nov 29, 2011

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Puntarelle alle acciughe di bosco

Puntarelle alle acciughe di bosco

Videoricetta QUI.

Per provare l’olio novello bio sabino che abbiamo preso da un nostro amico di Montorio Romano la cosa migliore è gustarlo a crudo! direi quasi a sorsi per quanto è buono!

Altre info sull’olio le trovate qui, in Gente del fud.

Per presentarvelo ho rivisitato e scrudelito un piatto della tradizione romana di cui ero ghiotta da onnivora e di cui certo non voglio privarmi nemmeno ora che ho compiuto una scelta ecozoica che non è affatto sinonimo di penitenza!

Le puntarelle bisogna saperle preparare… anche se sto vicino Roma da una vita ho dovuto cercare di fare un po’ a naso, un po’ sbirciando gli amici, un po’ con l’aiuto di internet perché la tradizione culinaria di famiglia era piuttosto puglio-calabra…

E’ un lavoro di pazienza che dà veramente una grande soddisfazione finale!

Per prima cosa dovete acquistare il cicorione, le cui spigature sono le nostre puntarelle: si presenta con un sacco di foglie verdi da mettere da parte e poi utilizzare come vi spiegherò più avanti, perché nella cucina ecozoica non si butta nulla!

Qui abbiamo tolto le foglie più grandi e coriacee, ma le puntarelle sono ancora tutte insieme incapsulate in foglie più piccole e tenere.

Aiutatevi tagliando un pezzo di torsolo duro, e poi con le mani strappate la puntarella con la sua famigliola di foglie, che toglierete e metterete anche queste da parte, ma in altro recipiente distinto da quello delle foglie più verdi e grandi.

Ecco qui le puntarelle denudate, sulla destra e quelle in attesa del loro turno a sinistra!

Alla fine avrete puntarelle nude, foglie grandi e foglie piccole.

A questo punto quando avete un po’ di calma guardatevi questo video che ho trovato su youtube che è l’unico che vi può aiutare se non avete il tagliapuntarelle (lo vedrete per forza di cose in una specie di videotormentone che il produttore ha disseminato ovunque in youtube…).

Questo simpaticissimo signore ci spiega proprio come fare passo passo, e soprattutto è importante la sequenza chiave di come si sfilettano le puntarelle! più sottili e meglio è! Un lavoro di certosina pazienza che vi regalerà alla fine il cibo degli dei promesso nel titolo del videoclip! Ringrazio Angelo perché grazie a lui ho potuto anche veganizzare a modino la ricetta tradizionale delle puntarelle alle alici, usando le acciughe di bosco al posto delle povere alicette di mare! che lasciamo tranquille a fare le loro bollicine nella loro casa liquida e noi invece ci accontentiamo di travestire dei funghetti… come da ricetta sopra linkata!

Dopo aver sfilettato le puntarelle le lasciamo 12 ore a bagno in acqua fredda (cambiandola due-tre volte), se vogliamo che vengano buone come promesso da Angelo! Nel frattempo per il pranzo odierno ci accontentiamo di una bella insalatina con le foglie piccole messe da parte!

Questo è il primo riciclo del cespo di cicorione: con una mela annurka a pezzettini, olive, aglio e un’emulsione di olio novello (quello presentato sopra ovviamente), un cucchiaio di umeboshi e un cucchiaino di senape di Dijon all’antica (con i semini interi). Una spruzzatina di comino e vai!

Il giorno dopo riprendiamo le nostre puntarelle tutte arricciate… infatti la cosa affascinante è anche quella che si trasformano in spirali verdoline! più le tagliate sottili e più si arricciano! E noi sappiamo qui in Cucina ecozoica quanto è importante la valenza simbolica dei piatti, e la spirale è uno dei nostri simboli-pasto più importanti, un’emblema di energia vitale! qui la spirale è cruda dunque l’energia è potenziata!

E passiamo a preparare l’emulsione seguendo i consigli di Angelo. Per quattro persone prepariamo quattro agli, otto acciughe di bosco (in sostituzione dei poveri animaletti con le pinne), abbondante aceto balsamico (che non avevo in casa perché non lo consumo, e quindi ho usato aceto di mele) e abbondante olio strabono, novello e sabino!

