giu 29, 2012

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Guanciale sogni d’oro

Guanciale sogni d’oro

Finalmente ho messo a punto il “guanciale  vegan”, l’elemento ecozoico decisivo per la mia Amatriciana ecozoica (here English version)!

Finora nel soffritto (qui ci vuole, eccezionalmente!) ho usato una vegpancetta di seitan affumicato (in una pentola o padella vecchia fiammeggio alloro e rosmarino poggiandovi sopra il cestello del vapore, su cui posiziono il seitan da affumicare a coperchio chiuso)… ma non mi piace usare troppo glutine, e in un piatto a base di pasta naturalmente glutinosa è veramente un’assurdità associare un condimento glutinoso concentrato!!! A  me piace molto l’idea di scrudelire i piatti tipici, per il discorso che anche la memoria ha diritto al suo nutrimento solo a patto che non sia versata una goccia di sangue delle creature nostre compagne di viaggio su questo pianeta (ne parlo nei Cotechini sorridenti)! Ma mi piace anche portare nel piatto un alimento sano (o tendente al sano…) che si curi dell’animaletto che c’è in noi! e che non vada troppo lontano dai prodotti normalmente trovabili al mercato (o quasi)!

Mi è venuta in aiuto una ricetta trovata in rete nel blog “No meat athlete”, Finally Perfect Vegan Bacon you can make at home, che ho adattato alla mia dispensa… e travestito un po’ a modo mio, tanto per fare la solita presentazione teatrale. Questa fase di puro divertimento ludico può essere saltata da chi pragmaticamente vuole solo gustarsi un buon piatto di amatriciana ecozoica!

La ricetta è stata messa a punto questo inverno e preparata per la pubblicazione ad aprile scorso… ma poi è rimasta in bozze finora… Questo per spiegare l’uso del forno: ho cucinato in un’altra stagione! E comunque si tratta di una cottura breve di dieci minuti! Va detto comunque che la cucina ecozoica non esclude a priori il forno estivo, dipende dalle circostanze. Nella mia casa che con le sue belle mura seicentesche mi conserva così bene il calore prodotto all’interno… è meglio evitare. O perlomeno meglio aspettare qualche serata di frescura o qualche temporale per gustarsi una bella parmigiana al forno, che certamente non mi faccio scappare ogni estate! Oppure il forno lo accendo se mi sposto a quote più alte (diverse estati ho trascorso lunghi periodi a Capracotta a 1400 m, dove il forno si poteva accendere tranquillamente anche ad agosto!) o in luoghi che hanno forni esterni in giardino (come il barbecue al campeggio di Capalbio!). Ovviamente chi ha una casa ben aerata e ha un bel giardino o un bel balcone o terrazzo dove rifugiarsi mentre il forno agisce, capisco che possa più spesso concedersi i piaceri del forno! Tuttavia la ricerca di alternative come al solito porta a nuove scoperte (vedi Il piccolo popolo delle cucuzze). E ovviamente il forno più ecozoico sarebbe quello solare! Quello più da evitare, il microonde.

Ma ora torniamo alla nostra pancetta ecozoica!

Ingredienti

Mezza tazza di azuki rossi (per smaltire un vecchio sacchetto in scadenza, ma al prossimo giro fagioli rossi made in Italy! il processo di ecoicizzazione della dispensa è in corso!)
Mezza tazza di grano saraceno (in chicchi)
Un cucchiaino di polvere di cipolla
Un cucchiaino di merken (al posto di hickory liquid smoker, anche il merken  non si trova facilmente, potete sostituire con qualunque altra cosa in grado di dare una nota di affumicato, male che va affumicate voi un pezzetto di carota o quello che vi piace)
Quattro cucchiaini di lievito alimentare
Un cucchiaino di paprika forte (al posto di paprika affumicata, questa si trova ma io non ce l’avevo)
Un cucchiaino di salsa di soya (al posto di Braggs liquid aminos, sostituzione già indicata dall’autrice della ricetta – a dire la verità ecozoicamente si può anche omettere, al limite sostituire con un cucchiaino di senape)
Mezzo cucchiaino di sale (la ricetta lo indica kosher)
Due cucchiaini di concentrato di pomodoro
Un cucchiaino di olio evo bio (la ricetta lo vuole di cocco, ma non è molto ecozoico)
Due cucchiaini di succo d’agave (al posto dello sciroppo d’acero, per me troppo caro e prodotto troppo lontano)

Procedimento

Non vi fate scoraggiare dalla lunga sfilza di ingredienti… è una ricetta facilissima e vi consente di produrre una ventina di piccole tavolette di ‘guanciale sogni d’oro’ (così diventa in traduzione ecozoica), che potete surgelare e avere pronte in diverse occasioni! Ovviamente potete anche consumarlo tutto subito, semplicemente friggendolo o gratinandolo in forno, per piatti di stile più anglosassone!

