giu 10, 2014

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Marmellata di ciliege sabine e mela con presentazione di “Vongole felici” al Rewild

Marmellata di ciliege sabine e mela con presentazione di “Vongole felici” al Rewild

Sono letteralmente sommersa dalle ciliege, grazie a Sandro che ci ha invitato a raccoglierne sui suoi alberi, ciliege sabine e completamente biologiche, così come le olive che crescono al loro fianco e che mi danno l’olio che uso in tutti i miei piatti ecozoici (lo vedete sotto sulla tavola della presentazione al Rewild).

Queste ciliege ci sono state donate, e quindi sono ancora più preziose, perché insieme alla frutta arriva l’affetto e l’amicizia di chi le ha coltivate, per cui sono ciliege davvero rare al giorno d’oggi, ma che saranno la ciliegia a disposizione di tutti in un mondo finalmente ecozoico.

Per il momento posso offrirvene virtualmente un po’, portandovi con me in un luogo da fiaba. Chiudete gli occhi…

Non c’è niente di più bello che mangiare la frutta direttamente dall’albero!

Si ha proprio la netta sensazione di trovarsi nell’Eden! Invece siamo fra Montorio e Scandriglia…

Capisco bene come Sandro abbia preferito questa strada, piuttosto che completare i suoi studi di filosofia! Qui si arriva nel nirvana senza dover leggere volumi polverosi e trattati!

Poi una scorta di allegria si porta anche a casa!

E centellino fin che posso quel benessere dilagante a piccole dosi.

Ma a un certo punto bisogna fare qualcosa, perché la ciliegia dopo raccolta si blocca e non matura, può solo marcire, per cui bisognerà fare qualcosa per evitare il peggio…

Si può procedere come la mia crema ai quattro fichi, ve la ricordate a fine estate scorsa? E avrete la mousse di ciliege crudista (che ho pubblicato in Veggiechannel: qui). Al posto dei fichi: ciliege di varia varietà e maturazione e poi mandorle succo d’agave e limone e se volete aggiungete per contrasto dei mirtilli rossi o ciliege essiccate (vedi il procedimento delle amarene essiccate spiegato da Virginia).

Ma stavolta ho deciso di fare una bella marmellata con le ultime mele, perché trovo che questa sia una combinazione deliziosa, e soprattutto la consiglio a chi ha poche ciliege a disposizione ma vuole farsi qualche barattolino per i mesi a seguire, in attesa del loro ritorno. E’ un modo ecozoico per farsi delle marmellate naturalmente addensate (la mela in questo è fantastica) e a prezzo più abbordabile. Sappiamo purtroppo che la ciliegia è diventato un frutto di lusso, e non dovrebbe assolutamente essere così.

MARMELLATA DI CILIEGE SABINE E MELA

500 g di ciliege
1 mela
succo di mezzo limone e bucce dello stesso
un pizzico di cardamomo
qualche foglia di cedrina (fresca o secca)
un pizzico di pimento
150 g di zucchero di canna integrale
mezzo cucchiaino di agar agar (potete anche ometterlo, la mela è già sufficientemente gelificante)

Tagliare e denocciolare le ciliege. Aggiungere tutti gli ingredienti tranne l’agar. Lasciare qualche ora a macerare. Nel frattempo sterilizzare i vasetti, far bollire i vasetti con un goccio d’aceto per mantenere il vetro terso. Mettere su fiamma bassa la frutta, far cuocere 5-10 minuti, togliere dal fuoco e frullare grossolanamente, rimettere sul fuoco sciogliendo in poca acqua l’agar. Far sobbollire altri cinque minuti, spegnere, invasettare, girare e coprire con una copertina. Se volete un’idea per decorare i tappi la trovate qui.

Trovo questa combinazione di frutta e spezie davvero azzeccata, infatti ne provo a miriadi, ma quelle più riuscite me le appunto e le ripropongo volentieri.  Se non avete cedrina provate con basilico o menta.

E con l’avanzo che non è finito nel vasetto il giorno dopo un bello strudel express (tempo di preparazione: 5 minuti).

Le ciliege di Sandro sono arrivate anche al Rewild, dove sono state offerte a tutti come inizio pasto ecozoico (e il suo olio ha condito l’insalata). Mi scuso di non averlo elogiato pubblicamente come si sarebbe meritato, ma a volte l’emozione per me che sono timida gioca brutti scherzi, quindi rimedio qui.

