ago 29, 2015

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Il menu vegetariano di Gianni Rodari e il flashmob ecozoico con la ballata dell’orto nelle piazze di Trieste

Il menu vegetariano di Gianni Rodari e il flashmob ecozoico con la ballata dell’orto nelle piazze di Trieste

Foto: Bicchierini di insalata sbagliata versione estiva (prevede la sostituzione del radicchio con pomodori e la presentazione con una salsetta di pomodori olive nere aglio e peperoncino)

 

Sono più di dieci anni che Stefano ed io, dopo aver riletto in maniera del tutto fortuita le opere di Gianni Rodari, già conosciuto e apprezzato da piccoli, ci siamo resi conto che contenevano bellissimi messaggi di pace e di ecologismo pionieristico, rivolti soprattutto agli adulti per tramite dei più piccoli.

Mentre Stefano musicava le filastrocche in cui maggiormente affioravano questi contenuti importanti da portare nelle scuole del parco dei monti Lucretili come educatore ambientale, io mi appuntavo delle osservazioni ai margini dei testi che andavo leggendo o rileggendo e alla fine le ho raccolte in un articolo pubblicato nel 2005 su una rivista culturale italiana, intitolato Gianni Rodari – Orecchio verde ecopacifista, dove sostenevo che per i loro altissimi contenuti ecopacifisti le sue opere liriche potevano essere considerate poesia civile, e fra le massime del Novecento italiano, e non semplicemente fiabe in versi per l’infanzia. Del resto da sua moglie ho saputo che il libro che teneva sul comodino era la Commedia di Dante.

Stefano continuava a musicare le opere di Gianni e a portarle nelle scuole. In particolare L’orecchio verde, che è diventata l’inno ecopacifista dei bimbi e delle bimbe dei Lucretili. Alla fine le canzoni erano tante, Stefano ha iniziato a suonarle da solo e poi con un gruppo ecorock, gli “Insalata sbagliata“, e da un paio d’anni in trio con lo stesso nome.

Nel 2011 Stampa Alternativa ha finalmente stampato il cd e il libro (L’orecchio verde di Gianni Rodari) in cui è confluito il mio articolo e in cui si trova un capitolo particolare, dedicato al cibo, in omaggio al mio impegno pluriennale di foodblogger, o meglio Voodblogger: Il menu vegetariano di Gianni Rodari. Qui è un blog che ha seguito le vicende del libro.

L’idea delle ricette vegetariane di Rodari è di Stefano: perché non preparare dei piatti ecopacifisti ispirati alle opere divertenti dello scrittore? Fralaltro c’è un personaggio espressamente definito vegetariano, il prof. Grammaticus nella filastrocca dell’insalata sbagliata!

Figlio di un fornaio non poteva che dedicare a suo padre il pane più grande del sole. Un pane che dovrà sfamare tutti quelli che non hanno da mangiare, e quello sarà il giorno più bello.

Stefano sono anni che tutti i sabati mattina prepara il pane, in certi periodi con pasta madre, in certi no, e poi va a cuocerlo in un forno a legna alloggiato in una casetta in pietra che era il forno comune del centro storico, da sempre chiuso al traffico (per strettezza di strade) in cui abitiamo. Il forno è aperto per gli amici e i conoscenti da Maria Irene, fornaia ormai in pensione, grande saggia dalla battuta sempre pronta, che non ama farsi distrarre mentre lavora, e chi ci prova viene subito rimbeccato! Una figura senz’altro rodariana, custode di antichi valori di condivisione del mondo contadino.

A Stefano è venuto quindi naturale l’idea di impastare il pane più grande del sole da portare ai bambini a scuola che non ci credevano nella sua esistenza… e il miracolo è avvenuto diverse volte con l’aiuto di un Sole di ceramica o di un pannello a forma di Sole disegnato da una nostra amica, Veronica Rao.  A  seconda delle dimensioni con cui il pane veniva sfornato!

Man mano ho pubblicato le varie ricette del verde menu fantastico rodariano tratte dal libro di Stefano. Queste bislacche idee di cucina da proporre ai bambini non sono solo idee sue da me realizzate, si ispirano anche al saggio di Pino Boero, Pane e gelato. I menu di Rodari. Il professore è diventato molto amico di Stefano e ha scritto la prefazione al suo libro. Quante belle amicizie sono nate in questo percorso di riscoperta.

