mag 11, 2013

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Parmigiana di borragine radicale

Parmigiana di borragine radicale

Cioè parmigiana ecologista invernale e primaverile!

Un’altra delle mie idee ecozoiche con cibi raccolti dalle nostre mani a poca distanza da casa! Un ritorno alle radici, quindi radicale! Così visto che “garbatamente” noi vegani veniamo apostrofati con questo epiteto, sfoggiamolo invece come elemento di distinzione, nella sua accezione positiva.

Ecco una versione invernale di parmigiana rispettosa della stagionalità, che potrebbe essere un’idea per il pranzo di Natale o di Pasqua e persino di Ferragosto, perché le foglie di borragine le troviamo tutto l’anno!

La parmigiana di melanzane è tra i miei piatti preferiti (l’ho già pubblicata, eccola qui), temevo che diventando vegan mi sarebbe mancata la mozzarella in questa preparazione… invece con grande sorpresa ho scoperto che le parmigiane vegan non hanno niente da invidiare alle colleghe vegetariane e onnivore! Tuttavia tengo molto al rispetto della stagionalità dei cibi che arrivano nel mio piatto, quindi non farei mai una parmigiana di melanzane in inverno… scoprire che le foglie di borragine fritte in pastella possono sostituirle è stata una scoperta grandiosa!

L’ispirazione l’ho trovata nell’opuscolo di Marco Antonini stampato dal wwf, “Erbe e frutti selvatici alimentari della campagna romana”. La “ricetta curiosa” compare con il nome di “lasagne di borragine”. Le mie innovazioni sono la besciamella vegan e la frittura delle foglie con pastella. L’originale è quindi una versione light con foglie nude e crude! (avendo la cura di scolare il liquido di cottura in corso d’opera).

Ingredienti

Una ventina di foglie di borragine (di quelle più grandicelle)
Lievito alimentare in scaglie
Pangrattato (autoprodotto grattugiando a mano pagnotta secca)
Olio evo bio e sabino

Per la pastella

Farina di ceci e di mais (in tutto 300 g circa)
Acqua frizzante q.b.
Sale a piacere

Per il sugo

Mezza bottiglia di pomodoro a pezzetti (se possibile fatta in casa, bio e km zero – assolutamente da aborrire il pomodoro fresco fuori stagione, e cioè da novembre a fine maggio circa)
Mezza cipolla
Foglia di alloro
Due-tre foglie di basilico fresco (che ancora ho nei vasi in casa, messi dentro a svernare)
Peperoncino

Per la besciamella

Olio evo bio e sabino q.b. a coprire il fondo della pentola con leggero strato
Tre-quattro cucchiai ben colmi di farina integrale
Acqua di cottura di verdura selvatica
Due-tre cucchiaini di dado veg fatto in casa
Sale
Peperoncino in polvere
Noce moscata

 Procedimento

Diverse ore prima preparate la pastella con farina di ceci e mais, acqua e sale e lasciate a riposo.

Preparate il teatro dell’impanatura e poi quello della frittura, ma ormai preferisco procedere con la cottura in forno (vedi la mia parmigiana ecozoica). E soprattutto non uso più il genere di padelle della foto che è una delle ultime di teflon passate per la mia cucina, ormai solo porcellana e ferro!

Quando le foglie sono ben impastellate e cotte (bellissime da vedere, l’autunno in padella!), passate a preparare il sugo di pomodoro. Lo faccio partendo da un soffritto di cipolla (ormai faccio solo soffritti all’acqua, vedi qui), con alloro e peperoncino. Alla fine aggiungo le foglie di basilico e un giro di olio a crudo.

L’effetto della pastella bicolore è molto bello, ma è casuale, mi era finita la pastella e ne ho fatta ancora con farina integrale! La prossima volta lo farò apposta!

Poi si passa alla besciamella: di solito la preparo con il brodo vegetale anziché il latte veg che considero merce preziosa da usare con estrema parsimonia (dati i prezzi e dato che quelli che faccio in casa a me non piacciono per niente). Viene bene uguale. Stavolta ho provato a usare l’acqua di cottura di verdura selvatica (che riciclo sempre in qualche modo oppure bevo ai pasti) con due cucchiaini di dado veg fatto in casa. Uso spesso la farina integrale e mi viene una besciamella un po’ rustica, ma la farina bianca quando posso preferisco evitarla. Però se volete l’effetto neve e preparare una versione glutenfree potete usare farina di riso.

Procedimento besciamella: riscaldo l’olio e tosto la farina prescelta, e poi pian piano aggiungo l’acqua di cottura fino a che farina chiede. Poi faccio sobbollire girando di continuo una decina di minuti, prima di spegnere aggiungo un po’ di sale e peperoncino in polvere. Spengo e spolvero con noce moscata. È una besciamella un po’ ruspante, a me piace così…

Ora abbiamo tutti i componenti e possiamo avviare la preparazione della parmigiana di borragine! (Per la nostra amica Virginia questa sarebbe una preparazione da muraglia cinese… ma organizzandosi non è un’opera così impossibile e lunga come appare, si può dividere in varie fasi in un paio di giornate, l’essenziale è trovare foglie di borragine non inquinate! E quindi state alla larga non solo dai bordi delle strade, almeno a un cento metri di distanza, ma evitate anche campi coltivati sconosciuti e soprattutto oliveti dove spesso usano il micidiale rogor).

Si passa qualche cucchiaiata di salsa sul fondo della teglia, e poi si procede con uno strato di foglie, besciamella, sugo e volendo un po’ di lievito alimentare e olio – così fino ad esaurimento ingredienti.

Sopra l’ultimo strato di foglie ho messo solo salsa… che belle queste due foglione… le vorrei lasciare così… ma poi le rincalzo per ultimare la copertura

con un po’ di lievito alimentare, olio e una spruzzatina di pangrattato.

Si passa la parmigiana in forno per 20-25 minuti a 180° circa. E poi si porta a tavola!

Prima della parmigiana ho servito una foglia fritta avanzata con le polpettine di pane e patata della sera prima (condite con salsa rosé, ovvero yofu, tahin, salsa di soya e pomodori secchi frullati).

E poi una porzione di parmigiana:

Non fa rimpiangere la versione estiva con le melanzane…

Anche la semplice foglia fritta di borragine starebbe benissimo sulla tavola delle feste! Infatti nell’opuscolo di Antonini c’è la ricetta delle “frittelle di natale” – quindi è una specialità natalizia tradizionale della campagna romana! È golosissima oltre che bella!

Questa è la versione con pastella gialla. Si potrebbero anche arrotolare e riempire con formaggio vegetale e alghe, per esempio…

 

Due parole sulle foglie di borragine

Ho raccolto le foglie di borragine nella parte incolta del giardino di un amico. E poi le ho tenute in frigo diversi giorni (c’era sempre qualcosa di più urgente da fare). Dopo qualche giorno stavano ancora bene. E prima di cucinarle ho fatto una prova centrotavola:

Non sarebbe una cattiva idea per una tavola natalizia no? (Certo con le foglie fresche! E magari più piccoline).

Le foglie di borragine sono in questo momento sconsigliate dai dietologi perché si è scoperta una certa quota cancerogena in particolare proprio sulle foglie, mentre i fiori (azzurrini, deliziosi in insalata) ne sono esenti. Meglio sicuramente non abusarne, ma bandirla totalmente dalla tavola no, perché le quantità da ingerire prima di arrivare a una soglia di rischio sono notevoli. Quindi se la si usa due-tre volte l’anno la pianta non ci potrà fare nessun danno. Va anche ricordato che tutte le piante contengono al tempo stesso sostanze buone e sostanze nocive. È la varietà che ci aiuta a minimizzare l’assunzione di sostanze tossiche, giovandoci delle parti buone. (Questa non è farina del mio sacco… me l’ha detto un tossicologo).

