giu 14, 2012

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La profonda responsabilità dei fiori di sambuco

La profonda responsabilità dei fiori di sambuco

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Sulla mia strada in questi giorni si incontrano un librino di versi di Emily Dickinson (che Stefano ha comprato al Bio Bar di Monterotondo: La natura non bussa, lei entra sicura, delle edizioni Eugea, comprensivo dei semi dei fiori da piantare! un piccolo appunto però: manca il nome del traduttore o della traduttrice!) e i fiori del sambuco che sempre Stefano mi ha portato dal giardino dei Cinque sensi, a Licenza, uno dei centri visita del parco dei Monti Lucretili. E proprio qui ha piantato i semi di fiori trovati nel libro!

Così mi è tornato alla memoria il verso che ha ispirato il titolo di questo miniricettario sui fiori di sambuco, “Essere un fiore è una profonda responsabilità”, un verso che ho già usato come titolo di un mio intervento a un convegno (La parola ai poeti e ai bambini), in cui presentavo due ritraduzioni di poesie di Emily! Convegno organizzato da Stefano in collaborazione con alcune maestre dell’Istituto comprensivo proprio di Licenza, dedicato a Gianni Rodari!

Questa è la casa del sambuco, nel giardino dei Cinque sensi, accanto al torrente Maricella.

In questa cornice floreale vi do una bella notizia. Da quando ho cominciato a chiacchierare in rete di stagionalità non immaginavo che da lì sarebbe nato il primo seme (a proposito di fiori e giardini!) del progetto Cucina ecozoica. Mi pareva un argomento scontato e invece ora che dal registro degli accessi vedo consultare con grande frequenza le ricette di natale a giugno mi rendo conto che è molto meno scontato di quanto pensassi… Questo progetto ha fatto molta strada ormai e ha tutto un sito intorno con tante belle persone che lo sostengono, e ora AAM Terra Nuova, la rivista più ecoconsapevole d’Italia, dà un riconoscimento non tanto alla parte cucinereccia, dato che la cucina naturale ha avuto già ampissima diffusione da tanti anni grazie a questa rivista, quanto al suo collegamento al discorso dell’era ecozoica! Una cucina in transizione verso un nuovo modello paradigmatico, con il cibo, ma anche attraverso la lingua, i progetti creativi e le abitudini di vita. Insomma, una cucina per avvicinarsi sempre di più all’era ecozoica, in cui si rifarà pace con il pianeta, con piante e animali e tutti insieme ricominceremo una vita su altre basi, altri valori, forse altri sentimenti.

Ecco il link all’indice del numero di giugno 2012 di AAM Terra Nuova.

Troverete una presentazione della Cucina ecozoica e un piccolo menu esemplificativo, prima il crudo e poi il cotto come al solito. Una delle ricette la conoscete bene, si tratta degli Spaghetti alle vongole felici, ormai un classico della cucina ecozoica. Il piatto che di solito propongo a chi per la prima volta viene a mangiare da me! E che finora non ha mai deluso! Le altre due ricette spero di pubblicarle più avanti anche qui… (eccole! pappardelle di carota e zucchinaparmigiana vegan versione ecozoica)

Sono un po’ dispiaciuta che questa aria di festeggiamento nella nostra cucina ecozoica si accompagni a notizie meno liete che arrivano da tanti punti del nostro pianeta, e qui vicino in particolare dagli amici emiliani e dagli amici di Brindisi, che stanno vivendo un periodo traumatico, sia per cause naturali che umane… Spero siano occasioni per tornare a vivere in modo più comunitario e solidale, ma mi auguro anche che poi non si ritorni all’antico con facilità… che sia veramente occasione trasformativa. Nel nostro piccolo abbiamo avuto ultimamente un assaggio di vita ecozoica con tante visite di amici: dal nostro amico e poeta americano Jim Koller, alla Troglodita Tribe (Lella e Fabio), a Julien con la sua dolcissima ragazza, Elena, Virginia, Giovanni… E altri ancora ne aspettiamo o ci aspettano!

Quindi nonostante i tempi difficili brindo con voi qui con una bevanda che consideravo mitologica (l’avevo assaggiata acquistandola a caro prezzo nelle boutique bio come se fosse uno champagne per astemi!): il succo di fiori di sambuco! Sapevo che questi fiori (che poi diventano anche frutti) si trovano con facilità, ma finché Donatella (collega di Stefano nel servizio di educazione ambientale al parco dei Lucretili), non me li ha indicati li ignoravo completamente! Poi una volta capito chi erano, mi sono resa conto come al solito di averli avuti sempre sotto gli occhi ovunque…

E così girando in rete ho fatto un distillato di varie ricette, in particolare ho tratto la mia variante da questa.  Eccola!

SCIROPPO DI FIORI DI SAMBUCO E LIMONE

Ingredienti

Una dozzina di ombrelle di sambuco (del giardino dei Cinque sensi, a Licenza)
1 l di acqua
3 limoni bio (i miei anche a km zero)
1/2 kg di zucchero di canna (secondo me si può scendere anche a 300 g)

 Procedimento

Staccare i fiorellini dall’ombrella, scartando le parti secche o togliendo altre impurità. Preparare una caraffa con l’acqua e i tre limoni ben lavati e tagliati a fette. Lasciare ventiquattrore in infusione, davanti a una bella finestra!

