apr 2, 2012

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Farifrittata ai carciofi delle bimbe e dei bimbi-chef

Farifrittata ai carciofi delle bimbe e dei bimbi-chef

Di corsa di corsa vi pubblico questa ricettina, dedicata in particolare alle mamme che ieri hanno partecipato al laboratorio per le bimbe e i bimbi organizzato dal parco dei Monti Lucretili, dal servizio educazione ambientale diretto da Stefano Panzarasa (sì lo stesso Stefano dell’Insalata sbagliata e delle canzoni rodariane!)  presso il mercato del Contadino di Frasso Sabino (purtroppo il contadino oggi è anche allevatore…).

Il laboratorio è animato da Giuseppina, operatrice del parco onnivora che ieri ha accettato la scommessa di presentare accanto a una frittata di carciofi con uova anche una farifrittata di ceci, senza uova! Che non aveva mai assaggiato prima! Dato l’ottimo risultato e il gradimento generale del nuovo piatto, ecco qui la ricetta, banale per gli amici vegblogger che mi seguono, ma una grande novità per la gente presente al laboratorio. Giuseppina è assistita da un’operatrice volontaria, Laura, che gestisce un rifugio per animali abbandonati (il parco faunistico Piano dell’Abatino, visitabile la domenica). E poi di volta in volta altre operatrici del parco danno loro una mano, stavolta c’era Patrizia.

Ingredienti

250 g di farina di ceci bio (abbiamo usato quella di un produttore presente al mercato, Giuseppina Dolci)
acqua quanto basta (regolatevi ad occhio, mettere tanta acqua fino a che non avete una pastella né troppo liquida né troppo farinosa – fino a che non la rifaccio, la misuro e vi dico!)
3-4 carciofi di Ladispoli
1 limone
mentuccia
due spicchi d’aglio
olio evo sabino
sale q.b.

PROCEDIMENTO

Pulire i carciofi togliendo le foglie esterne dure, tagliando la parte superiore per togliere la parte dura e spinosa delle foglie più morbide, sbucciare il gambo dalla parte più coriacea, tagliare a metà, togliere la barba e mettere a mollo in acqua e limone (oppure acqua e farina).
Quando avete sbucciato tutti i carciofi fateli a fettine e metteteli in una padella con un dito d’olio e un paio di dita d’acqua, due spicchi d’aglio e un po’ di mentuccia romana, che ora abbonda nei campi sabini.
Far cuocere e ammorbidire prima a coperchio chiuso e poi se necessario a coperchio aperto per far evaporare il liquido se è troppo.

La pastella va preparata se possibile con un certo anticipo, la cosa migliore è prepararla la sera prima e metterla in frigo, oppure al mattino per il pranzo o la sera.
In una ciotola mettere la farina di ceci, un pizzicone di sale e l’acqua, rimestando bene con un cucchiaio fino a che se ne andranno tutti i grumi. Aggiungete se volete un bel goccio d’olio.
Se andate di fretta potete prepararla anche al momento, il risultato del gusto non cambia, ma sarà meno digeribile.

Mescolate i carciofi alla pastella e preparate una grande padella antiaderente ben oliata. Procedete come al vostro solito con la frittata, avendo cura di farla stare una decina di minuti a coperchio chiuso per far cuocere bene l’interno, poi voltare ed ecco pronta la farifrittata.

Varianti

Potete mescolare farina di ceci e di mais, per renderla più leggera (i legumi sono un alimento molto proteico, non bisogna esagerarne!), in proporzione metà e metà, o a vostro piacimento.

Potete aggiungere un pizzico di curcuma o zafferano per renderla ancora più gialla e frittatosa.

Potete aggiungere erbe aromatiche di vostro gradimento, lievito alimentare in scaglie o pangrattato se la pastella è troppo liquida e avete finito la farina!

Potete cuocerla in forno, su una teglia coperta di cartaforno, a 160-180° per venti-trenta minuti, dipende dal suo spessore. In questo caso spennellatela con olio per non farla seccare troppo.

Se non trovate la farina di ceci, potete usare anche gli avanzi della panificazione (chi fa il pane in casa) insieme a farina di mais. Oppure sperimentate con le farine che riuscite a trovare…

Per finire…

Tanti complimenti ai bimbi chef (tutte le fasi testimoniate dalle foto sono frutto del loro lavoro, esclusa ovviamente la frittura!) che hanno preparato la farifrittata con tanto divertimento e l’hanno poi gradita moltissimo, più della frittata di uova! Perciò care mamme inserite questo piatto nel menu dei vostri piccoli! Ne saranno contenti anche i grandi!

