gen 23, 2010

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Ecopasta col forno (v. invernale con zucca)

Ecopasta col forno (v. invernale con zucca)

La ricetta della mamma di Mirko, la signora Graziella, a cui mi sono ispirata e in generale la ricetta tradizionale prevedono l’uso della melanzana, che per me in inverno è un tabù stagionale… È vero che non ci dovrebbero essere nemmeno pomodori e piselli, ma questi – a differenza della melanzana che arriva dritta da una serra ed è quindi cresciuta innaturalmente in un momento magneticamente e solarmente non consono – sono cresciuti nella stagione loro e con la dose di luce giusta che produce vitamine e sostanze nutrienti di loro pertinenza, infatti piselli e pomodori vengono surgelati e conservati dopo la raccolta. Quindi se proprio vogliamo fare un’eccezione alla stagionalità, meglio farlo con frutta e verdura che almeno hanno avuto un percorso di vita naturale… quindi seccati, surgelati e conservati sì, ma con tutte le loro legittime proprietà, colori e sapori (o almeno gran parte). In ogni caso è meglio non abusarne, quindi la pasta al sugo e tutte le altre preparazioni con salsa di pomodoro in inverno dovrebbero essere un’eccezione e non la regola. Anche i piselli surgelati li consumo al massimo un paio di volte l’anno.

Ma se vogliamo fare un’ecopasta col forno invernale è meglio rinunciare alla melanzana di serra (e allo spreco energetico necessario per il riscaldamento artificiale) o a quella dell’altro emisfero (e al carburante del viaggio aereo, il mezzo di trasporto più inquinante).

Dunque, per queste mie preoccupazioni ecologiche ho pensato di sostituire la melanzana con la zucca che ha una consistenza morbidosa vagamente simile.

Ecco quindi la mia rivisitazione zuccosa della pasta col forno.

Ingredienti

500 g di anelletti di pasta

350 g di granulare di soia (sostituibile con legumi cotti)

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

aglio

alloro

basilico (ce ne ho ancora una piantina viva e vegeta in casa)

peperoncino

olio sabino evo

100 g di concentrato di pomodoro

una bottiglia di polpa di pomodoro bio

200 g di piselli surgelati

3 fette di zucca

200 g di besciamella veg autoprodotta

sale

peperoncino

pangrattato

MaViella 

Procedimento

 

Il procedimento va suddiviso in varie fasi, meglio non cercare di fare tutto contemporaneamente (soprattutto gli imbranati con tempi lenti come me)… La prima: preparazione della besciamella veg. La seconda: preparazione della zucca fritta. La terza: preparazione del ragù vegetale. La quarta: cottura degli anelletti. La quinta: assemblaggio generale in teglia.

 

I fase – Besciamella veg

Ultimamente mi sta dando molta soddisfazione una preparazione molto elementare eppure molto gustosa, di cui ho già dato la composizione nella parmigiana di borragine radicale. Essendo breve ve la ridescrivo qui: 3-4 cucchiaiate abbondanti di farina di segale, brodo vegetale, un paio di cucchiai di olio evo, sale e una puntina di noce moscata (ho notato che viene saporita anche omettendo la noce moscata: per merito della farina di segale, che è proprio ottima nella besciamella).

Scaldate l’olio e fate tostare qualche minuto la farina, poi lentamente aggiungere il brodo veg (ne preparo di solito un bricchetto, dovrei ricordarmi di misurarlo…) e salare. Una decina di minuti a sobbollire ed è fatta.

 

II fase: preparazione della zucca fritta

Pulire, sciacquare e tagliare la zucca a dadini. Preparare una padella con un dito di olio evo. Portare l’olio a temperatura e immergere i dadini di zucca. Quando saranno morbidi e dorati potete toglierli con una schiumarola e poggiarli su carta assorbente (io uso i vecchi sacchetti di pane, quelli che sono troppo usati e andrebbero comunque buttati via – ne faccio uno strato e in cima ci metto un foglio di carta tipo scottex bianca). Tenete da parte la zucca fritta.

 

III fase: preparazione del ragù veg

Qui ho cercato di seguire il più possibile le orme di Mirko, per poter gustare il cuore della sua ricetta… E naturalmente comincio con una variazione: il soffritto me lo sono fatto con verdure fresche, affettando una cipolla per il verso giusto senza lacrimare (longitudinale, ho sempre fatto così Mirko, ma non sapevo che fosse magico!), sminuzzando carota, sedano e aglio e unendo una bella foglia d’alloro e un pezzetto di peperoncino.

