lug 30, 2013

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In un mare di occhi, e di colori

In un mare di occhi, e di colori

Ogni volta che mi capita di passare davanti ad una pescheria non riesco a non notare la “merce” esposta nei banconi tenuti in prossimità degli ingressi, se non addirittura per strada in alcuni casi.  Guardando il contenuto delle vasche si percepisce tutta quell’agonia che passa inosservata perché piace al palato, perché nutre l’uomo, perché la gente ha altro di più serio cui pensare. Anche perché secondo alcuni l’uomo è più forte, più astuto, quindi stando all’apice di tutto ha il diritto di dominare su ogni cosa, vivente e non. Mi chiedo: se non ha compassione per un suo simile, come avviene spesso, potrebbe mai provarla per altre specie? Per quanto possa sembrare un’utopia io lo credo possibile. Se soltanto riuscisse a scrollarsi di dosso l’arroganza che lo caratterizza, forse l’uomo riuscirebbe a notare che il dolore fisico non appartiene soltanto alla razza umana, e lì dove si potrebbe evitare, lui che è così intelligente come si vanta, dovrebbe evitarlo senza esitazioni e senza distinzioni. In quegli occhi ammassati sul ghiaccio, che sofferenti vengono venduti in fin di vita per mostrare al cliente la freschezza del “prodotto”, si cela qualcosa di noi, qualcosa che ci appartiene. Che ci vogliate credere o no è così! Uccidendo loro, uccidiamo anche un po’ di noi stessi e delle nostre dignità…

Ingredienti utilizzati:

spinaci cotti

ceci cotti e frullati

piselli cotti e frullati

rapa rossa cotta e frullata

carote cotte e frullate

olive nere frullate

 

Restando in tema alla varietà di occhi e di colori che popolano il nostro immenso mare, vi mostro una piccola antologia dei miei piatti-disegno di mare.

Un gruppo di pesci palla

Quest’idea simpatica potrebbe servire per far avvicinare i più piccoli al mondo del crudismo. Per fare i pesci palla potete apportare anche qualche modifica, infatti al posto del pepe nero potete mettere dei ritagli di olive nere, o di zucchina, oppure dei piselli….

Ingredienti utilizzati:
ritagli di pomodori di collina
ritagli di zucchina
ritagli di carota
piselli
grani di pepe
prezzemolo
ritagli di lattuga
ritagli di pane integrale
orzo

 

Il tuffo del gambero

L’idea per fare questo disegno è nata grazie alla testimonianza di un ragazzino che conosco di persona. Mi ha raccontato che sabato scorso si trovava a passare nei pressi del molo turistico qui a Salerno insieme al padre. Lì c’era un pescatore/venditore immprovvisato che vendeva il suo “buon pescato” a buon prezzo. Il padre ne acquistò una parte, ed il figlio si accorse che nella busta appena comprata qualcosa si muoveva ancora. C’era un gambero vivo. Il ragazzo chiese al padre se poteva liberarlo, e così fu, infatti lo prese e lo lanciò in acqua, dove si spera possa essere ritornato da dov’era venuto…

Ingredienti utilizzati:
ritagli di carota
un grano di pepe nero
gambi di prezzemolo

 

Pesce spada


Qualche volta mi capita di ascoltare persone che si autodefiniscono amanti del mare soltanto perché si vantano di saper apprezzare ogni varietà di pesce, quindi di saper cucinare e gustare tutto il proveniente dagli oceani. Io ho una concezione abbastanza diversa del bene che un uomo può nutrire verso un qualcosa che lo circonda. Di certo non posso ritenermi amante del mare se favorisco la pesca e contribuisco alla sua morte. Chi ama protegge, non distrugge.

In questo disegno ho creato un pesce spada che nuota libero e sereno in un mare pulito e protetto. Qui nessuno lo arpionerà , e nessuno lo venderà al taglio per destinarlo alla tavola di qualche “amante del mare”…

Ingredienti utilizzati:
friggitello
fagiolini
foglie di basilico

 

Black dolphin

Ingredienti utilizzati:
melanzana ritagliata
gambi di prezzemolo
foglioline di basilico

 

Meducola 

Ingredienti utilizzati:
mezzo pomodoro di Sorrento
pezzetto di carota e zucchina
rucola a volontà

 

