apr 25, 2013

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Oh, il verde damasco dell’ortica! essiccata… (farina d’ortica)

Oh, il verde damasco dell’ortica! essiccata… (farina d’ortica)

Finalmente ecco ricetta e ricettario per la famosa ortica secca che vi propino da anni nelle mie vivande ecozoiche! che vi consentirà di preparare piatti a base d’ortica tutto l’anno, non solo nella bella stagione!

Con l’occasione vi annuncio che la Cucina ecozoica ha felicemente superato il suo periodo di prova tecnica dopo il lungo oscuramento (quattro mesi, ricordate?), per cui la dichiaro ufficialmente rinata, come la stagione in corso! Nel frattempo “Cucina ecozoica” ha cambiato dominio da .it a .com. Per cui se avete dei link con il vecchio sito ora potete aggiornarli.
Il nuovo indirizzo: www.cucinaecozoica.com

L’ortica è come il prezzemolo nella Cucina ecozoica, e penso che ve ne siate già da molto accorti… ma si sa che nella grande volatilità della rete le ripetizioni giovano assai!

Essicare l’ortica per averla tutto l’anno in cucina è semplicissimo e questo è il periodo più adatto per andare a raccogliere questa pianta umile eppure preziosa. Andate in luoghi incontaminati, nei boschi o in luoghi lontani dalle strade e dalle coltivazioni.

Portatevi un bel paio di guanti se siete alle prime esperienze, io ormai la raccolgo a mani nude, ho una grande confidenza con questa meravigliosa pianta! Basta stringere bene il gambo e strappare con delicatezza senza toccare le foglie! Anche se sentirete un lieve pizzicorino questo è ottimo, farà bene ai reumatismi (se ne avete!), in passato la gente con questi problemi si buttava fra le ortiche e faceva benissimo!

Raccogliete le parti sommitali della pianta, lasciando la parte radicale a terra, in modo che la pianta continui a vivere e a dare ospitalità e cibo a tanti insetti e soprattutto alle farfalle!

A casa fate tanti mazzetti e metteteli a seccare a testa in giù in una zona asciutta e all’ombra della casa. Qui li ho messi al sole solo per fare la foto!

Dopo qualche giorno ritirate i mazzetti e staccate le foglie, scartando i fusti di cui noterete la robustezza (infatti in passato con i gambi dell’ortica si faceva una fibra tessile! Oggi purtroppo nessuno produce più stoffa d’ortica!).

Frantumate con le mani le foglie fino a ridurle in polvere e mettetele in vasi puliti. Etichettate e infiocchettate. Pronta all’uso!

Cosa ci facciamo con la farina di ortica? Tante meravigliose cose…

Si può mettere negli impasti, dal pane alla pizza, dalle torte salate alla pasta fatta in casa!

Guardate queste orecchiette verdi!

E nei cappelletti o strascinati!

Ed eccola anche nell’impasto delle farfalle biodiverse!

Nelle tagliatelle verdi…

E questi taralli verdi?

 Il procedimento per avere impasti verdi? Unitene tante cucchiaiate alla farina che volete usare! Tutto qui! E tutte le vostre preparazioni si coloreranno di questo magico colore, e nello stesso tempo farete un pieno naturale di ferro e minerali!

Potete poi usare la farina d’ortica per  quando la piantina non si trova, sia per stagione, sia per vostra distanza dai luoghi in cui cresce (per fortuna dalla primavera a fine estate se ne trova, a seconda dell’altitudine, anche se poi bisogna stare attenti a quella spicata). Io al giardino dei cinque sensi negli autunni più miti ho trovato ancora nuove ricrescite di ortiche, come se stesse di nuovo iniziando la primavera!

E così faccio il risottino all’ortica tutto l’anno! Prendete la mia ricetta con quello all’ortica fresca (qui) e sostituitela con la farina d’ortica diluendola con un po’ più d’acqua e procedete nello stesso modo! Avrete il risotto integrale all’ortica secca!

