set 4, 2011

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Cosa fare con la frutta di stagione? Pesca reginella!

Cosa fare con la frutta di stagione? Pesca reginella!

La Sabina in estate si trasforma in un giardino dell’Eden, pieno di deliziosa frutta! Dalla ciliegia ravenna di Palombara a maggio-giugno, alla pesca reginella di Moricone  nella prima quindicina di agosto, ai fichi che si raccolgono ovunque a giugno e a fine agosto-settembre, per finire con l’uva ormai alle soglie dell’autunno. E le more selvatiche a fine agosto-inizio settembre, che forse per la difficoltà di essere raccolte pungendosi fra i rovi sono ancora una delle poche cose che la natura ci offre gratis!

La pesca reginella è un frutto a rischio di estinzione che cresce a Moricone, dove gli viene dedicata una sagra (questo è un reportage dell’ultima edizione) la prima o seconda domenica d’agosto. Purtroppo negli ultimi anni ci siamo persi le pesche reginelle, ci trovavamo quasi sempre fuori… Quest’anno che per la prima volta siamo rimasti a casa nella prima quindicina di agosto la sagra è saltata insieme a quella di ferragosto dedicata alla Madonna… al loro posto la festa del cacciatore e del cavallo, neanche fossimo nel far-west! (Ma forse ci siamo…).

Così alla povera e negletta pesca reginella ho pensato di dedicare un affettuoso post, anche perché non abbiamo ancora inserito nulla nella categoria frutta estiva, mentre la cucina ecozoica di frutta ne fa un uso generoso!

La frutta ricordiamo che per partecipare positivamente alla nostra digestione va mangiata prima del pasto, una mezzora prima. Io non ho la pazienza di aspettare una volta che inizio il pranzo, per cui mangio di seguito frutta, poi verdura cruda e poi il piatto cotto.

Inoltre se comincio a mangiare una pesca e mi va ancora frutta mi mangio un’altra pesca, non mescolo quasi mai (secondo le indicazioni di Raymond Dextreit, La terra ci cura).

Provate a mangiarla prima la frutta e vedrete che la pancia non vi si gonfierà più e riuscirete a digerire qualunque tipo di frutta!

Quando è periodo se siamo a casa di pesche reginelle ce ne arrivano molte in regalo, oltre quelle che acquistiamo… per cui nei momenti critici le prepariamo in modo da mangiarne in maggior quantità, ultimamente le ho gustate  a spicchi a bagno nel kefir d’acqua (una volta anche con la tisana fredda d’ortica), al posto del classico vino, e frullate con kefir d’acqua, un cocktail rinfrescante e gustoso. Sono buone anche frullate con qualche cucchiaio di yofu (e succo d’agave), ma quest’estate ho smesso di autoprodurlo (mi ero stancata! e poi l’abbondante produzione obbliga a mangiarne tanto, e sapete che a me non piace abusare della soya, che è un legume, e quindi altamente proteica). Eccezionalmente sono gustose anche le mousse di pesca e panna vegetale! Per non parlare delle crostate e torte di frutta!

Questa è una crostata pesca-mela-sambuco!

Le pesche reginelle che non siamo riusciti a consumare fresche sono state salvate grazie a una ricetta che mi ha passato Valentina di Montelibretti, che ne ha mangiate fin da bambina e ricorda questo frutto come il più adatto per farne delle pesche sciroppate, dato che si spacca in due con molta facilità (per cui oltre che reginella viene detta anche spaccatella).  E poi ovviamente abbiamo fatto la classica marmellata!

Vi segno i due procedimenti, anche se ormai il periodo della reginella purtroppo è passato… ma in giro ci sono ancora le varietà di pesche tardive! e le pesche bianche, che quest’anno ho trovato particolarmente profumate e deliziose…

Mi regalano ogni tanto anche una curiosa pesca schiacciata, che quando chiedo come si chiama mi dicono di solito che è una varietà antica… quest’estate l’abbiamo trovata dal fruttivendolo che ci ha detto che si tratta di pesche tabacchiera! (che brutto nome!) e che le stanno riproducendo soprattutto per gli ospedali che le trovano comode perché non rotolano sui vassoi…

 

PESCA REGINELLA SCIROPPATA ALLA VALENTINA

Ingredienti

4 pesche reginella
mezzo litro di acqua
250 g di zucchero di canna integrale

Procedimento

Scegliere pesche con la polpa soda, sbucciarle e aprirle in due metà o in quattro spicchi (io ho fatto così perché avevo barattoli piccoli).
Sciogliere lo zucchero in acqua sul fornello. Invasare le pesche insieme a questo sciroppo, chiudere forte e bollire per nove minuti.