Il giorno dopo filtrare e strizzare bene il macerato di fiori e limoni. Versate il liquido in una casseruola insieme allo zucchero e far sobbollire 15-20 minuti. Versare bollente in vetro.

Io ho usato bottigliette da 125 ml, me ne sono uscite nove.

Quando volete berlo allungate con acqua fresca (magari eccezionalmente un po’ frizzantina), diluendo in proporzione uno a sei. Quindi in questo caso 750 ml di acqua. Agitare un po’ e gustare!

La bevanda più ecozoica mai bevuta, a parte il kefir d’acqua (che però ormai mi sono stufata di preparare!).

Tanto è piaciuta che mi è toccato pubblicare la ricetta!

Con lei abbiamo brindato davvero insieme ad alcuni dei nostri amici!

E con l’okara di limoni e fiori che fare? Di certo non la butto! Pensa che ti ripensa, ho fatto una torta.

TORTA AI FIORI DI SAMBUCO E LIMONI (“OKARA” DELLO SCIROPPO DI CUI SOPRA)

Residui del macerato per lo sciroppo ai fiori di sambuco-limone
200 g farina, tra manioca (due terzi) e riso (un terzo)
1-2 bicchieri d’acqua
2-3 cucchiai di fecola di patate
Un cucchiaino di bicarbonato
5/6 cucchiai di zucchero di canna
Un pugnetto di mandorle frullate
2/3 cucchiai di olio d’oliva bio sabino

Per guarnire: zuccata, scaglie di mandorla e farina di cocco

La farina di manioca, glutenfree, non è propriamente ecozoica, dato che viene da un altro continente. Ma ne avevo comprato tanto tempo fa un pacchetto per fare la farofa (e ne è avanzata parecchia…) da accompagnare ad altri cibi assaggiati in un viaggio in Brasile che non riesco a scordare. Piccola trasgressione al km zero richiesta dalla saudade… e ora riciclo di farinaceo prossimo alla scadenza…

Questa torta è parente dei Biscotti ecozoici, a cui ci si può ispirare per variazioni.

Frullare limoni e fiori di sambuco, aggiungere gli ingredienti secchi e poi quelli liquidi, nella misura necessaria. Se il composto risulta troppo liquido aggiungere farina, se troppo secco aggiungere acqua.

Infornare una mezzora a 180°.

Decorare e gustare! Noi insieme agli amici di Troglodita Tribe, che sono stati da noi qualche giorno e grazie a loro ci siamo illusi di vivere già nel mondo ecozoico che sognamo! Quello che tento maldestramente di fare con i miei piattini loro lo fanno autoproducendo dei libri fantastici con materiale di riciclo, esemplari unici fatti a mano in cui il messaggio disperato dei nostri amici animali e della nostra terra sommersa dai consumi inutili è divulgato con tocco lieve e poetico, onirico e praticissimo al tempo stesso! E autoproducono gran parte del loro cibo: sono agricoltori-editori-autoproduttori! Fondatori della Società per azioni felici, a cui ovviamente ho fatto assaggiare i miei spaghetti alle vongole felici!

Altre idee al volo con i fiori di sambuco:

Li ho provati in una pastella di farina di riso al forno, ma andavo un po’ di corsa e non ho badato molto all’estetica… molto delicati… da riprovare!

Una spruzzata dove capita! Qui una vellulata di riciclo spietato: con code di carota e barbe di finocchio! la spolveratina di fiori di sambuco rende elegante persino un piatto di scarti…

Ai nostri amici abbiamo offerto le ciliege assolutamente bio che ci ha regalato Sandro, il produttore di olio bio sabino di cui vi ho parlato…

Pensate, erano degli scarti invendibili… li offro virtualmente anche a voi!

E stavolta: link musicale muto… a voi suggerirmi cosa vi piacerebbe sentire qui, un modo per conoscere i vostri gusti!

Ecco le vostre proposte, grazie a tutte e tutti!, una vera colonna sonora ecozoica! Le indico una per una in rigoroso ordine di arrivo (con blog linkato per chi ce l’ha).

Marta New Horizons: Conduct, Cranberries.
Cesca QB: Like a Hurricane, Neil Young.
Stefano (Orecchioverde): Man in the Rain, Mike Oldfield (canta Helen Pepsi DeMacque)
“                        “                   : Moonlight Shadow, Mike Oldfield (idem)
Herbi: In Dreams, Roy Orbison
Silvana: Piano solo (da sogno), Stefano Bollani
VeRita: River Man, Nick Drake
Ale (Golosità Vegane): Sweet Dreams, Eurhythmics
Raffaella: Heaven’s here on Earth, Tracy Chapman
Tamara: Blind Lemmon Jefferson e Blind Willie Johnson
Anna: Little Girl Blue, Janis Joplin
Mauro: Hedonism, Skunk Anansie (Just because you feel good, doesn’t make you right)

E con l’ultima frase evidenziata dalla canzone di Skunk torniamo all’argomento iniziale del post, la profonda responsabilità dei fiori di sambuco…

giu 14, 2012

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  1. Marta NewHorizons dice:

    Anche questo tuo post è un mondo ricco di idee, pieno di curiosità, inventiva ed emozioni: hai trasformato una pianta, che non conosco ed ovviamente ora mi hai invogliato a cercare, in una storia di sapori…
    Grazie MaVI!
    …Mentre scrivo ascolto “Conduct” dei Cranberries, che di ci vale come link musicale?! ;)