Come si può vedere la farifrittata è andata a ruba, insieme all’ottimo pane appena sfornato, con olio sabino! E’ il cibo ideale da portare a un picnic in questo periodo! 

E’ stata la prima volta che ho mangiato la farifrittata in un’occasione pubblica insieme a tanta gente! Spero proprio che l’usanza si diffonda a macchia d’olio! Da ascoltare con colonna sonora locale: Lo scemo del villaggio dei Ratti della Sabina!

Con carciofi di Ladispoli o altre varietà laziali la ricetta è primaverile, con altre qualità di carciofo potete farla anche in autunno-inverno.

apr 2, 2012

Inserita da | 22 Commenti

  1. Barbara dice:

    pazienza.
    ci vuole pazienza.
    io non ne possiedo molta, e quella che possiedo la utilizzo per Can, Gattaccio e non ultimo…..Maritino….ma soprattutto la riserbo per me stessa….
    per cui non ne uso per i carciofi, e lì ce ne vuole moltissiiiiiiiima!!!!!
    per cui Chapeau :)

    • MaVi dice:

      Certo, per pulire un bel po’ di carciofi di pazienza ce ne vuole (ma i bambini hanno dimostrato che chiunque lo può fare!), ma pulirne un paio per te e il maritino è uno scherzo! dai prima o poi ci scappa un momento più tranquillo, mica si può fare a meno dei carciofi che proteggono il fegato! Se ne dovrebbero mangiare in abbondanza quando ci sono!
      ;)

      • Barbara dice:

        lo so e pensa che mi piacciono moltissimo…solo che……..ok ok ammetto: per i carciofi mi faccio viziare dalla mamma……evabbè dai ogni tanto!!!!!! ^_^

        • MaVi dice:

          ah beh mi pareva assurdo non mangiare i carciofi per pigrizia… ora tutto si spiega! Fatti pure viziare dalla mammina, magari potessi farlo ancora anch’io! a me mi tocca viziarmi da sola!
          abbraccio ovale pasquino
          ;)

          • virginia dice:

            ottima! adesso non lo ho, ma li avro’ in settimana.. mi piace farla aggiungendo al composto in padella un goccino di vino bianco che lascio evaporare.. oppure nel composto legante che spezza un poco il sapore “papposo ” della farina di ceci… buona davvero..:-)la mentuccia è il “tocco” di classe…

  2. notedicucina dice:

    Che bel post-o!!!
    Un tripudio di profumi e sapori. Noi qui di mentuccia non ne abbiamo tanta e quei carciofi devono esser la fine del mondo. Ci accontentiamo con basilico, maggiorana e carciofi spinosi di Albenga. Ottima ricette, bellissima iniziativa e tanti consigli utili!

    • MaVi dice:

      Ogni paesaggio ha le sue erbe, immagino il profumo delizioso delle vostre con i vostri carciofi locali!
      il post-o (forte questo ibrido verbale!) è intriso di contraddizioni… ma per fortuna rispetto a un supermercato è all’aperto!
      ;)

  3. Marta NewHorizons dice:

    Ma che belle queste iniziative, ci permettere di condividere le scelte e ci fa sentire meno alieni!!
    L’ho provata una volta e non mi ha fatto impazzire, ma con i tuoi consigli ritenterò di certo la farifrittata, grazie!! :)

    • MaVi dice:

      Stefano ed io cerchiamo di portare ovunque il nostro piccolo contributo… a volte è solo una questione di informazione. Ormai tutti sanno che meno uova si mangiano per il colesterolo e meglio è, e soprattutto con i bambini i genitori cercano ricette di cucina semplici e sane!
      Sono occasioni importanti! per esempio c’era una mamma sorpresissima di vedere il figliolo mangiare di gusto i carciofi, a casa infatti non vuole verdure!!! ora speriamo che cominci anche a casa…
      Con la farifrittata bisogna prenderci la mano e trovare la propria formula, dopodiché penso che sia uno dei piatti più sempllici e golosi della cucina vegan, a me piace soprattutto con i porri!
      ;)