Infine una nota divertente. Proprio mentre stavo lavando le foglie da friggere la mia vicina si è presentata con un dono, questo:

Un misto di verdure di campo, in cui è compresa anche un bel po’ di borragine… Sembra proprio che oggi mi sia venuta a cercare… Cuocio separatamente  la borragine superflua e poi la surgelo, in previsione di futuri ravioli! (altra idea natalizia!).

Come al solito mi congedo con una coda musicale… qui ci sta bene Le radici ca tieni, dei Sud Sound System no? E poi fra qualche giorno andrò proprio in Salento, a presentare la Civiltà della Dea di Marija Gimbutas all’Università di Lecce. Un libro in cui si parla delle nostre radici europee, e come al solito il cerchio è chiuso.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ambra del Gatto Ghiotto in collaborazione con gli chef Juri Chiotti e Diego Rossi (Rifugio Meira Garneri):  Ricette spontanee…  Sapete che Cucina ecozoica partecipa raramente e direi negli ultimi tempi sempre meno o quasi per nulla a queste estenuanti gare che impazzano nel web, ma la foto del bannerino mi è proprio piaciuta… poi il tema è proprio uno di quelli a me più cari nella Cucina ecozoica… Il titolo mi ha colpito per l’evidente cura con cui è stato scelto, proprio come l’inquadratura e i colori perfetti della foto (già che ci sono mi scuso subito per la mia prestazione fotografica, da principiante agli esordi… che mi sa resterà tale). Insomma, sono veramente contenta che la mia ricetta sia stata ritenuta idonea alla partecipazione! Questo è per me motivo di gioia: trovarmi insieme a un bel gruppo di cercatori  e amici delle erbe selvatiche!

Il mio Contest

 

 

Questa è una versione aggiornata della ricetta già pubblicata in Veganblog il 29.11.2009, allora vegchef Mariagrazia – ora MaVi di Cucina ecozoica. Ecco i commenti dopo la prima pubblicazione.

 

  1. Benny 29 novembre 2009 alle 13:04

caspita! che goduria!

pensa, la telepatia.. ho appena postato una versione di polenta parmigiana light  ;)

non amo molto la borragine per via di quel suo effetto “rugoso” sulla lingua.. fritta pero’ credo sia da urlo!! la prossima volta che la suocera mi donera’ un cestino di borragine, la provo sicuramente con la tua ricetta :smile:

 

  1. Francesca 29 novembre 2009 alle 13:27

Mariagrazia, le tue ricette sono sempre sorprendenti….mi ci fionderei su questo piatto!!!!!!!!!

 

  1. sary 29 novembre 2009 alle 14:13

che dire…si commenta da solo!
è uno spettacolo Mariagrazia!!!
sembrano quasi lasagne…che languorino…

 

  1. virginia 29 novembre 2009 alle 14:16

….:-( ‘nce se crede..l’hai fatto apposta!e comunque appena posso la provo!è bellissima , colorata ed appetitosa.pancia mia fatti capanna!

 

  1. Chicca66 29 novembre 2009 alle 15:19

Sai che non ho mai assaggiato la boraggine e questa tua versione di parmigiana e molto goduriosa! :smile:

 

  1. Fairy maila 29 novembre 2009 alle 15:31

L’effetto visivo delle foglie fritte sul piatto è fantastico *.* chissà che sapore ha questa borraggine…

 

  1. Mariagrazia 29 novembre 2009 alle 15:42

@ Benny
provala, vedrai che scoperta! eh, già la solita telepatia del blog!

@ Francesca
no non ti fiondare, ormai la pentola è… sigh… vuota!

@ sary
sì la ricetta a cui mi sono ispirata infatti si chiamava proprio così, lasagne di borragine!

@ Virginia
o meglio pancia mia fatti muraglia! vedrai che assomiglia proprio tanto alla parmigiana di melanzane anche nel sapore (almeno per il mio gusto)

@ Chicca
la foglia di borragine fritta è una delizia! non si asciuga per niente, rimane come una spugnettina morbida melanzanesca e con un vago retrogusto da ortica. I bambini di solito reagiscono in modo entusiastico alla scoperta, soprattutto perché hanno l’impressione di mangiare foglie e questo li diverte! per loro sono come patatine fritte (ma anche per me)!

@ Fairy
sì, anch’io sono rimasta incantata soprattutto per la bellezza delle foglie… è un peccato mangiarle… come ho detto a Chicca ricordano per consistenza la melanzana e per gusto l’ortica…

;)

;)

;)

 

  1. Ambrosia 29 novembre 2009 alle 16:05

stupendo!!!!!e complimenti anche per il ricco “book” fotografico!!!!hai avuto un’idea eccezionale….un’amica di mai mamma con la borraggine fa i tortelli, ma nn sono del tutto veg…peccato!

;)

 

  1. maktuub 29 novembre 2009 alle 16:27

mariagrazia, complimenti! bellissima la ricetta e anche tutti i passaggi… in effetti anche a me le foglie facevano gola anche da sole!! :smile: ..sai cosa mi piace delle tue ricette? che si vede che ti piace cucinare…. sei una bella ispirazione!!

 

  1. neofrieda79 29 novembre 2009 alle 16:47

Fantastica, le tue ricette sono raffinate e i reportage sono da sogno! Bravissima!

 

  1. BabyJei 29 novembre 2009 alle 17:02

mamma mia…sono incantata di fronte alle tue foto…questa parmigiana parla da sè. una meraviglia di ricetta, davvero! complimenti! sopratutto un’ottima idea per utilizzare le foglie di borragine, che sono spesso poco apprezzate.

 

  1. Pippi 29 novembre 2009 alle 17:50

Bellissima! In Liguria sono noti i ravioli di borragine. Proprio per questo mi aveva colpito una notizia, circolata tempo fa, che la borragine fosse tossica. Su internet ci sono diversi articoli, ma sinceramente non ho la preparazione scientifica per dire se siano seri o meno. :-(

 

  1. plasticmannequin2000 29 novembre 2009 alle 17:57

che meraviglia!purtroppo il fritto mi causa tantissimiproblemi, ma rischierei senz’altro :smile: :D

 

  1. Mariagrazia 29 novembre 2009 alle 19:38

@ Ambrosia
posso chiamarti Angelica? Hai un nome bellissimo! ti ringrazio per i complimenti al “book”! L’amica di tua mamma comunque è ben incamminata, proponile te una versione light vegan!

@ Maktuub
non posso negare che per me stare in cucina è come stare al parco giochi per un bimbetto!

@ Neofrieda
grazie, sono contenta che ti arrivi il senso di fiabesco che davvero provo mentre sto fra i miei alambicchi…

@ Babyjei
o Judith? E’ vero la foglia di borragine è troppo negletta in cucina, se si pensa a quanto è buona, versatile e a costo praticamente zero!

@ Pippi
Per la tossicità della borragine ho scritto in coda alla ricetta. Se non si eccede nessun cibo è tossico, mentre se si eccede qualunque cosa fa male. Io mi sono documentata e posso garantirti che un paio di porzioni di borragine all’anno se possono fa’.

@ Magda
ne parlo sopra nella ricetta, la versione originale a cui mi sono ispirata non prevedeva la frittura delle foglie in pastella. Dunque puoi provare a farla usando le foglie crude. Quando ero vegetariana una volta l’ho fatta così ed era deliziosa.

;)

;)

;)

 

  1. Pippi 29 novembre 2009 alle 19:43

scusa non avevo letto con la dovuta attenzione!! :-(

 

  1. Mariagrazia 29 novembre 2009 alle 19:53

Ma figurati, il ricettone era lungo e i commenti sono proprio il luogo adatto per questi chiarimenti e scambi di idee!  ;)

 

  1. Andrada 29 novembre 2009 alle 22:12

Non sapevo questa cosa sulla borragine. E’ probabile che ne mangi più di 2-3 volte l’anno perché la ingerisco insieme alle erbe miste di campo…
Bella lasagna Mariagrazia e un saluto a Cirino :smile:

 

  1. Mariagrazia 29 novembre 2009 alle 23:57

@ Andrada
Non ti allarmare sulla borragine, immagino che ne mangerai sporadicamente qualche foglia mista ad altre… e comunque in futuro fai attenzione a non esagerare.
La lasagna ringrazia (ormai è tornata nel ciclo delle traformazioni) e Cirino ti saluta (è qui accanto a me, in relax beato).