    • MaVi dice:

      Vedrai, quando tornerai in Italia il prossimo anno avrai tante occasioni di fare la conoscenza con i fiori di sambuco, anzi la ri-conoscenza, sono sicura che anche tu li avevi avuti sempre davanti agli occhi!
      Ti ringrazio della bellissima proposta di link, oltre alla musica sento consonante anche il testo! conosco i Cranberries, ma non questo brano!
      ottima scelta! mi piace poi che sia proprio quello che ascoltavi mentre leggevi il post, è sincronicità!
      ;)

      • Mauro dice:

        Ancora complimenti per le tue ricette!
        Giá guarnite di citazioni colte, foto, riflessioni..
        Cosa vorrei sentirti cantare ?
        Propongo “Hedonism” degli Skunk Anansie.

        Una canzone Rock, ma il testo potrebbe essere rivolto ai carnivori.

        Riporto traduzione di una parte del testo

        “solo perchè tu stai bene
        non significa che hai ragione..”

        in questo link il testo completo in inglese.

        http://angolotesti.leonardo.it/S/testi_canzoni_skunk_anansie_303/testo_canzone_hedonism_just_because_you_feel_good_17936.html

        • MaVi dice:

          grazie carissimo!
          Non conoscevo questa canzone di Skunk, e l’ho trovata molto dolce rispetto ai suoi standard, con un video che cerca di compensare la melodia quasi sognante con immagini a metà strada fra l’hard e il trash!
          La frase che tu evidenzi mi piace, infatti stare bene pensando solo a se stessi infischiandosene del contorno è un atteggiamento nefasto, è il riduzionismo applicato alla psicologia! è la ricerca del profitto e del piacere individualista che sta portando al tracollo il nostro pianeta…
          Invece la psicologia associata all’olismo ecopacifista dice: fa’ quello che ti pare basta che non fai del male a nessuna creatura senziente, umana e non. Ma anche il male applicato a se stessi è escluso da questa visione! perché anche noi siamo creature senzienti!
          grazie del link al testo!
          ;)

  2. CescaQB dice:

    Che belle quelle parole della Dickinson…
    E mille complimenti per Terra Nuova!
    Questo sciroppo mi rende molto curiosa ma purtroppo mi conosco e so che non lo farò causa pigrizia -_- …. “okara di fiori” :D ma quanto fascino hanno queste parole messe assieme?!
    Io come link musicale propongo “Like a hurricane” di Neil Young, non vado matta per tutta la sua produzione musicale ma ci sono una manciata di suoi pezzi che mi piacciono tantissssssimo!
    Buona giornata

    • MaVi dice:

      Sì, bella la definizione dei fiori della Dickinson, la trovo soprattutto inaspettata per il fatto che va oltre i soliti luoghi comuni estetici!
      Capisco la tua pigrizia, ma sicuramente troverai il tuo modo di preparare bevande deliziose che mi piacerebbe assaggiare! i dolci già lo so che li fai spettacolari!
      Sto ascoltando “Like a hurricane” mentre scrivo e faccio un balzo nel passato, Neil era uno dei miei preferiti quand’ero ragazzina negli anni Settanta! lo ascoltavo soprattutto insieme a Crosby, Still e Nash… suona molto bene anche oggi, grazie per la scelta!
      ;)

  3. Trattoria da Martina dice:

    Grazie di avermi citato nel tuo bel post!!! Carina l’idea di usare gli scarti del sambuco e del limone pe runa torta!! La prossima volta magari provo anche io….L’anno scorso ero partita tutta contenta a fine estate per raccogliere anche le bacche del sambuco, per farne n marmellata, ma una tempesta le aveva rovinate tute e non se ne è fatto niente. Spero che quest’anno le cose vadano meglio….Casomai, aspettati la marmellata sul mio blog…:)
    Complimenti pe ril blog, non lo conoscebvo…Ora sono di fretta ma poi me lo voglio guardare con più calma! Ciao, Martina

    • MaVi dice:

      Grazie a te di aver apprezzato la citazione!
      Se provi a fare la torta con gli scarti e ti piace il dolce dolce aumenta le dosi di zucchero, le mie sono proprio minime!
      Spero che quest’anno riesci a fare e postare la marmellata di sambuco, attendo curiosa! Una mia amica ci fa anche il succo, che viene nero nero e anche molto buono, mi informerò sul procedimento!
      Grazie dei complimenti, anch’io quando ho tempo verrò a visitarmi il tuo blog! ma ho già avvertito atmosfere ecozoiche!
      a presto e come si usa qui, un abbraccio ovale
      ;)

  4. Silvana dice:

    W la terra con tutti i suoi prodotti, compresi gli esseri umani!