Il giorno prima mettete in ammollo i fagioli, e poche ore prima della preparazione anche il grano saraceno. Cambiate ogni tanto l’acqua.
Si comincia scolando legumi e cereali e ponendoli nell’alto bicchierone del mixer, aggiungendo tutti gli altri ingredienti del listone sopra. Bisogna fare un purè tipo hummus. Già durante la preparazione si sprigiona un buon odorino…

Preparate una teglia con un foglio di carta forno inumidita e spianateci bene sopra la pappa di azuki e grano saraceno. Aiutatevi anche con un altro foglio di carta forno se preferite, cercando di appiattire il più possibile. Ogni volta mi arrangio nei modi più diversi, senza usare il secondo foglio di carta forno, stavolta con il coperchietto di una formina per vegburger, che ancora non ho collaudato!

Cuocere in forno dieci minuti a 180°. Togliere dal forno e far raffreddare altri dieci minuti e poi fare 24 strisce usando una spatola… così suggerisce la ricetta, ma io di solito taglio i pezzi come mi pare…

E poi si può friggere come ho fatto per un’amatriciana veg cucinata per miei amici anglo-italo-canadesi (entusiasti!), oppure impacchettare e surgelare.

Per avere un prodotto da sostituire al guanciale crudele, l’ingrediente richiesto dalla Amatriciana, nella sua versione con la a iniziale, di cui si vanta l’omonimo paesino laziale, ho pensato di produrre qualcosa di bianco che potesse richiamare l’idea dei generosi strati di grasso… cioè proprio la parte crudele che a me da onnivora ha sempre fatto ribrezzo e che mi sono sempre rifiutata di mangiare! Infatti non ho mai usato pancetta o guanciale per cucinare, e andando fuori l’ho sempre lasciata nel piatto, se non potevo evitarla! Mi ricorderò sempre del disgusto che ho provato in Svizzera quando un cugino dell’amica che allora mi aveva invitato e mi ospitava mi aveva fatto assaggiare in un ristorantino il piatto locale: il kapuns, begli involtini verdi che sono andata ad addentare e il cui contenuto mi ha raggelato, mi sembrava puro grasso… ho lasciato tutto lì nel piatto! Che orrore!
Ora invece l’idea di creare una materia grassa finta mi diverte…

FINTO GRASSO VEGAN

Frullare una manciata di mandorle spelate, mettere su un pentolino d’acqua (100 g circa) con un cucchiaino di agar agar. Aggiungere un po’ di tahin alle mandorle e dopo due minuti che l’agar ha bollito miscelare le mandorle e versare in un recipiente largo in modo che prenda una forma piatta analoga a quella del composto di azuki-grano saraceno. Lasciare a temperatura ambiente e dopo un’oretta lo strato di grasso posticcio è pronto!

 

Ed ecco la fase per me più divertente: cerco di assemblare un qualcosa che abbia una vaga rassomiglianza con il prodotto crudele, ci spruzzo anche dello pseudopepe (che di solito non uso, sostituisco con basilico secco), qualche foto e poi in tavola!

Stavolta ho anche la vera padella di ferro richiesta dalla ricetta tipica. Non manca proprio nulla!

Insieme a me festeggiano la scrofetta con i suoi tre porcellini! Nell’era ecozoica il guanciale crudele diventerà guanciale sogni d’oro, perché tutti gli umani che lo mangeranno andranno a dormire satolli, beati e contenti con la coscienza tranquilla (e lo stomaco a posto) e altrettanto potranno fare i pochi animali da cortile che rimarranno come animali da compagnia onorati e riveriti, e avranno piccole casette e giardini come noi! Un pensiero alle brave persone che oggi si sforzano di tramutare questo sogno in realtà, come i volontari di Ippoasi ora in grande difficoltà: linko questo appello da Cescaqb.