Ho imbiondito le verdure e sfumato le verdure… mentre avevo messo a mollo il granulare di soya… tuttavia – un momento di distrazione e sono saltata al punto successivo… ho aggiunto il concentrato, dimenticandomi di fare imbiondire il granulare di soya insieme alle verdure… comunque non ho ricominciato da capo, sono andata avanti lo stesso.

Però voi non fate come me, imbiondite bene il granulare di soya con le verdure prima di sfumare con il vino!

Dopo il concentrato (che di solito non uso mai, ma che ho messo per amor tuo e di tua mamma, Mirko!) ho aggiunto la polpa di pomodoro, facendo esattamente quello che raccomandi: aggiungere un goccio d’acqua per recuperare tutto il sughetto rimasto appiccicato alle pareti della bottiglia (ma questo me lo aveva già insegnato la mamma! Lo faccio da una vita!).

E poi ho aggiunto i piselli surgelati.

Ho fatto sobbollire il sugo con il coperchio per non so quanto… mi regolo ad occhio… Ma mai troppo a lungo, non mi piacciono le salse troppo condensate… I miei sughi restano in pentola massimo una mezz’ora, soprattutto se poi vanno anche in forno!

A fine cottura ho salato e aggiunto un paio di foglie di basilico.

 

IV fase (che può essere contemporanea alla III): preparazione degli anelletti

Far bollire un bel pentolone d’acqua e aggiungere il mezzo chilo di anelletti, spegnendo a metà cottura, nel mio caso dopo circa 7 minuti (il tempo di cottura sulla mia confezione era 13 minuti).

V fase: assemblaggio generale

Qui Mirko dice di mescolare tutto quanto preparato con metà besciamella… e ho commesso un nuovo errore, ho dimenticato di aggiungere la besciamella, mescolando anelletti, ragù veg e zucca fritta… Quando me ne sono accorta ormai era fatta… e come al solito ho proseguito sulla mia strada…

Non mescolate tutto nella teglia, perché prima va unta con olio e cosparsa di pangrattato.

 

Questo lo autoproduco con gli avanzi di pane grattugiati da Stefano (che potete vedere in esecuzione nella foto). Ci vuole pazienza, ma almeno si mangia un prodotto genuino e soprattutto si ricicla il pane vecchio che altrimenti andrebbe sprecato (e considerando che si tratta del pane fatto da Stefano in un forno a legna sarebbe un’eresia!).

Dopo questa operazione ho buttato il mix nella teglia, e quindi la besciamella l’ho buttata sopra tutta insieme. Ho cosparso di abbondante pangrattato e ho fatto un giro con olio evo sabino. Forno a 240° (o giù di lì) per mezz’ora circa.

E ho accolto il suggerimento di Mirko di aggiungere anche dei bei pezzi di mozzarella veg che avevo appena fatto e che mi era venuta particolarmente bene (facendo pratica si prende sempre di più la mano e la mozzarella diventa sempre più mozzarella! [Oggi faccio questa, senza soia]  ). Ne avevo fatto una quantità sufficiente a ricavare la bella mozzarella che vedete nella foto sopra e una uguale quantità che ho suddiviso negli scomparti del (non mi viene il nome)… dell’arnese in cui si mette l’acqua per preparare i cubetti di ghiaccio… Da farci finalmente le famose mozzarelline vegan fritte di Concita.

La mozzarella veg ci stava proprio bene nella pasta col forno alla zucca!

Gli anelletti saltellavano di gioia! E non vi dico le papille!

Ho preparato due teglie di pasta col forno, una l’ho lasciata a casa e una l’ho portata a un veglione a casa di onnivori alla Locanda del Claudione [ormai chiusa, nda] e l’ho tenuta in regime di sorveglianza speciale… Questo perché il buffet era pieno di cose, ma di incerta composizione… e non avevo voglia di rintracciare ogni autore/autrice di pietanza e chiedergli la lista degli ingredienti… Così ho pensato di tenere per noi vegan almeno un piatto di sicura provenienza… e di farla assaggiare a chi poteva essere interessato alla prova. Per esempio a Claudione, esperto chef dell’omonima locanda: aveva ormai abbondantemente pasteggiato, ma ne ha assaggiata una forchettata e ha detto solo una parola: stratosferica!  Ovviamente metà teglia l’ho riportata a casa! E mi sono goduta questa stratosfericità per diversi giorni ancora!

Sarebbe però più decoroso impiattarla in questo modo:

Qui ho sentito Sons and fascination dei Simple Minds (fralaltro Kerr si è quasi trasferito in Sicilia!)