    • MaVi dice:

      carissima, W la Terra! se vuoi attendo anche un tuo suggerimento di ascolto musicale!
      abbraccio ovale
      ;)

  5. Stefano Panzarasa dice:

    Veramente un utilizzo maglifico dei fiori di sambuco del Giardino dei Cinque Sensi, il gusto è soddisfatto…
    I fiori ora li ho seminati nel piccolo orto bio dei bambini e delle bambine…
    Bella la foto e come link propongo Man in the rain di Mike Oldfield con una splendida Helen Pepsi DeMacque.
    http://www.youtube.com/watch?v=IdIb5RPabjw&feature=related

    • MaVi dice:

      Beh devo ringraziare te per questo scatto stranamente riuscito e condivisibile… lo sai bene che non è facile acchiapparmi in foto!
      mi piace molto la tua proposta di link, un po’ triste… ma cantata da una Pepsi che in questo caso mi piace! un bel contrasto!
      ;)

  6. Stefano Panzarasa dice:

    E sempre di Oldfield la più famosa ‘Moonlight Shadow’ e la dedico alla bella cantante con la chitarra della foto…

    • MaVi dice:

      grazie anche per questo…
      you’ve been carried away! :lol:
      versione rockettara della classica ormai ballata… il chiar di luna va benissimo coi fiori di sambuco, anche se il testo è nuovamente molto triste… sarà che ieri sera il party tecno dei vicini ci aveva un pochetto depressi…
      ;)

  7. Stefano Panzarasa dice:
  8. herbi dice:

    complimenti MaVi, un post meraviglioso. Non so con quale ascolto lo completerei, ti direi In Dreams di Roy Orbison, non so perchè.
    I tuoi derivati di fiori di sambuco li trovo tutti belli e interessanti, vorrei andare a raccoglierne un po’ anche io ma credo di non averne mai visto qua in giro… bellissimo il tuo sciroppo, ti/vi faccio i miei migliori complimenti per il posto che AAM terra nuova vi ha riservato, meritatissimo!

    • MaVi dice:

      Grazie per il tuo suggerimento musicale!
      Non conoscevo Roy Orbison… mi state facendo ampliare incredibilmente i miei orizzonti musicali! Qui si torna agli anni Sessanta!
      Noto che il filo conduttore dei testi da voi scelti è la separazione… qui dai sogni della notte in cui l’io-cantante incontra l’amata! prosegue la vena malinconica… forse la più adatta a questo periodo…

      Guardati bene in giro e vedrai ancora molti sambuchi in fiore, almeno qui è così… magari da te ormai si sono mutati in palline bianche che poi diventano nere! curiosa trasformazione da un estremo all’altro!

      Non posso nascondere che la pubblicazione in AAM Terra Nuova è una piccola consolazione e uno stimolo ad andare avanti. Ed è un’occasione per diffondere in uno spazio diverso dalla blogosfera la cucina ecozoica.

      abbraccio ovale
      ;)

  9. Silvana dice:

    per i fiori di sambuco, anzi per la bevanda buonissima che ci ha deliziato il 14 giugno, non so perchè ma io sceglerei un brano jazz un pezzo al pianoforte di bollani

    • MaVi dice:

      Il jazz lo frequento poco… Ma ho colto il tuo suggerimento e ho ascoltato ‘Piano solo (da sogno)’… Mi provoca una reazione ambivalente, nelle zone calme e tranquille molto piacere, ma quando si aprono sprazzi più stridenti e dissonanti mi ci ritrovo meno…
      Ma tornerò ad ascoltarlo! se hai qualcosa di particolare da segnalarmi fai pure!

      Sono contenta che il succo di fiori di sambuco ti abbia deliziato! In effetti, per capire i sapori nuovi bisogna assaggiare! In questi giorni l’ho “somministrato” a parecchi amici, e finora è piaciuto a tutti!

      abbraccio ovale
      ;)

  10. felicia dice:

    Complimenti carissima, per il riconoscimento (meritatissimo!!!!) per il bellissimo post….
    Ho sempre desiderato assaggiare la marmellata di sambuco, ma non conoscevo i fiori, ora grazie a te so quali sono, anche se non penso che mi cimenterò nella preparazione della marmellata, si dice che sia squisita ma di lunga e laboriosa preparazione.
    Ho acquistato lo sciroppo bio di sambuco è squisito, quindi se riesco a trovare ancora i fiori mi cimenterò nella preparazione di questo buonissimo sciroppo, inoltre mi fa gola l’okara che hai recuperato, sicuramente ottimo e ben utilizzato, la torta ha un’aspetto magnifico!!!! Che dire poi dei fiori in pastella….. o della spolverata sulla vellutata!!!!
    Cerchero di procurarmi Terra Nuova, per conservarlo…….. Un bacione e ancora i miei complimenti, il tuo impegno viene premiato e riconosciuto……….

    • MaVi dice:

      Grazie carissima! :oops:
      Per il momento mi accontento del succo dei fiori di sambuco, che è veramente facile da fare!
      qui ancora se ne vedono tanti in giro, soprattutto ai bordi delle strade (e questi è decisamente sconsigliato raccoglierli!). Spero che ne troverai!
      Sono contenta che ti sono piaciute anche le preparazioni collaterali e di riciclo!
      spero che riesci a trovare il numero di giugno di Terra Nuova, altrimenti fammi sapere!
      oxoxoxoxoxoxoox
      abbraccio ovale ovale
      ;)

  11. veRita dice:

    ci abbinerei un brano di Nick Drake. magari “river man”.