 

  1. Stefano 30 novembre 2009 alle 07:10

Mariagrazia, sai bene che a me piacciono molto i tuoi piatti e i tuoi commenti ecologisti.
Tante volte abbiamo fatto le frittelle con le foglie di borragine, e ancora mi fa sorridere il commento di quella bambina che mentre ne mangiava una con gusto, disse:
“Ma stiamo mangiando delle foglie!”
In effetti le foglie di borragine sembrano che si offrano a noi umani, vegetariani e vegani, proprio per trasformarsi in frittelle, un bel dono della natura…

 

  1. Annalisa 30 novembre 2009 alle 09:50

Complimenti!! Mi piacerebbe farla, ma non saprei dove trovare le foglie di borraggine, secondo te viene bene anche con altre verdure a foglia grande e verde? Mi vengono in mente il cavolo nero o il cavolo capuccio

 

  1. Mariagrazia 30 novembre 2009 alle 12:56

@ Stefano
sì me la ricordo bene quella bambina, ne ho parlato anche io in un commento sopra! diciamo anche che di solito sei tu a friggere le foglie, e che eccezionalmente stavolta me ne sono occupata io!
Le mie sono carine ma come vengono a te sono speciali!

@ Annalisa
probabilmente si può provare anche con altre foglie, basta che abbiano una struttura rugosa come quella della borragine. Forse va bene il cavolo nero, almeno le foglie più piccole, ma il cavolo cappuccio (intendi la verza?) mi pare che abbia delle foglione poco manovrabili, un po’ spanciate…
comunque prova e facci sapere!

;)

 

  1. Maria Pia 30 novembre 2009 alle 14:27

… è sempre un piacere arricchirmi con le tue ricette e le tue spiegazioni, mariagrazia! vorrei proprio imparare a conoscere le erbe selvatiche per incentivare la mia esigenza di “autoproduzione” seppur metropolitana!

 

  1. Mariagrazia 30 novembre 2009 alle 19:09

@ Maria Pia
sono sicura che la borragine si trova anche a Roma nei suoi tanti punti verdi selvatici! mi è capitato di raccogliere pinoli sotto castel s.Angelo, ortica alla Caffarella e erbe varie al parchetto dell’Aniene (c’è un sacco di malva)… se l’avvisto ti faccio sapere! Certo bisogna accertarsi di non essere troppo vicini alla strada…
Se mi capita di sentire di incontri pratici per imparare a raccogliere le erbe ti faccio sapere!

;)

 

  1. plasticmannequin2000 30 novembre 2009 alle 19:13

@mariagrazia: appena trovo le foglie (che non ho mai provato!) la farò…ma il fritto ha il suo fascino!!!

 

  1. Mariagrazia 30 novembre 2009 alle 19:16

beh, questo è indubbio! Basta come al solito non esagerare… e usare un buon olio. Io uso poco olio ma evo e sabino.

;)

 

  1. Stefano 1 dicembre 2009 alle 06:44

Io non è che ami molto cucinare piatti complessi ma fare il pane o friggere le foglie di borragine sì, specialmente queste ultime mi fanno pensare agli animali erbivori, e per un pò così mi dimentico di appartenere alla specie umana, ormai tremendamente troppo carnivora e aggressiva…
Ho paura che se tornassero certe dittature di un tempo (neanche troppo lontano), magari ora comandate dalle multinazionali agro-alimentari, sarebbero perseguitate le persone vegetariane, peggio ancora quelle vegane… (Brrr…)

 

  1. Mariagrazia 1 dicembre 2009 alle 13:43

Dato quello che accade ultimamente il tuo timore è condivisibile… il primo sito ad essere oscurato sarebbe questo!  ;)

 

  1. Nadir 1 dicembre 2009 alle 13:58

Ma è bellissima! Dovrò prendere più confidenza con le piante “selvatiche” per potere godere di queste bontà. :smile:

 

  1. Stefano 1 dicembre 2009 alle 17:22

Quando racconto che non mangio più carne le persone mi danno del “radicale”, io rispondo che per me radicale è chi decide di appropriarsi della vita altrui, gli animali, senza nessun reale bisogno e nessuna pietà…
E allora, cara Mariagrazia, dedico a queste persone la tua bella parmigiana di borragine, gustosa e… radicale!

 

  1. Mariagrazia 1 dicembre 2009 alle 18:40

@ Nadir
grazie! Tu che sei già un’ortolana prima o poi dovresti imbatterti nella borragine! Ha foglione rugoso-spinose verdi scure e cresce in cespi, a maggio fa dei fiorellini azzurrini a grappolo (splendidi nelle insalate)… magari ce l’hai anche nel tuo campo!
Vedrai quanto è buona!

@ Stefano
Pensa che questo discorso l’ho sentito in una “boutique bio” di fronte al frigo del tofu e del seitan tra una cliente e il commesso… la cliente chiedeva al commesso se per caso non fosse vegetariano e quando lui rispondeva di no, lei risollevata diceva ‘ah meno male che non è radicale’… Mi era venuta quasi voglia di intervenire ma poi sono stata zitta.
Ma questa tipa si meriterebbe più che una dedica un assaggio diretto del terzo tipo, spalmato su tutta la superficie del viso…

:smile:

 

  1. fra_rad 9 dicembre 2009 alle 16:47

be devo ammettere che solo a vederla in foto viene l’acquolina in bocca….anche se sinceramente non so che sapore possa avere la borragine in quanto non l’ho mai mangiata…pero’ non dubiterei affatto a mangiarne una bella porzione di questa bella parmigiana invernale……che non sfigurterebbe affatto su una tavola natalizia.
Devo dire che secondo me questo e’ uno dei tuoi piatti migliori, forse perche’ piu’ tradizionali….continua cosi’
un ottimo lavoro come sempre

Un bacio grande FRa

 

  1. Mariagrazia 10 dicembre 2009 alle 12:21

@ Fra
la borragine una volta che la assaggi ti chiedi perché non l’hai conosciuta prima! le foglie fritte hanno un sapore di melanzana-ortica molto gustoso ma delicato che è proprio adatto a una parmigiana invernale, e le sue foglie fresche starebbero bene sulla tavola di Natale per la loro allegria (le ho infatti fotografate a mo’ di centrotavola su una tovaglia rossa! guarda su). Spero di realizzare quest’idea con le piante che ho trovato, sai dove, proprio da Claudione!
Come gusto posso confermarti che questo mi è uscito uno dei piatti più buoni dell’anno! ma ha dei concorrenti secondo me…
Spero di potertela un giorno fare assaggiare.
Un abbraccio

@ per tutti
cari veganblogger sono alle prese con un lavorone che mi impedisce di dedicarmi al commento dei vostri piatti che sono tutti uno più stupefacente dell’altro, come al solito. Però cerco almeno ogni giorno di sbirciarvi!

Bentornata Paola! io sono tre giorni che mangio pasta e fagioli! Mannaggia agli acciacchi! Ti auguro di tornare prestissimo in forma!

;)

;)

;)

 

33. Cri 17 dicembre 2009 alle 14:44

Questa me l’ero persa! Io non sarei mai arrivata a fare la parmigiana perché mi sarei sbafata tutta la borragine fritta… :smile: ora devo solo trovare la borragine!

 

  1. Mariagrazia 17 dicembre 2009 alle 19:30

se chiedi a qualche anziana/o ti potrà aiutare a riconoscerla! una volta che la vedi te la ricorderai per sempre, è inconfondibile!
Spero che la trovi e che riesci a salvare qualche foglia fritta per la parmigiana!  ;)

 

  1. betty carbuncle 28 dicembre 2009 alle 09:13

autentica meraviglia, complimenti!