Auguri ecozoici a tutt*

 

 

Commenti dopo la prima pubblicazione

  1. Nello 23 gennaio 2010 alle 15:04

complimenti per questo piatto oltre che ottimo, ha tutte le buone e validi ragioni per essere gustato con serenità, evitando di danneggiare l’ambiente

una domanda: ma cosa stavi grattuggiando?? ti ci vedo grattarola della serie: sega sega mastuciccio O__O

mi fermo qui sennò rendo questo capolavoro di post una nellata O__O

GRANDE MARYGRACE O__O

 

..bello il testo della canzone…non la conoscevo!!!

 

  1. teclina 23 gennaio 2010 alle 15:34

complimenti! con la pasta al forno non si sbaglia mai

 

  1. Chicca66 23 gennaio 2010 alle 15:53

Da quel che ho visto avete trascorso un capodanno da favola E anch’io mi sarei tenuta d’occhio questa meraviglia di pasta Devo cercare questo formato di pasta che mi ispira tantissimo e non ho mai assaggiato Dai tuoi post traspira sempre la semplicità della persona che sei Un salutone

 

  1. Nadir 23 gennaio 2010 alle 16:10

Che bella! bravissima Mariagrazia, è una gioia anche per gli occhi, figuriamoci per le papille gustative!

 

  1. Mirko 23 gennaio 2010 alle 18:20

Grazie mille! Mia madre sarà felice! Io sono fiero delle tue variazioni! Bravissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

 

  1. Ambrosia 23 gennaio 2010 alle 19:55

è strepitosa!!!! va venire un’acquolina pazzesca!!!!!!!

 

  1. yu 23 gennaio 2010 alle 21:44

Concordo con Ambrosia: fa venire l’acquolina. complimenti

 

  1. virginia 23 gennaio 2010 alle 23:39

…ciao bimba…bellissimo piatto…

 

  1. Stefano 24 gennaio 2010 alle 10:30

Era buonissima! (Commento dell’assaggiatore ufficiale…)

E sono pure contento di aver partecipato alla preparazione grattuggiando il mio pane.
Un’altro ecopiatto che sicuramente non mancherà nei menù dell’Era Ecozoica…

 

  1. virginia 24 gennaio 2010 alle 14:31

@ stefano….tu, con la scusa d’essere l’assaggiatore ufficiale, ti fai nero nero eh?

 

  1. Mariagrazia 24 gennaio 2010 alle 21:31

@ Nello

Ma le leggi le ricette? c’è scritto chiaramente sotto la foto che è Stefano che sta grattugiando il pane! ma come hai potuto pensare che quelle fossero le mie mani????
Sorvolo sulla tua citazione…
Meno male che almeno ti sono piaciuti il piatto e la canzone…

Ma dimmi un po’: a Napule oltre a turbare le guaglione a passeggio non è che sei riuscito ad assaggiare un caffettino al ginseng?

@ teclina
E’ vero la pasta al forno è un evergreen! Quella col forno è una delle versioni più buone che ho assaggiato!

@ Chicca
Sì gli anelletti danno tante soddisfazioni! Dai brodi al forno, non deludono mai!
Grazie per le tue sempre belle parole! Sei un balsamo!

@ Nadir
sì, confermo – la pasta col forno è pura gioia gustativa. Un concerto brandenburghese culinario!

 

  1. Mariagrazia 24 gennaio 2010 alle 21:34

@ Mirko

GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

(di solito evito il maiuscolo nella comunicazione internet, perché detesto urlare sia parlando che scrivendo, ma stavolta ci voleva!)

 

13. Mariagrazia 24 gennaio 2010 alle 21:39

@ Angelica

sì sì – te lo posso confermare per esperienza piacevolmente vissuta!

@ Yu
Idem come sopra!

@ Virginia
grazie baby!

@ Stefano
Speriamo che arrivi presto quest’Era Ecozoica… mi deprime parecchio questo sistema in cui viviamo…

@ Virginia
che vuol dire “ti fai nero nero”? te lo chiedo da parte di Stefano che altrimenti non sa cosa risponderti!

 

  1. neofrieda79 24 gennaio 2010 alle 22:13

sembra la pagina di un grande chef..wow i tuoi reportage si riconoscono sempre!! un abbraccio cara

 

  1. virgina 24 gennaio 2010 alle 22:59

allora…è un modo di dire…fa parte del mio linguaggio da sempre , ma non so da dove provenga:mangiare con voracità e a sazietà…praticamente…chi si ingozzava, per la velocità e voracità, rischiava di non respirare nemmeno e il volto diventava nero, paonazzo…e lui, come primo assaggiatore..cucini bene baby …ciao piccina! salutami Stefano.