  12. Ale - Golosità Vegane dice:

    Spettacolo!!!
    Mi è piaciuto molto il discorso dei fiori … e mi hai messo una voglia di natura, stavo sognando a occhi aperti! ^_^
    I fiori di sambuco li adoro, e vado veramente matta per lo sciroppo! Io lo faccio con poco zucchero, resta poco liquoroso, molto liquido ma concentrato, ne basta proprio un dito!
    Ma l’idea dell’okara … stratosferica!!! Non ci avevo mai pensato … accidenti a quante belle torte mancate! Grazie mille, ora posso pensare anche a questo riciclo! ^_^

    • MaVi dice:

      Bene, sono contenta della tua reazione sognante! (ti andrebbe bene “Sweet dreams” degli Eurhythmics come accompagnamento?)
      Sono contenta che già conosci e ami lo sciroppo di sambuco, così sai di cosa parlo! Anch’io ho ridotto le quantità di zucchero rispetto alle ricette che ho visto in rete, quasi tutte 1kg di zucchero per 1 litro di acqua, io sono scesa a mezzo chilo e la seconda volta fino a 300 g. Direi che non si può scendere più di così… per i miei gusti almeno! anzi penso che la prossima volta rimetto mezzo chilo! E tu quanto ne metti?
      Poi comunque lo sciroppo si diluisce in altre sei parti di acqua, quindi lo zucchero si disperde ulteriormente!
      Buoni ricicli di okara fiorita!
      abbraccio ovale
      ;)

      • Ale dice:

        Ciao MaVi, ora sono in treno e non ricordo la ricetta … l’ho scritta nel PC di casa, domani ti faccio sapere quanto zucchero metto io.
        Gli Eurhythmics vanno benissimo, e i dolci sogni ancora di più! ^_*

        • MaVi dice:

          ok grazie, spero hai fatto buon viaggio!
          e poi dolci sogni!
          ;)

  13. Laura Benigni dice:

    Grazie per le splendide ricette e le splendide foto con i fiori di sambuco. Possiedo un boschetto che è un paradiso di biodiversità e i sambuchi sono addirittura infestanti, ma io li ho sempre trovati delle piante interessanti, eleganti. Di recente (pochi giorni fa), essendo una consumatrice di succo di sambuco che acquisto, ho deciso insieme ad un’amica di farlo in casa, poi ieri in libreria è arrivato il riferimento a queste ricette. Evviva!

    • MaVi dice:

      Questa si chiama sincronicità!
      chissà che bello il tuo boschetto…
      fammi sapere come è andata a te e alla tua amica!
      un abbraccio ovale (come si dice da queste parti)…
      ;)

  14. Raffaella dice:

    Complimenti per le ricette “sambuchesche” e per il successo che sta riscuotendo il sito :)
    Come degna colonna sonora alla bella foto che ti ritrae in versione “Woodstock” non ho dubbi: “Heaven’s here on earth” di Tracy Chapman
    A presto :)

  15. Tamara dice:

    Ciao Maria Grazia, ti seguo spesso in questo tuo bellissimo blog e non commento mai, ma oggi non posso esimermi: questo post è veramente bellissimo, ricco di poesia e di entusiasmo a partire dal titolo e dalla foto di presentazione, dalle ricette fino alla tua foto finale.
    L’anno scorso ho fatto anch’io lo sciroppo di fiori ed è squisito, la marmellata (o sciroppo) di bacche, invece, mia mamma la fa ogni anno da tantissimi anni e, oltre a essere veramente buona e particolare, è un toccasana per la tosse e il mal di gola.
    Come accompagnamento musicale io sceglierei un vecchio blues del Delta, stile Blind Lemmon Jefferson o Blind Willie Johnson…
    Tamara

    • MaVi dice:

      Sei Tamara di Veganblog? Dato che mi chiami Mariagrazia… come ero conosciuta lì!
      Ti ringrazio di esserti fermata stavolta a commentare, fa piacere ritrovarsi ogni tanto!
      Tu sei attiva nel web ora?
      Bravissima la tua mamma, se non la scomodiamo troppo sarebbe bello avere le sue ricette per i frutti del sambuco che sono in arrivo!
      Tosse e mal di gola da me non sono di casa da anni… ma lo terrò presente da consigliare agli amici raffreddati! (sempre se trovano questi prodotti a base di sambuco… la mia piccola scorta è quasi terminata!)
      Così come il jazz frequento poco anche il blues, un’occasione per ampliare il mio raggio d’ascolto, grazie e abbraccio ovale!
      ;)

      • Tamara dice:

        Ciao, sì sono Tamara di Veganblog (con cui non collaboro più) e per il momento non sono più attiva su web, anche se ho in progetto di aprire un mio blog sulla cucina friulana veganizzata. Purtroppo ho poco tempo e, soprattutto, non ho internet a casa ;-)
        La marmellata di sambuco è facile da fare, ma piuttosto laboriosa. Bisogna staccare i chicchi uno a uno dalle ombrelle, lavarli, asciugarli (facoltativo) e metterli a cuocere con 1/2 o 1/3 del loro peso di zucchero di canna, mescolare e schiumare fino a che la marmellata ha raggiunto la giusta densità (in realtà rimane sempre un po’ liquidina). Per fare lo sciroppo invece della marmellata, basta tenerla più liquida e passarla poi al setaccio o al passaverdura.
        Per quanto riguarda il blues – ormai io e Rodrigo siamo dei vecchi bluesmen ;-) – più che come commento alla ricetta me lo immaginavo così: a riposo sul dondolo sotto i noci con un bel bicchiere di sciroppo ghiacciato ascoltando la voce lamentosa delle vecchie registrazioni del blues fatte ancora da Lomax… fantastico…
        Un abbraccio anche a te
        Tamara