Piccolo calamaro

Ingredienti utilizzati:
pomodoro perino ritagliato
zucchina, carota e peperone giallo ritagliati
piselli cotti e pezzetto del gambo di prezzemolo

 

Com’è profondo il mare

Ingredienti utilizzati:
spinaci cotti
piselli cotti e frullati
mais frullato
ceci cotti e frullati
rapa rossa cotta e frullata
olive nere frullate

L’idea mi è venuta ascoltando Com’è profondo il mare di Lucio Dalla…

Ho disegnato un pesce nella mano di qualcuno, e dall’alto osserva cosa succede in questo mare in tempesta. Basta un suo sguardo, una sua attenzione, e la furia delle onde si placa assumendo così il colore della speranza, il verde…

 

La tartaruga marina

Ingredienti utilizzati:
pane rosetta
spinaci cotti
farro

Prima di salutarvi vi lascio in compagnia di questa tartaruga.

Ringrazio MaVi della gentile ospitalità, e già che ci sono linko qui un post su Facebook in cui lei e una sua amica hanno collaborato con me traducendo un testo per un piatto-disegno da mostrare a un’amica che non parla l’italiano, Pow pow shak.

Checkmating Mr  BIG PHARMA and Mrs  FOOD GIANT – Scacco al potere

“In questo disegno sono raffigurati i pezzi con i quali si gioca a scacchi. Da una parte ci sono l’alfiere, la torre, il cavallo ed il pedone. Da una parte ci sono il re e la regina. Le regole imposte nel mio piatto sono diverse da quelle che regolano le mosse classiche del gioco. Anche il significato è diverso, nel mio piatto non c’è una guerra tra i “bianchi e i neri”, ma una sorta di rivoluzione. Il gruppo in basso, colorato di verde, rappresenta tutte quelle persone che con impegno e volontà cercano di condurre una vita giusta e rispettosa nei confronti di tutte le altre vite. Lo stesso gruppo si ribella, ed insorge nei confronti dell’altro gruppo, composto dal re e della regina. Entrambi le figure rappresentano alcuni dei poteri colossali che mettono in ginocchio l’intera popolazione mondiale: le aziende alimentari (regina) e quelle farmaceutiche (re). La regina, in evidente sovrappreso, fa da scudo e difende il suo alleato, il re, il quale vigliaccamente nasconde le sue colpe trovando riparo alle spalle della consorte…

 

L’ispirazione l’ho avuta grazie ad una foto di Pow Pow Shak. L’idea è venuta quando l’ho vista. Grazie Pow Pow Shak! 

In this drawing I picture the pieces needed to play chess. On one side of the chessboard you have the bishop, the rook, the knight and the pawn. On the other side of the chessboard you see the king and the queen. The rules valid in my dish are different than the ones in use for the classical game. The meaning is different also. In my dish there is not a war going on between “black and white”, but a sort of revolution. The green coloured group at the bottom of the chessboard represents those people that are committed to leading a lifestyle that is respectful of all other lives. The same group rebels and upsurges against the other one, composed of king and queen. The two characters represent some of the huge powers that crush and exploit all the world population: the multinational food corporations (queen) and the big pharma (king). The queen, clearly overweight, is sheltering the king, her ally, who cowardly hides himself behind his wife’s shoulders, trying to deny his guilt.

Thank you Pow Pow Shack! I got this idea seeing one of your pictures!

 

Ingredienti utilizzati:

spinaci
piselli
ceci
rapa rossa
carote
passata di pomodoro
prezzemolo

Procedimento:

con gli spinaci cotti ho fatto i contorni. Con i piselli ed i ceci cotti e frullati assieme ho colorato il gruppetto in basso e la bandiera. Con un gambo di prezzemolo ho fatto l’asta della bandiera. Con i ceci cotti e frullati, la rapa rossa cotta e frullata con altri ceci, le carote cotte e frullate, e della passata di pomodoro, ho colorato il gruppetto in alto .

 

Ingredients:

Spinach
Peas
Garbanzos (or chickpeas)
Beetroots
Carrots
Tomato sauce
Parsley

 

Directions

I made the contours with cooked spinach. I coloured the group on the bottom and the flag with cooked peas and garbanzos (mashed together). I made the flagstaff with a parsley stalk. I coloured the group on top with garbanzos (cooked and mashed), beetroots (cooked and mashed with garbanzos), carrots (cooked and mashed) and some tomato sauce.