 

  1. Mariagrazia 24 gennaio 2010 alle 23:55

@ Annalisa

(ho fatto la prova faccina che arrossisce – vediamo se ho imparato…)
un abbraccio anche a te!

 

  1. virginia 25 gennaio 2010 alle 08:46

…allora..la spiegazione te l’ho scritta che faccio? te la rimando?

 

  1. Mariagrazia 25 gennaio 2010 alle 12:01

@ Virginia

La spiegazione è uscita fuori! forse era rimasta in moderazione!
I complimenti di una superchef mi fanno un enorme piacere! (mò l’ho imparata questa faccettina… per un po’ ne farò abuso…)
Quando Stefano si collega ti risponderà per la sua parte!

 

  1. Nello 25 gennaio 2010 alle 12:03

non avevo letto quella parte colpa delle fasi a numeri romani

scusa se le ho scambiate per le tue mani infatti dicevo io che erano poco femminili O__O

..il caffè non l’ho provato ancora purtroppo dovevo guardare la macchina e non potevo allontanarmi troppo e girare

 

  1. Mariagrazia 25 gennaio 2010 alle 12:10

@ Nello

Colpa delle fasi a numeri romani???
Comunque, perdonatissimo! stavo scherzando, avrei anche potuto avere mani come quelle di Stefano, che male c’è? L’importante è saperne fare buon uso! Le mie comunque puoi vederle nella ricetta della paella della Spagna senza corrida!

 

  1. Nello 25 gennaio 2010 alle 12:23

….dopo la fase V mi aspettavo altre fasi…poi ho addocchiato quella bella coppa bianca e non ho letto lo spezzone tra le due foto

….ora vado a gustarmi una brodaglia che mi son preparato per smaltire il pranzo domenicale di ieri O__O

..oggi sono molto giù perchè il milan ha perso il derby vorrei commentare qualche ricetta…ma poi va a finire che me la prendo con qualche cuoco

a dopooooo

ps. in un’altra tua ricetta ho visto dei piedi in un vasca….quelli sono sicuro che appartengono a Stefano

 

  1. Paola B 25 gennaio 2010 alle 18:43

Ciao Mariagrazia, ciao Stefano,

che bella scorpacciata di capodanno vi siete fatti!
La pasta al forno mette appetito anche in foto.
Buon anno a tutti e 2,
Paola

 

  1. Francesco 25 gennaio 2010 alle 19:31

Deve essere davvero buona oltre che ecologica, le varie foto dei passaggi enfatizzano un sacco la bontà!!

un saluto da
Francesco dal Molise

 

  1. Stefano 25 gennaio 2010 alle 21:21

@ – Mariagrazia, non so bene quando arriverà l’Era Ecozoica ma sicuramente in Veganblog ci si da da fare perché tutti quel giorno sappiano bene cosa mangiare… (gli animali ci ringrazieranno felici…).

@ – Virginia, un giorno se ci vieni a trovare ti cederò con piacere il mio posto di Primo Assaggiatore. Però io mangio “lento lento” per gustarmi il cibo e non corro mai il rischio di diventare “nero nero”…

@ – Nello, con quei piedi le mie scarpe mi starebbero molto larghe…

@- Ciao Paola B, Buon anno anche a te, i miei auguri ecologisti li puoi vedere su http://www.orecchioverde.ilcannocchiale.it

 

  1. Mariagrazia 25 gennaio 2010 alle 21:44

@ Nello

il calcio mi lascia indifferente, dato che rispecchia un sistema di valori a me completamente estraneo… e mi dispiace che il tuo umore debba dipendere dai volteggi di un pallone (…di cuoio). Tanto rumor per nulla!
Se domani vai a farti una passeggiata al mare sicuramente il tuo umore tornerà positivo! salutamelo!

Sui piedi ti ha risposto Stefano! (vediamo se mi esce questa…)

@ Paola B
per le feste ho fatto qualcosa di più sfizioso, ma sempre leggero! La pasta col forno te la consiglio! buon anno anche a voi!