        • MaVi dice:

          Capisco… le poche volte che capito su VB mi sembra ormai un mondo alieno…
          Sarebbe fantastico un blog di cucina friulana veganizzata, mi ricordo le tue ricette con nomi che a me suonavano esotici (mai stata in Friuli), tipo gubana o cose del genere! :lol:
          Se ti serve consulenza fammi sapere, c’è su in Chi siamo una e-mail di contatto… Io la connessione internet l’ho dovuta fare per lavoro, indubbiamente una grande utilità soprattutto se si passa molto tempo in casa da soli e non sai a chi chiedere per le piccole emergenze. Ma con i punti internet nei caffè e biblioteche credo che si possa frequentare la rete con maggiore selettività e un migliore uso del tempo libero!
          Magari le ricette della tua mamma le leggerò lì con le foto! Mi pare un vero lavoro di pazienza quello con i frutti di sambuco (finora li ho usati solo nei dolci), potrebbe prendermi l’uzzolo… soprattutto mi attira il succo, che ho già bevuto e mi piace un sacco!
          La tua immagine sul dondolo sotto i noci mi fa sognare e sospirare… con il bicchiere di sciroppo ai fiori di sambuco ghiacciato è il paradiso sulla terra! :lol:
          abbraccio ovale
          ;)

  16. Note di cucina dice:

    Abbiamo letto, come sempre, Terra Nuova, e per noi è stata davvero una bella sorpresa :-) . E’ una rivista unica per i temi che tratta, e non manca mai in casa Cabrini! Felicissimi per “Cucina ecozoca”! E il sambuco? Per noi è un ricordo legato alla montagna. Flavia è originaria del Friuli, e un bel sambuco cresce proprio nel giardino di casa sua a Ravascletto, un paesino di 700 anime a 1000 metri di altitudine. Quante estati passate a bere lo sciroppo fatto con i fiori e a raccogliere i frutti per la marmellata…

    • MaVi dice:

      Sono contenta di avervi sorpreso! :smile:
      AAM Terra Nuova è sempre fonte di ispirazione e di informazione ecozoica!
      C’è molta aria di Friuli in giro nella cucina ecozoica in questi giorni! purtroppo è una regione dove sono stata solo di passaggio in treno verso l’Austria… ma immagino la bellezza di quel paesino di montagna che ha fatto nascere una gentile creatura che oggi canta con voce da fiore di sambuco!
      a proposito, ma proprio voi musicisti con la M maiuscola non mi fate una proposta di ascolto musicale? :lol: (lo so che siete sotto tour… sarete arrivati alla saturazione… fate finta che non ho detto nulla!)
      abbraccio ovale
      ;)

  17. Anna dice:

    Io ho i fiori essiccati, secondo te vanno bene lo stesso? Che quantità potrei metterne?
    Io propongo l’immortale ed indimenticabile Janis Joplin http://www.youtube.com/watch?v=C3Fzql-3_zM

    • MaVi dice:

      Anch’io ho i fiori seccati, ma non ho mai provato a farci il succo. Intuitivamente penso che vadano bene per una tisana, ma per la bevanda fresca opterei per quelli freschi…
      Grazie per il tuo suggerimento musicale, avete scelto veramente dei pezzi stupendi, sambucheschi!
      appena avrò un po’ di tempo li elencherò tutti in coda alla ricetta.
      abbraccio ovale
      ;)

  18. MaVi dice:

    Ah se provi, per la quantità direi un cucchiaio ogni decina di fiori freschi…

  19. annaperenna dice:

    Il profumo del fiore di sambuco, per noi umani, è inebriante.
    Cambiamento climatico permettendo, di solito fiorisce a maggio, nel “mese di voluttà” che non a caso è dedicato tradizionalmente alla Madonna, e alla Mamma.
    Ho una storia da raccontare sul sambuco.
    Nel Tirolo settentrionale e meridionale, nelle Alpi orientali, nelle zone abitate un tempo dai Celti – quelli veri, non quelli inventati da una finta tradizione – la pianta del sambuco si chiama Holler. Questo è il nome usato in Tirolo ancora oggi, mentre in tedesco ufficiale si dice Holunder.
    Nelle Alpi orientali, le donne insegnavano ai bambini una filastrocca che veniva cantata come “Giro, girotondo…” e che suonava così:

    Ringa, ringa, Reia,
    Sam’ma unsa Dreia
    Sitz’ma untam Hollabusch
    Moch’n olle husch, husch,husch.

    In italiano, rima a parte, vorrebbe dire:

    Giro, giro tondo,
    siamo noi, siamo in tre
    ci sediamo sotto l’arbusto di sambuco
    e tutti cercano protezione e riparo qui sotto.

    Il testo originale è tratto da un libro di G. Rohrecker, Die Kelten, Pichler Verlag, 2011, pag. 214.
    L’autore spiega anche che “Una volta intorno all’arbusto santo (durante la fioritura, n.d.t.) si faceva una danza in cerchio, forse fino a entrare in estasi. Dopo questa intensa esperienza, favorita e rafforzata dai fiori intensamente profumati, giunge uno stato di beato sfinimento e il riposo che guarisce, nella quiete e sotto il benevolo riparo dato dalla Triplice Dea, Colei che genera e guarisce. Si può anche avanzare l’ipotesi che questa in origine non fosse affatto un gioco per bimbi, ma un rituale di culto per “persone adulte”, che forse sotto il sambuco andavano a ripararsi, a mettersi comodi a coppie (nel “mese di voluttà”…) con una precisa intenzione.”
    (G. Rohrecker; la traduzione dal tedesco è mia).

