gen 6, 2016

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Spaghetti alle vongole felici versione in bianco glutenfree e intervista su Vegan Life

Spaghetti alle vongole felici versione in bianco glutenfree e intervista su Vegan Life

Le vongole felici non finiscono mai di stupire. Anche nella versione in bianco con degli ottimi spaghetti di riso integrali (come al solito un po’ cari, ma eccezione per la festa)! Stavolta la ricetta la trovate sul numero di dicembre 2015 di “Vegan Life”  insieme a una intervista di cui vi anticipo un frammento. Un bel numero dedicato alle riflessioni e spunti sul significato del Natale, sull’ecologia e sulla cucina consapevole, un coro di voci a cui ho avuto l’onore di unirmi. E oggi godiamoci i doni della Befana! L’anziana benefattrice che non si dimentica di noi.

Le vongole felici mi danno la possibilità di parlare di uno dei temi ricorrenti di Cucina ecozoica, la Cucina della Memoria.

 

/INIZIO CITAZIONE/

QUATTRO CHIACCHIERE CON MAvI

Non solo vegan, ma anche ecologica, ecopacifista e sana: ce la illustra Mariagrazia, meglio nota nella blogosfera come MaVi

Vegan Life: …hai incontrato più ostacoli o più consensi nel diffondere il tuo concetto di cucina?

MaVi: Dopo l’assaggio di quello che cucino solo consensi! Il principale ostacolo viene dalla Rete. I piatti tipici veganizzati vengono considerati in modo piuttosto aggressivo un’ammissione di inferiorità culinaria o di incoerenza con le proprie scelte. Invece i piatti di imitazione sono molto importanti. Dal punto di vista creativo la tradizione è sempre trasgressione, nella stessa etimologia. Per cui se vogliamo fondare una nuova cucina dobbiamo partire da quella esistente e lavorarci sopra, come si fa in ogni campo dell’attività umana. Infatti mangiamo non soltanto con olfatto-gusto-vista, ma anche con la memoria! …anche chi ha fatto una scelta vegan, quindi ex onnivoro, ha diritto al nutrimento della memoria, ovviamente eliminando il contenuto crudele diventato insopportabile”.

/FINE CITAZIONE/ (per gentile concessione della rivista)

Nei Cotechini sorridenti  trovate un approfondimento del concetto di cucina di memoria. Se volete una traccia cartacea da citare la trovate a p. 149 nel libro Vongole felici.

Nella Matriciana ecozoica trovate la spiegazione etimologica del termine tradizione, in un commento di Stefano che qui trascrivo:

Stefano:

E ora una breve riflessione sulla tua trasgressione alla tradizionale matriciana…

La parola “tradizione” viene dal latino “traditio”, nome d’azione di tradere (con un segno concavo sulla prima e) e cioè, “consegna nel tempo” (G. Devoto, Dizionario etimologico, Le Monnier 1968). Ne discende che proprio nel significato della parola “tradizione” che sembrerebbe portare a qualcosa di immobile (nel tempo), c’è invece inaspettatamente insito un significato di “cambiamento”…
E’ dunque quello che hai fatto tu con la matriciana ecozoica, hai creato un nuovo piatto, lo hai consegnato al tempo che verrà (speriamo l’Era Ecozoica) e quindi da qui comincia una “nuova tradizione”…!
Buona fortuna per tutti noi…

MaVi:

Molto interessante questa riflessione etimologica sul termine “tradizione”, che quindi sarebbe in sostanza la testimonianza di una trasgressione accettata pian piano da tutti! Quindi ogni tradizione nasce grazie a qualche coraggioso trasgressore delle precedenti tradizioni! Anche perché, diciamo la verità, non tutto il tradizionale è da salvare! Vedi usanze come la schiavitù e il delitto d’onore, tradizioni che nessuno (spero) si sognerebbe di resuscitare. Probabilmente anche le tradizioni alimentari a base di carne faranno pian piano questa fine… almeno questa è la nostra trasgressiva speranza!
E di nuovo saremo in pace con gli animali!
;)

Un’altra bella novità è che questo piatto si trova nel menu di un bel ristorante vegan di Napoli, “I cavoli nostri“, dove spero presto di andare ad assaggiarlo, con vista su uno dei paesaggi marini più incantevoli al mondo. 

Un piatto ecozoico che sta facendo un bel viaggio portando buone notizie a chi è incerto se abbandonare la tradizione onnivora!

Un aneddoto sulle fotografie: Raffaele è un caro amico che casualmente si trovava da me il giorno in cui ho preparato questo piatto, non è un fotografo professionista e nemmeno della domenica, ha fatto qualche scatto a casaccio su mia istigazione mentre Stefano era impegnato e gli è casualmente uscita la foto che tanto rilievo ha avuto sul giornale e qui sul sito! Persino la foto scattata da Stefano sulla rivista è uscita a sua firma. Beh qui almeno ripristino la corretta citazione.

E concludo ricordando che il nostro mare Mediterraneo in questi giorni non è affatto felice, mi ha colpito nella stampa la copertina di Leggendaria. Tornerò nel prossimo post a temi più aderenti alla realtà, concedetemi questa parentesi rosea.

 

ALTRE VERSIONI

Crudista: c-raw-daiola nel cuore di bue

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Prima edizione

 

RICETTE CON PARTECIPAZIONE DELLE VONGOLE FELICI TRA GLI INGREDIENTI

Paella della Spagna senza corrida

Spaghetti allo scoglio libero

 Gnocchi di mare della campagna romana

 Risotto alla pescatora salvapesci (chi cita quest’ultimo termine sappia che si scrive tutto attaccato…)

 

gen 6, 2016

Inserita da | 8 Commenti

  1. Cono dice:

    sei tu MaVi che non finisci mai di stupire!

    • MaVi dice:

      In cucina e nella vita via dalla noia!
      ;)

  2. Lali dice:

    Straordinaria, bellissima, spaziale questa ricetta!!!!!! :-D :-D :-D
    Buon Anno MaVi, di cuore… :-)

    • MaVi dice:

      I tuoi complimenti e i tuoi auguri mi emozionano…
      li ricambio con un abbraccio oval-pistacchino
      :smile:

  3. Stefano Panzarasa dice:

    Mitico questo piatto! Cara MaVi ti ringraziano il Popolo delle Vongole, la Madre Terra, io e tutti quelli che hanno potuto assaggiare questo piatto cosi buono ed ecozoico…

    • MaVi dice:

      W gli alberi di pistacchio! Che possano moltiplicarsi a dismisura!
      ;)

  4. Raffaele dice:

    Fin da bambino cercavo la mia strada alimentare e ne sono passati di anni, ma finalmente posso dire con certezza di averla trovata.
    Tutto questo grazie alla tua passione per il vero cibo sano.
    Infatti da quando ho incontrato la tua cucina non ho più problemi di digestione e alla mia età di 74 anni è una cosa di vitale importanza.
    Mi auguro di poter continuare questo affascinante percorso.

    • MaVi dice:

      Grazie della tua splendida testimonianza. Si può cominciare a mangiare sano a qualunque età! E quando si prende la via giusta raramente si torna indietro.
      ;)

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