 

  1. Mariagrazia 2 gennaio 2010 alle 00:22

ciao Betty
benvenuta da queste parti!
E’ vero la parmigiana di borragine in inverno (o di melanzane d’estate) è una delle meraviglie della cucina!
Spero di rivederti qui anche in veste di cuoca!
buon 2010

;)

 

  1. mario 18 gennaio 2010 alle 15:37

mangio la borragine semplicemente lessa o mista ad altre verdure .la trovo abbondantissima nella mia campagna. non immaginate neppure la gioia che provo quando la regalo ad amici che la conoscono di fama ma nonsanno dove trovarla. proverò qualche vostra ricetta. mario

 

  1. Mariagrazia 19 gennaio 2010 alle 23:30

@ Mario

Questo è un esempio di sincronicità… un paio di giorni fa stavo contemplando a Roma alla stazione del Nuovo Salario un vascone di cemento in cui svettava fiera una pianticella di borragine! e ho pensato a chi in Veganblog ne va alla ricerca! (certo questa cresciuta nello smog non consiglierei di raccoglierla a nessuno…)

E ora trovo il tuo commento!

Sì, la borragine quando arriva in dono (per chi non ha un campo come te) è una festa! Che bello avere un amico che prova gioia nel distribuirla a chi sa che la desidera!
Dove sta il tuo campo?
Sono felice che proverai qualcuna delle nostre ricette. E magari potresti anche entrare a far parte di questa combriccola e passarci le tue.

;)

39 Madda 15 aprile 2013 alle 23:53

A vederla sembra una “porcata” stragoduriosa!!! Slurp!

 

40. Madda 15 aprile 2013 alle 23:50

Mario di dove sei? avresti una piantina da passarmi, non so dove trovarla =( Non lo mai assaggiata ancora già ma sono sicura che l’adoro! già la amo per le sue stupende proprietà e di certo il sapore sarà altrettanto grandioso! ^_^Grazie!

 

41. Mariagrazia 16 aprile 2013 alle 08:29

Sì, è proprio stragoduriosa, anche se è da tantissimo che non la faccio, devo rimediare

Mario non so se ci ascolta, già tre anni fa non ha risposto alla mia domanda sull’ubicazione del suo campo… mi sa che ti conviene cercare le tracce della borragine intorno a te! Io mi trovo in bassa Sabina fra Roma e Rieti, a disposizione se passi da queste parti!

"</p

42. …non controllo mai le date… ”

mag 11, 2013

Inserita da | 65 Commenti

  1. lux dice:

    wow complimenti!!!!!al posto della borragine si puo usare un altra cosa???

    • MaVi dice:

      Grazie dei complimenti!
      Per curiosità, perché vorresti usare un’altra cosa?
      I campi pullulano di quest’erba, non è una merce rara!
      ;)

  2. Stefano Panzarasa dice:

    Bellissima ricetta, radicale, ecozoica…
    Musica stupenda, adoro i Sud Sound System, “Le radici ca tieni”… Questo piatto radicale…
    Radici-radicale due parole molto simili, la gente ecozoica è, e sarà, gente molto radicata alla Terra.
    Ebbene sì, hai veramente ragione MaVi, rispetto a chi non ama e non rispetta la terra e gli animali essere definiti “radicali” lo prendiamo come un bel complimento…
    “La terra tua amala e difendila” (S.S.S.)

    • MaVi dice:

      Se non sei radicale-radicato non puoi essere ecozoico e quindi rispettare la Terra… anche se quando sei radicale-radicato puoi pure concederti un nomadismo e un senso dell’impermanenza avveduti! Le radici diventano legami invisibili, ma ci sono sempre e comunque!
      E’ strano quanto certi termini positivi diventino nella nostra cultura dei termini dispregiativi, in modo più o meno velato…
      Il triplicamento della S lo trovo molto antica Europa neolitica, di nuovo molto radicale-radicato! La musica dei SSS è davvero coinvolgente e trascinante! E il testo è proprio in risonanza con le mie vicende personali di questi giorni… come al solito una scelta casuale si è rivelata molto significativa!
      ;)

      • Stefano Panzarasa dice:

        Triplicamento della S…
        Già, uno dei simboli più importante dell’Antica Europa era la linea tripla: vita-morte-rinascita! Quei popoli, nostri avi, erano degli ecozoici ante-litteram, peccato che la loro evoluzione ecologica e sociale sia stata bloccata dall’arrivo del patriarcato…
        Ma il futuro non è scritto.

        • MaVi dice:

          Sì, basta che non pensiamo al futuro come replica del passato, un passato che poi veramente chi lo conosce? è un territorio di ricerca ancora aperto a tutto, anche se riusciamo a distinguere qualche contorno grazie all’opera di Marija Gimbutas e pochi altri studiosi. Insomma, il futuro è tutto da discutere e da fare… tiriamoci su le maniche! Quello che è importante è non stancarsi di coltivare lo spirito critico e la ragione illuminati sempre dal cuore e dal buon senso. La sensazione è quella di essere pochi e a volte anche soli, ma ci consoliamo con il pranzetto ecozoico…
          ;)

          • Stefano Panzarasa dice:

            Non siamo soli…
            C’è un movimento sotterraneo e non solo in tutto il pianeta!
            E comunque il pranzetto ecozoico va sempre bene…

            • MaVi dice:

              Hai ragione, a volte vedo la metà del bicchiere vuota… W i pranzetti ecozoici!
              ;)

  3. Nello dice:

    La borragine, come l’ortica ed altri “vegetali inconsueti”, fa parte di quelle meraviglie che la terra ci offre, ma che ahimè non ho ancora assaporato… :-(

    Mi piace molto la tua variante di parmigiana, soprattutto perché ha un principio base molto importante: si adatta alla stagionalità, quindi versatile perché fatta con ingredienti del momento, ed ingredienti vicni. Io quando ero onnivoro, e quando ero vegano ai primi passi, ignoravo l’importanza delle quattro stagioni a tavola, e ricorrevo alla versione con le melanzane tutto l’anno :-( A distanza di tempo, e con un po’ di ritardo, ho capito un aspetto che sottovalutavo ed ignoravo, però non sono riuscito a riadattare questo piatto classico della cucina italiana riproponendolo con un qualcosa di diverso dalle melanzane… :-(

    Sai, trovo molto appetitose anche le idee con le polpettine, e con la foglia fritta da mangiare da sola o da arrotolare con qualche cremina veg. Anche quella dei ravioli natalizi non è un’idea da scartare :mrgreen:

    Hai fatto bene a riportare qualche nota nutrizionale sulla borragine. È bene sapere, e dire a chi non sa, delle eventuali controindicazioni dovute da un abuso di questo o quell’alimento… :-D Mi raccomando tu eh, surgela, surgela, e vacci piano con ‘ste foglie. M’arraccumann, t’avissa magnà pur ‘a ‘nzalater ra vicina ‘e casa??? o__O

    Mi spiace, ma devo rimandare l’ascolto del brano a più tardi. Il video si blocca durante il caricamento. Penso sia dovuto a qualche intasamento nella rete… :-D

    Abbraccio oval-borraginoso-parmigianoso :lol:

    ps. ma che caruccio il centrotavola ^______^ ci manca solo una candela rossa/dorata in mezzo, ed è Natale anche a maggio O___o

    • MaVi dice:

      Mannaggia, ma non hai qualche raccoglitrice di verdure strane nel tuo vicinato??? Possibile? E tua madre non le conosce?
      Sono veramente contenta di sapere che la mia fissazione stagionale qualche piccolo risultato lo produce… il lavoro della goccia, insistente, pure fastidioso a tratti… ma alla fine il buchetto dove serve nella roccia lo facciamo! :mrgreen: :lol:
      Possibile che non sei riuscito a trovare un vegetale con cui provare a fare una parmigiana alternativa? Hai tanta fantasia e inventiva, prima o poi qualche idea ti verrà! altrimenti aspetti l’estate…
      Scusa ma non ho capito il tuo brano in lingua locale… intendi che è meglio surgelare altrimenti mi mangio le erbe che m’ha portato la vicina e anche l’insalatiera che le contiene?
      Allora spero che riesci ad ascoltare il brano, perché merita (è in un’altra lingua locale ma con ottimi sottotitoli!).
      abbraccio oval-borraginoso anche a te
      ;)
      p.s. nella Cucina ecozoica ogni giorno è natale! :lol:

      • Nello dice:

        Purtroppo no, non conosco nessuna raccoglitrice, né raccoglitore di fiducia, disposti a procuarmi ‘ste bizzarrie della terra :mrgreen: Però ora che ci penso, potrei sempre procurarmele tramite qualche amica lontana (cioè tu), che generosamente me ne spedisce un po’, così, giusto per provarne il sapore che non conosco ancora :mrgreen:

        A parte la melanzana (o le zucchine) non sono riuscito a trovare altri prodotti a foglia “carnosa” che si prestino bene per delle parmigiane non prettamente estive :-( Una volta feci un tentativo anche con delle insalate, ma essendo la foglia troppo sottile, con la frittura si sgretolarono presto… :-( Dovrò aspettare l’estate, non ho scelta! :-(

        …e siccome l’estate ormai è alle porte, non mi dispero più di tanto. Parmigianerò a più non posso, non vedo l’ora! ^______^

        Complimenti, hai inteso bene le mie parole in dialetto :mrgreen:

        …sono riuscito ad ascoltare pure il brano, finalmente. Come hai espresso già tu nel commento sopra in risposta a Stefano, si tratta di una canzone in sintonia con le tue vicende personali. Che coincidenza! :-P Mi piace il modo di fare musica del “Sistema Sonoro del Sud” , ormai li seguo da anni. Meritano molta attenzione perché sono una realtà importante. Li trovo estremamente comunicativi, fanno della bella musica, con delle belle parole! :-D

        Cià MaVi, te salut! Buona permanenza in quel di Lecce ;-)

        • MaVi dice:

          Carissimo Nello
          se c’è una cosa che detesto è fare la fila agli uffici postali (e non solo)… ma perché non ti prendi un trenino e vieni a pranzo qui una domenica? Ce la dovresti fare in giornata… Così ti rifornisco di roba verde… :mrgreen:
          Se proprio non c’è verso di sradicarti dal tuo piccolo mondo salernitano vedremo… se mi deciderò ad affrontare il trauma postale! A parte gli scherzi, sono veramente piena di tanti e tali impegni che ora come ora non posso!
          Pensa che invece i SSS li conoscevo vagamente, e per me sono una piacevole scoperta di questi giorni!
          Abbraccio oval-borraginoso e pure un po’ urticante, vah
          ;)

  4. Annaperenna dice:

    Fra una foglia e l’altra c’è qualche pagina di cultura antico-europea, anche stavolta…
    Dove vivo io, la borragine non si trova. In compenso c’è la piantaggine. Quindi: licenza poetica. Ho una poesia per lei.

    PIANTAGGINE TENACE
    erbetta bassa e audace,
    né paurosa né timorata,
    lepre allegra, sfacciata.
    Lanceolata di foglie,
    beata chi ti coglie
    e ti mette in insalata,
    o di foglie lanceolata!
    La spiga tua diritta
    verde e di chicchi fitta,
    becchetta il passerotto,
    la cincia e l’occhiocotto.
    La foglia tua cordata,
    tonda o anche slanciata,
    fa bello il pavimento,
    si apre sul cemento.
    Da crepe nell’asfalto
    trionfi, e inviti al salto
    il piede che rispetta
    la vita tua, benedetta.
    Gioisco nel vederti,
    mi incanto ad osservarti,
    erba che spingi e premi,
    che penetri coi semi
    in anfratti nascosti,
    in pertugi riposti.
    Dagli anfratti celati
    agli sguardi sbadati
    tu prometti insalate
    per la prossima estate!
    Tu racconti di inverni
    come fossero eterni,
    e finiti un mattino
    bianco di biancospino.
    Le tue leprotte orecchie,
    son giovani o son vecchie?
    Orecchia di coniglio,
    mi dài qualche consiglio?
    Dammi un po’ di energia,
    benedetta che stai sulla via,
    benedetta spontanea e brada,
    bona dea, femmina della strada.
    Le orecchie tue slanciate,
    che odon, fortunate?
    Ascolta il mondo: si perde.
    Ascolta il mondo, ascolta, orecchia verde.

    Piantaggine.
    Poesia inedita
    di Annaperenna

    • MaVi dice:

      Ma che bel risveglio a leggere questa bella poesia sulla piantaggine, grazie! Beh anche se dalle tue parti la borragine non si trova se la conosci due righe gliele puoi pure dedicare…
      La piantaggine invece era per me erba sconosciuta fino a un paio di settimane fa, quando me l’hanno presentata e offerta a Collalto Sabino, i ragazzi di Naturalia, Elena e Mirek, che ci hanno invitato a suonare come “Insalata sbagliata” alla loro festa di primavera! (ebbene sì, ogni tanto do una mano alla formazione acustica)
      Ha un sapore un po’ particolare, ci devo fare il palato… ma quanto è bella ed elegante con il suo cespo zampillante!
      Il verso che qui mi piace di più: “il piede che rispetta la vita tua, benedetta”, e benedetta anche tu Annaperenna! E l’orecchia verde allude forse a qualcosa? hehehehe
      abbraccio oval-borragin-piantagginoso
      ;)

      • Annaperenna dice:

        Be’, è chiaro che la lepre (o il coniglio) saltella qui e là in questa poesia perché la piantaggine è chiamata anche comunemente orecchia di lepre, ed è altresì chiaro che, essendo un’orecchia verde, avrà virtù simili dell’Orecchio verde di nobili origini rodariane, vieppiù nobilitate dal carissimo Stefano con la sua canzone che ho ascoltato sempre con grande piacere.
        Ma tu mi chiedi qualche parola sulla borragine, che è un’erba completamente diversa. Non so come sia il suo carattere, e non l’ho neanche mai assaggiata. E ti dirò la verità, qui da noi è così rara – con i suoi deliziosi fiorellini azzurri – che se la incontrassi chiederei alle fate del bosco di fare un incantesimo per renderla invisibile, così si salverebbe dall’assalto di voi erbivori famelici!
        Le delizie selvatiche sono ottime, in generale, ma il loro habitat sta scomparendo così in fretta che ormai bisogna vagare parecchio per incontrarle (sane), e spesso mi viene voglia di lasciarle vivere lì dove sono, a donare bellezza al posto, anche se me le mangerei volentieri! Specialmente leggendo le belle cose che tu scrivi, e fantasticando di radici e di tempi ecozoici.