    Dopo tre volte tre mesi da questo rituale, aggiungo io – le giovani fanciulle così “riparate” sotto il sambuco avevano qualcuno a cui insegnare il girotondo… .

    Ma chi è questa Triplice Divinità che dà riparo, ripara, guarisce, genera e protegge la vita?
    Il nome Holler, in italiano sambuco, ritorna nel nome di una delle più famose divinità dell’area alpina orientale e della mitologia celtica, e cioè Frau Holle, signora della natura, padrona dei cicli naturali e degli animali. È un nome imparentato con heil, che vuol dire sano e con heilig, santo, e con l’inglese holy, cioè santo. C’è anche una voce tedesca die Holde, cioè l’amata… .

    Sambucus nigra, pianta diffusa in tutta l’Europa e detta anche Schwarzer Holunder, contiene in tutta la pianta anche alcaloidi, che potrebbero essere stati usati forse anche per accompagnare certe fasi del parto. Erano parte del corpo della Dea Madre, quindi potevano aiutare le partorienti… Il sambuco “con i suoi infiniti fiori bianchi su steli rossi, dai quali nascono mille e mille bacche nere in cui si trovano perlopiù tre semini, e con i suoi rami che si inchinano, porta in sé, sia come aspetto, che come colori, che come effetti psicotropi, qualcosa che ne fa una pianta sacra alla Dea Madre Trina.” (Rohrecker 2011, traduzione sempre mia).

    Ecco, Frau Holle è la santa Madre Terra dei nostri antenati vissuti prima del cristianesimo, la Feconda e Portatrice di salute, l’Amorevole e la Generatrice, la Buona e la Protettiva. La grande Dea Madre riunisce in sé queste qualità.

    E il fiore del sambuco, così gioiosamente inebriante, porta uno dei suoi mille nomi.

    Buona giornata

    • MaVi dice:

      Beh, il tuo commento è una vera esegesi della ricetta! ora mi è più chiaro come mai i fiori di sambuco abbiano evocato il verso di Emily Dickinson…
      Avevo già incontrato Frau Holle nelle mie letture, ma non avevo mai focalizzato la connessione con il sambuco, grazie!
      La triplice Dea incarna il ciclo vitale, vita-morte-rinascita, non mi ero ancora accorta che nel sambuco ci fossero segni trini così evidenti! Avevo notato il bianco dei fiori e il nero dei frutti, e qualcosa stava affiorando alla mia immaginazione… e ora mi fai notare i gambi rossi! grazie!
      E non sapevo nemmeno fosse inebriante per la presenza di sostanze alcaloidi, anche se è vero che bere succo di fiori sambuco produce una piacevole euforia, pensavo solo perché è troppo buona, ma invece c’è anche l’aiuto della natura, e benefico per giunta! Bellissimo!
      Anche il tuo commento mi ha inebriato, me lo leggo e rileggo e centellino come un bel bicchiere fresco di questa bevanda! Secondo te Holler può avere nessi con Koller? ho un amico poeta con questo nome!
      Torna a deliziarmi!
      abbraccio ovale e trino
      ;)

      • annaperenna dice:

        Già, hai avuto proprio una bella intuizione parlando della profonda responsabilità del sambuco: con tutta quell’ebbrezza e quell’estasi primaverile, fragranza di sambuco, ligustro fiorito nell’aria e vitalba che sprigiona un delicato profumo di miele, le fanciulle nostre antenate hanno sentito il richiamo della Madre e sono scivolate, si sono lasciate andare (“husch, husch, husch”) nella festa della Rigenerazione rispondendo al richiamo…sotto al riparo delle fronde di Holler. Ecco di chi è la responsabilità di tutti quei bambini figli del re di maggio! :-) )

        Un altro indizio: anche in questa filastrocca infatti, proprio come nel nostro tradizionale giro-giro tondo, al verso finale tutto il cerchio si “accucciava”, o addirittura si sdraiava a terra (tutti giù per terra!).

        I succhi ottenuti dalla pianta sono stati quindi sperimentati dalle antenate come fortemente psicotropi, adatti a condurre in uno stato di coscienza che esclude la parte “vigile” della mente, e di conseguenza aiuta nella funzione primordiale del parto.
        “Non mangiare mai le bacche!”, mi diceva mia nonna, perché sono quasi velenose. E infatti…c’è un po’ di veleno dentro. Meglio non esagerare neanche con i fiori…:-)

        Per quanto mi chiedi sul nome Koller, così su due piedi penso che non abbia nessi con Holler. Bisognerebbe prima risalire all’origine storica del cognome, e dopo ascoltare l’etimo.
        Holler, Holle, hold, holy, hulder…., in questi giorni in tutta l’India induista si festeggia HOLI, festa della primavera, famosa per i colori pazzi e gioiosi, che suscitano paragoni col nostro carnevale (ma penso non c’entri). Le persone si cospargono di polveri e sostanze colorate in gran quantità, e naturalmente l’effetto cromatico è forte. Io penso che l’usanza abbia origine (forse dimenticata) dall’uso terapeutico e lenitivo di certe piante polverizzate, ad esempio la stupenda curcuma gialla, delle quali le antenate si saranno cosparse in quantità per curare i mali e le febbri. Penso non sia un caso, che i nomi si somiglino tanto: in HOLI trovavano salvezza, salute e guarigione :-)