Spero presto di pubblicare il menu completo… una sorpresa! Nel frattempo ecco tutte quelle che potete trovare qui:

- Bicchierini di insalata sbagliata con frutta del baron Melarancia

- Zucca arrosto dell’orso (in patè)  Parente della Zucca scostumata

- Pane più grande del sole (per ora c’è solo una foto: qui)

- Tristecca ai ferri corti

Quando Stefano mi chiede una Torta in cielo ovviamente preparo la Torta galassia al doppio cioccolato!

Qualche mese fa il sito DonnaD mi ha chiesto di elaborare un menu ispirato a Rodari e alle ricette di cui sopra ho aggiunto anche qualche altra cosa: qui.

Altre ricette di cucina fantastica che sarebbero piaciute a Gianni:

Personaggio fusillone

 Il piccolo popolo delle cucuzze

Carnevale di verdure

Vortici di ca-raw-ta arcobaleno

 

L’insalata sbagliata è diventata un modo di portare un piatto sottovalutato e deprezzato come l’insalata al centro dei menu di festa, in occasioni anche pubbliche.

Ecco che la preparo insieme a un gruppo di bambini e con il mio amico Jim Koller (che da poco ha lasciato il nostro pianeta: un suo ricordo qui), alla Locanda anarchica del Claudione. Insalata per sessanta persone, che l’hanno sbafata a inizio pasto senza fiatare! Tutti contenti, bambini e adulti.

E naturalmente poi Stefano nel concerto dopo il pranzo ha suonato L’insalata sbagliata versione musicale, l’unica poesia che si può anche mangiare!

Nelle scuole l’insalata sbagliata è salita pure sulla scena al teatro di Poggio Moiano, dove i bambini l’hanno preparata e se la sono contesa fino all’ultima foglia! Lo stesso in una scuola di Roma nel quartiere Casalotti.

Un’altra volta a Grottaferrata l’ho preparata nel corso dello spettacolo di Arianna Bùrattini, che raccontava come si fa il minestrone con tanti piccoli aiutanti scelti nel pubblico.

Eccomi con Arianna e Chiara a fine spettacolo.

Ma l’insalata sbagliata prosegue il suo cammino. L’ho preparata come buffet alla Biblioteca Gianni Rodari di Roma…

E’ stata l’antipasto del pranzo di compleanno di Lorenzo all’Agriturismo Le Streghe (vedi qui).

E pure del pranzo-buffet dopo il convegno “La parola ai bambini e ai poeti” nella scuola elementare di Licenza, che quest’anno è arrivato alla decima edizione.

Infine è arrivata persino a casa Rodari (reportage nella ricetta della tristecca, vedi sopra)! Chi mai avrebbe potuto immaginare che avrei cucinato nella stessa cucina da cui sono arrivati i pasti al grande autore delle Favole al telefono, libro mitico della mia infanzia? La realtà a volte supera la fantasia…

Insomma questa insalata sbagliata ha viaggiato molto, e ovunque ha riacceso entusiasmo nei confronti della verde cenerentola.

Siamo veramente noi a cucinare il mondo di domani, è una grande responsabilità quella di chi porta i pasti a tavola.

Io oltre a cucinare scrivo (per lavoro oltre che per divertimento). E così in omaggio alla gioiosa vena fiabesco-vegetale di Rodari è nata la Ballata dell’orto! L’occasione per cui è stata composta è il progetto di Slowfood in collaborazione con il parco dei monti Lucretili, un progetto a cui aderiscono numerose scuole ed enti pubblici: Ortoincondotta. Per diffondere la cultura dell’autoproduzione alimentare biologica fin dall’infanzia. Nel pur vasto repertorio poetico di Rodari Stefano non riusciva a trovare il testo adatto, e così gli ho dato una mano. Per cui è nata subito per essere musicata.

Non sapete che gioia quando una scuola di Roma, una classe dell’istituto comprensivo “Piazza Winckelmann” (vicino Sant’Agnese), l’ha inserita nel programma dell’anno scolastico e mi ha invitata al saggio di fine anno! Insieme alla canzone hanno anche preparato un orto nelle aiuole della scuola, a due passi da via Nomentana! I bambini e le bambine (in particolare una che si intravede sotto in una foto) con la loro tenerezza e simpatia mi hanno avvolto di attenzioni facendomi sentire speciale per un giorno,  mi hanno davvero commosso. Vederli cantare la mia ballata, e vedere l’orto piantato dalle loro mani è stata davvero una delle più grandi soddisfazioni del mio piccolo percorso ecozoico.