        • Stefano Panzarasa dice:

          Allora celebriamo un bellissimo matrimonio tra l’orecchio verde di Gianni Rodari e l’orecchia verde della piantaggine.
          Un poeta che sposa una pianta… Cosa ne verrà fuori?
          Ma in verità io lo so…!
          Nel suo ultimo viaggio in Russia Rodari scrisse una favoletta su un bambino con l’orecchio verde…
          E il bambino con l’orecchio verde era già spuntato fuori nella favola “La bambina con i capelli d’oro” che lo incontra…

          • MaVi dice:

            Fantastica questa proliferazione di orecchie verdi!
            ;)

        • MaVi dice:

          Che bello non sapevo che la borragine si chiamasse orecchia verde, ma in effetti ha delle foglie che sembrano orecchie da elefanti!
          Hai ragione, sono così belle le erbe selvatiche che dispiace pure tagliarle per portarle nei nostri piatti… Infatti cerco sempre di lasciare il più possibile intatta la pianta dopo il mio passaggio, in modo che poco si noti il prelievo.
          Alla borragine se avessi un briciolo di tempo ci penserei io… nelle prossime fantasticherie ecozoiche che potrò concedermi!
          ;)

          • Annaperenna dice:

            La borragine non so, la piantaggine si chiama anche orecchia di lepre. E ho anche dimenticato di trascrivere due versi della poesia, te li manderò per via telepatica.:-))

            • MaVi dice:

              Scusami, la finale in “aggine” mi ha confuso! Chissà la borragine che soprannomi ha… io la chiamerei “orecchie d’elefante”. Invece la piantaggine non ha una forma orecchiesca… chissà come mai la associano alla capacità uditiva della lepre…
              attendo telepaticamente i versi mancanti!
              ;)

              • Annaperenna dice:

                Cara MaVi, le orecchie della lepre sono simili alle foglie dell’elefante, mentre il verde sta nell’udito di chi ascolta…:-))
                Si chiamano orecchie di lepre le piantine di piantaggine che hanno foglie di forma allungata ed eretta, come le orecchie di un coniglio, mentre quelle varietà che hanno le foglie tonde oppure ovali o a forma di cuore, cioè “cordate”, grandi o piccine, non meritano questo riconoscimento, ma sono comunque parenti del clan “plantago” e quindi accomunate dal nome. Rendo l’idea?
                A che punto sei col corso di telepatia naturale?
                Un abbraccio

                • MaVi dice:

                  Ah, quindi ci sono piantaggini senza orecchie… io ho conosciuto solo quelle con le antennine naturali, sono bellissime!
                  Ho trovato il soprannome della borragine: “lingua di bue”, “padre del sudore” (un po’ sgradevole come nomignolo, è di origine araba…), “pane di api”…
                  Beh preferisco l’ultimo! immagino che le api sui fiori azzurrini della borragine ci banchettano alla grande!
                  A che punto sono del mio corso di telepatia naturale dovresti dirmelo tu…
                  abbraccio oval-orecchiuto
                  ;)

  5. Ale dice:

    Ma è una superguduria!!! Quando mi inviti a pranzo? ^_*

    • MaVi dice:

      La mia tavola è sempre aperta (agli amici)! basta avvisare il giorno prima! Prossimi giorni sono fuori, e magari di impegni nel prossimo periodo ne ho parecchi… ma tenta pure!
      ;)

  6. Ambra dice:

    Ma questa è una genialata!!!! Ma quanto mi piace???!!! Un bacione e grazie mille!!

    • MaVi dice:

      Grazie Ambra! un bacione anche a te e un abbraccio ovale, come usa da queste parti!
      ;)

  7. Dona dice:

    Grazie Mavi per questa ricetta fantastica! Da provare al più presto!
    Purtroppo stamattina al mercato non ho trovato nemmeno un contadino che vendesse la borragine. A me piace tantissimo anche semplicemente come condimento per gli spaghetti, dopo averla ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino, ricetta moooolto semplice. Chiederò alla mia amica Betty se l’ha avvistata nei suoi praticelli vicino casa. Sarebbe una bella occasione per organizzare un bel pranzo all’aperto, che mi ricorda sempre l’allegria dei ” pic nic ” di quando ero piccola… Ovviamente sei invitata, naturalmente con Stefano e la sua chitarra.

    • MaVi dice:

      La tua ricetta moooolto semplice mi attira molto! Spero che la tua amica Betty ti abbia aiutato a trovare l’ingrediente principale nel suo prato!
      Non vedo l’ora di partecipare al tuo picnic, sarà sicuramente una giornata ecozoica da ricordare.
      abbraccio ovale
      ;)

  8. virginia dice:

    molto buona. idea originale e produttiva.. molto produttiva! anche la besciamella è da sottolineare.. brava!

    • MaVi dice:

      grazie, chissà quando tornerà questa ondata produttiva… ora sono in altre faccende affaccendata!
      ;)

  9. cris dice:

    :-) splendida stratificazione golosa :-)

    bellissime anche le poesie di Anna :-)

    attorno alle radici dell’albero ecozoico si tessono le trame di poesie, immagini, canti, profumi e sapori di fronte alle quali il mondo compromesso in cui vivo ogni giorno scompare…come di fronte alla bellissima Elena scompariva anche il ricordo di ogni altra donna.

    Le foglie di borraggine sono semplicemente splendide, un enorme sorriso verde che nel tuo piatto divino farebbe impallidire anche la parmigiana piu’ ricca e sontuosa.

    Maestosa, come un veliero settecentesco questo splendore di parmigiana :-)

    Se fossimo vicine di casa finirei per recedere dal mio crudismo e farei serenamente un compromesso con le tue delizie :-)

    • Stefano Panzarasa dice:

      A volte la vegetazione riesce a riprendersi il suo spazio anche radicandosi nel cemento…
      Gli alberi ecozoici salveranno il pianeta!
      Bellissima descrizione, brava Cris…

      • cris dice:

        carissimo Stefano, non sai quanto mi piacciono le tue parole, non sai quanto io ti sia grata per avere rallegrato con la tua bella voce e la tua bellissima musica la mia adorata Piccola :-)
        Gli alberi ecozoici salveranno il pianeta :-)

        • Stefano Panzarasa dice:

          Cara Cris, mi mancano le lettere in cui mi raccontavi della tua adorata piccola e dei suoi commenti verso di me…
          Sicuramente nelle radici del grande albero ecozoico e dei tanti piccoli che stanno nascendo c’è qualcosa di lei come di tutte le belle persone che ci sono state vicine nella nostra vita e di quelle che hanno messo il loro impegno per un mondo migliore…

          • cris dice:

            :) credo profondamente negli alberi, nella musica, nel cuore, nell’Amore, nelle belle persone e nei desideri…se qualcosa ha veramente il potere di cambiare questo mondo deve per forza assomigliare ad un albero, ad una canzone cantata con il cuore, deve assomigliare alla forza dell’Amore e avrà forse anche il volto e le mani di una bella persona o di tante belle persone attorno ad un albero…grazie Stefano :)

            • Stefano Panzarasa dice:

              Cara Cris, eccone tante di belle piccole persone (il Coro dell’Orecchio Verde di Licenza) che cantano con me e dedico questa bella canzone alla piccolina…

              youtube.com/watch?v=MAQO2cLy1Lk&feature=youtu.be

              E’ la Filastrocca dell’Aria, la mia nuova canzone (il testo è di Sabrina Giarratana), qui siamo al Convegno La parola ai Bambini e ai Poeti il 23 maggio scorso e se vuoi vedere altri video, il report e le foto vai su http://www.parcolucretili.it
              Buona visione e un saluto a te e alla piccolina dovunque ella sia…

              Filastrocca dell’aria

              Vado girando col naso in aria
              Faccio discorsi campati in aria
              Appena posso sto a pancia all’aria
              Gioco a buttare le cose in aria
              Se non ci sei, aria mi manchi
              E gli occhi miei diventano tristi
              Se sei viziata, aria mi stanchi
              Ma se sei buona , grazie che esisti
              Apro la bocca senza paura
              Mi piaci fresca, mi piaci pura
              Aria respiro e motore di vento
              Aria accarezzami che mi addormento.

              Sabrina Giarratana
              Da Amica Terra, Fatatrac, 2008)

              • cris dice:

                eh…il posto vuoto qui accanto a me…bellissima la canzone cantata dal bellissimo coro, bellissimo questo testo sull’aria, cosa c’é di piu’ importante, aria, luce, amore…
                la Piccolina sarebbe qui, entusiasta, con il suo sorriso cosi’ bello e gli occhi che brillano in modo inimitabile, verdi come una foglia, con fili di velluto marrone sottili, che al sole sembrano oro…con i suoi occhi meravigliosi guarderebbe il video insieme a me, canterebbe assieme ai bambini, e potrei prendere la sua mano e darle un sacco di baci…
                non so dove sia la meravigliosa Piccolina, chi lo sa, la tua stupenda musica l’avrà di certo raggiunta
                un grande grande abbraccio

                • Stefano Panzarasa dice:

                  Cara Cris,
                  c’è qualcosa di molto magico nelle tue parole e già la musica è una magia, e lo sento proprio quando canto canzoni del genere con tante bambine e bambini.. Pensavo alla piccolina e l’ho vista in mezzo a loro…

                  • MaVi dice:

                    E’ bellissimo il vostro dialogo, tanto più se penso che uno di voi è geologo e l’altra è chimico: sogno o son desta, siamo già nell’era ecozoica?
                    ;)

    • Annaperenna dice:

      Grazie!