Ed ecco la fine della fotostoria dell’ Amatriciana ecozoica, versione quasi definitiva!

Ecco il guanciale sogni d’oro fritto e ritirato dalla padella, dove mettiamo a cuocere la conserva di casa a pezzetti. Quando il sugo è ben riscaldato (tanto la conserva è già pomodoro cotto, inutile fare estenuanti cotture) aggiungiamo il guanciale sogni d’oro già soffritto e facciamo insaporire un paio di minuti. 

E’ già molto appetitoso!

Possiamo spanderlo sulla pasta! Stavolta ho fatto gli spaghetti alla chitarra della Garofalo, altrimenti consiglio sempre un bello spaghettone o trenetta del Senatore Cappelli! Ma sono sempre pronta a provare nuove paste d’eccellenza! L’importante è che siano spaghetti per potersi avvicinare al modello di Amatriciana doc! E soprattutto niente aglio e  niente cipolla nel soffritto, solo peperoncino!

Mescolate generosamente qualche bella cucchiaiata di pecorino-alberino, e poi silenzio… si mangia!

Questa notte ci faremo una bella dormita grazie a questo guanciale sogni d’oro che digeriremo splendidamente, con la nostra coscienza beata… e altrettanto bene dormiranno i maialetti scampati alla loro dura sorte!

Stavolta un link non musicale ma verbale, l’intervista a Gloria di Ippoasi a cura di Veggiechannel.

E per finire: dato che parliamo di pasta… è arrivato il pacco premio della Bio Romagnola!

I dettagli qui: Jacculi (o maccheroni a fezze) al pesto sabinese e al ramoraccio.

Grazie di nuovo a Felicia che ha organizzato il contest e alla signora Fabbri, titolare della Romagnola Bio. Prometto un post dopo l’assaggio!

giu 29, 2012

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  1. lacucinadellacapra dice:

    fantastico questo guanciale buono! e stupendi anche i 3 porcellini con la mamma! :D

    • MaVi dice:

      oink oink! (traduzione: grazie!)
      ;)

      • Mauro dice:

        Bhé, giá solo leggere la ricetta é un piacere con tutta la sua simpatica introduzione e con le simpatiche foto dei porcellini-peluches.

        Chissá a prepararla, cucinarla e finalmente mangiarla, che delizia per il palato.

        In gelateria, pasticceria e credo in tutta la gastronomia si utilizza la farina di semi di guar come addensante, magari potrebbe esserti utile in qualche ricetta ?
        Hai tempo e voglia di documentarti sulla solo salubritá, che dovrebbe essere piu´ che certificata ?

        Mauro

        • MaVi dice:

          Sono contenta che le mie ricettine-storielle ti piacciano! La matriciana è una delle veganizzazioni di cui sono più soddisfatta!
          Sì, sto pensando di voler provare questa farina di semi di guar usata soprattutto per dolci e gelati (heheeh), ma in giro non l’ho mai trovata, e in internet dove sicuramente si trova non compro mai nulla!
          magari farò un’eccezione alla regola.
          Questo addensante viene usato tradizionalmente fra India e Pakistan, quindi di per sé sembra buono per il consumo umano, ma mi documenterò meglio! ovviamente i problemi di salubrità derivano dal trattamento industriale, ma questi riguardano un po’ tutti gli alimenti che acquistiamo confezionati…
          potrei correre il rischio per una volta!
          abbraccio ovale
          ;)

  2. felicia dice:

    Non ho dubbi… è sicuramente gustoso!!!!! Io non ho mai amato l’amtriciana, non penso di averla mai mangiata, forse per questo non sento la necessità di riproporre questi ingredienti, ma questa versione, sopratutto la versione fagioli con saraceno mi piace tantissimo, si presta a svariati usi…… è una base molto versatile!!! Complimenti, come sempre i tuoi post sono ricchi di dettagli e suggerimenti, mi piace leggere le tue considerazioni…. un bacione :-)

    • MaVi dice:

      Sì, a te che sei un estimatrice del grano saraceno piacerebbe senz’altro!
      ti sembrerà strano, ma anch’io da onnivora credo di non aver mai mangiato un’amatriciana, tutto quello che conteneva carne di maiale mi ha sempre ispirato disgusto, più degli altri tipi di carne…
      da vegan invece mi piace dimostrare che noi non rinunciamo a tutte le possibilità di gusto della tradizione (rivedute e scrudelite), e sto scoprendo un divertente terreno di sperimentazione!
      Sicuramente il guanciale di saraceno si presta ad altre interessanti varianti!
      contenta di non annoiarti con le mia mania delle digressioni!
      abbraccio ovale
      ;)

  3. Marta NewHorizons dice:

    Sei sempre geniale nel sostituire gli ingredienti crudeli nei piatti-icona della cucina italiana e sembra pure che ti diverta un sacco!
    Brava MaVI, ora non resta che assaggiare! ;)

    • MaVi dice:

      sì sì, mi diverto un sacco! :smile:
      manca poco al tuo rientro, quindi presto potresti anche realizzare questo assaggio, anche se immagino che hai una lunga lista di cose che ti sono mancate da recuperare!
      abbraccio ovale
      ;)

  4. Ale - Golosità Vegane dice:

    Eccolaaaaaaaaaaaa, buonissima la tua versione!!! Brava!
    A dire il vero la foto del “grasso” mi ha fatto venire un’acquolina!!! ^_^
    Evviva i maialini felici, evviva il cibo cruelty free!

    • MaVi dice:

      :lol: grasso felice!
      adesso sì che saprei cosa mettere nei kapuns! e mi farei anche piattini completamente a base di “grasso vegan”!
      ricordati che attendo di conoscere la tua quota zuccherina nello sciroppo dei fiori di sambuco! comunque mò te lo vengo a ricordare anche a casa tua!
      abbraccio ovale
      ;)

  5. cris=mauschen :) dice:

    ohhhhh!!!!
    prima di tutto STU PEN DO!
    (complimentissimi per il meritatissimo premio in veste per giunta di pappa) !!! :-)
    beh…questo piatto essendo senza aglio (che mi da’ quasi una reazione allergica) potrei assaggiarlo pure io, lasciando ben volentieri per una volta spazio a qualche assaggio di cotto, di fronte a cotanta eccellenza!!!
    La sorte dei nostri fratelli suini mi tormenta moltissimo. Qua in Svizzera gli allevamenti dei maiali sono davvero tanti e vicini alle abitazioni. Si levano notte e giorno grida e continui lamenti. E’ davvero straziante.
    Ogni giorno prego in cuor mio che questa umanità trovi la propria strada e abbandoni la sopraffazione del piu’ debole, che va protetto e non brutalizzato e considerato un oggetto di nostra proprietà.

    Se tu mi cucinassi la tua eccezionale matriciana, la gusterei a fine pasto con te, Stefano e Rodni, aspettando l’avvento di un mondo migliore con meno maiali, tenuti come amici e non come schiavi meritevoli di una vita orribile e di una morte ingusta.

    Mille volte mille complimenti carissima Fatina, porta avanti il tuo ottimo lavoro, la tua pancetta ecozoica è davvero un simbolo di speranza!!!

    • MaVi dice:

      grazie Cris, il premio-pappa è veramente ecozoico! :lol:
      Non mi ricordavo della tua allergia all’aglio, dovrò stare attenta quando mi verrai a trovare, controllami passo passo perché a me l’aglio in cucina mi scivola dalle mani!!! :lol:
      La sorte suina e in generale quella degli animali prigionieri per diventare cibo umano è il lato più oscuro della nostra storia umana… anche perché dura da migliaia di anni in un silenzio imbarazzante rotto solo da pochi illuminati, da Pitagora a Leonardo ad Einstein eccetera… insomma, qualche genio immune dai condizionamenti!
      Qui dove vivo per fortuna non c’è molto allevamento intensivo, più che altro allevatori a conduzione familiare e isolati in campagna, per cui non saltano all’occhio come da te, ma purtroppo ci sono…
      sono annichilita al pensiero di te che soffri insieme a loro…
      Speriamo allora che presto si moltiplichino le Ippoasi, di cui parlo qui nel post. Con tanti maialetti liberi da conoscere ed amare, soprattutto per la gioia dei bambini umani, che troveranno creature miti e dotate di personalità spiccata e non le solite bestiole scontrose e disperate, oppure ebeti, a cui siamo abituati…
      Io per il momento attendo il tuo avvento qui, che sarà degnamente celebrato con una matriciana ecozoica, come trasgressione cottista, ma poi ci faremo una bella scorpacciata di cibo vivo, frutta e crudezze vegetali di stagione!
      abbraccio speranzosamente ovale
      ;)