(Traduzione di MaVi – grazie per la rilettura a Jo Campbell)

lug 30, 2013

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  1. cris dice:

    ohhhhhh che meraviglia!!! che regalo bellissimo che avete fatto a tutti tu e MaVi con questa splendida antologia marina!!!!!!! Carissimissimo Nello, i tuoi disegni sono diventati davvero mozzafiato, mi hai emozionato molto, ho messo la musica del video e guardato il tuo post, a bocca aperta!!!! Bellissima la scelta della musica di accompagnamento, la trovo veramente poetica e intensa :)
    Il mare di occhi é straordinario, come vorrei che in tantissimi lo vedessero, come puo’ non toccare il cuore tanto dolore :( Tutte le piccole creature da te disegnate sono cosi’ superbamente belle, cosi’ bisognose di cura e protezione, cosi’ in diritto di avere rispetto e amore…”come é profondo il mare” é davvero commovente, il pesce con il sorriso amorevole, nelle mani di un umano non crudele, che lo tratta idealmente con infinito amore e protegge…

    Hai realizzato dei disegni infinitamente dolci e teneri, pieni di significato, di amore per le creature, di una volontà indomita di “fare tutto quello che si puo’”, anche quando tutti ci prendono per poveri pazzi, per una “minoranza che non capisce niente e non conta nulla”…non si puo’ non rimanere toccati dalle tue bellissime opere.
    Non finiro’ mai di ringraziarti per avere pubblicato anche qui questi straordinari piatti e non finiro’ mai di ringraziare MaVi per offrire nel suo blog tanta meraviglia, e tantissimi piatti di mare vegano che possano rendere anche i palati piu’ esigenti completamente soddisfatti e felici senza fare del male a nessuna creatura,nel pieno rispetto della grandissima, generosissima, umiliatissima Madre Terra. GRAZIEEEEEEE, un abbraccio infinito!!!!!

    • Nello dice:

      Carissima Cris,

      sono molto felice che la scelta della musica e del video ti sia piaciuta. Lo sono ancor di più nel sapere che la mia antologia marina ti abbia emozionato. Il mare di occhi rappresenta una metafora per dimostrare ancora una volta che tra noi e gli animali non c’è nessuna differenza. Entrambi siamo capaci di provare dolore, e quando lo proviamo ingiustamente ci chiediamo: “perché a noi, perché questo?”

      Guardando quei pesci ho avvertito quella sensazione. Nei loro occhi c’era un misto di sofferenza e d’incredulità. Sono certo che nel momento in cui stavano per morire si stessero chiedendo dove fossero finiti, e per quale motivo…

      Un motivo che probabilmente non capiranno mai, né loro, né io, né molti di noi “poveri pazzi”. Nemmeno la nostra umiliatissima Madre Terra capirà mai perché l’uomo si comporta così…

      Contraccambio l’abbraccio infinito. Ti ringrazio tantissimo per l’accoglienza e l’affetto che mi dimostri ogni volta. Lo apprezzo tanto, credimi! :-D

      • Stefano Panzarasa dice:

        Caro Nello, questa tua antologia è fantastica, veramente nello spirito dell’Era Ecozoica…
        Quegli occhi che ci guardano pongono interrogativi a cui non si può non rispondere, a cui non si può restare indifferenti…
        E i pesci colorati… Allegri nonostante la sofferenza che trasmettono… Siamo noi umani capaci di tanto odiare, i nostri simili, la natura, perché? Invece gli animali non odiano, so che ogni giorno potrebbero perdonarci, noi abbiamo uno strano senso del passato del presente e del futuro, loro no, vivono il momento… però tu con questo bellissimo piatto gli hai dato voce… Sono sicuro che sarà ascoltata (anche grazie alla bella musica del mare di Enya).
        Ho una nuova cara amica che sta iniziando a frequentare MaVi, si chiama Marcella ed è della Scuola di Ecopsicologia, molto affine alla visione ecozoica. Ora le segnalerò il tuo intervento…

        • Nello dice:

          Eh si Stefano, i pesci colorati di questo piatto in un certo senso rappresentano la gioia e la forza di vivere, e si contrappongono alle tonalità grigie della sofferenza, dell’ingiustizia, e della morte provocata per mano degll’uomo. La stessa vita che continua a restare in silenzio, a guardare in silenzio e a subire in silenzio! Fino a quando? Forse fino a quando finirà? Spero di no, spero che l’uomo si accorga in tempo dei danni causati, e non quando sarà troppo tardi per comprenderli e rimediarli…

          Ti ringrazio per aver segnalato il mio post alla tua amica. Sarò lieto di conoscerla… :-D

      • cris dice:

        che bello ritrovarti Nello :)
        spero davvero, come dice Stefano, che gli animali possano perdonare la nostra razza cosi’ inconsapevole e malata…speriamo che tanti possano aprire uno spiraglio nel loro cuore vedendo questi disegni meravigliosi e pieni di Amore!!!