Ecco il menu della serata, grazie alla carissima Amalia con cui abbiamo ideato una cosa molto semplice e alla buona. Io ho proposto un’insalata e una pasta e fagioli (fino a poco tempo fa al secondo posto nel gradimento di chi segue Cucina ecozoica, ora passate al terzo), quindi per me un piatto rappresentativo. E lei ha detto, facciamo la pasta e fagioli al forno, io ho risposto ok! E l’idea mi pare sia stata molto gradita, a me perlomeno è piaciuta moltissimo (tanto che tutta occupata a spazzolarla non l’ho nemmeno fotografata, chiedo venia). La piccolezza della cucina ci consentiva infatti solo attività di riscaldamento e quindi gli spaghetti alle vongole felici adatti alla serata si sono trasformati in patè, in compagnia di quello ai lupini e berberè e alla carrubella. Per l’occasione al posto dei fagioli rossi ho usato batata bianca!!! Ve lo sareste mai aspettato?

Il menu, eccolo. La bella calligrafia è quella di Stefano.

Al Rewild, il primo locale completamente vegan a Roma, uno dei miei miti, che purtroppo non posso frequentare per la distanza ma che ho sempre nel cuore, mi sento di casa, si respira un’aria da trattoria rockettaro-punk dove però non c’è una goccia di crudeltà, il che nella città delle code alla vaccinara e delle pajate è un vero miracolo.

 E’ un locale attrattore strano. Trovate anche pietanze tradizionali vegan tipo tofu e seitan, ma cucinati in modo veramente gustoso, e sempre di ottima qualità. I prezzi sono leggeri. E il lavoro enorme che fanno Daniela, Amalia e Antonio è in appoggio a tante iniziative a favore dei nostri amici animali, quindi a mangiare qui i soldi sono doppiamente ben spesi. Finora tra i numerosi locali che ormai possono essere considerati vegan o quasi, resta il mio preferito.
Dopo le ciliege c’era la deliziosa insalata di stagione fatta da Amalia, con olive verdi e nere, con i primi pomodori che Daniela mi dice sono già nati nel suo orto. Ma loro sono in pianura, noi qui nei monti Lucretili aspetteremo ancora qualche giorno. Vi ricordate i bicchierini di insalata sbagliata che ho preparato qui live, in occasione della presentazione del libro di Stefano?
Ecco qui il pane di casa con i patè. E dopo cena, via alle chiacchiere ecozoiche, con Francesco e Stefano. Francesco è già di casa nella Cucina ecozoica, ho dedicato a lui e Stefano gli Gnocchi di mare della campagna romana, per l’anniversario del salvataggio della palude di Torre Flavia, oasi-albergo per i migratori di passaggio.
Stefano per l’occasione ha musicato una delle poesie che si trovano nel ricettario, “Io – sono – una con il tutto”. Promette di poter diventare un motivetto tormentone…
Le foto le hanno fatte Stefano e Alice, la figlia di Sandro (che erano lì con noi). Manca qualche panoramica della sala (ma vi garantisco che i tavoli erano tutti occupati!), faccio un appello a chi era presente: se ne avete magari speditemele, grazie. Vi saluto con una nuova amica venuta con me, Gufina azzurrina.
giu 10, 2014

Inserita da | 24 Commenti

  1. Cono dice:

    che peccato ero in viaggio, ma la prossima non me la perdo – evviva le ciliege, che bella storia

    • MaVi dice:

      sì, veramente belle le storie di ciliege, alla prossima allora!
      ;)