Basta ammorbidire in acqua e olio e brodo veg una cipolla a fettine e una piccola patata tagliata in rondelle sottilissime come ostie, una volta ammorbidite le verdure aggiungere qualche cucchiaiata di farina d’ortiche e il vostro risotto all’ortica invernale è pronto!

Quando mi resta il risotto all’ortica adoro fare le crocchette! Troppo buone!

Potete fare anche ravioli all’ortica invernali! Aggiungendo delle patate bollite! Squisiti!

Farina, ortica e patate… niente di più povero e insignificante… eppure, che gran piatto ne esce!

Una bella farifrittatina nella padella di ferro  (è proprio la padella sua!) - mischiata magari a misticanza? (trovate una ricetta nel picnic ecozoico, la farifrittata alle ortiche con pane vecchio, ma potete anche partire dalle altre mie ricette di farifrittata: ai carciofi o con avanzi della panificazione). L’ortica la potete mettere sia sbollentata che cruda nell’impasto, insaporendola con cipolla o scalogno, a vostro gusto.

L’ortica contiene ferro ed è un cocktail di minerali rivitalizzante! Potete quindi usarla come un integratore-insaporitore, nelle insalate, nelle zuppe, in qualunque piatto, crudo o cotto!

Io uso la farina d’ortica al posto del prezzemolo nei ripieni, nei soffritti (ormai soprattutto all’acqua) e in tutti quei casi in cui si richieda in cottura. Lo faccio da quando ho letto che il prezzemolo in cottura rilascia una sostanza tossica. So che sarebbe talmente minima che non dovrebbe crearci problemi… ma dato che l’ortica ha così tante virtù e nessuna controindicazione in cottura, preferisco usare lei e aggiungere il prezzemolo soltanto alla fine a crudo! Guardate per esempio la mia ricetta delle cozze alchemiche!

Insomma il vaso con la farina d’ortica è accanto alla mia cucina ed è una delle mie più fedeli aiutanti!

Potete anche gustarla in tisana (dieci minuti di infusione). Ha un sapore molto delicato! Oppure ancora meglio in tisana a freddo: basta mettere a bagno l’ortica in acqua e dopo qualche ora è pronta: togliete il rametto e tonificatevi!

Con l’ortica ho da anni un rapporto di grande fiducia e amicizia! La uso anche sotto forma di olio essenziale, quando faccio le mie pulizie in casa la aggiungo all’acqua calda per lavare i pavimenti (con aceto o alcool, non uso detersivo), ne verso qualche goccia nella vaschetta dell’ammorbidente (che non uso) sempre insieme ad aceto, oppure nell’acqua del bagno insieme ai sali profumati con buccia d’arancia!

E le cimette giovani potete anche mangiarle crude in insalata!

Per finire altre ricette a base di ortica pubblicate nel sito…

 

RICETTARIO ECOZOICO DELL’ORTICA

Cannelloni all’ortica e girasole

Farifrittata con ortica e pane vecchio, in Picnic ecozoico

Quinoa e ortica, in Piatto foglia e altri vapori (una precedente con pesto di sedano e pomodorini in Invito a cena con delitto)

Farfalle biodiverse (ortica nella sfoglia della pasta colorata)

Un esempio della farina d’ortica aggiunta ad insalate: Quasi panzanella con trucco cremoso

Una bella torta salata con frolla pazza all’olio

Risotto integrale all’ortica fresca

Cozze alchemiche del mio giardino (esempio di uso dell’ortica secca al posto del prezzemolo in cottura)

Ravioli della pace (c’è anche ortica nel ripieno di misticanza, ma se volete potete farli anche solo tutta ortica)

Altri spunti li troverete digitando “ortica” nella casella di ricerca del sito che trovate sulla homepage nella colonna fissa a destra!

 

E finiamo con lo spazio video di Cucina ecozoica, ortica live!

Cucina vegana ecopacifista e Laboratorio della sfoglia biodiversa.

W l’ortica!

 

 

apr 25, 2013

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  1. Stefano dice:

    Complimenti MaVi…
    L’uso dell’ortica sarà una delle principali attività culinarie (e non solo) ecozoiche!