        • Nello dice:

          :-D :-D :-D

  2. MaVi dice:

    Questa antologia di mare felice disegnato nel piatto farà storia!
    Quanta strada hai fatto… oltre al disegno si è affinato anche l’ecologista e il pensatore, che si esprimono però in un modo toccante ed empatico. L’arte infatti è spesso una via di guarigione e di recupero dell’equilibrio perduto con la natura, e nel tuo caso lo è senz’altro.
    Quei poveri occhi ammassati sui banchi del pesce io cerco sempre di evitarli… non sono in grado di sopportare il carico di sofferenza che mi trasferirebbero…
    Il tuo piatto spero che rappresenti un piccolo riscatto “ai loro occhi” per le malefatte in mare della razza umana, che purtroppo procedono imperterrite, alcuni tratti di mare sono stati già dichiarati “zone morte”… Questa cosa mi ha colpito nell’ultimo comunicato degli scienziati in occasione della giornata mondiale del mare, tanto più mi ha colpito perché non ne ho visto eco nella stampa (ma forse mi è sfuggito, dato che non leggo molto i quotidiani).
    Il nostro pianeta insieme a quei poveri pesci stremati che saranno giustiziati in padella o su roghi-barbecue sta morendo intorno a noi, con grande dignità, senza urlare e dimostrare la sua indicibile sofferenza… Grazie a te questa sofferenza viene espressa e forse speriamo empaticamente comunicata a molti nostri simili distratti.
    E poi ci sarebbero tante altre esegesi da fare su questo piatto, l’occhio è uno dei simboli ricorrenti della Dea neolitica, identificata con la natura e tutto quello che esiste. Bastava quest’occhio sui manufatti abilmente decorati per indicare la sua presenza… in epoche in cui la natura era più di casa nelle famiglie umane. L’occhio richiama la struttura cellulare, e ovviamente la cellula-base per eccellenza, l’uovo, la fonte di vita… mi fermo qui per oggi!
    abbraccio oval-occhiuto-marino
    ;)
    p.s. che ti credevi di essere scampato a :mrgreen: ? :lol: no, no, eccotene uno anche stavolta: allora, per avviare i bimbi al crudismo sarebbe meglio mettere qualcosa al posto dell’orzo crudo, non credi? magari semi di girasole o canapa…

    • Nello dice:

      Perché ti sei farmata col discorso sugli occhi??? Proprio nel momento in cui mi ero fatto prendere leggendo il discorso, ho dovuto imbattermi in quell’antipatico “mi fermo qui per oggi!” :mrgreen:

      Ti ringrazio per avermi accolto una seconda volta, sono onorato di apparire tra i tuoi piatti ed essere presente con un mio disegno, anzi no, con un’antologia completa questa volta. E questa sarà la prima, in futuro ne farò altre, ho intenzione di continuare sulla stessa scia, o meglio onda (tanto per restare in tema col mare :lol: )!

      Come hai ben notato di strada ne ho fatta, i miei primi disegni erano più ingenui e spensierati. Col tempo ho cercato di esprimere anche altri stati emotivi più complessi, e grazie alla manualità raggiunta col coltello ed il cucchiaio, ora riesco a raffigurare tutto ciò che ho intenzione d’ illustrare :-P

      Hai detto bene, per avviare i bimbi al crudismo sarebbe meglio evitare l’orzo crudo (come anche il farro della stella marina ed i fagiolini crudi del pesce spada…). Di solito cado in queste distrazioni perché i miei piatti decorativi più che tesi ad essere consumati come si presentano, hanno tutt’altre peculiarità. Diciamo più artistiche, ecco! :mrgreen:

      Abbraccio oval-colorato :lol:

      • MaVi dice:

        ebbeh, mica posso passare tutta la giornata nel sito… ho pure la mia vita reale da vivere! :mrgreen:
        certe volte poi non so nemmeno se gli argomenti che propongo interessano, ma se vedo che c’è curiosità ci torno volentieri! :smile:
        Per quanto riguarda il discorso occhi-uovo-cellula mi pare di averti già proposto abbastanza “food for thought”! Applicato al discorso del mare moribondo è evidente che tu stai cercando di fargli una trasfusione di vitalità! coraggio, ci proviamo!
        Sono contenta dell’entusiasmo per la pubblicazione della tua antologia marina, che “ondivido” pienamente e aspetto con gioia le tue prossime. Ti meriteresti ben altro che la cucina ecozoica, ma l’importante è cominciare.
        Prossimamente allora oltre all’aspetto decorativo cura anche l’aspetto commestibile dei piatti, per poter essere proposti ai bambini che alla fine del gioco se li papperanno! :smile:
        abbraccio oval-marino-occhiuto
        ;)

  3. Marcella dice:

    Che gioia conoscervi! Quanta saggezza cristallizzatasi in bellezza.
    Faró girare come posso questa pagina e questo sito.
    Sento un grande risveglio anche tra i sapiens e questo mi fa sperare in bene. La sfida è proprio questa, riconoscerci parte integrante della Creazione, né padroni, né parassiti. Siamo i fratellini più giovani di dinastie intere di fratelli maggiori, come in Ecopsicologia chiamiamo gli animali, che sono da più tempo di noi su questo pianeta e che hanno permesso alla Vita – animali in primis – di mettere a punto la versatile specie di cui facciamo parte. Ora il nostro compito è ricordare da dove veniamo e onorare il contributo ricevuto da chi ci ha preceduto mettendo al servizio della vita le nostre capacità. O, perlomeno, è così che io la vedo, ed è da più di 15 anni che cerco di promuovere questa visione ecocentica. Vedo che “qui” è chiara!

    • Nello dice:

      Ciao Marcella,

      la gioia è tutta nostra nel fare la tua conoscenza (credo di poter parlare a nome di tutti gli appassionati che seguono cucina ecozoica). Hai espresso tanti bei concetti nei quali mi ci rispecchio pienamente. Sono felice nell’apprendere dell’esistenza di una scuola di ecopsicologia che va avanti da oltre quindici anni, e di cui tu sei un’attiva portavoce. Ciò che serve oggi più che mai è appunto una visione ecocentrica per sfaldare quella ego in cui tutto è posto in primo piano tranne il benessere della Terra, nostra mamma e nostra casa…

      È davvero bello sentire attorno la presenza di spalle forti. La tua testimonianza ha rinforzato le mie speranze, grazie per ciò di cui ti occupi con professionalità ed impegno. Un abbraccio! :-D

    • MaVi dice:

      Benvenuta Marcella
      scusa il ritardo nell’accoglierti qui nella Cucina ecozoica, ma come dicevo su a Nello (che ringrazio per averti fatto insieme a Stefano gli onori di web-casa) in questi giorni ho avuto impegni reali che mi hanno distolto da quelli virtuali!
      E’ una gioia anche per noi conoscere anime affini, e sono contenta che tu abbia sentori così ottimistici sul risveglio dei sapiens dalla coscienza finora abbastanza addormentata. Mi piace molto l’idea che gli animali siano i nostri fratelli maggiori, e noi dispettosissimi fratellini minori gliene combiniamo davvero di tutti i colori.
      Bellissima la tua visione ecocentrica, che noi qui definiamo ecozoica. Fa piacere sapere di non essere soli sul percorso!
      abbraccio ovale
      ;)

  4. Stefano Panzarasa dice:

    Cara Marcella, benvenuta fra la gente ecozoica…
    Caro nello, ricordo bene i tuoi primi piatti erano molto divertenti e gustosi, questi sono anche sapienti…
    Gianni Rodari amava dire che bisogna imparare divertendosi… Ti faccio i miei complimenti a nome suo!
    Anche il Popolo delle Persone non Umane che Nuotano ti ringrazia…
    Ti/vi piace la definizione? Se non vado errato (la notizia è di pochi giorni fa) è l’Australia che ha abolito il termine “animali” sostituendolo con “persone non umane”. ora chi ancora mangia carne provi ancora a mettersi un pezzo di una “persona” non umana nel piatto…

    • Nello dice:

      A me questa definizione piace moltissimo, e mi sorprende la notizia di uno Stato che abbia messo in vigore questo nuovo termine riferito ai nostri amici/fratelli non umani. Ciò rappresenta un gran gesto di civiltà, e rende un po’ di meritata giustizia a chi viene considerato soltanto un animale (o peggio ancora…) nel resto del mondo.