        Ricambio gli abbracci, ciao, e grazie a te

        • MaVi dice:

          Ogni cosa che ci dà la natura (o almeno quasi tutto a parte i veleni conclamati) a seconda delle dosi può essere benefica o nefasta! Sembra quasi che sia il suo modo per insegnarci l’equilibrio!
          Oggi è meglio non mangiare troppe bacche di sambuco anche perché abbiamo un mondo strapopolato! ci occorrono nuovi rituali dell’infertilità in questa fase! (però infertilità naturale e gioiosa!)
          Io in cucina HOLI lo festeggio in continuazione, la curcuma e altre polveri colorate a base d’erbe non mancano mai!
          abbraccio oval-sambuchesco
          ;)

  20. Stefano Panzarasa dice:

    Mariagrazia, il commento di Annaperenna mi ha commosso veramente e penso che un omaggio così bello e così sacro al tuo succo “inebriante” te lo sei proprio meritato…
    Bravissima Annaperenna, una spiegazione da sogno, proprio quello che ci vuoleper sognare un antico futuro di consapevolezza ecologica e l’Era Ecozoica…
    Avevo qualcosa di pronto da tempo anche io e ora lo inserisco visto che si è parlato di filastrocche per bambini, bambine e anche adulti ecologicamente consapevoli.
    Ecco quindi l’importanza dei fiori (e la loro importante responsabilità…) nella bella visione ecologica dei cicli della natura ad opera del poeta Gianni Rodari:

    Le cose di ogni giorno
    raccontano segreti
    a chi le sa guardare
    ed ascoltare.

    Per fare un tavolo
    ci vuole il legno
    per fare il legno
    ci vuole l’albero
    per fare l’albero
    ci vuole il seme
    per fare il seme
    ci vuole il frutto
    per fare il frutto
    ci vuole un fiore
    ci vuole un fiore,
    ci vuole un fiore,
    per fare un tavolo…

    • annaperenna dice:

      Grazie Stefano per la calorosa accoglienza.
      Anche a me era venuta in mente questa canzone.
      Ciao!

  21. Stefano Panzarasa dice:

    Ciao Annaperenna, il tuo bel commento meritava proprio una calorosa accoglienza ecozoica…
    Io Rodari lo conosco bene e mi piace tantissimo, è la guida-poetica della mia vita… Inoltre lo canto molto e puoi vedermi su youtube con il mio gruppo “insalata Sbagliata”, una bella filastrocca di Rodari tutta da “assaggiare”…

  22. MaVi dice:

    Grazie Stefano per l’accoglienza fatta ad Annaperenna! Beh, se la meritava veramente! :smile:
    E’ bellissimo questo vostro dialogo intrecciato sotto le fronde del sambuco… bravissimo come sempre il nostro Gianni Rodari, “le cose di ogni giorno raccontano segreti”… e noi siamo qui ad ascoltare ecozoicamente!
    ;)

    • Stefano Panzarasa dice:

      E’ verissimo, e poi l’Era Ecozoica può cominciare proprio ogni giorno a tavola, è semplice, lo può fare chiunque…

      • cris=mauschen :) dice:

        carissimo Stefano!

        è una vera gioia leggere questi bellissimi commenti, leggere le tue parole sapere che per scriverle devi fare fatica e sapere che ci sei!!!

        Bellissimo tutto!
        bacioni!

        • Stefano Panzarasa dice:

          cara cris, ci sono anche se per ora scrivo solo con un dito… e mi fa fatica fare le maiuscole…
          per ora non posso suonare la chitarra, però posso cantare e così il 10 agosto farò un concerto a licenza, un bel paese del parco dei monti lucretili. attiva il teletrasporto e raggiungici…

  23. Miriam dice:

    The elder flower recipes sound delicious!

    • MaVi dice:

      Thanks!
      oxoxoxo
      ;)

  24. virginia dice:

    è da provare assolutamente. di mio faccio solo il liquore , le frittelle con pasta di pane. la normalita’… ottima la torta! ne sono sicurissima!

    • MaVi dice:

      magari fare frittelle e liquori con i fiori di sambuco fosse la normalità… forse la normalità ecozoica! bravissima, però ti consiglio il succo analcolico, provalo è facile da fare ed è buonissimo!
      ;)

  25. maddalena dice:

    cerco disperatamente fiori di sambuco secchi. potete contattarmi? grazie

    • MaVi dice:

      ciao Maddalena, ti sto contattando, eccomi! mi hai troppo incuriosito! A cosa ti servono i fiori di sambuco secchi? Io ne ho una piccolissima provvista personale, non sono solita accumulare grandi quantitativi, cerco sempre di non eccedere nei miei prelievi in natura! Ma se ti sbrighi e vai in posti montani di fiori di sambuco freschi da seccare ne trovi ancora un po’, ieri qualcuno ne ho ancora visto…
      ;)

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