    • MaVi dice:

      Per quanto mi riguarda lo è già da moltissimi anni!
      L’ortica in casa nostra non manca mai!
      ;)

      • Stefano Panzarasa dice:

        Aggiungo che il titolo per me è anche un bellissimo titolo poetico…

        • MaVi dice:

          Grazie! Viene dalla mia poesia sulle stagionalità (associata al ciclo astrologico) che sta sulla Homepage!
          ;)

  2. cucinoincina dice:

    una vera e propria ode all’ortica, e meritatissima direi!!! appena torna il sereno tutti a raccoglierla per deliziarci con esse cosi’ come ci hai magistralmente insegnato ;)

    • MaVi dice:

      Hai ragione l’ortica si meriterebbe molto di più la nostra attenzione e rispetto, ma il suo sapere-sapore è pungente, e oggi tutti vogliono la pappa pronta e senza spine!
      Mi ricordo che nel risotto integrale all’ortica fresca ti avevo promesso che avrei prima o poi pubblicato la versione secca… spero che quello lo hai già assaggiato, e in questo periodo direi che è il modo migliore di consumare l’ortica. La provvista secca la lasciamo per i mesi invernali!
      abbraccio oval-urticante
      ;)

  3. Carmen dice:

    Stupendo!

    • MaVi dice:

      abbraccio oval-urticante anche a te! ce ne hai ancora di ortiche in giardino?
      ;)

      • Carmen dice:

        Carissima MaVi,
        vedo solo ora il tuo messaggio di un po’ di tempo fa e te ne chiedo scusa!
        Purtroppo non ho più ortiche, ma non perché non si trovano più nel giardino nel quale le raccoglievo, ma perché ora vivo in un monolocale piuttosto piccolo a San Gallo e le ortiche sono a Gossau, dai miei genitori. Ma certo, ogni tanto ci torno e ne raccolgo. Anche mia madre prepara ogni tanto una specie di Spätzle con le ortiche, ma purtroppo in una versione non cruelty-free :-( Io vorrei tanto provare a preparare le tue tagliatelle verdi! Che voglia di verde!
        Un abbraccio oval-urticante anche a te e a tutti gli amanti della nostra cara ortica ;-)

        • MaVi dice:

          Carissima
          mi fa piacere quando passi, prima o dopo, non ha importanza!
          Se ti guardi in giro a San Gallo trovi ortiche pure lì penso, ci sono quei bei parchi dove non tagliano l’erba dappertutto… così puoi farti le tagliatelle verdi senza attendere di tornare dai tuoi genitori! Gli spatzle di tua madre saranno sicuramente veganizzabili, impara e poi li rifai a modo tuo!
          Io stasera mi faccio la sfoglia verde per la lasagna!
          abbraccio oval-urticante a tutti noi orticofili!
          ;)

          • Carmen dice:

            Cara MaVi,
            certo, si trovano sempre, anche quando si va a camminare come mi piace molto. Mi piaceva raccoglierle dai miei perché so che davvero sono strabiologiche. :-)
            Certo, andrebbero veganizzate gli spätzli (oppure Knöpfli, cioè ‘bottoncini’, come li chiamiamo qui).
            Mmmm, chissà che sogno le tue lasagne verdi! C’è speranza con tutto questo verde ;-)
            Un abbraccio grosso

            • MaVi dice:

              Hai ragione, è sempre meglio raccogliere le ortiche fuori dai centri urbani, in luoghi dove abbiamo la certezza che la natura è davvero naturale!
              Brava, veganizza i “bottoncini”!
              La lasagna d’ortica l’ho fatta e ce la siamo spazzolata con Stefano, che l’ha particolarmente gradita. Mi sono divertita con nuove sperimentazioni di ripieno molto interessanti…
              Abbraccio ovale verde e speranzoso
              ;)