Non le ho ancora assaggiate, bisogna infatti aspettare qualche settimana prima di aprirle. Io le userò per fare qualche dolce, perché difficilmente mangio frutta così zuccherosa. Ovviamente se userò questo succo non userò lo zucchero!

Le altre pesche avanzate le ho trasformate in marmellata!

MARMELLATA DI PESCA REGINELLA

1 kg di pesche reginella
250-300 g di zucchero di canna
1 limone bio
1 cucchiaino di agar agar

PROCEDIMENTO

Lavare, sbucciare e tagliare la frutta in pezzetti. Mettere in una ciotola con lo zucchero e il succo di un limone e la sua buccia tritata. Lasciare qualche ora a macerare.  Poi portare a ebollizione, aggiungere l’agar agar diluito in pochissima acqua e far cuocere una decina di minuti o poco più se vi sembra ancora troppo liquido. Tuttavia l’opera dell’agar agar si compie dopo l’invasatura, nel processo di raffreddamento. Mettere la marmellata bollente nei vasetti sterilizzati con bollitura per venti minuti, capovolgerli e coprirli con un un canovaccio. Ricordarsi di pulire bene l’imboccatura del vasetto e se avete riciclato gli stessi ricordate però di sostituire almeno i tappi.


Alla fine del processo di raffreddamento la mia marmellata era rimasta ancora liquida, allora ho messo i barattolini in frigo e lì si è ben rassodata.


Ricordate che la marmellata cotta con l’agar agar si avvantaggia di tempi minimi di cottura ma va consumata nel giro di pochi mesi. Io a dire la verità a volte me la dimentico, perché non sono una grande mangiatrice di dolci, e non mi è mai andata a male… Comunque la precauzione non è mai troppa!
Se volete conservare più a lungo i vasetti bisogna pastorizzarli con una bollitura di 15-20 minuti.

Stavolta mi è venuto in mente di usare i foderi degli ombrelli a scatto, che mi girano per la casa senza saper cosa farne (ma che non butterei mai perché la loro fantasia mi piace, ci ho messo non so quanto a scegliermi il relativo ombrello!). E così finalmente anche loro hanno trovato un modo di essere utilmente riciclati (gli ombrelli rotti purtroppo vengono frullati via… magari la prossima volta mi tengo anche la loro tela).

E così ho la mia piccola provvista di pesca reginella per l’inverno, sperando che il prossimo anno si continui ancora a raccogliere questo frutto così allegro e profumato, la cui nota caratteristica è il fondo a punta anziché rotondeggiante, e una vaga forma ovale. Il gusto della reginella è dolce, pieno e pescoso, sarebbe un peccato perderla! Ha il sapore fantastico dell’estate! Dissetante, profumata e colorata… W la pesca reginella!

set 4, 2011

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  1. chicca66 dice:

    Mi hai affascinato con il racconto della pesca reginella :-)
    Sai che ho provato a mangiare la frutta prima dei pasti ed è proprio vero non ti gonfi e ti sazi decisamente con poco dopo :-)
    Ottime tutte le versione per consumare questo frutto di cui come hai detto tu ormai siamo agli sgoccioli!
    Bellissima la copertura dei coperchi con i foderi degli ombrelli :-)
    Un abbraccio eco :-P

    • MaVi dice:

      Sono contenta che hai provato la frutta a inizio pasto! io ne sono entusiasta, da ormai più di dieci anni mangio in questo modo! E non so cosa voglia dire un problema digestivo… Per me antipasto è sinonimo di frutta, non riesco a capire come si possa iniziare con cose pesanti, grasse e fritte, come spesso sono gli antipasti classici… per fortuna che si mangiano solo nei pranzi delle feste! Invece il mio antipasto di frutta non manca mai ogni giorno!
      E se ne avvantaggia anche la linea come hai notato!
      Sono contenta che ti piace il mio riciclo dei foderi di ombrello! ecobricolage!
      abbraccio ovale (come una pesca reginella, Mimì lo ha notato!)
      ;)

  2. Mimì dice:

    Adoro le pesche e questa qualità ancora non la conoscevo, ma già so benissimo che l’apprezzerei tantissimo!!
    Mi piace la sua buccia così vellutata ed il suo colore così arancio e rosato! Dev’essere una delizia.
    Io ormai mangio sempre prima la frutta, ed è un toccasana… Condivido sempre con tutti questo piccolo accorgimento, sperando che almeno qualcuno si fidi di me ;)
    Peccato per la festa, speriamo che il prossimo anno almeno la ripetano… Festeggiare un frutto così prezioso e locale dovrebbe essere un vanto!
    Nella foto in cui si vedono le due bottiglie in vetro al fianco c’è una ciotola, sembra una sfiziosa insalata, cos’è ?
    Buonissima anche la crostata, così come il kefir alla pesca, tutte idee golose per assaporare questo frutto così dolce :)
    Io non ho mai preparato le pesche sciroppate, amo la frutta al naturale, ma quando si hanno grandi quantità di frutta da smaltire che rischia di marcire, è un modo anche questo per salvarla e gustarla in altri periodi stagionali quando la bella reginella tornerà l’anno seguente, sperando che torni!