  4. Nello dice:

    Ti posso assicurare che per me questa farifrittata non è per niente banale: io, infatti, non ho mai preparato una così unendo i carciofi e la menta :-P Mi hai fatto venir una gran voglia, domani al mercato comprerò i carciofi che ho finito l’altro giorno :-P

    …ehm, però, non avendo quella dei campi sabini, non è che me ne manderesti un po’ a casa mia, di mentuccia romana??? :mrgreen:

    Mi fa molto piacere che questo capolavoro veg, fatto con le mani dei più piccoli, sia stata una sorpresa gradevole per i palati presenti :-P Complimenti a Stefano e a coloro che hanno organizzato un laboratorio altamente educativo rivolto a bambini e non, coinvolgendo così tantissimi cuori :-P

    …troppo forti i ratti della Sabina, mi piace in particolar mondo questo tipo di sound!!!! :-P Ho ascoltato e apprezzato tramite youtube anche un altro loro brano “Il giocoliere” :-P …e proprio guardando questo video ho scoperto/ritrovato con mio immenso piacere, il Pulcinella di Luzzati…

    • MaVi dice:

      Cosa ci mettete voi nei carciofi? non ce n’è di mentuccia salernitana??? :shock:
      te la spedirei volentieri ma arriverebbe moscia… :mrgreen:
      la mentuccia deve finire dal campo al piatto nel giro di pochi secondi altrimenti è una ciofeca…
      Girerò i tuoi complimenti, il resto del laboratorio però è ancora onnivoro…
      I ratti della sabina purtroppo si sono sciolti, ma hanno prodotto diversi cd e video per fortuna! alcuni li conosciamo personalmente! Ti consiglio di ascoltare “Chi arriva primo aspetta” che avevo già linkato a uno dei miei piatti… è la mia preferita!
      Il Pulcinella di Luzzati poi me lo guardo con calma che è un po’ lunghetto…
      abbraccio oval-carciofino
      ;)

  5. Stefano Panzarasa dice:

    Grazie, bravissima Mariagrazia di questa bella ricetta-citazione del mio lavoro al Parco dei Monti Lucretili.
    Il laboratorio al Mercato di Osteria Nuova (Frasso Sabino) lo facciamo ormai quasi da due anni tutte le prime domeniche del mese, è anche una faticaccia, cioè una bella fatica ma ne vale proprio la pena e insomma se siamo arrivati in Cucina ecozoica allora vuol dire che abbiamo fatto la cosa giusta…

    • MaVi dice:

      Certo, il vostro non è un laboratorio propriamente ecozoico, però c’è il legame con il territorio e con la stagione che sono in sintonia con il nostro messaggio! pian piano verrà spero anche il resto! e da quel piccolo stand magari partirà un contagio irresistibile all’intero mercato che libererà tutti dall’incantesimo dell’onnivorismo!
      E così domani lo scemo del villaggio sarà finalmente riconosciuto come il saggio o la saggia della comunità, in cui le decisioni si prendono all’unanimità condivisa attraverso un lavoro di dialogo e informazione, che ha per scopo sempre il bene comune, di tutti, piante, esseri umani e animali!
      ;)

  6. laura dice:

    Cara Mariagrazia, molto belli sia l’articolo che le fotografie che hai realizzato sull’ultima edizione della Piazza del Contadino e grazie per avermi citato come volontaria del Centro di Recupero di Piano dell’Abatino: anche per me è un’esperienza molto bella e stimolante quella di cucinare con i bambini!
    Prendo l’occasione per inviarti la ricetta di dolcetti facili da realizzare e che ormai qui a casa mangiamo ogni mattina a colazione.
    Metti in una terrina 300 g di farina, 1 bustina di lievito e 50 g di cioccolata fondente a pezzetti e mescola il tutto.In un pentolino metti invece 200 g di miele, della frutta tagliata e pezzetti (per es. 2 mele o 2 pere)quindi aggiungi a tuo piacimento un po’di uva passa,pezzetti di noci ecc. Aggiungi anche un bicchiere di liquore ( marsala o vermout o rum o…)e tieni sul fuoco per qualche minuto finchè il miele non sia ben sciolto.
    Quindi unisci il tutto al composto di farina e distribuisci in pirottini abbastanza grandi.
    Tieni in forno a 160°C per mezz’ora.Puoi fare tutte le varinti che vuoi e sono sempre buoni!

