nov 5, 2014

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Patè di caldarroste e pomodori secchi

Patè di caldarroste e pomodori secchi

C’era una volta l’autunno… così racconteremo ai nostri nipotini fra pochi anni.

La cucina ecozoica finora è stata attratta da un’estate che non c’era sperando arrivasse  in ritardo e in parte così è stato. A parte la singolarità climatica bisogna dire che la stagionalità anche in tempi non sospetti non scattava a bacchetta a una certa data. Per cui è ovvio che i pomodori e tutte le altre verdure estive le mangeremo finché ce ne sono e poi passeremo a quelle invernali, o le mangeremo in allegra confusione. I prodotti autunnali li mangeremo man mano che arrivano dai campi, a volte si fanno attendere, a volte non sono così buoni all’inizio (sono quelli più trattati ad essere precoci), per cui meglio consumare ciò che di buono ci dà ancora la precedente stagione. Ecco perché nella cucina ecozoica l’estate si è protratta quest’anno fino alla fine di ottobre… e ho anche inaugurato una apposita categoria: Con gli avanzi della stagione precedente. Ma ormai è ora, via all’autunno!

Le castagne tornano fra noi, quest’anno non c’è stato un buon raccolto, forse non sono sparite come le olive in Sabina, ma tante sagre della zona so che si sono rifornite altrove per mancata raccolta… Le caldarroste sono talmente nutrienti che bastano tre-quattro per dare un senso di sazietà, e allora spesso ne rimangono, soprattutto quando arrivano a fine pasto. Meglio sarebbe prepararle come portata principale dopo frutta e verdura cruda! Ma niente paura: la caldarrosta avanzata in cucina ecozoica si ricicla e con grande gusto. Stavolta sono finite in patè e ve le consiglio come ricetta per le prossime feste insieme a questa: un altro patè originale a prova di onnivoro!

Ingredienti

Caldarroste avanzate (una-due manciate)
Un paio di pomodori secchi ammollati o conditi
Tisana di fiori di sambuco, rosa canina e anice stellato  (o qualunque altro liquido anche acqua a portata di mano)
Un pizzico di peperoncino in polvere
Uno spicchio d’aglio
Olio di oliva bio sabino (ce ne ho ancora una piccola scorta)

Procedimento per le caldarroste home-made

E come cuocere le caldarroste in casa? Non tutti hanno un camino o un barbecue per fare la brace. Ci sono alcuni metodi che aiutano. Intanto mettete sulla cucina a gas un bel foglio di carta di alluminio bucato in corrispondenza del fornello, un trucchetto appreso dall’amico Nello.  Mettete una retina spargifiamma e poi posizionate una padella bucherellata. Fiamma minima.

Intanto accertatevi del tipo di castagne che avete: le avete comprate all’ingrosso in sacchi e non sono state ancora trattate per la conservazione? Allora vi tocca metterle in una bacinella in acqua per tre giorni. Dopodiché le fate asciugare e le usate come volete. Se invece sono state già annacquate passate direttamente a praticare un taglio sulla castagna, a me piace longitudinale.

Le mettete in padella e preparate  uno spruzzino pieno d’acqua a portata di mano. Oppure se non avete la padella coi buchi usate una teglia da forno vecchia e spargete pure un po’ d’acqua sul fondo (questo trucco me l’ha insegnato Annaperenna).

Seguite la cottura passo passo, smuovendole in continuazione, se avete la padella senza buchi aggiungete l’acqua quando evapora – a meno che non siano cotte e allora non ce n’è più bisogno – e se avete la padella forata spruzzate un po’ d’acqua di tanto in tanto. Spargete anche un po’ di sale grosso se vi piace (secondo mio padre aiuta la cottura). Se invece le fate sulla brace il sale (grosso) spargetelo direttamente su questa! Direi che in 10-15 minuti sul gas dovrebbero essere pronte, sulla brace ci vorrà un po’ di più.

A questo punto pappatele e cercate di farne avanzare un po’ per preparare il patè!

Procedimento per il patè

Mettere nel boccale del mixer tutti gli ingredienti (tranne l’olio) e frullare, aggiungendo man mano che serve la tisana. A fine frullatura incorporare l’olio e controllare se va aggiustato il sale. E poi spalmare allegramente dove volete. Con qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta potete usarla anche per condire la medesima.

L’incontro fra il gusto della castagna e del pomodoro non è dei più consueti. Quindi provatelo e ditemi se vi è piaciuto. A me sì, tanto.