  6. Note di cucina dice:

    Finalmente un po’ di tempo per commentare tutte le ultime delizie di questo blog! L’amatriciana vegan è veramente geniale… Ci hai lasciati di stucco (come al solito :-) ). Come dici tu, non sembra particolarmente complessa, una volta superata la paura del lungo elenco di ingredienti. Bello anche il video! Anche noi sosteniamo Ippoasi con il nostro gruppo d’acquisto. E’ davvero una realtà unica nel suo genere.

    • MaVi dice:

      Eh eh, se con certi piatti ci insisto (sarà la quarta o quinta volta che pubblico l’amatriciana ecozoica, uscita in questo e altri siti e anche in edizione inglese, pubblicata dal bollettino del sito di studi ecozoici americano) ci sarà un motivo… a voi scoprirlo!
      Sono contenta di sapere che siete sostenitori di Ippoasi! che altro aspettarsi da voi: levitazioni sulla spiaggia? :lol:
      ;)

  7. emilio anselmi dice:

    bè si tratta di qualcosa di veramente eccezionale almeno per le immagini ho ancora l’acquolina in bocca!!!!
    sui testi non ho di che commentare… per ignoranza nel campo culinario. cmq sei grande un bacio emilio

    • MaVi dice:

      Se le immagini fanno questo effetto sono contenta!
      non c’è bisogno di commentare anche il testo… capisco che il messaggio è passato!
      abbraccio ovale
      ;)

  8. Stefano Panzarasa dice:

    Complimenti!
    Il Popolo dei Maiali ringrazia vivamente…

    • MaVi dice:

      vivamente oink!
      ;)

  9. CescaQB dice:

    Oddio sono troppo in ritardo su qyesto post. Ritardio con tutto, con i vs aggiornamenti, con le bollette e con le ore di sonno, troppe cose da recuperare ragazzi. Ma con un po’ di pazienza ripiglio tutto eh.
    Fortuna che anche se in ritardo ho trovato questo guanciale scortato da una famigliola di maiolini felici!
    W i ragazzi di Ippoasi!
    Sei troppo avant*guarde, ma come fai a studiarti certe cose?!?!
    MaVi il merken lo devo assolutamente provare! L’hai preso in un negozio o on-line dall’estero? Dici che a berlino lo potrei trovare? Qua da noi non credo proprio eh …
    Sono troppo curiosa di testarlo, anche se non saprei bene dove … vedi mo’ che sforno un pan di spagna affumicato :D

    • MaVi dice:

      beh dimmelo a me che riesco a pubblicare una volta ogni 15 giorni se va bene!!! come ti capisco! take it easy!
      eh sì, viva i maialini felici e viva Ippoasi! dieci, cento, mille Ippoasi!
      Ste cose avant*guarde :lol: purtroppo mi vengono spontanee… ve le beccate così…
      Il merken me lo aveva portato Stefano da Terra Madre… si può provare a chiedere in qualche gastronomia internazionale ben fornita come a Roma Castroni… io ne ho un’ultima inticchia che custodisco gelosamente fino a che non ne trovo un altro pacchettino!!! altrimenti bisogna chiedere ad amici che vanno in vacanza in Sudamerica!
      dai, spero di vedere presto il tuo pan di spagna affumicato (mi sa che anche tu sei un po’ avant*guarde però… :smile: )
      abbraccio ovale
      ;)

  10. Cristina dice:

    quei porcellini sono una meraviglia!!! :)

    anche io ho giusto giusto degli azuki da consumare (e da non ricomprare) e che non so come smaltire e quindi approfitterò di questa tua ricetta non per fare il guanciale (che dall’aspetto sembra proprio appetitoso) ma altre robe con azuki e grano saraceno ;)

    • MaVi dice:

      è vero, sono troppo carucci i porcellini rosa! :smile:

      sì certo, con la combinazione azuki (o fagiolo rosso) e grano saraceno si può inventare un sacco di piatti! da zuppe a torte, tortini, burger, polpette, c’è l’imbarazzo della scelta! A me serviva la sostituzione ecozoica al seitan per la matriciana veg, e ne sono rimasta più che soddisfatta!