@ Francesco del Molise
sì, buona ed ecologica! Sei riuscito a trovare il seitan?
un abbraccio

 

  1. Mauro twelve 25 gennaio 2010 alle 22:23

Ciao carissima, la ricetta sembra invitante, con tanto di foto nelle varie fasi.. Come ben sai sto lavorando in una pasticceria gelateria.. Quando torno in Italia vedo se riesco a creare qualche mio dolce o gelato-semifreddo Vegan e pubblicheró qualcosa.. Oltre al Vegan vorrei esplorare il mondo della zuccherazione naturale, sugar free…

Un abbraccio e buona continuazione tra i fornelli e le pentole..

Mauro

[;-)

 

  1. Marisa Fuoco 26 gennaio 2010 alle 13:30

Ciao Mariagrazia,ho visto e letto questa ricetta che dev’essere buonissima, non ho avuto ancora l’ooprtunità di preparare quella con le “vongole felici”. Il giorno che troverò tempo e ingredienti le preparerò entrambe (quest’utlima ricetta, si gusta anche fredda e puòà andar bene d’estate) Un abbraccio, a presto.

 

  1. iaia 26 gennaio 2010 alle 16:52

ciao Mariagrazia…che dire, da leccarsi i baffi!!! e devo farti i complimenti anche per i tuoi servizi fotografici..fatti con amore e storia che si racconta snche senza bisogno di leggere..almeno dovrebbe..io le mani di Stefanole avevoriconosciute!! saluti “acqualinosi” iaia

 

  1. Nello 26 gennaio 2010 alle 20:28

..ehm noooooo il mio umore non dipende e non dipenderà mai da una partita!!! O__O certo..ci tenevo che vincesse il Milan ma per fortuna il mio stato d’animo varia a seconda di altri fattori, non certo dalla sconfitta di una squadra di calcio

Il materiale del pallone, è uno dei tanti elementi che mi fa detestare questo sport. Se non sbaglio, te lo dissi già in passato i tanti motivi che mi fanno “odiare” una delle tante passioni che coltivo da piccolo…

…tra l’altro poco tempo fa venni a sapere dell’Adidas e sulle atrocità che commette per produrre le scarpe Può sembrare che non c’entri nulla col calcio, ma purtroppo si, visto che molte squadre sponsorizzano questo marchio e di seguito è notato da milioni di persone

..oggi sono andato a farmi una bellissima e lunghissima passeggiata. Nonostante il freddo, si poteva stare sul lungomare

..ho letto la risposta di Stefano tempo fa vidi il suo blog e rimasi molto colpito…perchè bello-colorato-intenso e molto energico. Solo che non mi ricordo come lo addocchiai
come si fa per rivederlo????
…non so perchè ma Stefano mi ricorda molto John Lennon, uno dei miei musicisti preferiti

 

  1. Sira 26 gennaio 2010 alle 21:41

Carissima Mariagrazia,

questo piatto rasenta il capolavoro! Nonostante io abbia già mangiato, leggendo la ricetta mi è rivenuta una gran fame. Però manca una cosa…..la foto della teglia vuota! ……o si sono mangiati anche quella?
Fantasia, rispetto e buon gusto, quale mix potrebbe essere migliore!
Brava Brava Brava!

 

  1. Mariagrazia 27 gennaio 2010 alle 20:44

@ Stefano

sì, è vero! Veganblog è un maxilaboratorio di cucina ecozoica!

@ Mauro twelve
Che bello, non vedo l’ora che ti iscriverai qui come vegchef! Sono curiosa dei tuoi esperimenti di veganizzazione di dolci e gelati e dei tuoi esperimenti di zuccherazione naturale! Ottimo!
Un abbraccio anche a te!

@ Marisa Fuoco
Ti consiglio di cominciare a provare la ricetta alle vongole felici anche senza alghe, viene buona ugualmente! La pasta col forno puoi prepararla anche con un sugo semplice senza granulare di soia (magari puoi aggiungere due funghetti) e senza mozzarella veg, sarà ugualmente buona!
La pasta col forno è in realtà un piatto estivo dato che i suoi ingredienti appartengono a questa stagione, in particolare la melanzana. La rifarò di sicuro quest’estate e me la mangerò anche fredda! Ci avevo già pensato!
Un abbraccio anche a te

@ iaia
Grazie, dato che non posso offrire forchettate di assaggi via computer, almeno vi faccio gustare qualcosa con gli occhi… L’aspetto visivo dell’alimentazione è molto importante, a volte i bimbi rifiutano il cibo perché viene presentato in modo sciatto e poco invitante, o comunque in un modo che non risveglia la loro attenzione… ecco perché poi quando mangiano fuori di casa invece diventano improvvisamente buone forchette…

 

