uno spicchio di aglio 3 peperoncini, una manciatina di alghe nori e un pizzico di gomasio.
    Deliziosi, alle vongole non ci si pensa più. Chi volesse una aggiunta può cuocere a lungo dei fiocchetti di soia nel medesimo sugo/ messi prima a bagno 20 m in acqua tiepida e poi strizzati/ fino a renderli morbidissimi e profumati. Dimensione / tagliare ev con le forbici/ la stessa delle vongole. Buon appetito!

    • MaVi dice:

      Gentile Francesca

      Lei è nuova qui e forse non ha ben chiaro cosa significhi cucina ecozoica. Kamut, shirataki e soia sono prodotti da evitare per varie ragioni. Meglio ingredienti locali, di facile reperibilità, e soprattutto no alle diete, basta mangiare equilibrato e non occorre nessun sacrificio.

      Il gusto di pistacchio e alghe è una combinazione talmente riuscita che è ormai un classico della cucina vegan. Il suo divertimento sta proprio nella verosimiglianza.
      Se le interessa trova maggiori informazione sul tema nella ricetta Cotechini sorridenti.

      Grazie comunque per le sue idee.
      Anch’io faccio l’aglio, olio e alghe, ma con olio a crudo, senza soffritto.

      Un saluto cordiale

  32. Giovanna dice:

    Ho avuto il piacere di assaggiarle direttamente dalla fonte creativa…una vera squisitezza…che dire? Da rifare!!!Grazie Mavi :-)

    • MaVi dice:

      Bene, sono contenta! soprattutto per le vongole scampate! :smile:

  33. Aleksandra dice:

    Ho mangiato gli spaghetti alle vongole felici nel contesto di una cena ecozoica, in compagna ecozoica e in un altrettanto ecozoico luogo. Che meraviglia!
    E’ un piatto da leccarsi i baffi, oltre ad essere divertente e pacifista.
    Quando il cibo è nutriente in tutti i sensi…

    Grazie MaVi!

    P.S. Nei prossimi giorni cucinerò gli spaghetti alle vongole felici a casa mia; mi mancavano le alghe, ma ora le ho già.

    • MaVi dice:

      Grazie Aleksandra, sono contenta del tuo gradimento, che conferma la bontà in tutti i sensi di questo piatto, basta assaggiarlo per capirlo! Sarei curiosa di vederti all’opera!
      ;)

  34. Raffaele dice:

    Mi sono accorto tardi che la genuinità è la migliore cosa per gli esseri umani. Con questa ricetta vegan e con il libro “Vongole felici” ho trovato la strada per la felicità e la salute.
    E non la lascerò più.

    • MaVi dice:

      Ce ne siamo accorti tutti un po’ in ritardo, speriamo vada meglio a chi ci segue.
      Mi affidi una grande responsabilità, quella della tua felicità e salute… io spero solo per te una buona digestione e un pizzico di allegria e serenità almeno cucinando.
      ;)

  35. Roberto Castorina dice:

    Non vedo le vongole,
    Non è che hai sbagliato ricetta? Anche perché i pistacchi sono eccellenti per la panatura del pesce al forno, ma non per le vongole…

    • MaVi dice:

      Nella carbonara non vedo il carbone… che faccio la rimando indietro? Ho sbagliato ricetta? Cosa c’entra l’uovo?
      I pistacchi sono eccezionali dovunque li metti (tranne secono i miei gusti nel gelato), ma dopo il 2048 quando i pesci si saranno in gran parte estinti cosa panerai?
      Questo gli oceanografi lo dicevano nel 2011:
      http://www.ecplanet.com/node/2559
      In 5 anni sicuramente il progresso mortifero sarà cresciuto a valori esponenziali, incontrollabili…
      Gli ambientalisti denunciano l’overfishing:
      http://www.corriere.it/animali/10_febbraio_10/saccheggio-mari-mattanza-tonni-squali_cfa1729e-1636-11df-9e42-00144f02aabe.shtml
      Gli ecologisti aggiungono altre problematiche: l’inquinamento nucleare (dovuto a test marini e fuoriuscite di materiale radioattivo in mare come Fukushima, un problema che non si è risolto non parlandone più sui giornali, ma è sempre mortiferamente lì nelle acque giapponesi). L’inquinamento elettromagnetico. I rilasci di metalli nocivi tramite scie chimiche (che non finiscono solo a terra). Praticamente ogni giorno in più di vita in mare è un miracolo e i branchi che si spiaggiano in massa sono solo un silenzioso segnale del progresso dell’ecatombe, che i giornali presentano come fenomeni misteriosi…
      Se vuoi posso passarti anche altri link, ma tu da solo puoi fare una ricerca con google e trovare materiali raccapriccianti sulla salute del mare.
      Mangiare vongole felici a questo punto direi che sarebbe doveroso se si ha a cuore la continuazione della vita sulla terra…
      Non è che magari sei tu che hai sbagliato blog? Volevi fare lo spiritoso attratto dalla ricetta, che come vedi sopra i commenti, è un punto di attrazione di questo sito…
      Anche una battuta va fatta in tema e con cognizione di causa. E le critiche ben vengano, purché razionalmente motivate.

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