Sono queste esperienze vere ed emotivamente coinvolgenti che mi fanno proseguire l’ingrata opera di blogger con fini non commerciali.

E’ stata poi una grande sorpresa quando dalle scuole di Trieste abbiamo ricevuto l’invito a partecipare con la nostra canzone al flashmob per la giornata dell’ambiente. La ballata dell’orto si è messa di nuovo in viaggio.

Ecco il programma della giornata, dove troverete gli mp3 della canzone, con sola musica e con testo. Ecco il video in cui una simpatica maestra insegna l’animazione!

Nella pagina facebook Trieste ama l’ambiente  alla data 5 giugno 2015 trovate uno spezzone del concerto live di Stefano insieme ai bambini delle scuole! E il giorno prima sono stata intervistata da Radio Rai Friuli Venezia Giulia, peccato che per un disguido tecnico non ci sia la registrazione audio… ma se trovo il tempo posso farne una trascrizione sui miei appunti (eccola qui).

Una notizia da prima pagina:

Stefano si potrebbe dire che nasce come musicista di strada, suonare in piazza per lui è stato un grande piacere e un grande onore. Non avrei mai immaginato che la Ballata dell’orto sarebbe uscita dalle scuole per andarsene a spasso per il mondo, che bello!

Indubbiamente a Trieste, così come nel resto d’Italia, ci sono problemi ambientali molto gravi, come la ferriera. Questo non vuol dire che non si debba fare in qualche modo educazione ambientale almeno nelle scuole. E i cittadini adulti sono invitati ad occuparsi delle situazioni di emergenza con iniziative concrete e non cogliendo l’occasione delle iniziative scolastiche per fare polemica fine a se stessa, magari dal salotto di casa in Facebook.

Non sono potuta andare a Trieste per varie ragioni, fra cui quella di avere un gatto in casa, di nome Rodni, che ha bisogno di qualcuno sempre vicino. Il nome del nostro micetto è proprio ispirato al nome di Gianni Rodari, dato che è arrivato da noi cucciolo sperduto una mattina e noi che avevamo già in casa allora Cirino pensavamo si trattasse di un’adozione temporanea alla ricerca di una nuova casa per lui. In quei giorni Stefano aveva salvato in modo rocambolesco il nostro Cirino che era rimasto intrappolato su una terrazza dei vicini e dato che questi erano assenti con una scala di fortuna, una scala di legno per le olive con cui arriviamo a un lucernario, Stefano è riuscito ad acchiappare per la collottola il nostro incauto felino che era intrappolato là da un giorno (c’era una rete e quindi non riusciva ad uscire). Ma la scala non era abbastanza lunga e Stefano ha davvero rischiato di rompersi l’osso del collo, era notte e ha cominciato anche a piovere. Alla fine comunque Stefano è riuscito, ha gettato giù Cirino che con un balzo è schizzato via e io dietro a lui, lasciandomi alle spalle Stefano a penzolare nel vuoto… La storia ci ha ricordato quella della morte del padre di Gianni Rodari, che per salvare un micetto in una giornata di pioggia, rimasto intrappolato in un tombino, tornò a casa tutto zuppo e si mise ad asciugarsi al camino. Prese la polmonite e purtroppo morì, per questo piccolo atto di eroismo. Quindi era scritto che il gattino arrivato in concomitanza con questo eroico salvataggio avrebbe dovuto ricordare quello di Rodari e suo papà. Stefano per fortuna ha passato la prova indenne, a parte lo spavento!

Nel frattempo, nonostante gli annunci messi anche alla Biblioteca Rodari a Roma, nessuno si è offerto di adottarlo, e pian piano ci siamo affezionati. Così il nome lo abbiamo scelto insieme al nostro amico poeta Jim Koller, che purtroppo da qualche mese non è più con noi. Io volevo chiamarlo Johnny Rod, una maccheronica traduzione del nome dello scrittore, e lui trovandolo evidentemente cacofonico mi ha detto: perché non lo chiami Rodney? E io ok, ma lo scriveremo Rodni, in omaggio a Gianni! Quindi Rodni ha avuto ben due poeti al suo battesimo, e nel tempo si è rivelato una creatura di rara intelligenza ed espressività comunicativa, oltre che un bel birbone. Tuttavia molto solitario e indipendente.

Per me e Stefano l’incontro con Rodari è stato destinico, sotto tutti i punti di vista.