  2. Tiziana dice:

    Che bella storia! Come un viaggio, piena di spunti e motivi per andare oltre, immaginare e approfondire. Si inizia con le ciliegie, che, assieme ai cachi -e perfettamente equidistanti nelle stagioni- sono il mio frutto preferito. Vedendo le immagini della raccolta ho subito pensato agli alberi di ciliegie amarasche o amarene -amarasche sono chiamate nel mio paese maremmano di origine, amarene in liguria- le due terre tra le quali mi divido e/o mi moltiplico-, alberi abbandonati, che stanno tra un selvatico e coltivato che sta ormai tornando selvatico. Fanno parte di antichi orti abbandonati da tempo: ne conosco decine, li ho tutti ben presenti in una sorta di mappa mentale e non manco di visitarli durante tutto l’anno, ma specie nel periodo dei frutti – così dissetanti dopo aver camminato tanto per raggiungerli. Andando avanti, solo leggendo -e osservando le immagini e immaginando profumi e sapori- della marmellata e dello strudel express quasi avrei potuto svenire – a quest’ora poi :) Fra l’altro trovo che denocciolare le ciliegie sia un atto che porta la mente a quelle belle divagazioni/meditazione tipiche di questi antichi gesti ripetitivi. E poi la trattoria rockettaro-punk-pacifista, e le ricette così varie e interessanti – da approfondire la pasta e fagioli al forno. E infine la bellissima delicata Gufina azzurrina. Insomma, un gran bel viaggio :) Grazie MaVi, mi sarebbe piaciuto partecipare al tuo concorso magari con un’illustrazione, ma avrei temuto di non farcela. Il commento però, come ti avevo anticipato, non me lo sarei lasciato scappare. E infatti eccomi qui :) Un abbraccio e felice continuazione!

    • MaVi dice:

      Per me prima delle ciliege vengono i fichi e insieme ai cachi amo le melagrane e le pesche reginelle, il cocomero però supera tutto al mio palato! Accidenti, ma stavo dimenticando fragole, lamponi e gelsi! E l’uva pizzutella? Poi non mi metto a parlare della frutta esotica perché è poco ecozoica, ma io vivrei volentieri ai tropici sotto alberi di banane, ananas e cocco da bere e da mangiare!
      Le amarene sono un frutto davvero ecozoico da rivalorizzare, soprattutto da usare in conserve e dolci oppure anche nella cucina salata, così come sono sinceramente mi piacciono poco!
      Anche a me denocciolare le ciliege mi manda in trance, anche perché non sono capace di riposarmi e basta, ho bisogno di trovarmi lavoretti di questo genere per fermarmi un attimo.
      Peccato che non hai avuto il tempo per l’illustrazione, ma hai scritto un commento così bello che mi ha riempito di gioia. Dovessi riuscire a scarabocchiare qualcosa o anche se ti viene una ricetta, noi comunque siamo lì ad aspettarti. Ti ho inserito nella lista degli invitati, un abbraccio ovale
      ;)

      • Stefano Panzarasa dice:

        Ciao Tiziana, è un piacere rincontrarti qui nella casa ecozoica di MaVi.
        Ho sempre nella mente i tuoi bei dipinti e certo che qualcosa ispirata all’Era ecozoica prima o poi dovresti farla…
        Quando la registreremo ti farò ascoltare la canzone neo-punk-rock-pacifista “Io sono una con il tutto” presa dal libro “Vongole felici” di MaVi. L’ho presentata per la prima volta a Rewild ma ci sto ancora lavorando per abbellirla… Una curiosità, se vuoi un’idea di quello che sto meditando di fare come arrangiamento (e le melodie si assomigliano un po’), ascolta se puoi “On mercury” dei Red Hot Chili Peppers (che ho sentito per la prima volta dopo aver composto la canzone…).
        E infine all’epoca del punk uno dei miei gruppi di riferimento erano i Flux of the Pinky Indians, quasi inascoltabili per la loro musica durissima ma antinuclearisti convinti e vivevano da vegetariani in una comune agricola…

        • MaVi dice:

          Questa è più bella di quella che mi hai fatto ascoltare dei rhcp (che non amo troppo), ska ballad mi piace. La versione del Rewild era ok, prosegui così!
          ;)

          • Stefano Panzarasa dice:

            Ecco il link di On MercurY…
            http://www.youtube.com/watch?v=qtfDxj72UcQ

            • MaVi dice:

              ehi ma risuona anche il testo: “Memories of everything”… e poi un tono surreal-malinconico. Strano, di solito gli Hot Chili non mi entusiasmano… questo mi piace!
              ;)

              • Tiziana dice:

                Ciao Stefano! A me piacciono molto i Red Hot Chili, la canzone che mi citi al momento non mi sovviene, adesso seguo il tuo link e l’ascolto. Invece i Flux non li conoscevo proprio, ma mi ricordano un po’, da come me li descrivi, i Rai Ko Ris, un gruppo punk Nepalese dei giorni nostri. Un salutone e buoni arrangiamenti! :)

                • Stefano Panzarasa dice:

                  Cara Tiziana, i Red Hot esistono da tantissimi anni e neanche io conosco bene tutte le loro canzoni ma, incredibilmente On Mercury l’ho conosciuta grazie a Julien, mio figlio che aveva lasciato un loro cd in macchina e io avevo appena abbozzato la canzone per MaVi. Che coincidenza! Però ne ho approfittato per migliorare il mio arrangiamento e ora la canzone è quasi finita, appena riesco a registrala almeno con chitarra e voce te la mandiamo… I Rai Ko Ris non li conosco ma li cercherò, sono curioso del punk nepalese…

  3. @SPorcelli2 dice:

    Sarà sicuramente più buona che bella. Ed è splendida, ‘sta marmellata! Ciao. (Commento per il concorso)

    • MaVi dice:

      Ma che felicità avere un Porcelli alla festa ecozoica! Grazie per il commento, ti ho inserito nella lista degli invitati, abbraccio ovale
      ;)

  4. Sandro dice:

    Ho passato una bellissima serata alla presentazione di VONGOLE FELICI al Rewild.Non conoscevo il locale ma me ne aveva parlato Alice,che lo frequenta.E’ stato molto interessante ascoltare Mariagrazia parlare del suo libro.La sala era piena e c’erano tanti giovani.Io il libro lo sto leggendo,ma assaporarlo nel piatto è tutta un’altra cosa.Rivedere la foto dell’insalata mi viene l’acqualina in bocca.Non ho lasciato niente nel piatto.Mi è piacuta tantissimo anche la pasta e fagioli al forno(per me una novità).E poi un patè tirava l’altro.Ho smesso di mangiarne solo quando sono arrivato allo stadio di sazietà.Con quello ai lupini e berberè ci ho finito la birra.
    E’ stata una gioia vedere le ciliegie di “colle pettaccio”sui tavoli del Rewild e vederle poi valorizzate come marmellata e addirittura trasformate in “strudel express”.
    Alla faccia dei grossisti e dei commercianti che non le prendono perchè non sono “avvelenate”!

    • MaVi dice:

      Sono contenta che ti sei trovato bene al Rewild, anche noi! MI fa piacere che Alice lo frequenta.
      Beh certo una cosa è leggere ricette e vedere foto, un’altra è la prova reale dei cibi. Meno male che l’ho superata! Sicuramente ci saranno occasioni di farvi assaggiare altre cose.
      Anche per noi è stata una gioia condividere il tuo dono di ciliege con gli altri, anzi avevo un vasetto di marmellata da darti ma nel turbine della serata me lo sono dimenticato, comunque sta qui per te alla prossima occasione.
      Io sono veramente meravigliata che grossisti e commercianti rifiutino le tue splendide ciliege… veramente un mondo alla rovescia!
      abbraccio oval-ciliegino
      ;)

    • Stefano Panzarasa dice:

      Caro Sandro, le tue ciliege sono veramente ecozoiche, le meritano solo le belle persone…
      La serata di MaVi mi è piaciuta molto e anche comporre una canzone “Io sono una con il tutto” con il testo nel libro… per me comporre una canzone è un po’ come per lei cucinare e quando gli ingredienti (in questo caso le parole) sono “buoni” il piatto-canzone viene veramente gustoso e saporito… (per le orecchie…)

      • MaVi dice:

        Ieri sera su una terrazza romana con Piero Brega e altri bravissimi musicisti e cantanti e poi a due passi dal palco dei Rolling Stones: verso la fusione cosmica – un bellissimo festeggiamento di passaggio del solstizio estivo!
        ;)

        • Cono dice:

          mi sarei voluto fondere anch’io con voi in quella notte musicale

          • MaVi dice:

            Ci saranno altre occasioni, la musica e la notte per fortuna sono sempre a nostra disposizione!
            ;)

  5. lorenzo dice:

    Immagino che delizia fosse lo strudel alle ciliegie.
    In ogni caso ho potuto gustare le ciliegie di Sandro.
    Che peccato che i commercianti e i grossisti non le vogliano.
    Evidentemente preferivano quelle che si trovano a Giugno nelle campagne lungo la strada da Moricone a via della Neve (Palombara Sabina) accompagnate da cartelli appesi agli alberi di ciliegio recanti il segunte messaggio:
    ” Attenzione non cogliere. Veleni sparsi sulgi alberi”.
    Ormai il tempo è passato. Ci prenotiamo per raccoglierle la prossima estate.
    Tiziana parlava di orti dimenticati in Maremma. Per la precisione dove ?
    E qui in Sabina qualcuno ne è a conoscenza di orti simili come gli ulivi e le ciliegie di Sandro ?
    Un’altra primizia molto gradita che ho avuto modo di mangiare in Cilento è stato un piatto di nespole servite a fine cena.

    • MaVi dice:

      Sì, confermo: lo strudel era delizioso.
      Sono contenta che hai assaggiato le ciliege di Sandro, e mi hai fatto ricordare che quando ero in campagna da lui ho sentito l’eco di una voce in lontananza di una mamma che diceva ai suoi figli: non le raccogliete che sono avvelenate!
      Il tempo è passato, si trovano ancora sugli alberi molto sfatte e da pappare subito al volo, ormai con un gusto un po’ sbiadito. Ma quest’anno non mi mancheranno di certo dopo la scorpacciata che ho fatto!
      Non so dove siano gli orti abbandonati di cui parla Tiziana, non si capisce se in Maremma o in Liguria, io non ho notizia di orti abbandonati, forse qualche oliveto rinselvatichito, sarebbe da fare un censimento di questi luoghi e iniziare a frequentarli.
      Le nespole sono un frutto ormai davvero raro, ogni tanto qualche amico me le regala, ma io le mangerei a inizio pasto come sai!
      Dev’essere stato bello ed ecozoico il vostro viaggio in Cilento…
      abbraccio ovale
      ;)

      • Tiziana dice:

        Ciao Lorenzo! Gli orti abbandonati non si trovano in Maremma, ma in Liguria, nella zona di Santa Margherita, Monte di Portofino, Rapallo. Non sul griffatissimo mare, ma addentrandosi attraverso i sentieri dell’entroterra – in Liguria la quota sale subito e dal livello del mare si passa ripidamente a quota collinare – si trovano molti vecchi siti abbandonati ormai da anni e anni; a volte si tratta anche di interi piccoli paesi, con ancora ben riconoscibili i resti di piccoli orti, giardini, pascoli. In Maremma, che è molto più domestica e addomesticata, non capita invece spesso di trovare case, siti o orti abbandonati… Tutto quello che c’era è stato venduto, ricomprato e traasformato in qualcosa di nuovo, a volte lontanissimo, come uso, da quel che era. Ma in Liguria, queste colline meravigliose che ho attorno sono tornate ormai selvatiche allo stato puro: la mancanza di strade e l’impossibilità (o non convenienza) di costruirne ha fatto in modo che la natura tornasse a regnare sovrana, annullando il lavoro fatto per centinaia di anni dai vecchi contadini che qui avevano vissuto. E questo suona bellissimo e triste allo stesso tempo…

        • MaVi dice:

          Che mondi ecozoici che potrebbero rinascere in questi luoghi abbandonati dell’entroterra ligure, i luoghi sulla costa che io conosco sono di una bellezza abbagliante, ma immagino che questa non può che aumentare quando gli esseri umani si ritirano e lasciano fare alla natura! Forse quel lavoro umano del passato per avere orti e campi in luoghi impossibili è custodito meglio da lei che da continue colate di cemento!
          Grazie di averci rivelato un luogo in cui ancora la bellezza si annida indisturbata, ce ne sono così pochi…
          ;)

  6. cris dice:

    tutto ultrameraviglioso, tu, Stefano, il ciondolo e le megaciliegie che io mangerei a chili e chili e chili…
    Santa ciliegia che faaaaameeeeee :)
    abbracci multigemellari, com ciliegie a grappolo :)

    • MaVi dice:

      Sapevo che questo post ti avrebbe tolto la parola! :lol:
      Ci sono alberi che tolgono la parola a chiunque…
      abbraccio bi-ovale
      ;)

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