Dopo aver tagliuzzato tutto in un bel boccale di vetro aggiungere abbondante aceto e lasciare a macerare per un’ora. Trascorso il tempo si unisce abbondante olio, come dice Angelo non bisogna lesinare, per una volta eccedete! Tanto le puntarelle alle alici di bosco non le farete mai tutti i giorni, ve lo garantisco!

Sbattete bene l’emulsione con la frusta (che brutta la terminologia di cucina ogni tanto, risente proprio del suo imprinting crudele!). Allora diciamo che dovrete creare un bel vortice, se preferite destrogiro o levogiro, e se non avete lo strumento usate anche una forchetta. Io ce l’avevo ma troppo grande e non entrava nel barattolo! quindi vai di forchetta! Dall’avvolgimento energetico dell’operazione dipende la riuscita della vostra emulsione!

Apro qui una parentesi sulla veganità di cibi apparentemente insospettabili come l’olio d’oliva bio. Facendo la ricerchina per inserire il prodotto nel portale di Gente del Fud, progetto di social network gastronautico a cui Cucina Ecozoica sta partecipando, ho scoperto infatti alcune cosette che ignoravo. Dell’olio non bio (compreso il dop) non parlo nemmeno, dato che l’uso di pesticidi micidiali per animali ed umani dovrebbe renderlo non vegan a priori! ma purtroppo causa prezzo molti vegan non troppo abbienti (fra cui ahimé anch’io) sono costretti a consumarlo non bio… Ma stavolta abbiamo deciso di concederci qualche litro di quello che apparentemente è più caro,  che in realtà per la nostra Terra è più leggero e quindi di conseguenza tratte le somme finali meno caro in realtà… Tuttavia anche l’olio bio ho scoperto che non si produce proprio a costo zero animale… A parte le trappole alla famigerata mosca che divora interi raccolti, e qui va bene, se un’azienda deve sopravvivere non può regalare tutte le sue olive alle mosche… ma le esche utilizzate purtroppo sono a base di… pesce!!! ci sono anche esche vegetali e già che ci sono vorrei chiedere ai produttori e in particolare a Sandro che conosco personalmente di dedicare qualche albero a una produzione di olio bio garantito vegan! Usando quindi solo esche vegetali. Io mi prenoto per quello del prossimo anno! Se poi esistessero produttori che qualche volta il loro raccolto lo regalano alle mosche questo sarebbe il top del genuino vegan… ce ne sono in giro??? Del resto l’olio dura un paio di anni, quindi non è che nell’anno di sosta causa mosca si rimanga all’asciutto… Chiudo la parentesi ecozoica, e proseguo con le puntarelle!

Se non avete le acciughe di bosco, che in commercio ancora non si trovano (per quanto mi risulta almeno…), potete usare le alghe, come facevo prima della loro invenzione!

Al posto dell’acciuga di bosco potete mettere un bel trito di alghe, rinvenute in acqua, per esempio trovo che le arame qui ci stiano benissimo, ma potete scegliere il tipo che a voi più piace! Magari la prossima volta provo a unire sia le acciughe di bosco che le arame, per potenziare ancora di più il profumo di mare!

Nel frattempo non abbiamo dimenticato le foglie più grandi e verdi, le ho lavate e tagliuzzate, sbollentate e condite con aglio, limone, sale o shoyu, olio bio novello e crema di peperoncino. Se volete potete aggiungere pezzetti di pomodoro secco. E le ho usate come contorno. Ovviamente di cicoria si tratta, quindi dovete apprezzare il sapore amarognolo per gustarle (lo stesso vale per l’insalatina sopra). Il giorno dopo con pecorino lupino sono finite a condire un piatto di spaghetti integrali garofalo!

Si potrebbe modificare il detto crudele onnivoro, “è come il maiale, non si butta via niente”, nel nuovo detto ecozoico: “è come il cicorione (o la catalogna per i nordisti), si ricicla tutto”. Che ne dite?

Per finire, la nuova band parzialmente sabina dell’Insalata sbagliata, che esegue l’omonimo brano, trasposizione musicale del noto componimento di Gianni Rodari. In cui il prof. Grammaticus si arrabbia in un’osteria dove gli portano l’oglio con la g!

Per festeggiare l’uscita del loro primo cd: cliccate sul link qui! Auguri ecozoici a Stefano e alla band!

E con questa ricetta partecipo al contest Ricette delle feste fra innovazione e tradizione di Ricette della nonna!