      ;)

  11. virginia dice:

    sei da guinnes dei primati. sono entusiasta ed orgogliosissima di te. bravissima. con lode(come le lauree)

    • MaVi dice:

      Se per primati intendi bonobo & co. ok! sono d’accordo! :lol:
      chi si loda si imbroda… ora corro gravi rischi!!!
      ;)

  12. felicia dice:

    Bentornata…….. un augurio a Stefano :-)

    • MaVi dice:

      Eh già, riemergo da quasi una settimana di black-out! e nel frattempo Stefano ha avuto un brutto incidente, ma per fortuna il sito è riemerso e Stefano l’ha scampata bella!
      grazie, sei sempre di una gentilezza incomparabile!
      abbraccio ovale
      ;)

  13. annaperenna dice:

    Per questa ricetta fra gli altri ingredienti ci vuole anche una buona dose di…anticonformismo: pensate, proporre un’amatriciana senza pancetta nella regione romana è proprio come proporre di fare a meno dello Speck qui in Tirolo! Del resto, posso assicurare che non mangiare il maiale è facile: io ci riesco benissimo da vari decenni. Non sono mica cannibale!…:-))
    C’è stato un tempo in cui gli appellativi “maiale” e “scrofa” e “porca” non avevano il valore di insulto che hanno oggi, nel nostro parlare. Lo troviamo nella tradizione. Quando arriva Capodanno, le persone si scambiano cioccolatini e dolcetti a forma di porcello, anzi, di maiala, in genere con un bel fiocco rosso. Vengono considerati portafortuna, ma il vero significato è un augurio di prosperità. “Possa la prosperità simboleggiata da questa…..(vocabolo censurato)……benedire la tua famiglia / casa / persona”: questo è l’augurio che si porge. Il vocabolo censurato è “troia”, che significava e significa tuttora “maiale femmina che ha figliato”. Come sappiamo, ha assunto oggi il valore di un terribile insulto a sfondo sessuale. Ma com’è potuto accadere che il nome di un animale simbolo di fortuna e di prosperità, cioè di felicità, diventasse un terribile insulto? E perché a sfondo sessuale? Per arrivare a questo, c’è stato bisogno di un capovolgimento. Un imponente capovolgimento. Un mettere il mondo davvero a testa in giù.

    Eh sì, perché laddove un tempo nella maiala le nostre bis-bis-bis-bis-avole e antenati vedevano una benedizione e una concreta presenza della Dea Madre, con i suoi doni di piacere, di gioia e di felicità, oltreché di salvezza, da un certo punto in poi ha cominciato a essere considerata qualcosa di sporco, di spregevole. C’è qualcosa di sacro nella femmina del maiale, qualcosa di speciale e benedetto, che con una antica parola è detto truia.
    Questa parola viene dalla lingua degli etruschi (secondo G. Semerano 2003), e il nome truia, poi troia, in etrusco vuol dire “labirinto”, spirale. Ma perché labirinto? Perché era la rappresentazione stilizzata delle interiora della scrofa – cioè appunto la troia, la maiala madre. (Sempre secondo G. Semerano).
    Il labirinto, come anche la spirale, era il grembo, il “seno cosmico, simbolo dei cicli riproduttivi”, “e perciò, a un tempo, simbolo dei cosmi, del mondo, della vita individuale, “the womb or intestines of the Mother!” (“il grembo o gli intestini della Madre!”).” (Da: Jill Purce, La spirale mistica, 1974).
    Ecco perché dico che ci vuole una certa dose di anticonformismo…scoprire qualcosa di Sacro nella porcella!

    E ora guardando anche alla ricetta degli jacculi, o maccheroni a fezze, mi pare di vedere una certa presenza di spirali e forme labirintiche e matasse anche lì… quante benedizioni in queste ricette!