  4. cris dice:

    ohhh non so se sono piu’ rapita dal colore dell’ortica o dalle visioni ecozoiche del tuo mondo fatato :-)
    Il mio adorato Cirino sulla sedia che vi guarda con approvazione mentre lavorate…il serpentello verde che custodisce le segrete leggende popolari che dell’ortica sussurrano storie ormai quasi dimenticate…la Fata che visita il grande Albero verde alla ricerca della pianta che protegge le farfalle…
    la preziosa Farina che sembra sortita dai doni del Vento di Mezzanotte…ogni immagine sembra avere una vita nascosta, un potere di esistenza che travolge il nostro declino attuale…come un’ortica si insinua con potenza vitale fra le piante di ogni giardino, dal mare fino alla montagna, sembra che il mondo ecozoico possa soffocare le coltivazioni malate di questa civiltà che ci circonda e trionfare sul tentativo balbuziente degli uomini di sostituire il proprio poco sapere alla veggenza della Terra…L’ortica della mia Fatina ci lancia un messaggio splendido: siate come me, penetrate nel cuore di ogni cosa, spiegate i vostri colori fino a fare scomparire i frutti malati di questa in-civiltà…
    Deve essere gustosissima, veramente splendida, come dice Carmen :-)

    • MaVi dice:

      I tuoi commenti rapiscono me…
      E’ raro trovare qualcuno che abbia visioni consonanti di questi tempi… e considerando che queste visioni sono proiettate sul bene della Terra, non voglio nemmeno pensarci… Molti (forse anche troppi) se ne riempiono la bocca a sproposito ma poi gli atti esprimono ben altro… Sono scesa dal letto dal lato sbagliato? Può darsi.
      Mi leggo il tuo commento-favola con la storia del serpentello e del Vento di Mezzanotte e mi ritrovo in pieno Ecozoico, amica del pianeta e di tutte le sue forze naturali, fra cui te, mia bellissima chimica-crudista, che di certo ti esprimi benissimo senza balbettare grazie alle sapienti mele e alle profumate e sagge arance che ti pappi da tutto questo inverno. L’ortica intorno a noi tesse le sue trame in un modo così ingegnoso che la conformazione delle sue foglie è stata studiata e copiata dai tecnozoici per farne una vernice speciale che si autopulisce… poveri noi, che fine fa nelle nostre mani la sacra grandiosità del popolo delle piante…
      Purtroppo è difficile risvegliarsi dall’incubo per dirla alla Joyce. Ma quando ti incontro mi pare sempre che si sia magicamente dissolto!
      abbraccio oval-urticante
      ;)

      • Stefano Panzarasa dice:

        L’ortica è sempre stata considerata una pianta infestante e pericolosa per il suo potere urticante e invece ora per noi diventa il simbolo della resistenza ecozoica…
        Grazie, MaVi, Cris per le belle parole e Annaperenna per la bella poesia…

        • MaVi dice:

          Resistenza ecozoica… ma guarda un po’, questo post l’ho pubblicato il 25 aprile!
          La tradizione risale già al pandoro resistente: proseguiamo in quella direzione!
          ;)

  5. Annaperenna dice:

    ORTICA, PIANTA AMICA
    cresci senza fatica
    su zolle desolate
    e strade non segnate,
    su campi ancora incolti
    fra i sassi in ciuffi folti,
    sui colli e le pietraie,
    fra malghe e porcilaie.
    Rosea di fiori a aprile,
    dài lezioni di stile.
    Bianca di fiori a maggio,
    cerchi del sole il raggio.
    Bella lussureggiante,
    fai compagnia al viandante,
    folta come i capelli
    della dea degli uccelli,
    sorella alla melissa,
    indomita hagazyssa!
    Compagna, verde amica,
    ortica, madre antica!
    Lucertole, serpenti,
    animaletti attenti
    indugiano curiosi
    fra i gambi tuoi focosi,
    fra i cespi tuoi pungenti
    offerti al sole e ai venti.
    Insegna, amica mia,
    l’arte e la tua magia
    di propagarti in terra
    senza crescere in serra,
    di offrire le tue foglie
    pungendo chi ti coglie,
    mentre elargisci incendi,
    da tutto ti difendi,
    vivace, rigogliosa,
    bruci come una sposa
    di ardore tutta accesa,
    tenera e al cielo tesa!
    Dimmi come si fa
    a vivere in libertà
    indipendentemente
    da fulmini e tormente.
    Insegnami l’essenza:
    praticar resistenza!
    Tra uccidere e morire,
    terza via da seguire.
    Ortica, pianta amica,
    il cuor ti benedica.