Ricette delle feste fra tradizione e innovazione

nov 29, 2011

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  1. Mimì dice:

    Che ricetta sorprendente…
    Io sono una persona molto loquace e dalla chiacchiera lunga, anche se alle volte non si direbbe (dai commenti sì), nelle ricette cerco sempre di mantenermi e di non essere troppo logorroica… Mentre le tue sono completamente diverse dalle mie, ma anche se sono lunghe sono sempre interessanti da leggere e scoprire, sono ogni volta una nuova scoperta ed aggiungiamo poi che ti si legge sempre con piacere e gusto, si proprio gusto, perché i tuoi piatto sono proprio buoni!!! Infatti mi sono mangiata virtualmente queste stuzzicanti puntarelle che non dovrebbero mancare nei piatti il giorno di Natale :)

    Riguardo la produzione di olio non sapevo di queste esche realizzate con il pesce, in realtà non sapevo nemmeno della mosca, non sono una grande intenditrice… Sono un po’ perplessa O__o non saprei che dire a riguardo.

    Le acciughine di bosco sono una trovata deliziosa, ricordo la prima volta che le vidi pubblicate in Vb (a proposito dovrai pubblicarle anche quì le aspettiamo :) ), rimasi colpita e deliziata… Infatti grazie a quell’idea è nata la mia insalatina mare e monti vegan ;)

    Ottimo riutilizzo anche della catalogna, in cucina non si deve mai buttare niente… Tutto è riciclabile in altre ricette!

    Le puntarelle con le alici di mare non mi sono mai piaciute, in realtà non ho mai amato le alici, buon per loro ovviamente ;) e ricordo mia madre che stava lì delle ore a capare questa catalogna infinita… Mi diceva sempre che ci vuole pazienza ma il risultato sarebbe stato davvero sfiziosa!!
    Per fortuna negli ultimi anni ha lasciato anche lei le alici felici di sguazzare nell’acqua e preparava la suddetta senza il pesce.
    La forma spirale delle puntarelle mi ha sempre affascinato, mi sono sempre chiesta come faceva questa magica verdura a trasformarsi!? Bellissima!

    Riguardo il nuovo detto ecozoico, io dico che mi piace… Solo che vorrei potesse essere allargato a tutti i cibi… Non solo alla catalogna! Perché in fondo possiamo dire che quasi di ciascun ortaggio non si butta via niente, no!?

    La nuova band è fantastica, ora è veramente al completo, la filastrocca dell’insalata sbagliata è decisamente originale e simpatica… Insomma musica e pietanza azzecatissimi insieme e APPELLO a tutti… Se anche voi volte gustarvi le puntarelle di MaVi con il sottofondo musicale, acquistate il libro “Orecchio Verde” di Stefano e vedrete che bel Natale riuscirete a trascorrere voi e i vostri piccoli :)

    http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-187-0/stefano-panzarasa/l-orecchio-verde-di-gianni.html

    Eh sì mi permetto e faccio pubblicità :lol:

    Per oggi ho finito :lol:

    • MaVi dice:

      Grazie Mimì, di questo commento-panegirico! :lol:
      No, a Natale non ce le faremo di certo mancare, nella versione con le arance magari!
      La questione delle esche ha lasciato perplessa anche me… il fatto è che il mondo è tutto organizzato in modo onnivoro… la mentalità di fondo è quella… ma non ci scoraggiamo, vedrai che pian piano gli olivocultori più sensibili che recepiranno questa esigenza cominceranno a evitarne l’uso!
      Sì, ormai il barattolino di acciughe di bosco è una presenza costante nel mio frigo! Prima o poi le ripubblico!
      A me invece non piacevano le alicette crudeli da sole, ma in certe preparazioni come queste sì… comunque data la difficoltà di prepararle non è che ho avuto tutte queste occasioni di mangiarle!
      Prova a proporre a tua madre questa versione senza dirle nulla (magari le puntarelle le capa lei e tu condisci!), e vediamo che dice!
      Avevo messo anch’io il link al nuovo libro-cd di Stefano, ma come si suol dire, le ripetizioni aiutano! Più che di pubblicità in questo caso parlerei di passaparola!
      Mi ci è voluto un po’ a risponderti non per essermi spaventata della lunghezza del commento, ma per impegni di lavoro che mi hanno stremato!
      abbraccio oval-puntarellesco
      ;)

      • Mimì dice:

        Con le arance, che buona che dev’essere, mi piacciono tante nelle insalate :) lo terrò presente!!