    Che idea geniale quella degli ombrelli, oltre che in cucina, anche nel resto della casa non si butta via niente ;)

    Un abbraccio alla pesca reginella (che è pur sempre ovale)
    Mimì

    • Mimì dice:

      Dimenticavo, un elogio grandioso alla GRANDE MIMì ed alla sua voce straordinaria. Grazie anche per la canzone! :P

      • MaVi dice:

        Lì per lì non avevo ricollegato Mimì a Mia Martini… certo, anche lei ha il tuo stesso soprannome! Sai che anche la sorella di Joan Baez si chiama Mimì, e a volte si è esibita con lei? Mimì sembra essere un nome molto musicale, e in effetti è il raddoppiamento della nota Mi!

        Hai ragione Mimì-Mia è eccezionale, come la pesca reginella! miiii!

        ;)

    • MaVi dice:

      Questa sarebbe proprio frutta per i tuoi denti Mimì!
      Speriamo che torni la sagra della pesca reginella, non è un bel segno che sia stata sospesa…
      Nella ciotola ci sono un po’ di spiedini intelligenti che ho preparato e portato sulla terrazza di un’amica a due passi da casa, per farli al barbecue!
      La pesca è veramente un frutto che esprime la massima golosità sommata alla massima semplicità!
      Anch’io non avevo mai fatto le pesche sciroppate, ma Valentina, questa mia amica di Montelibretti, mi ha dato questa ricetta che nella zona è la tipica destinazione per la Reginella, così ho voluto fare un omaggio al territorio in cui vivo!
      Le userò in qualche dolce al posto dello zucchero, nemmeno io riuscirei a bermi quel succo così zuccheroso!
      Così come non ho buttato la stoffa dei foderi degli ombrelli, così speriamo che la Reginella esca fuori dal pericolo estinzione!
      abbraccio ovale come una pesca reginella! (sei sempre un’arguta osservatrice!)
      ;)

  3. Felicia dice:

    Complimenti un post stupendo!!! tutti i colori e la magia della frutta di stagione.
    Quest’anno dopo aver letto un’articolo sulla pesca tabacchiera l’ho cercata, volevo assaggiarla!!!! Ho sempre e solo trovato pesche tabacchiere proveniente dalla Spagna, ovviamente non le ho acquistate e non sono riuscita ad assaggiarla!!!! E’ buona? sono troppo curiosa….. grazie ancora per il post e complimenti :-)

    • MaVi dice:

      La pesca tabacchiera assomiglia più alla pesca bianca che a quella gialla come sapore, è molto delicata, ma per i miei gusti è poco carnosa… si arriva subito all’osso!
      La cosa più divertente è la loro forma! quello che non capisco è il motivo del loro nome!
      Se passi di qui nel mese di agosto te le posso far trovare! Natura permettendo…
      ;)

    • felicia dice:

      Da quello che ho letto il nome è stato dato riferendosi alla forma (somiglia ad una tabacchiera, quelle che si portavano in tasca in passato…. nel lontano passato) ma la chiamano anche saturnella o saturno dalla somiglianza con il pianeta. Insomma ho letto, ma la mia cultura è solo teorica :-(

      • MaVi dice:

        Vedo che hai cambiato fotina, carina anche questa!
        Sai io le tabacchiere oggetti non ce le ho presenti, o almeno penso a delle scatolette piatte e rettangolari che non riesco ad associare a questo bel frutto così sinuoso… e soprattutto profumato e non puzzolente come il tabacco…
        Sì avevo visto anche dell’altro nome, ma non mi sono soffermata con le ricerche qui dato che il post è dedicato alla Reginella!
        La pesca saturnina dovrebbe avere intorno un po’ di anelli…
        ;)

      • MaVi dice:

        Vedo che hai cambiato fotina, carina anche questa!
        Sai io le tabacchiere oggetti non ce le ho presenti, o almeno penso a delle scatolette piatte e rettangolari che non riesco ad associare a questo bel frutto così sinuoso… e soprattutto profumato e non puzzolente come il tabacco…
        Sì avevo visto anche dell’altro nome, ma non mi sono soffermata con le ricerche qui dato che il post è dedicato alla Reginella!
        La cosa divertente è se non sono incappata in un refuso, la pesca ufo, che risulta da incroci della tabacchiera con altre varietà per renderla più resistente!
        ;)

  4. Stefano Panzarasa dice:

    Ho sempre amato le pesche ma ormai considero quelle industriali come “prigioniere”, tutte le altre, le antiche varietà locali, pur se coltivate, sembrano ancora possedere una loro radice di libertà che si esprime in forme e sapori variegati…
    Le reginelle con la loro punta che sembra un nasino e il loro sapore veramente gustoso le adoro!
    Bellissima la foto di apertura soffice e dolce…
    Sicuramente un frutto da recuperare per i frutteti dell’Era Ecozoica!

    • MaVi dice:

      eheehehh troppo forti le pesche prigioniere e le reginelle col nasino, rendi proprio l’idea!
      A me gli alberetti di pesco tutti potati mi fanno una pena, solo perché facciano frutti a un’altezza facilmente raccoglibile… eppure ci sono luoghi come il Giappone dove invece ne attendono la fioritura come un grande evento e scommetto che non li sottopongono a questi massacri! così saranno trattati tutti i magici peschi dell’era ecozoica, ognuno avrà il proprio giardiniere-amico personale, che avrà buttato via le cesoie e lascerà libera la natura al suo sapiente corso!
      ;)

  5. Stefano Panzarasa dice:

    Dimenticavo…
    Bella l’idea del raddoppio della nota MI, nelle mie canzoni l’accordo del Mi (maggiore o minore) ricorre spessissimo…
    Dunque viva il Mi e le Mimì e… le Reginelle in Mi…

  6. Titti dice:

    Che bello il tuo blog…
    Mi piace la pesca molto… che invitanti queste ricette!

    • MaVi dice:

      bello leggere questo tuo commento, grazie!
      ;)

  7. virginia dice:

    provo il kefir, l’idea è ottima e le pesche tabacchiere ci sono anche qui. a mt o…un contadino che coltiva anche la mia terra me le porta direttamente a casa! e brava la mia piccina!

    • MaVi dice:

      Il kefir se si ha il tempo di seguirlo e curarlo come un bebé è una bevanda molto rinfrescante, leggermente frizzantina. Pare anche che sia una panacea… anche se da qualche parte invece leggo che sia una pericolosa coltura batterica… boh! Per un anno l’ho bevuto e l’ho usato anche al posto del latte di soya in dolci e altre preparazioni.
      E bravo il contadino che ti porta a casa le pesche tabacchiere! ma le reginelle le hai mai assaggiate?
      ;)

  8. CucinoinCina dice:

    Splendide pesche e per mille usi ma anche io le preferisco crude per ogni spuntino!! (Sono una “ValdoVaccariana”!-credo tu capisca quello che intendo…)Ma se proprio deve essere marmellata,come si può evitare lo zucchero e farla mantenere?

    • MaVi dice:

      Certo, la cosa migliore è mangiare la frutta fresca così com’è, se possibile con tutta la buccia!
      Ma quando ne abbiamo così tanta che potrebbe andare a male allora ecozoicamente la ricicliamo o ci inventiamo preparazioni per smaltirne un po’ di più!
      Capisco bene la tua valdovaccarianità!
      Per la marmellata senza zucchero leggevo in un post di Annalisa-Neofrieda in Veganblog che le sue marmellate con frutta cotta per 45 minuti e poi pstorizzate si conservano bene anche dopo un anno. Lei ha fatto una prova empirica e ne ha riportato i risultati. In effetti comunque la frutta di zucchero ne contiene già di suo. Però non so se con questa minima quantità si previene il rischio botulinico, molto più insidioso di un barattolo semplicemente andato a male…
      Ora cercherò se trovo anche qualche testo teorico e poi ti farò sapere!
      Un modo molto ecozoico di fare la marmellata senza zucchero è essiccando la frutta al sole e poi frullandola con l’aggiunta di un po’ d’acqua, quando la si vuole consumare in forma di marmellata!
      ;)

  9. Enzo dice:

    Pesca fantastica spero di assaggiarla presto,,,,

    CIAO

    • MaVi dice:

      Beh, se parti dai semi mi sa che l’attesa non sarà breve, e queste pesche estremamente delicate non sono adatte alla spedizione, dovresti passare di qua!
      ;)

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