    • MaVi dice:

      Prendo nota di tutti i tuoi spunti, mi incanta la tua esegesi maialina!
      Certo è un’eresia una matriciana senza pancetta nella zona romana e senza guanciale nella zona di Amatrice! Ma come tu mi stai facendo capire, sono eresie dietro cui si nascondono altri tipi di sacralità perduta, che ci vedevano più vicine a madre natura, come ci piace nella cucina ecozoica.
      Il nesso truia-labirinto è proprio strabiliante, non finisco mai di stupirmi di quanti messaggi l’antichità riesca ad inviarci anche dopo il cancellamento delle culture che li hanno originati!
      La verità è la forza della natura, non può fare a meno di manifestarsi!!! e non può mai a lungo essere celata!
      evviva la labirintica truia! vai a vedere anche la ricetta della Matriciana ecozoica precedente versione qui linkata, fra i commenti c’è una discussione su tradizione-trasgressione che potrebbe interessarti. E ovviamente ti invito a leggere anche i cotechini sorridenti, anch’essi qui linkati!
      abbraccio ovale e labirintico!
      ;)

  14. Stefano Panzarasa dice:

    Annaperenna, ottimo commento, certo che dall’etimologia delle parole si può capire tantissimo…
    Starhawk nel bellisimo romanzo “La quinta cosa sacra”, (lo conosci?) racconta che nella bandiera della popolazione ecopacifsta protagonista della storia, c’era il disegno di una doppia spirale… Magari anche buono per rappresentare l’Era ecozoica…

    • annaperenna dice:

      Starhawk…sì che ho letto alcuni suoi scritti…..senti cosa scrive Claudia von Werlhof, che ha scritto un libro per me importante:

      … Ora vorrei fare riferimento alla “nuova strega” statunitense Starhawk, famosa per la sua “spiritualità politica”. Lei ha preso come base il pentagramma, questo antichissimo simbolo della stella a cinque punte, per descrivere ciò che intende per spiritualità. Mi baso ora sul suo pentagramma della spiritualità per parlare della natura selvaggia: sulla punta in alto c’è l’amore. L’amore è il centro e, secondo la figura, la testa della natura selvaggia. Poi viene il braccio destro, la forza, il sinistro, la saggezza. La gamba sinistra è la conoscenza e la sinistra è la legge della natura selvaggia.
      La natura selvaggia sarebbe dunque prima di tutto un’espressione d’amore, dove “amore” è ciò che tutto attraversa e che tutto connette, cioè l’ “anima del mondo”. Inoltre la natura selvaggia è forza, forza di agire, e ha a che fare con conoscenza e saggezza, che sono tutte connesse tra loro come suoi diversi lati o aspetti. Questa sarebbe anche una buona spiegazione del termine “magia” (“Magie”): da “magan”, che vuol dire desiderare / potere (mögen), potere / sapere (können), essere in grado di fare (vermögen). La natura selvaggia è “magica”, un sentire desiderante, amante, un pensiero che conosce e riconosce e un agire pieno di forza che proviene dalla sapienza dell’”interconnessione di tutte le cose” e vi ritorna- Ed è appunto in questo modo magico che la possiamo incontrare … .
      (…)
      Ciò che qui si rende chiaro, è che la nostra vita sulla Terra oggi ha bisogno di un nuovo tipo di amore, forza, conoscenza, saggezza e legge nel senso di un ordine, che però in nessun caso possono essere quelli che provengono dallo “spirito” della civiltà attuale, ma devono venire da quello della natura selvaggia. Solo così potremo edificare una nuova civiltà. Ciò diventerà ben presto necessario, anzi, lo è già da un bel po’ di tempo.

      (La traduzione è mia)

      Ciao, e grazie per la tua musica, piena di Magan!

      • MaVi dice:

        Resto nuovamente affascinata dal dialogo fra te e Stefano!
        C’è solo un piccolo refuso, la gamba sinistra per la conoscenza e di nuovo la sinistra per la legge della natura selvaggia? e la destra???

        Interessante questa proposta etimologica per “magia”… questo genere mi piace! per il resto sono allergica a esoterismi e new age varie! sono una persona con i piedi ben per terra!
        e tutto quello che dici (o meglio traduci) a Stefano suona ecozoico alle nostre orecchie.
        Resto sintonizzata in un ascolto ovale del tuo affascinante canale!
        ;)

        • annaperenna dice:

          Sono d’accordo con te che sia preferibile stare con i piedi ben piantati per terra: la magia di cui parliamo qui è la magia della musica che ci delizia, la magia delle gocce di rugiada che scintillano sull’erba, la magia che accende l’incontro fra due persone che si sentono in amore… .
          Ce la può raccontare la poesia:

          “Il pino mugo
          perde il polline
          in montagna.
          Guarda!
          sembra una magia!”