        Eh sì, purtroppo la mentalità è onnivora, quindi quello che a noi appare come insolito, crudele e cattivo agli occhi altrui appare come la consuetudine… Son certa che gli ulivicoltori presteranno maggiore attenzione, soprattutto se la richiesta di un’olio “vegan” aumenta :)

        Proverò questa versione con la mamma :) , promesso, sono certa che apprezzerà… Mamma è una buon gustaia quindi queste preparazioni rustiche, per lei che poi è ghiotta di puntarelle, piacerà sicuramente!

        Adoro fare il passaparola :) … E poi quando si aiuta qualcuno come Stefano, è un piacere ulteriore!!!

        Come vedi anch’io ci ho messo un po’ rispondere… Ma tanto sappiamo che gli impegni non sempre ci permettono di essere presenti al massimo ;)

        Un abbraccio puntarellesco anche a te
        Mimì

        • MaVi dice:

          Allora aspetto le reazioni della tua mammina buongustaia! un abbraccio puntarello anche a te, bello spiraloso avvolgente!
          ;)

  2. herbi dice:

    questo post è un pozzo di scienza. effettivamente non mi ero ancora interrogata sulla veganità di alimenti insospettabili, ma questa cosa delle esche mi dispiace assai :(
    devo prendere dell’olio di oliva 100% bio, chiederò se sono state usate delle esche per la mosca al mio spacciatore, in tal caso gli proporrò se è possibile per il futuro lasciare qualche albero come produttore vegan …
    che dire della ricetta? documentata benissimo, mi viene voglia di mangiarne un bel piatto!

    • MaVi dice:

      Non esageriamo, ho solo riportato la chiacchierata fatta con il mio amico olivocultore!
      Quando ho qualche nuova informazione la condivido, speriamo che anche il tuo spacciatore d’olio ti venga incontro!
      A chi lo dici, rivedendola in foto torna la voglia anche a me! (ma il lavoro da fare mi trattiene!)
      ;)

  3. felicia dice:

    Bellissima ricetta!!!! stupenda presentazione :-) Nonostante sia del Nord amo le puntarelle, le adoro crude ma (qui traspare la mia origine) mi apprezzo maggiormente leggermente saltate!!!! Ho visto proprio l’altro giorno in televisione l’antica arte di preparare le puntarelle, personalmente tento di imitarla ma mi rendo conto è solo un lontano tentativo.
    Ho da poco fatto una preparazione con le puntarelle, andrà in pubblicazione prossimamente…… dimenticavo, ho iniziato ad amarle e apprezzarle proprio grazie a te!!!! mi hai insegnato molto. Un bacione :-)

    • MaVi dice:

      Sai, stavolta è successo un piccolo incidente che mi ha fatto gustare le puntarelle cotte anche a me… ho dimenticato l’avanzo in forno e la sera l’ho usato senza ricordarmi di toglierlo…
      Per fortuna che il recipiente di vetro non ha subito danni… e devo dire che le puntarelle arrosto non erano affatto male, magari le rifarò apposta!
      Con le puntarelle ci vuole un po’ di training, ma una persona della tua abilità in cucina non può che arrivare prima o poi alla perfezione!
      Sono curiosa anche del tuo nuovo esperimento con le puntarelle! Sono contenta di diffondere la passione per questa simpatica verdura, imparo anch’io… Tu poi sei una delle mie insegnanti di cucina vegan preferite!
      abbraccio ovale
      ;)

  4. Stefano Panzarasa dice:

    Puntarelle gustosissime e alici felici (nei boschi e nei mari…)
    Ho la fortuna di mangiare sano e ora anche ecozoico da un bel po’ di tempo (uno strabilione di grazie MaVi), il risultato penso si veda bene nel video… A quasi 60 anni…
    Cara Mimì la band ti ringrazia… Appena suoniamo all’Olympia di Parigi ti mandiamo un biglietto gratis (anzi due, anche per Adriano).
    Per ora chi vuole può venire alla prossima presentazione/spettacolo del libro che si terrà a Roma, l’8 dicembre alla Fiera della Piccola e Media Editoria (EUR – Palazzo dei Congressi, Sala Ragazzi, ore 18) e ci sarà pure la moglie di Gianni Rodari, Maria Teresa Ferretti…