  1. Mariagrazia 27 gennaio 2010 alle 20:49

@ Nello

Lo so che sei un ragazzo saggio, anche se ti presenti come un pazzerello! E la tua chiacchierata con Ilaria me lo sta dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno.
Beato te che quando vuoi te ne puoi andare sul lungomare!
Riflettendo su di te comunque ho pensato che dovresti tornare a studiare… Ci avevo già pensato prima che raccontassi delle tue esperienze universitarie (beh comunque hai fatto bene a lasciare giurisprudenza, che barba! E lingue non è adatto a un tipo poco viaggiatore come te…). Secondo me la tua situazione è ideale per un progetto del genere: nessuno ti corre dietro, ti scegli una facoltà che non ha bisogno di eccessiva frequenza (per esempio se ti iscrivi a lettere molti esami te li puoi preparare a casa, basta solo che ti procuri la lista dei testi d’esame) e il chiosco sicuramente avrà dei tempi morti che puoi dedicare allo studio!
Già ti vedo che scrivi una tesi di laurea in letterature comparate sulla figura degli animali nella letteratura di tutti i tempi e luoghi! Oppure sul rapporto che alcuni scrittori hanno con il vegetarismo, ce ne sono tanti, Milan Kundera, Ceronetti, Tolstoj, ora a febbraio esce un libro di un giovane scrittore americano, Safran Foer, “Eating animals”…
Il blog di Stefano (orecchioverde) lo trovi linkato a questa ricetta quando parlo del veglione a casa di onnivori (clicca su qui). Ti propongo anche un quiz: vediamo se scopri in quale foto compaio! (non in pezzetti, ma intera!).
E’ vero, Stefano può essere paragonato a Lennon…il nostro amico che lo ha aiutato nella prima fase di arrangiamento dei suoi pezzi lo chiama Bob Dylan!

@ Sira
grazie, troppo buona (un’altra occasione di mettere la faccina che arrossisce! )
Hai ragione manca la teglia vuota, la prossima volta la fotografo! Per fortuna non ce la siamo sbafati!
Penso che tu abbia perfettamente riassunto il mio concetto di cucina vegan, ti ruberò questa sintesi in qualche futuro scritto: fantasia, rispetto e buongusto! Brava anche tu!
Spero di risentirti presto! In questo blog come vegchef, per esempio, no?

 

  1. Nello 27 gennaio 2010 alle 21:06

sono davvero felice di averti conosciuto! quando leggo i tuoi commenti o email mi sembra di percepire il suono della tua voce ti ringrazio, perchè tutte le volte mi trasmetti una marea di buone sensazioni…altro che lungomare

con calma ti rispondo per email…
Salutami Stefano!!!
…anche Bob Dylan è uno dei miei cantautori preferiti

 

  1. Stefano 27 gennaio 2010 alle 21:22

Tanto per restare più vicino a casa, a volte quando canto mi piace usare un pò lo stile di Edoardo Bennato… E così venerdì mi avvicinerò veramente a lui, cioè a Napoli perchè farò una conferenza-spettacolo ecologista in una scuola superiore a Terracina.

Ho ricevuto i saluti, ricambio, ciao Nello!

 

  1. Nello 27 gennaio 2010 alle 21:29

….anche edoardo lo adoro!!! sarà che mio padre per 30 anni ha venduto musicassette…quindi ho un orecchio molto “ampio”

complimenti di cuore per ciò che fai!!!!!
ciao Stefano!!!

 

  1. Mariagrazia 28 gennaio 2010 alle 15:54

@ Nello

(quanto mi è servito imparare a fare la faccettina che arrossisce in questa ricetta!)
hai visto, Stefano l’hai nominato e ti è comparso!
edoardo lo abbiamo visto live pochi mesi fa a una sagra qui vicino!
alla prossima mail!

 

  1. Stefano 28 gennaio 2010 alle 18:04

Ci sono cose che faccio ogni giorno, mangiare e cantare in modo ecopacifista…

Una grande soddisfazione.

 

  1. Nello 28 gennaio 2010 alle 21:30

….vedo che stai facendo familiarità con le faccette

….una delle più recenti canzoni di bennato che amo ascoltare è: l’isola che non c’è
non l’ho mai ascoltato dal vivo, e credo che sarà stato molto emozionante vederlo suonare live

..per la foto, tu appari in più foto e te la cavi anche bene a ballare

ora che ho la possibilità di rivedere il blog di Stefano ti farò molte annotazioni e domande…

siete grandissimi!!!

ciao a presto!!