      • cris dice:

        grazie a te carissima Anna per le tue creazioni splendide che mi rallegrano e mettono in pace con questa strana realtà che ci circonda, in cui non vedo niente di naturale, solo scenari di cartapesta, rotti, pericolanti, sconnessi…scenari che tutti chiamano “realtà” e che a me sembrano solo montagne di rifiuti tristi e privi di anima. Le tue poesie invece sono le poesie della Vita, della Realtà ritrovata, della Comunione delle anime, tutte le anime, quelle delle tenere foglie di campo, della roccia baciata dall’acqua, dal gelo e dal vento, che gentilmente si tramuta in sabbia, della polvere che vola trasportata dalla forza dell’aria e delle nuvole che abbracciano il cielo. Continua a scrivere per noi…sei la voce che rende dolce la sera :-) Grazie ancora bellissima anima poetica :-)

        • Annaperenna dice:

          Grazie a te per questi apprezzamenti molto generosi, Cris, anch’io ti sono grata per l’ascolto che presti alle voci poetiche, insomma da come scrivi si capisce che hai le orecchie verdi :-) ))
          Per completare la misticanza di primavera ci sarebbe ancora il tarassaco e la parietaria, se solo MaVi si deciderà a pubblicare un paio di belle ricettine con queste erbe, potremo unire parole e foglie in un’altra insalata!
          Una caro saluto
          Annaperenna

    • MaVi dice:

      Come sarei contenta di poter incontrare insieme te e Annaperenna… chissà se mai si realizzerà questo sogno…
      E sono felice di darti una mano a sognare qualcosa di diverso da quello che ogni giorno ci propinano, tipo treni colmi di persone abbarbicate al loro cellulare e computer come ciucciotti informatici. Peccato che siano ciucciotti avvelenati… Fanno passare la voglia di viaggiare in treno, che invece una volta era il mezzo più bello per contemplare il paesaggio senza rischi per la salute!
      Mai recedere dal crudismo! semmai qualche allegra comune trasgressione! non credere che io mangi ogni giorno parmigiane al forno… La mia tavola forse è più simile alla tua di quanto immagini!
      ;)

      • Annaperenna dice:

        Che bel sogno, sì, forse un giorno si realizzerà e ci potremo incontrare davanti a un buon piatto di erbette di campo. Ma – come dicevo altrove – lo spazio per il selvatico e per le voci poetiche selvatiche si va sempre più riducendo, mentre prendono sempre più spazio gli impianti artificiali. I ciucciotti informatici di cui tu parli mi preoccupano, sono protesi che sostituiscono facoltà e libere capacità spontanee e naturali della mente, come ad esempio quella di ricordare le cose. Le foreste di alberi vengono via via sostituite da boschi di antenne. E non è solo un problema poetico: è un problema fisico. Le antenne artificiali determinano nella nostra mente e nel nostro sistema nervoso degli effetti completamente diversi da quelli degli alberi. Potendo scegliere, quale dei due tipi di effetti sarebbe preferibile?

        • MaVi dice:

          Potendo scegliere ovviamente preferisco gli effetti degli alberi sul nostro sistema nervoso e sulla nostra anima, e un bel picnic all’aperto insieme a te e Cris, invece di questo scatolame informatico in cui comunichiamo in mancanza di affinità elettive più vicine e raggiungibili a piedi…
          sì, forse dovremmo allenarci alla telepatia ed eliminare qualunque tipo di antenna!
          ;)

          • cris dice:

            chissà che il crudismo non possa esaudire anche questi desideri :-) come vi ho forse già raccontato, un “collega” crudista ha cominciato a fare i cosiddetti “viaggi astrali” su cui non mi pronuncio, non capendone niente…ma se fosse vero..bah…sarebbe certo meglio di internet :-)

            Mi é piaciuto molto anche il commento di Anna sul fatto di mangiare meno foglie…di fatto appena arrivano i fruttortaggi io di solito abbandono l’insalata…ma dura poco…quando i fruttortaggi spariscono alla sera mangio sia radici grattuggiate (viva la grattugia), che foglie…e ammetto che mi dispiace parecchio :( , perchè in fondo la vita fruttariana mi sembra davvero eticamente migliore, ma difficile da praticare con una vita tanto complicata e a queste latitudini fredde…

            Riguardo al “recedere” dal crudismo…ehm…per me assaggiare del cibo cotto a scadenza mensile é a tutti gli effetti un “recedere”…ti ho sempre detto che ritengo che la tua alimentazione sia eccellente, non intendevo certo dire che tu mangi poco cibo crudo…
            Diciamo che per me é già una cosa poco consona alle mie abitudine assaggiare cibi con sale ormai, con olio cotto, ne consumo pochissimo pure crudo…insomma sono troppo spartana, figuriamoci cibi passati in padella o forno :-) ma i tuoi piatti sono talmente belli, poetici, ricchi di amore e intelligenza da invogliarmi all’assaggio, laddove oramai i cibi “standard” non hanno piu’ parole che siano comprensibili al mio palato :-)
            Sono certissima che la tua tavola prediliga il crudo, lo so bene…diciamo che io vivo sola e quindi anche le “eccezioni” che faccio sono di natura diversa, questo tipo di eccezioni si apprezzano meglio in ottima compagnia, come credo faccia tu con il tuo principe Stefano :-)

            infiniti bacioni a tutti :-)

            • Annaperenna dice:

              Care Affinità Elettive, poche righe ancora solo per dire che, anche se apprezzo molto il crudo e la cucina vegana, i viaggi astrali mi sembra che non facciano per me, preferirei invece poter fare dei bei viaggi terrestri in certi luoghi selvaggi e mi accontenterei di arrivare anche solo fino al Parco dei Monti Lucretili, in corpo e anima, per così dire, ma per ora resterà un desiderio non realizzabile. E poi volevo dire anche che, sebbene il mio corso di telepatia naturale :-) ) proceda benissimo, temo che eliminare ogni tipo di antenna non sia un obiettivo realistico. Però forse fra eliminare tutte le antenne e frequentare il corso di telepatia, c’è una terza via per stare più in contatto col mondo selvatico? È il caso di chiedere consiglio all’Hagazyssa…
              ciao!

              • MaVi dice:

                Allora mi hai ricevuto in modalità telepatica… bellissimo!
                E’ difficile però individuare i confini di questo tipo di comunicazione, per distinguerli dal corso dei propri pensieri… dovremo allenarci ancora un bel po’! Così come per i viaggi astrali… io viaggio per macrozodiaci, un pochino di pratica la sto facendo!
                Ma non rinuncerei mai ai viaggi veri come te, e per il momento nemmeno ai vantaggi delle antenne… anche se i danni collaterali per la salute sono troppo sottovalutati, bisogna che i nostri scienziati trovino delle soluzioni a questi gravi problemi al più presto e nel frattempo i politici si dovrebbero interessare di più al problema taciuto dell’elettrosmog. Non è nascondendo la polvere sotto il tappeto che terremo pulita la nostra casa-pianeta…
                Noi per il momento coltiviamo la terza via, andando a tentoni… teniamo spenti cellulari e modem il più possibile. Io non ho nemmeno l’antenna televisiva, dato che con il poco che la guardo una manciata di canali mi sono più che sufficienti… e ho tante di quelle visioni personali da seguire…
                ;)

                • Annaperenna dice:

                  Cara MaVi, parlare di elettrosmog è molto difficile, perché se si parla con serietà si viene subito catalogati con l’etichetta di “teoria del complotto” e se si parla con superficialità si finisce per non avere nessuna chiarezza. In Italia basta già quello che hai scritto tu per essere screditata a nome della “scienza ufficiale”. Quale sia la scienza ufficiale però – compresi gli scienziati che come dici tu dovrebbero “trovare delle soluzioni”- non si sa bene, visto che gli studi scientifici commissionati dalle aziende finiscono per dire una cosa, mentre gli studi scientifici indipendenti dicono l’esatto opposto. Quale delle due vogliamo considerare “più scienza”?
                  ciao :-)

                  • MaVi dice:

                    Hai ragione, spero però che qualche scienziato dell’establishment prima o poi si ribelli e faccia saltare questo immondo inciucio… E’ difficile capire dove sta la verità, perché non è detto che gli scienziati indipendenti siano scientificamente attendibili, e l’establishment prospera su questo innegabile vantaggio di credibilità. Che dire? Ci tocca a tutti uno studio matto e disperatissimo… oppure seguiamo almeno il buonsenso, che abbiamo tutti! E vedremo presto quali sono gli imperatori nudi!
                    ;)

                    • Annaperenna dice:

                      Be’, ovviamente al netto dell’inattendibilità scientifica, che può essere da entrambi i lati, mi fido di più di uno studio non commissionato dal produttore della tecnologia, o non svolto da scienziati che hanno i loro investimenti finanziari nel settore sul quale devono indagare. Tu no? Altrimenti è come “chiedere all’oste se il vino è buono”. Comunque esiste anche un altro modo per valutare la nocività di certe cose, e cioè assaggiare, cioè fare l’esperienza diretta. Ci sono centinaia di migliaia, forse milioni di persone che hanno delle cose da dire a questo riguardo, nel campo dell’elettrosmog. Sono anche loro un po’ delle hagazysse, che in Svezia sono riconosciute dallo Stato e accedono all’invalidità, che viene loro certificata dai medici del servizio sanitario.
                      L’establishment, come vedi, non è uguale dappertutto…

  10. MaVi dice:

    @ Annaperenna
    Ci trasferiamo nella scatola cinese sotto!
    Certo che anch’io dubito degli studi scientifici di parte!
    Vedi allora che pian piano si fa strada la verità in qualche luogo, per esempio in Svezia! Ci devono essere molte hagazysse da quelle parti!
    Hai visto sopra i link alle ricette di parietaria e tarassaco nel sito? Attendo le tue composizioni. Prendiamo un sentiero più spensierato!
    un abbraccio ovale
    ;)

    • Annaperenna dice:

      Cara MaVi, grazie dei tuoi link, che ho visto. Grazie di tutti gli inviti.
      Ma perché “prendiamo un sentiero più spensierato”? C’è qualcosa che ti incupisce?

      • MaVi dice:

        Beh, hai colto nel segno, ci sono molte cose che mi incupiscono in questi giorni… il tema degli scienziati prezzolati e servi del sistema della tecnodominanza, consciamente con denaro, o incosciamente per la legge del conformismo umano, è uno di quelli che purtroppo, anche se è giusto affrontare, ti lascia senza nessuna possibilità di poter essere da noi arginato, o almeno la sensazione è questa. E’ la mia insufficienza, la mia inutile chiaroveggenza a incupirmi… non certo le preziose informazioni che costantemente ci passi. Allora in questi casi me ne vado a prendere una boccata di aria fresca tra le amiche verdi… se vuoi andiamo insieme!
        ;)

  11. lorenzo dice:

    Grazie Maria Grazia per la ricetta.

    Ho provato la ricetta anche se non è venuta come da foto.
    Sarà per la poca salsa, o per la farina di mais che ha asciugato.
    Comunque ho fritto una ventina, forse un pò di meno, di foglie di borraggine prese al mercatino di Terra e Mani di palombara s. ma la pastella e la bescimella non erano abbastanza. Ho dovuto rifarle al volo.
    Il piatto mi stuzzica e mi piacerebbe riproporlo.

    • MaVi dice:

      Difficilmente si può riprodurre una ricetta al millimetro, anche se si hanno le indicazioni esatte al grammo. Penso che la mano e l’occhio facciano un buon cinquanta per cento! Ora che hai preso le misure la prossima volta vedrai che verrà al punto giusto. Sono contenta che hai voglia di riproporla, ne vale la pena.
      Le dosi di pastella, besciamella e sugo sono indicative, è sempre consigliabile farne in quantità maggiore piuttosto che esatta quando si segue una ricetta.
      Hai trovato la borragine al mercatino, bello!
      Comunque anche nei campi non è difficile trovarle, solo bisogna stare alla larga dalle zone coltivate chimicamente!
      ;)

  12. Cono dice:

    qui ci porti alle stelle – ma è vera?

    • MaVi dice:

      verissima, e pensa che ho le foglie di borragine in casa, oggi le friggo in forno, con il mio nuovo metodo (vedi la ricetta della parmigiana ecozoica).
      Stefano ha trovato una vera e propria piantagione di borragine, sicuramente bio!
      ;)

      • Cono dice:

        queste sì che sono notizie billere!

  13. annarita dice:

    bellissimo piatto e certamente buono! domani lo provo…

    • MaVi dice:

      Spero proprio che ci riuscirai, il tuo tono deciso mi fa pensare che sai già dove trovare la borragine!
      Fammi sapere se vuoi com’è andata…
      ;)

  14. giulia dice:

    Ho avuto modo di conoscere la tua Parmigiana di Borragine quando la pubblicasti nel 2009, e mi parve subito un’ottima creazione.

    Pur essendo una estimatrice della borragine (sono di Foggia e quest’erba spontanea è molto nota e usata nella Capitanata) non l’avevo mai vista utilizzata così.

    Nella nostra tradizione gastronomica la Borragine viene usata sia lessa che fritta in pastella o come ingrediente principale di una gustosa frittata insieme ad i suoi romantici fiorellini azzurri, ed ancora nella famosa minestra di “foglie miste”, ma preparata così è per noi una novità.

    Hai avuto un’ottima idea nel proporci questa gustosa ricetta e credo di poter affermare che per il “popolo Dauno” si sia trattato di un inedito molto piacevole.

    Ho notato che sarà presente, con delle varianti che la rendono più vicina alla cucina “onnivora”, anche nel ristorante del “cuoco-contadino” Peppe Zullo che rappresenterà la Puglia all’EXPO 2015 a Milano.

    Mi piace pensare che in qualche modo tu abbia anticipato una creazione che sta diventando molto popolare ed apprezzata.

    Complimenti! Ti abbraccio. Giulia.

    • MaVi dice:

      Grazie Giulia, la tua affettuosa costanza è il premio migliore al mio lavoro e impegno.
      Sì, anche nel mio lato femminile di famiglia, di origine dauna, la borragine in parmigiana non l’ho mai vista, né ne ho mai sentito parlare. Lo stesso mi ha detto ieri un’altra amica delle stesse zone.
      Tutti i piatti di cui mi parli mi fanno venire l’acquolina… e i fiorellini azzurri sono sempre fantastici come accompagnamento estetico ai piatti.
      Infatti nella mia invenzione si fondono varie tradizioni, quella del piatto laziale di Antonini che ho trovato nel suo opuscolo sulle erbe della campagna romana (che lui chiama lasagna, di sole foglie pomodoro e besciamella), quella della parmigiana classica meridionale e la nuova tradizione culinaria vegan, che veganizza i piatti tipici. Quindi un bel crogiolo!
      Ora è senz’altro strano vedere che l’idea abbia anche preso corpo in forma onnivora, non solo all’Expo da parte del cuoco che tu citi, ma anche in rete, in diversi blog onnivori (le cui date di pubblicazione sono tutte posteriori). E’ vero la cucina ecozoica ha virtù anticipatrici, come ho già constatato diverse volte… è la cucina del futuro, prima o poi andremo tutti in quella direzione, o almeno ci sono segni di questo. Speriamo.
      Un grande abbraccio ovale borraginoso
      ;)

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