      Quel resto rimasto ancorato ad un vocabolario alquanto obsoleto. Che prendessero esempio! :-D

      Ciò che diceva Gianni è pura verità, e mi fa molto piacere ricevere i tuoi (ed i suoi) complimenti. Grazie Stefano, e grazie Gianni! :-D

      • MaVi dice:

        Anche a me piace molto la definizione di “persone non umane” per i nostri fratelli maggiori. Facendo una veloce navigazione vedo che è l’India insieme ad altri paesi come Ungheria, Cile e Costa Rica ad avere riconosciuto tale qualifica a delfini, orche e altri cetacei. Vedi, si parte anche qui dal mondo marino… la vita è nata in mare, anche la nuova coscienza ecologica ripartirà da lì?
        ;)

    • Marcella dice:

      Evviva! festeggio con gioia l’incontro tra queste due Comunità, quella Ecozoica e quella Ecopsicologica.

      E anche per me è una splendida sorpresa sapere di altri nuclei attivi e promotori di coscienza planetaria, cioè di una accezione più responsabile e intelligente della nostra altisonante definizione di “sapiens”.

      Mi sembra di cogliere, come elementi comuni tra le nostre due Comunità di riferimento, un bel focus su creatività, bellezza, umorismo e gioia.

      Stiamo tutti agendo con strategia omeopatica nel contesto attuale!

      Ragazzi, non appena possibile… arrivederci anche di persona!

      • Stefano Panzarasa dice:

        Creatività, bellezza, umorismo e gioia e amore per la Madre Terra e la coscienza planetaria… Cosa dire di più? Ah sì, bello il fatto di sentirsi “omeopatici”, di solito io parlo di “attrattori strani” per via della teoria del caos ma insomma tutto fa un bel brodo (vegano-ecozoico…)
        Quando vidi per la prima volta il sito di ecopsicologia non ebbi dubbi che c’erano molti punti in comune e sì, sarebbe bello un incontro…

      • MaVi dice:

        Se possibile sì, molto volentieri, una bella festa reale della comunanza!
        intanto, un abbraccio oval-virtuale
        ;)

        • Stefano Panzarasa dice:

          La 1° Festa Ecozoica del Pianeta!
          Si potrebbe fare in un bel posto del parco dei Monti Lucretili…

          • Nello dice:

            Si deve fare! :-D

  5. MaVi dice:

    Nello, ho notato che il mare di occhi e colori potrebbe essere uscito dalle rocce volanti di “Mutual core” di Bjork, ci hai fatto caso? (l’avevo linkato negli spaghetti alle vongole felici del quarto compleanno!) :lol:
    Mi ero dimenticata di dirti che il video mi è piaciuto tanto sia per le immagini che per i suoni, un degno accompagnamento della tua antologia di mare!
    abbraccio oval-marino-occhiuto
    ;)

    • Nello dice:

      Ti ringrazio MaVi, sono contento che la scelta del video ti sia piaciuta. :-D

      …si, è possibile che il mare di occhi e di colori sia venuto fuori da lì. In fondo il “grido di aiuto” accomuna molto il mio piatto alle immagini del video. ;-)

      • MaVi dice:

        E’ affascinante rintracciare i percorsi che hanno ispirato un artista…
        Quel video di Bjork ha una carica creativo-generativa molto forte, ormai qui nella cucina ecozoica siamo presi in quel mulinello multicolor!
        abbraccio oval-roteante
        ;)

  6. Ale dice:

    E’ vero, uccidiamo anche noi … anch’io penso e spero che ci sia fine a tutta questa sofferenza un giorno o l’altro … :(
    Le tue opere sono sempre meravigliose! ^_^

    • Nello dice:

      Forse non ci sarà mai fine a tutto questo, però io credo che più siamo ad essere consapevoli ed a cambiare certe abitudini, e più “persone non umane” acquisiscono quel diritto alla vita che sempre più spesso viene loro negato…

      Ti ringrazio Ale, mi fa davvero molto piacere che i miei piatti continuino a piacerti. Un caro abbraccio! :-D

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