 

  1. Mariagrazia 29 gennaio 2010 alle 15:48

@ Nello

Edooardo è la seconda volta che lo vedo live! Da ragazzina mi faceva impazzire, ora devo dire la verità, un po’ meno…
però è un signor professionista!
Nel post che ho linkato qui alla ricetta appaio in una sola foto, forse mi hai individuato, ma devi darmene la prova!
Con le domande cerca di non andare fuori del seminato, eh?
E qui ci metto la faccetta che arrossisce, ora che la so fare!!!

 

  1. Nello 30 gennaio 2010 alle 20:16

io adoro come suona l’armonica. mi piace tantissimo

il post che hai segnalato non è in evidenza, quindi non riesco ad arrivarci

ehehhehe no tranquilla le domande saranno del tipo:

in questi giorni ho visto la sezione del blog di Stefano: Poesie e canzoni ecologiste
non conoscevo James Koller, o meglio non sapevo nemmeno che esistesse U_U
ho letto alcuni suoi versi, che belle parole!
ma il dipinto con l’albero lo ha fatto pure lui???
e alla domanda sulle tre donne, voglio sapere pure io la risposta
mi piace tantissimo l’entrata della bottega gaia con la porta verde e l’arco bianco…che bellaaaaa!!

ciao e buon fine settimana!!!

 

  1. Mariagrazia 30 gennaio 2010 alle 21:39

@ Nello

ecco il link, ma c’è nella ricetta! è sotto la foto della teglia color pesca, alla parola ‘qui’. Comunque:
http://orecchioverde.ilcannocchiale.it/comments/2410183
Il murales non l’ha dipinto Jim!
Sono contenta che le sue poesie ti piacciano!
Per la risposta alla domanda sulle tre donne passo la parola a Stefano!
Buon week-end anche a te!

p.s. take it easy!

 

  1. Stefano Panzarasa 5 febbraio 2010 alle 17:24

Nello, sono contento che tu abbia apprezzato le poesie di Jim Koller, un vero poeta-amico nostro…

Le tre donne del murales è per me che rappresentano l’amore, la saggezza e la natura, è un omaggio che ho fatto a Jim, in effetti Mariagrazia potrebbe chiedergli cosa pensava in quel bel momento in cui le guardava… (e una di loro sembra proprio lo stia guardando con affetto).
Il Laboratorio di Gaia ti attende per ospitarti (e dentro ci sono cose bellissime) quando ci verrai a trovare.

 

  1. Nello 6 febbraio 2010 alle 21:25

Mi piace molto il significato delle tre donne. Sono dei valori che, come rappresentati nel dipinto, trasmettono tanta armonia.

Uniti poi, diventano un’unica forza
Credo che voi li poartate avanti con molta dedizione e siete capaci di trasmetterli agli altri. E come il dipinto delle tre donne, lo fate tanta armonia

Sono davvero onorato del tuo invito! Mariagrazia lo sa che il mio lavoro mi tiene molto “prigioniero”. Ma in primavera, o meglio in estate posso muovermi facilmente!

…non vedo l’ora di vedere il laboratorio!

ciao e buonaserata!

 

  1. Stefano 9 febbraio 2010 alle 10:06

In effetti in questa società ne serve di forza per riuscire ad andare avanti… Qua e là se uno sa guardare se ne trova un pò, come in quel bel murales…

Ne riparleremo nel “Laboratorio di Gaia” quando sarai “libero”…

 

  1. neofrieda79 9 febbraio 2010 alle 10:11

Stefano e Mariagrazia, ho seguito adesso il link e mi sono commossa! Grazie di esserci! Sarebbe bello un incontro meno virtuale: pensateci! Vi abbraccio forte, Anna

 

  1. Mariagrazia 9 febbraio 2010 alle 14:34

@ Nello

sei veramente caro…

@ Annalisa

sì certo un incontro reale sarebbe bello! ne riparleremo quando potrò cavarmela senza badanti! un abbraccio anche a voi!

 

  1. Nello 9 febbraio 2010 alle 14:37

stefano dopo pasqua e con l’arrivo delle belle giornate, sarà davvero un piacere venire nel tuo laboratorio

parleremo di tantissime cose….

xmariagrazia. non chattare troppo!!!!

a dopoooo

 

  1. Stefano 9 febbraio 2010 alle 18:06

Neofrieda, certo che sarebbe bello incontrare un pò di blogvegani… Sono sicuro che capiterà e grazie delle belle parole.

 

  1. Nello 9 febbraio 2010 alle 21:13

xstefano. poco fa ho dato una sbirciatina al tuo laboratorio. Mi sono sempre piaciuti quiesti tipi di ambienti: ricchi di tantissimi oggetti, libri, quadri, sculture e ceramiche particolari.