E mi auguro che tornerà il giorno in cui le caldarroste siano distribuite in dono a ogni angolo della strada con un grande sorriso.

Per finire ecco un messaggio di speranza che arriva direttamente da Riane Eisler, che ha scritto un libro sulla vera ricchezza delle nazioni (non ancora tradotto in italiano). Nel PIL non viene calcolato il valore del lavoro di cura e di welfare fatto gratis da tutti noi (soprattutto tutte noi) e che i paesi che nel mondo sostengono le madri e i loro bambini, le scuole, i disoccupati, i malati, gli anziani, ebbene questi paesi hanno un livello di qualità della vita più alto e anche un più elevato tenore di vita, rispetto agli stati i cui bilanci sono risucchiati dagli armamenti. Lei cita i paesi nordici, Svezia, Norvegia e Danimarca come modelli da seguire. La Svezia infatti non è nella Nato.

Siamo molto più ricchi di quello che vogliono farci credere! Qui Riane Eisler parla di “caring economics” – difficile tradurre: “economia premurosa” o “economia amorevole” o “economia della cura”. Insomma, un ossimoro! (almeno nella nostra cultura) Per chi vuole saperne di più ci sono i suoi precedenti libri, Il piacere è sacro e Il calice e la spada.

Sentiamoci teste pensanti e anime sognanti. Certo, si vive ai margini. Ma qui una volta parlavamo di una certa hagazissa (o hagazussa) no? (se ne parla nei commenti qui).

Le ho incontrate nel viaggio autunnale dell’anno scorso a Bolzano, dove sono andata per presentare il libro Civiltà della dea di Marija Gimbutas e sono andata a trovare una carissima amica. Per chi non capisce l’inglese ecco qualche immagine presa nel castagneto dove ho per la prima volta raccolto le castagne con le mie mani e vi prometto un giorno un reportage completo…

Una sosta sul sentiero della Pace, fra i castagni pieni di frutti!

Mi piacerebbe vedere questo ogni giorno dalla mia finestra! Anche se non mi posso lamentare: non ho il lago ma vedo la valle del Tevere fino a Roma.

Ed ecco i souvenir del viaggio! Se volete provare a fare i bretzel, o come le chiamiamo qui in Sabina ‘ciambelle a zampa’, vedi qui.

Nella cucina ecozoica abbiamo tante idee con le castagne, alcune inedite.

Altre già pubblicate.

Zuppa di castagne e zucca con quenelles del nuovo mondo

Pasta al forno glutenfree (‘e fusilloni giganti) e invernale – con sugo veramente finto, besciamella di batata bianca e castagne, ragù di lenticchie rosse e castagne arrosto

 Tripudio fruttuoso con crema crudista alla castagna

Castagnocchi alla raw-mana di Cris

 

E poi è arrivato il formaggio di castagne!

 

 

 

 

 

nov 5, 2014

Inserita da | 18 Commenti

  1. Stefano Panzarasa dice:

    Brava MaVi, ecco apparire nella cucina ecozoica il concetto di ECONOMIA AMOREVOLE, veramente bello, sensato, ecologicamente profondo e tanto pratico. Un immenso grazie a Riane Eisler i cui scritti sono stati fondamentali nella mia vita.
    Ovviamente ottimo il patè…

    • MaVi dice:

      Purtroppo vedo ancora tanta economia DIS-AMOREVOLE in giro… sulla pelle dei poveri animali, della povera Terra e di persone sfruttate per fame.
      Grazie a Riane, anche per me una fonte di conoscenza e ispirazione da tanti anni.
      ;)

  2. Cono dice:

    il pane dei poveri, una volta. il tuo patè è irresistibile – non capisco le parole di Riane Eisler ma il sorriso dice tutto

    • MaVi dice:

      Io spero che un giorno le caldarroste saranno distribuite in dono ai passanti, per festeggiare il ritorno della verità e della giustizia su questa Terra.
      Per fortuna di Riane ci sono libri tradotti!
      ;)

  3. marinella dice:

    Cara MaVi, grazie per le ricette e le parole di Riane, devo trovare i libri. Vivere con cura, l’economia della cura. E speriamo che l’autunno ci sia sempre…

    • MaVi dice:

      Grazie a te di essere passata. Sono contenta che leggerai i libri di Riane. E anche io mi auguro che l’autunno rimanga al suo posto nella ruota dell’anno!
      ;)

    • Stefano Panzarasa dice:

      Il Calice e la Spada – La nascita del predominio maschile, è il capolavoro di Riane Eisler. Leggerlo mi ha cambiato la vita…

      • MaVi dice:

        Anche a me!
        ;)

  4. lorenzo dice:

    Mariagrazia, ho perso un pò il ritmo degli ultimi post.
    Ultimamente mi sono dedicato alla risistemazione del balcone cercando di predisporre le condizioni minime x un bio orto.
    E di gustose ricette. Giorni fa ho preparato una bella pasta di orecchiette condita con radicchio, noci e pere.
    Ieri era una giornata autunnale e dunque ne ho approfittato per una bella zuppa di roveja, patate e castagne precedentemente lessate.
    Per gli chi capitasse su questo blog e non lo sapesse, la roveja è un piccolo legume coltivate nelle zone interne della grandezza di un pisello. Scuro, leggermente ovale.
    Con calma andrò a vedere quella sul tonno e le considerazioni scaturite dall’incontor con Marinella Coreggia.
    La vista sulle valli bolzanine….. e sì pensa che quando vado su in Toscana è questo lo speccatolo che ammiro da casa.

    • MaVi dice:

      Ho visto le foto del tuo orticello e mi ha fatto tanta tenerezza. Sarà in buonissime e attentissime mani.
      I tuoi piatti sono uno più stuzzicante dell’altro, bisogna incontrarsi presto e fare reciproci assaggi!
      Sulla roveja diamo un link:
      http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/farfalle-biodiverse-con-fantasia-di-roveja.php
      Sono molto curiosa del tuo parere sulla ricetta-reportage dell’insalata di tonnoveg.
      Quanto mi piacerebbe vedere la tua casetta fra i boschi! Speriamo prima o poi ci sia occasione.
      abbraccio oval-castagnino
      ;)

  5. thevegberry dice:

    Ecco un’ottima attività cruelty free da fare davanti al camino: il prossimo weekend piovoso si spalma patè di castagne a volontà (Cinipide galligeno permettendo…)!

    • MaVi dice:

      Certo, quando piove fuori è bello scaldarsi al fuoco e guardare le scoppiettanti castagne sfuggite alle mandibole dei cinipidi.
      Anch’io pregusto questo momento di calma mangereccia… (anche se l’ho appena rifatto, ma non basta mai, è troppo buono).
      ;)

      • thevegberry dice:

        A parte gli scherzi, consiglio a tutti di fare scorta di castagne direttamente dai contadini, a km 0, perché i prezzi al supermercato sono proibitivi ed è un peccato non mangiare un frutto che ha così tante proprietà.

        • MaVi dice:

          Hai ragione, oppure tramite gas. Io le ho trovate a una sagra ma le ho prese anche in un supermercato a 4 euro al chilo, considerato che ci si fa più di una volta essendo molto nutritive si può fare.
          Con un chilo si riesce a fare il patè, il formaggio e anche a mangiarsi un po’ di caldarroste, in due persone. Direi un’ottima resa.
          ;)

      • veRita dice:

        ciao MaVi! post interessantissimo e ricetta intrigante. mi spiace solo averla vista adesso che non ci sono più castagne. be’, vedrò di ricordarmela l’autunno prossimo :)
        davvero bello il video di Riane Eisler. non ho suoi libri, ma avevo letto un paio di estratti reperiti in rete, tempo fa, e li avevo trovati molto significativi. grazie anche per questa segnalazione :)

        • MaVi dice:

          Ma le castagne le trovi sempre in forma essiccata, le puoi mettere a mollo e frullare oppure anche bollire e poi frullare. La soluzione ancora più rapida per provare questo patè o pesto che dir si voglia (dato che puoi usarlo anche per condire la pasta) è la farina di castagne.
          I libri della Eisler si trovano anche in biblioteca! Di recente un articolo è uscito anche su “Prometeo” (settembre 2013). A me piace in particolare “Il piacere è sacro”!
          ;)

          • veRita dice:

            hai ragione! non avevo pensato alle castagne essiccate o addirittura alla farina… si vede che sono ancora alle prime armi, eh? :)

            • MaVi dice:

              Dire di essere “alle prime armi” non è terminologia propriamente ecozoica, si potrebbe dire “alle prime mestolate” o “ai primi soffritti” o “ai primi impasti”!
              La cucina ecozoica infatti cerca di scrudelire anche il linguaggio!
              Beh magari con questo patè troverai lo spunto per lanciarti all’opera, fammi sapere!
              Un abbraccio oval-castano
              ;)

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