    • MaVi dice:

      Cara Laura
      sono contenta che il piccolo reportage ti sia piaciuto! E prima o poi spero che verremo a trovare te e i tuoi animaletti!
      Ti ringrazio per la ricetta, anche se per le nostre esigenze vegan bisogna sostituire il miele con qualcos’altro! zucchero di canna o malto di riso o orzo!
      Proprio un paio di giorni fa ho infornato dei dolcetti ecozoici che vorrei pubblicare e dedicare alle mamme presenti al laboratorio che mi chiedevano ricette per biscotti semplici e leggeri! vedrai, assomigliano un po’ ai tuoi! Però devo prima pubblicare alcune altre cosette… un po’ di pazienza!
      abbraccio ovale (come si usa qui) e buona rinascita!
      ;)

  7. felicia dice:

    Gustosissima………….. adoro le farifrittate!!!!! con i carciofi sicuramente molto ghiotta :-) Bellissima iniziativa, ben vengano iniziative coinvolgenti e interessanti :-) Un bacione

    • MaVi dice:

      Sì, anche a me piacciono tanto, in versione legumosa la faccio meno spesso, mi capita di più di farla riciclando gli avanzi della panificazione!
      Il merito di queste iniziative è di Stefano, qualche volta se posso lo accompagno e lo sostengo!
      ;)

  8. Chicca66 dice:

    Sempre importante il lavoro che fate tu e STefano…
    Vedere questi meravigliosi carciofi ma fa venire un po’ di rabbia, ne ho mangiati pochissimi quest’anno, ogni volta che vado dal mio fruttivendolo e guardo i carciofi esposti sembrano secoli che sono in giro :-( e desisto dal comprarli…uffa…e se venissi a fare scorta da voi ;-)

    • MaVi dice:

      grazie cara Chicca, sono piccole bricioline…
      Ti capisco, se il carciofo non è fresco, e cioè se ha la parte del gambo tagliato nera o troppo scura… vuol dire che è vecchio, duro e praticamente immangiabile… e magari li vendono pure a peso d’oro! allora meglio i cardi…
      Dovrai mettere in pratica il tuo progetto di fare una scorta, da noi qui siamo in pieno periodo! A metà aprile c’è la sagra a Ladispoli!
      Certo, dovresti pulirli e cucinarli tutti subito e magari farti qualche porzione congelata per i tempi di carestia…
      abbraccio ovale pasquino
      ;)

  9. Una V nel piatto dice:

    Una bellissima esperienza che regala sempre grandi soddisfazioni. Non posso dimenticare il volto dei bambini, alla prestazione del libro di Stefano a Tivoli, dove il suo pane con il tuo patè sono andati a ruba ed i bambini erano sempre in prima fila per prendere qualche pezzetto di pane da gustarsi con estremo piacere. Quando le mamme chiedevano se piacesse, loro ancora con la bocca piena rispondeva di sì con la testa :D
    E’ ancora più bello poi, renderli partecipi in cucina e fargli preparare qualcosa che possa essere anche un ottimo alimento da aggiungere alla loro “dieta” ! Speriamo le mamme prendano esempio e facciamo mangiare questa sfiziosa e buonissima farifrittata ai loro piccoli!
    Mi piace sempre leggere di queste vostre iniziative con i bambini!

    Mimì

    • MaVi dice:

      Ai bambini piace sempre il pane di Stefano anche con solo olio buono, e assaggiano volentieri anche l’insalata presentata nei bicchierini… se il cibo vegetale viene proposto sotto forma di gioco i bambini rispondono con entusiasmo! Ma spesso gli adulti vanno di fretta e si convincono che a loro la verdura non vada giù…
      Mi ricorderò sempre il bambino che mi ha copiato l’anno scorso quando mi ha visto mangiare il carciofo crudo con olio e limone! Subito mi ha imitato e gli è piaciuto da impazzire… sua madre e sua nonna non ci potevano credere!
      Le mamme presenti erano entusiaste della novità della farifrittata, spero proprio che siano passate di qui e si siano appuntate la ricetta come avevo loro consigliato! Peccato che data la distanza non hai più occasione di poter partecipare qualche volta…
      ;)

  10. MaVi dice:

    @ Virginia
    metti il vino nella farifrittata? curioso! forse rimane papposa perché non aggiungi abbastanza acqua nella pastella… prova anche a smezzare con farina di mais! aggiungi magari un goccio d’olio…
    La mentuccia per i carciofi è la vita loro! (lo sai che a me piace modificare i detti che non mi sconfinferano!)
    ;)

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