Girando in rete ho notato che molte ricette vengono definite “sbagliate”, ma se andate a leggerle dell’ispirazione a Rodari non c’è traccia. E’ diventato un copia copia in cui si sono perse le tracce della fonte originaria… Meno male che Cucina ecozoica riesce a conservare la memoria di uno dei più grandi scrittori italiani, che nel web si è sciolta in una grande amnesia priva di senso, nell’incomprensibile proliferare di piatti chissà come sbagliati. Infatti perché questi piatti si chiamano così? Il massimo è una tipa che parla di insalata di riso sbagliata. L’errore quale sarebbe? Fagioli bianchi al posto del mais… Ma quando mai un’insalata di riso può essere sbagliata? Solo forse se vi dimenticate di metterci il riso (vedrete che presto la pubblicheranno!).

L’errore per essere rodariano, cioè creativo, deve avere un senso e far nascere qualcosa di veramente nuovo e bello. Altrimenti è un errore e basta.

Cucina ecozoica come da suo sottotitolo: “Cibo, parole, colori, suoni ed estri creativi biodiversi per nutrire la crescita di un nuovo mondo ecopacifista al ritmo delle stagioni”… da sempre lega cibo, letteratura, cronaca, scienza, arte in un olistico pasticcio! E ha disseminato le sue verdi ispirazioni in tutto il web mangereccio italiano e un po’ anche all’estero.

La cucina fantastica del futuro per ora la trovate solo qui. Grazie Gianni!

 

ago 29, 2015

Inserita da | 14 Commenti

  1. Cono dice:

    deliziosamente fantastico – w i confusi

    • MaVi dice:

      Abbraccio oval-confusionario
      ;)

  2. Stefano Panzarasa dice:

    Bellissimo post, anche Gianni Rodari sarà molto contento…

    • MaVi dice:

      Lo spero! non so se avrebbe apprezzato Internet…
      ;)

  3. Stefano Panzarasa dice:

    E poi dovrò trovare la bravissima e simpaticissima maestra che anima la nostra canzone, La Ballata dell’Orto!!!

    • MaVi dice:

      certo, è una forza della natura, una maestra ecozoica!
      ;)

  4. giovanna dice:

    Bravissima come sempre ;-)

    • MaVi dice:

      Tante insalate sbagliate alle spalle…
      ;)

  5. Stefano Panzarasa dice:

    Ciao MaVI, un caro saluto da tutto il mondo…!
    Stefano
    Bilgesu (Turchia)
    So min (Korea)
    BEGÜM (Turchia)
    Wang Yi Chun (Taiwan)
    Julia (Scotland)
    Ane (Spagna)
    Fabrizio (Italia)
    Ed è proprio così visto che loro che firmano sono i bravissimi volontari del Campo Internazionale di Volontariato per la cura del Parco dei Monti Lucretili.

    • MaVi dice:

      Thank you everybody, Stefano keeps me informed about what’s going on! Hope to see you on Sunday!
      Oval hugs
      xxxxxx
      ;)

  6. giovanna dice:

    bravissimi come sempre…bellissimo il flash mob :-)

    • MaVi dice:

      e sì hai ragione a ricordare anche Stefano!
      Finalmente la scuola all’aperto, tutti entusiasti.
      ;)

  7. Junko dice:

    Ciao, finalmente insieme a una carissima mammamica ho potuto fare anch’io l’esperienza di fare un laboratorio coi bimbi per portargli un messaggio di ri-apertura mentale tramite i sensi olfattivi e gustativi, con semplicità. Ero terrorizzata ma, come si vede anche nelle vostre foto, il sorriso sui nostri visi è apparso, vedendo i loro occhi incuriositi e la voglia di fare, di conoscere, e il terrore di essere giudicate è sparito. A loro, prima di tutto, bisogna raccontare tramite i mezzi ecopacifisti….la parola, la musica, i flash mob, laboratori, per l’ecopacifismo. Noi ci siamo con voi!Bravi!

    • MaVi dice:

      Stefano che fa educazione ambientale nelle scuole ormai da anni dice che trova molta più consapevolezza nei bimbi e nelle bimbe, che in tanti adulti che frequenta.
      Per esempio sul parco e sulla natura, chiedono che tutto resti com’è.
      Sono contenta che l’esperimento sia andato bene, sarà senz’altro da ripetere, anche noi siamo con voi!
      ;)

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