    Alle ortiche.
    Poesia inedita
    di Annaperenna

    • Stefano Panzarasa dice:

      Bellissima poesia ecozoica sull’ortica.
      Veramente tanti complimenti all’amica Annaperenna che a questo punto è invitata a leggerla al VII Convegno “La parola ai bambini e ai poeti” che ogni anno organizzo come Servizio Educazione Ambientale del Parco dei Monti Lucretili, nella piccola scuola di Licenza (RM) insieme alle bravissime insegnanti.

      • Stefano Panzarasa dice:

        Ops… Dimenticavo:
        Il Convegno che come sempre è dedicato a Gianni Rodari, si svolgerà il 23 maggio alle ore 10 nella sala convegni della scuola media di Licenza…
        Sarà presente come “Ambasciatrice del Parco dei Monti Lucretili” Maria Teresa Ferretti, moglie di G. Rodari.

      • MaVi dice:

        bellissima idea, poi se ci fosse anche Annaperenna in persona a leggerla sarebbe il massimo!
        ;)

    • MaVi dice:

      Carissima Annaperenna
      sono commossa… questa poesia all’ortica amica è proprio bella da togliere il fiato, chiederei subito con una circolare di farla leggere in tutte le scuole d’Italia e poi la farei tradurre in tutte le lingue del mondo e le farei continuare il viaggio… Grazie a Stefano arriverà almeno alla scuola di Licenza e nel web se la godranno i miei quattro lettori e lettrici ecozoici. E’ un piccolo inizio.
      Mi spieghi meglio l’hagazyssa?
      Grazie a te ho notato che il fuoco non è a caso associato dall’astrologia alla primavera con il suo segno iniziale, e cioè l’Ariete… ci si aspetterebbe che sia associato all’estate invece bisogna un po’ rifletterci sopra, ma la simbologia delle piante di primavera effettivamente riporta al fuoco: gli asparagi e i baccelli di fave e piselli che sembrano fiammelle, le fragole color fiamma… e la bruciante ortica! Bellissima la sua arte di propagarsi in terra anziché in serra! come un incendio verde!
      abbraccio oval-focoso
      ;)

      • Annaperenna dice:

        Grazie per gli “applausi” – sarebbe bellissimo se a scuola si leggessero le poesie nate dalla resistenza ecozoica… E a dire il vero questa poesia mi è venuta in mente proprio dopo aver mangiato ortiche e altre selvatiche piantine! Insomma, sarà proprio il cibarsi quasi solo di ortiche e insalatine selvatiche che ispira la scrittura e libera i versi poetici? O farà solo diventare la pelle tutta verde, come accadde al saggio Milarepa della tradizione tibetana? Dicono che divenne santo…
        Allora, la hagazyssa, o anche (e più spesso) hagazussa, significa una donna veggente, saggia, che vive nella zona esattamente al limite fra il mondo civilizzato, addomesticato, e il mondo selvatico, selvaggio. Li conosce tutti e due e sa stare a cavallo del recinto che li separa, di qua il visibile, di là l’invisibile. Non si può dominare, non si lascia sottomettere.
        Credo che possa bastare così…:-)

        ciao, e grazie ancora

        • MaVi dice:

          Nelle scuole del parco dei Lucretili le poesie di resistenza ecozoica si leggono già…
          I poeti sono semplicemente esseri selvatici in contatto con la natura e con la verità, per cui ortica e compagnia non possono che essere cibo adatto a loro!
          Se diventiamo anche un po’ verdini perché no?
          un po’ hagazysse… almeno un po’! Ma è lingua tedesca vero? è giusto così al plurale?
          grazie a te ingegnosissima Annaperenna!
          abbraccio oval-urticante
          ;)

          • Annaperenna dice:

            Sì, anche i poeti e le poetesse sono esseri selvatici, anzi a cavallo fra la natura selvaggia e il mondo civilizzato, come la Hagazyssa – che più spesso si scrive Hagazussa, ma viene pronunciata con la “u” alla francese. Mi chiedi di questo nome, sì, viene dall’Antico Alto Tedesco HAGZISSA, ed è la radice (già, perché qui, se non si era capito, siamo sempre più radical-urticanti) della parola tedesca HEXE. Fortunatamente c’è fra noi una bravissima studiosa della lingua polacca, che può confermare o meno se “Hagazyssa” è un nome anche polacco. Non è vero, MaVi? La Hagazyssa stava seduta sull’HAG, la siepe (tedesco: HECKE), lo steccato che correva dietro la casa e separava il villaggio dal territorio selvatico. Era un essere appartenente a entrambi i mondi, finché a un certo punto la cultura dominante rigettò la parte selvatica e la buttò “alle ortiche”, appunto – con tutto ciò che ne conseguì. Il nome Hagazyssa prese allora connotazioni sempre meno positive. Dimenticavo: la parola “Hexe”, come ricorderai, vuol dire “strega”.
            E perciò, si può dire che la poetessa è anche un po’ strega, come la scrittrice sudtirolese Anita Pichler, autrice di un romanzo intitolato “Die Zaunreiterin”, cioè “Colei che sta a cavallo dello steccato”.
            Se poi aggiungiamo all’immagine un colorito un po’ verdino, come dici tu, la poesia riesce ancora meglio.

            • MaVi dice:

              No, a me non mi suona polacco questo nome, ma investigherò… Hag-zyssa, quindi donna della siepe o qualcosa del genere, la siepe è il corridoio di scorrimento della biodiversità, oggi minacciata proprio dalla spietata eradicazione dei cespugli confinari! Ma allora anche questa mania di radere le erbe selvatiche è una specie di proseguimento della caccia alle streghe dei secoli bui… Torniamo insieme ad Anita a custodire i nostri cespugli! Scriviamo tante poesie sulle siepi e sugli steccati, dove siede a cavalcioni qualche hagazyssa!
              ;)

              • Annaperenna dice:

                Eliminare le piante selvatiche, sradicare ciò che cresce spontaneo per far posto all’artificiale, alimentare l’idea che dove c’è natura spontanea e incolta ci sia il “nulla” – e quindi si possa riempire o civilizzare quel “nulla” mettendoci “qualcosa”, ovviamente qualcosa di artefatto: ecco che cos’è il nichilismo dell’età di oggi. E poiché c’è un aspetto importante, simboleggiato dalla hagazyssa, che accomuna poetesse e poeti e ortiche o altre creature selvatiche, il nichilismo di oggi finisce per voler eliminare anche la voce poetica, che viene eradicata, scartata. E così voci poetiche e “orecchie verdi” in ascolto della verità vengono soppresse, bandite, messe a tacere, come dici tu, in una prosecuzione contemporanea della caccia alle streghe. E ancora oggi le voci “selvatiche” e non addomesticabili delle donne spesso conoscono una sorta di condanna, di castigo…se pensiamo alla cronaca…

                • MaVi dice:

                  Hagazysse, poetesse, poeti, ortiche, orecchie verdi, voci e saperi di donne… la cucina ecozoica offre loro un rifugio in attesa di tempi migliori…
                  ;)

  6. Nello dice:

    Finalmente eccomi! Solo adesso riesco a trovare qualche minuto per soffermarmi con calma in tutto questo attraente verde damasco! :-D

    Non ci crederai, ma oltre ad essere strabiliato dagli usi che fai con l’ortica in polvere, sono riamsto molto meravigliato nell’apprendere l’utilizzo che ne ricavi anche in faccende che non riguardano prettamente il pappa pappa, ossia, le pulizie domestiche. Ebbrava MaVi, ma quante ne sai! :mrgreen:

    …non ti nascondo che mi piacerebbe molto andare in giro a cogliere questa piantina, però non conoscendo esperti come te, ci rinuncio. Non mi azzardo ad andarci da solo :-( Sai, non mi spaventa tanto l’inesperienza nella pratica di raccolta, ma non sapendo riconoscerla a vista, rischierei di raccogliere chissà che cosa o__O