          Grazie per avermi segnalato la svista nel testo, che va così corretta:
          “La gamba sinistra è la conoscenza e la destra è la legge della natura selvaggia”.
          Già che ci sono, vorrei anche aggiungere che la parola usata qui dall’autrice del testo è Wildnis, e vuol dire sia “natura selvaggia” che anche “natura selvatica”. L’aggettivo tedesco wild si traduce sia con “selvaggio” che con “selvatico”. Si consiglia di fare la prova :-)

          (Se volete sapere cosa dice la Legge della Natura Selvatica, posso inviarvi il testo tratto dalla stessa fonte).

          • MaVi dice:

            Di chi è questa splendida poesia?

            grazie per la precisazione, se la Legge della Natura Selvatica non è un testo lungo inviacelo pure qui!

            ci sarebbe da meditare a lungo sulla compresenza di selvatico-selvaggio in tedesco ma anche in inglese! e sul suo sdoppiamento in italiano!

            abbraccio oval-pollinesco

            ;)

            • annaperenna dice:

              Sono contenta che la poesia ti piaccia…e poi: detto da te, è un super-elogio! Sì…è mia. Perciò non ho messo la fonte. È mia, di tantissimi anni fa. Quando l’alta montagna (il pino mugo vive lassù) era ancora davvero selvaggia e io ero selvatica più o meno come adesso :-)

              Si incontravano le Saligen lassù, una volta, le donne gentili e misteriose che aiutavano il contadino a fare il fieno e a fare il pane, ma guai se chiedevi da dove venivano o se le seguivi per vedere dove andavano a dormire…sparivano per sempre ! Erano esseri fatati.
              Ma questa è un’altra storia.
              Ciao !

              • MaVi dice:

                La poesia mi piace, e mi fa venire voglia di conoscerne altre… ma ne riparliamo in privato, perché vorrei proporti una piccola collaborazione extra cucina ecozoica!
                Mi fai sognare con queste Saligen e i paesaggi montani, con questa afa che invece ristagna qui (solo 300 m…). Per fortuna che sopporto bene il caldo anche se non lo amo alla follia!
                abbraccio ovale
                ;)

  15. Stefano Panzarasa dice:

    Il poeta Gary Snyder ha detto che un nuovo tipo di società dovrebbe essere in grado di farsi orientare dalla natura selvatica…
    Ecco dunque per Annaperenna e Mariagrazia (e per chi ne ha voglia…) un’altra canzone piena di “magan”. Infatti il testo (sempre di Gianni Rodari) racconta di una bomba atomica che si è magicamente trasformata in una grande torta di cioccolato… Per la disperazione degli adulti e la gioia invece di tanti bambini e bambine.
    youtube.com/watch?v=PkMX4vcg-qQ

    • MaVi dice:

      grazie del tuo pizzico di “magan” quotidiana!
      ;)

      • annaperenna dice:

        …Allora, a quanto pare, la cucina ecozoica è MAGAN & VEGAN !

    • cris=mauschen :) dice:

      non posso fare a meno di lasciare segno della mia soddisfazione e del mio interesse nel leggere questi commenti interessantissimi sull’adoratissima mamma suina, che fin dalla mia prima infanzia mi ha sempre ispirato un amore immenso…
      I maiali mi ispirano davvero tantissimo rispetto ed affetto.

      Questo mondo ha bisogno di un profondo rinnovamento.

      Essere alla ricerca dei canali che possano partorire questo cambiamento radicale è davvero impresa degna di essere classificata come un labirinto.

      Speriamo di sapere individuare davvero le soluzioni e le strade che ci porteranno a allontanarci dalla situazione attuale.

      Speriamo di produrre cambiamenti radicali che facciano slittare verso un opaco passato i soprusi che dominano il presente.

      Speriamo che la prosperità immateriale dei doni dello spirito ci accompagni nei nostri tentativi, su questo blog e nella vita, perchè il nostro desiderio di vedere nascere un mondo dominato dalle ragioni del cuore abbia la forza della creazione dalla propria parte.

      • MaVi dice:

        bellissima la mamma suina, e la ricerca di canali e soluzioni ecozoiche visualizzata come labirinto, cioè come le viscere della mamma suina!
        Mi unisco a te nella speranza di un mondo che ragiona con il cuore…
        ;)

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