Devi essere davvero molto bravo nel tuo lavoro. Se non erro, da quanto ho capito fai il caramista per mestiere. Io ammiro molto chi crea un qualcosa con le proprie mani. Possiede un gran dono

 

  1. Mariagrazia 10 febbraio 2010 alle 13:32

@ Nello

senti da che pulpito-chat viene la predica!!!!
Ora sto aspettando Stefano che ancora non rientra… mi sento come una bestiola che attende che le riempiano la ciotola…

 

  1. Nello 10 febbraio 2010 alle 16:22

ehm Mariagrazia ti sbagli io commento poco e niente! te lo giuro

spero che stai meglio col polso!
salutami Stefano!!!

a dopoooo

 

  1. Mariagrazia 11 febbraio 2010 alle 13:46

@ Nello

oggi niente ricetta????
spero tutto bene…
io me la cavo – è Stefano che tribola…

 

  1. Stefano 14 febbraio 2010 alle 08:39

Nello, nel mio laboratorio, specialmente quando metto tutto sottosopra per fare il pane (questo sabato ho fatto 14 pani…) c’è quello che il grande Edgar Morin ha definito: “E’ nel dialogo tra l’ordine e il disordine che sta l’anima del mondo.” E infatti il mio è il Laboratorio di Gaia (la Terra, l’antica Gea dei Greci…).

A parte ciò io in effetti non faccio il ceramista di professione ma lavoro come responsabile del Servizio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili (RM-RI). Però molti miei hobby nel tempo sono diventati laboratori di educazione ambientale per le bambine e i bambini delle scuole…

 

  1. Nello 15 febbraio 2010 alle 20:22

che bella la frase di Morin

non sapevo che i greci chiamavano la terra: Gaia. L’ho letto nel tuo blog

wow hai fatto 14 pani??? grandissimo!!!

quello che fai come lavoro e come hobby è davvero eccezionale, soprattutto perchè è rivolto ai bambini: la “vera” speranza per un mondo migliore…

ciao stefano!

 

  1. Mariagrazia 17 febbraio 2010 alle 13:27

Nello potresti andare a chattare con Stefano nel suo blog???

(scherzo di ex-carnevale! non sai che piacere è sempre leggerti!)

 

56. Stefano 17 febbraio 2010 alle 16:37

Nello, grazie mille per i complimenti e grazie anche a Mariagrazia che con i suo piatti ecologisti ci ha fatto incontrare…

 

  1. Nello 17 febbraio 2010 alle 20:58

x mariagrazia: ma lo sai che proprio adesso ho notato che non ti ho ancora risposto all’email???

sarà che ci sentiamo sempre qui

cmq appena posso ti scriverò….

x stefano: io ringrazio anche e soprattutto veganblog. Senza questo mezzo di comunicazione non vi avrei mai conosciuto
mi mpiace troppo il tuo blog, infatti lo visito spesso…

ora stacco…devo sbrigare alcune cose per il chiosco…

E’ appena passato s.valentino e carnevale. Ora bisogna cambiare scena e pensare già agli articoli di pasqua
e nel frattempo anche a qualcosa per tamponare in questo arco di tempo…

spero di orientare mio padre e mio fratello su cose “giuste”

…non è facile stare in commercio e vivere vegan allo stesso tempo

però per fortuna non è impossibile!

ciao e buona serata a tutti!!!

ne approfitto per mandare un bacione e un saluto a chicca:
ciao chicca smakkkkkete

 

  1. Mariagrazia 18 febbraio 2010 alle 13:12

@ Nello

guarda che aspetto la risposta alla mail pvt, sennò entro in sciopero commenti nelle tue ricette eh!

ma quando mai… non posso resistere alle tue teglie…

@ Chicca
mi unisco a Nello! evadi se puoi ogni tanto! ti aspettiamo!

 

  1. Nello  20 febbraio 2010 alle 20:40

domani ti prometto che dopo aver mangiato i canNELLOni ti rispondo in pvt. Con lo stomaco pieno ragiono meglio…

ciao mariagrazia e ciao stefano!

buona serata a tutti!!!!

 

 

gen 23, 2010

Inserita da | 2 Commenti

  1. Cono dice:

    e chi mi scolla da qui…

    • MaVi dice:

      Questa la voglio fare sabato per il compleanno del mio paparino, che arriva quasi ad ottanta… è stato lui a portarmi nell’infanzia a vivere in Sicilia!
      ;)

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