    Abbraccio oval-urticante (ma non troppo stretto sennò ci pungiamo :lol: )

    ps. chi è il signore nella foto con te, e con l’orecchio verde di Stefano??? C’ha ‘na faccia conosciuta… :-D

    • MaVi dice:

      Intanto ecco qui per te un gran mrgreen fatto tutto di damascosa ortica! :mrgreen: :lol: :lol:
      Hai visto che combino con quest’erbetta? è proprio magica, e mi dispiace che tu non sappia riconoscerla, ma così cittadino sei? magari ti cresce sul muro vicino al chiosco e nemmeno te ne accorgi… Comunque per sapere se è veramente lei basta strofinarsi sulla foglia dal lato sbagliato! I tuoi reumatismi se ne gioveranno, ma è una cura piuttosto brutale…
      Il signore lo avrai già visto nel videoclip sulla cucina vegan ecopacifista a Capracotta, ci siamo incontrati lì e abbiamo cucinato insieme diverse volte!
      Abbraccio oval-urticante di natura esclusivamente simbolica, stai tranquillo!
      ;)

  7. Ale dice:

    Che belle cose si possono fare con le ortiche!!! E quante belle preparazioni colorate! ^_*

    • MaVi dice:

      eh già! qui ne vedi solo qualche piccolo esempio!
      abbraccio oval-urticante!
      ;)

  8. virginia dice:

    l’ortica la uso poco per motivi di gusto ma l’ultima volta l’ho unita lessa alle patate per il ripieno di ravioli preparati con la Solina. equilibrio perfetto! l’ho assaggiata anche per un dolce ( e lì m’è piaciuta meno) ma credo che davvero i tuoi tarallucci siano speciali. devo rifarli assolutamente. il loro gusto dev’essere travolgente, ne sono sicura.ciao! :-)

    • MaVi dice:

      Ortica e patata sono uno dei matrimoni più riusciti in cucina che io conosca! Nel dolce non ce la vedo, l’ortica ha un carattere troppo spiccato e burbero… nei taralli ci può stare e soprattutto lì agisce come colorante più che insaporitrice!
      ;)

  9. Annamaria dice:

    Carissima Mavi,
    intanto complimenti per il sito … molto interessante :)
    Sapresti dirmi dove potrei comprare la farina di ortiche?
    un mio amico vorrebbe acquistarne grandi quantita per la sua attività di pizzaiolo e sto tentando di dargli una mano
    nella ricerca della “materia prima” .

    Spero davvero tu possa essermi d’aiuto visto che le mie molteplici ricerche, non hanno dato alcun risultato.

    buona serata e a presto

    Annamaria

    • MaVi dice:

      Grazie, sono contenta che qui ti piaccia!
      La farina di ortiche puoi cercarla nelle erboristerie, magari il prezzo potrebbe essere un po’ salato, allora potresti provare anche nei supermercati, a me è capitato di vedere alla Conad dei pacchetti di ortica essiccata, ma non ricordo quanto tempo fa. Appena la avvisto in giro ti faccio sapere. Magari prendo nota dei produttori e li contatti direttamente.
      A primavera comunque ti suggerirei di andare tu stessa o il tuo amico a raccogliere una bella carrettata di ortiche nei boschi, perché farla essiccare e preparare la farina è veramente un gioco da ragazzi. Pure divertente, e una giornata all’aperto fa sempre bene.
      Se proprio non avete idea e non troviamo i produttori la prossima primavera se vuoi te ne raccolgo un bel sacco e te la preparo io.
      Un abbraccio ovale di buon anno
      ;)

  10. Barbara dice:

    Bellissime ricette, quando potevo ero solita raccogliere ortiche per farne ripieno con ricotta per i tortelli…ora mi che mi sono trasferita…mi rimangono le ortiche che dalla disperazione ho fatto essiccare… ne faccio tisane. Poi la sorpresa nel vedere queste ricette fatte con farina! Mi piacerebbe prepararne gnocchi, per mio figlio di 5 anni,avete qualche consiglio per smorzare il sapore amaro dell’ ortica essiccata?