    • MaVi dice:

      Le alici felici in questo caso sono quelle dei mari… quelle di bosco finiscono nel nostro piatto, per salvare le colleghe di mare!
      Io sono molto contenta di tenerti in forma! altrimenti dovrei cominciare a guardarmi in giro…
      Mimì, per il momento accontentatevi del palazzo dei Congressi dell’Eur… chi si trova da quelle parti è invitato!
      ;)

    • Mimì dice:

      Oooohhhh Grazie Stefano :lol:

      Comunque è un piacere fare il passaparola, come dicevo a MaVi, purtroppo io l’8 non posso esserci fisicamente, ma sarò lì con il cuore e vi manderò tanta energia positiva!!! :P

  5. virginia dice:

    ma questa l’avevo pure rifatta propinandola ad una cena per onnivori, se non sbaglio…. ottimi risultati! ciao

    • MaVi dice:

      Sono felice quando provi le mie preparazioni con gli onnivori! basta che alla fine sveli il trucchetto!
      ;)

  6. CucinoinCina dice:

    Si trova poco dalle mie parti italiane, ma mi piacciono tantissimo: prepararle è un’arte e come le hai fatte tu, divine!!
    Non sapevo proprio di questa faccenda dell’olio…e quante altre non ne sapremo. A volte penso che se dovessimo analizzare tutta la filiera di quello che mangiamo ci passerebbe la fame ;)
    D’altronde facciamo del nostro meglio, e se tutti facessero lo stesso questo mondo sarebbe già un posto migliore ;)
    Grazie Mavi per i tuoi fantastici post!!!!!!!!!!!!!

    • MaVi dice:

      Sì, è vero questa preparazione rasenta l’impegno artistico, è quasi più coinvolgente la preparazione-meditazione che la mangiata in sé, che dura pochi minuti (anche se memorabili!).
      Hai ragione, chissà quante altre cose non sappiamo dei prodotti non solo alimentari che consumiamo… per questo è di vitale importanza che le coscienze si risveglino pian piano tutte in ogni senso! così potremo avere piena fiducia reciproca e non perdere il tempo con queste storie da laboratorio d’analisi… ora invece ci vorrebbe un crudeltà-detector portatile!!!
      Fare del proprio meglio è proprio il massimo che si può fare…
      sono contenta che i miei post ti piacciano, il piacere è reciproco!
      ;)

  7. Chicca dice:

    Prima di tutto augurissimi a Stefano e alla sua band :-)
    Poi che dire ho imparato ad apprezzare le puntarelle grazie ad una tua ricetta su v.b. e ultimamente almeno una volta alla settimana si mangia una bella insalata mista con le puntarelle :-) Io però non le spelo come fa il signore del video, elimino la parte dura e basta le lascio in ammollo nell’acqua fredda (magari con ghiaccio) per qualche ora e poi le unisco a tutto ciò che ci si può abbinare :-)
    PEr quanto riguarda la produzione dell’olio in effetti noi siamo tra quelli che di tanto in tanto regalano le olive alla mosca olearia :-) Quest’anno la produzione è stata buona (più di 200 litri di ottimo olio)l’anno scorso non ne abbiamo fatto proprio per colpa della mosca, ma fortunatamente riesco a finire quello di 2 anni fa, che fu un ottima annata! A Natale spero di poter assaggiare quello messo da parte dalla prima spremitura, ne teniamo sempre qualche litro solo per noi, è così buono che ci si può cibare di solo olio e pane ;-)
    Un abbraccio e grazie per questo fantastico post puntarelloso ;-)

    • MaVi dice:

      Riferisco gli auguri alla band che ne ha bisogno! ha diversi appuntamenti a breve, peccato che tutti lontani da te! chi lo sa più avanti…
      i miei post in vb sulle puntarelle (alle alici felici e alle arance) hanno ispirato molti e sono contenta! Va diffusa la conoscenza delle verdure, altrimenti gli onnivori pensano solo alle due foglie di insalata!
      Ovviamente poi una volta conosciute ognuno le mangia a modo suo!
      Io invece ci tenevo molto a veganizzare il più possibile un piatto qui considerato molto prelibato! che la gente fa comprando di solito le puntarelle già sfilettate al mercato e al super!
      così ovviamente tutte le foglie verdi vanno in cassonetto!
      Anch’io nella versione alle arance non le tengo molto in acqua fredda – buona idea quella del ghiaccio ma in inverno non lo produco!

      Certamente se si fa la produzione casalinga dell’olio il discorso è diverso, ognuno fa come gli pare! Voi quindi avete un sistema di produzione cento per cento vegan! Bravissimi!
      Una bottiglia di novello la puoi pure stappare subito, dai! e festeggiarlo con due puntarelle! provale anche così se non l’hai già fatto, vedrai!

      un abbraccio oval-puntarelloso!
      ;)

  8. artù dice:

    bello questo piatto rivisitato ma tipico della tradizione….da noi non si trovano affatto le puntarelle…però sono felice di apprendere tante belle cose da voi!!!! grazieeeee

    • MaVi dice:

      Dove sei tu? forse puoi trovarle con il nome di catalogna… ! comunque chiedi in giro, non si sa mai! sono sicura che ti piacerebbero!
      ;)

      • artù dice:

        grazie per la tua informazione, io utilizzo solo verdura dei nostri orti (bio che più bio non si può!) ma il mio papi non le ha mai coltivate….ora chiederò di programmare un pezzettino con la semina di questa deliziosa verdurina! ma sarò mai capace poi a fare il gran lavoro che hai fatto tu???

        ps. per la domanda sul vegan, correttamente come mi chiedi (visto che al momento sono onnivora, e so che qui non dovrei dirlo) ho deciso di provare e mettermi alla prova poichè molte mie amiche sono vegetariane (alcune anche vegan) perciò non vorrei trovarmi impreparata durante gli inviti per averle vicino a me e per condividere !!!
        non so come la vedi tu, ma loro hanno apprezzato molto la mia ricerca per “scoprire” un mondo nuovo, trovo sia corretto e giusto….

        • MaVi dice:

          Che bello, una nuova piantagione di puntarelle! in quale contrada?
          Siete fortunati a disporre di un orto bio di famiglia, soprattutto in questi giorni in cui si sente parlare di certe truffe così abbiette…
          Gli onnivori in questo sito sono più che benvenuti, sono i nostri figliol prodighi! si può dire che è per voi che abbiamo montato il baraccone… per dimostrare che si può mangiare buono e sano anche senza prodotti della sofferenza animale e terrestre. Grazie quindi di venirci a visitare!
          La tua motivazione è particolarmente nobile: per condividere la tua tavola con le amiche veg! si vede che cucini con il cuore… senza saperlo sei anche tu su un percorso ecozoico!
          ;)

  9. Sandro dice:

    Ti ringrazio per l’apprezzamento che fai sul mio olio. Per un produttore agricolo è un piacere ed un motivo di soddisfazione.

    Riguardo alla questione “vegana” sull’uso delle esche contro la mosca delle ciliegie nutro il massimo rispetto. Comunque, cara Mariagrazia, l’olio che quest’anno hai acquistato da me è da considerarsi al cento per cento “vegano”: oltre a non aver fatto trattamenti di alcun genere (neanche quelli ammessi dal disciplinare biologico) non ho fatto uso neanche delle esche attrattive per la cattura della mosca. Vedremo che si può fare per le ciliegie.

    Per me che faccio l’agricoltore come lavoro, e che dunque devo ricavarci un reddito, le pratiche del biologico, e la scelta consapevole di non drogare gli alberi, i frutti e la terra, oltre alle maggiori spese mi fa registrare nel corso degli anni un calo significativo della produzione. La qualità costa, e quasi sempre non è giustamente remunerata! Ti ho già detto del mio olio di quest’anno che è venuto su come natura crea, senza interferenza alcuna. Senza parlare poi di interi alberi di ciliegie che mi rimangono sugli alberi non raccolti, perché i grossisti se non sono drogate non le ritirano, e la gente se vede una puntura di mosca o se dentro c’è un vermetto non le vuole. Così ogni anno a metà giugno, da quando gli effetti dell’attacco della mosca sono evidenti abbandono tutto. Sono scelte spiacevoli per un agricoltore. Infatti ad alcuni alberi non metto neanche le esche. Ma continuo così. Siamo dentro una società che va così. Nell’ultimo censimento agricolo del 2010 la consistenza media dell’azienda agricola in Italia è risultata essere di 7,5 ettari. Nel censimento precedente del 2000 era di circa 5 ettari. Questo significa che i grandi si espandono e i piccoli chiudono! La vera agricoltura la fa la piccola azienda contadina, ma sta scomparendo. E gli effetti generali sul territorio e sulla nostra vita si sentono eccome!
    Ciao,Sandro