    • MaVi dice:

      Grazie Barbara del tuo apprezzamento, chi conosce l’ortica non può che essere felice di poterla seccare e beneficiarne tutto l’anno. Vedrai che buoni gli impasti arricchiti di farina d’ortica, gli gnocchi non li ho mai fatti, ma la sola idea mi entusiasma. Per smorzare quella nota che direi un po’ muschiosa più che amara dell’ortica secondo me la patata va benissimo.
      Fammi sapere, ciao

  11. raffi's dice:

    Cara MAvi, è impossibile scegliere una sola delle tue ricette, sono tutte estremamente originali, naturali, appettitose, ecozoiche!! Questa pagina dedicate alle ortiche però mi piace particolarmente, perché da un’ortica non ti aspetteresti tanta bontà e duttilità, per me è sempre stata solo una pianta che punge, e invece è una pianta gentile, da impiegare in mille modi! E’ bello conoscere intimamente la natura come te, dovremmo lavorarci tutti! Ancora grazie per lo splendido servizio che ci offri con questo blog… e dopo il libro-cd spero di bissare con le vongole felici, sarebbe un bell’inizio ecozoico! :)
    Abbracci ovali,
    R

    • MaVi dice:

      Non ti preoccupare, non devi scegliere LA ricetta ecozoica, ma quella che a te è più cara o si evidenzia in modo particolare in quel momento, proprio come hai fatto!
      L’ortica se ci fai amicizia non ti punge più nemmeno a mani nude, magari un leggero pizzicorino corroborante che non dà per niente fastidio. E una volta scoperto il suo mondo si resta affascinati dal suo sapore e dalla sua disponibilità trasformista.
      Hai fatto un’ottima scelta davvero ecozoica: l’ortica è a km zero, gratis, supersalutare e saporita. Si trova dalla primavera fino all’autunno con una pausa estiva – e nel resto dell’anno si consuma essiccata.
      E’ molto bella anche se disprezzata come “erbaccia”. E’ un ristorante per farfalle infatti.
      E qui mi fermo e ti invito a leggere o rileggere la poesia che gli ha dedicato Annaperenna (vedi sopra nei commenti).
      vado a inserirti nella lista degli invitati
      ;)

  12. salvo maglitto dice:

    è un piacere averti incontrata in mezzo alla mia ricerca su google,sono alla ricerca della verità da sempre,sono convinto che la verita’ ora l’ho trovata, sono le ortiche che mi crescono in giardino in qualsiasi periodo dell’anno, abito in sicilia a lentini vicino catania e siracusa, dove il buon dio a baciato la terra per la gioia di quella sua creazione.Dicevo in questi giorni a mia moglie Lucia il perchè di tutta questa ortica così bella nel nostro giardino da sempre così abbondante, ora capisco quale era il progetto di Dio per noi . grazie, non sapevo che esistessero tutte queste ricette. ciao
    scusami non mi sono presentato sono salvo e sono un pittore, definito come l’artigiano dei colori, a presto.mia moglie Lucia è tappezziere e lavoriamo insieme nella stessa bottega , vive tutto il suo tempo dopo lavoro in cucina capisci, saluti da lei.

    • MaVi dice:

      E’ un piacere leggerti caro Salvo, pensa che queste sono solo alcune idee trascritte alla rinfusa, l’ortica è una vera pianta-manna, è una benedizione che tu ne abbia in giardino praticamente tutto l’anno! Comunque seccandola praticamente è la stessa cosa.
      Mi piacerebbe vedere le vostre opere, se avete qualcosa in giro per la rete fatemi sapere.
      La tua definizione di artigiano dei colori mi piace molto, io cerco di pastrocchiare con i cibi con l’aiuto di madre natura… Peccato che state lontani, avrei chiesto delle consulenze a tua moglie!
      Un abbraccio ovale a entrambi, e auguri solstiziali
      ;)

  13. CLAUDIA dice:

    Salve,
    qualcuno ha la ricetta per fare l impasto della pizza all’ortica?
    grazie

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