    • MaVi dice:

      Bene, sono contentissima di avere un olio bio e vegano allora! Continua così Sandro, so che è dura, ma la Terra te ne renderà merito!
      Io mi prenoto per una cassetta delle ciliege a maggio! spero che molti altri faranno altrettanto!
      ;)

  10. Giulio dice:

    Ciao Mavi,

    per partecipare al contest di Ricette della Nonna devi inserire il banner e l’url del nostro sito all’interno di questa ricetta come da regolamento.

    Ciao Giulio

    • MaVi dice:

      grazie Giulio, stavo aspettando di vedere la mia ricetta nella lista dei partecipanti!
      banner e link inseriti!
      ;)

  11. giorgia dice:

    bellissima ricetta, tra quelle che mi hai inviato la mia preferita, da qualche anno ho scoperto le puntarelle e le adoro! sono amarognole si, ma fresche e dissetanti e buona idea quella di utilizzare le foglie che restano per condirci la pasta! le proverò di sicuro. A Stefano auguri ancora per la sua nuova avventura!

    • MaVi dice:

      grazie cara, trasmetto anche gli auguri a Stefano! Pensa che proprio ieri ho rifatto le puntarelle e ho ancora un po’ di foglie cotte avanzate!
      ;)

  12. cris dice:

    cavolini di Bruxelles, o meglio Puntarelle della Sabina!!! come sai da sempre provo una grande attrazione per questa tua ricetta stupenda :) E ottime sono anche le tue delucidazioni sulla produzione dell’olio…incomincio a chiedermi quindi se non sia semplicemente il caso di lasciare fare al mio scarso apprezzamento per il sapore deludente degli oli in commercio e servirmi al limite, se mai me ne capiterà l’occasione, solo da chi me ne puo’ garantire una piccola, ma saporita e vegana quota :)
    Sandro per me è uno dei veri Eroi della nostra epoca e andrebbe davvero ricoperto di riconoscimenti e gratitudine, se abitassi in zona non avrebbe piu’ nemmeno una ciliegia sugli alberi in stagione, ma non per le mosche, bensi’ perché gliele compererei tutte io!!!! che mi importa della puntura delle mosche???
    Beh…bellissimo rileggersi questa ricetta :)
    abbracci ciliegino moscati :)

    • MaVi dice:

      Bella questa esclamazione, Puntarelle della Sabina! Ma le puntarelle sono più romane!
      Sì per l’olio puoi fare così, un piccolo acquisto di qualità sicura e certa. Perché non ci vieni a trovare così fai un po’ di spesa? :smile:
      Giro il tuo apprezzamento per Sandro al diretto interessato, ma quando le mosche attaccano le ciliege mi sa che per gli umani non resta proprio nulla…
      abbraccio oval-cerasello
      ;)

  13. cris dice:

    :) evvabbé allora evviva anche le mosche, se mi mangiano le ciligie :) in ogni caso vuol dire che abbiamo gli stessi gusti :) e io di sicuro posso divorare molte più ciliegie di loro :) siamo simili :) diamoci la mano o le zampette :) abbraccio ronzante :)

    • MaVi dice:

      :smile:
      il tuo ronzio mi era sfuggito, ma rimedio subito!
      ;)

  14. Giovanna dice:

    Buonissime le puntarelle con le acciughe di bosco che ho avuto il piacere di assaggiare ieri da voi. Ne avrei mangiate ancora e ancora e ancora :-)
    Grazieeee!

    • MaVi dice:

      Anch’io le mangerei a tonnellate! ma dato quanto ci vuole per pulirle mi accontento di una scodellina.
      ;)

  15. Giovanna dice:

    …inoltre vedere mio figlio di 7 anni ripulire il piatto, è stata la prova del 9!!!Grande soddisfazione direi!Grazie per la tua meravigliosa, creativa e golosa cucina…
    Si possono così mangiare pietanze tradizionali in modo sano per il corpo e rispettoso per gli animali ;-)

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