mar 23, 2015

Inserita da | 16 Commenti

Crema pasticcera di couscous (macrobiotica ed ecozoica)

Crema pasticcera di couscous (macrobiotica ed ecozoica)

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Vi ho già raccontato tante volte che non amo i latti vegetali, né comprati né fatti in casa. Quello di soia è escluso a priori, per gusto, pesantezza e impatto ambientale (del contenuto e della confezione). Il latte vegetale per me non sa di niente, sia di mandorla, di avena o di riso: non mi entusiasma. Quello di cocco soprattutto in combinazione col riso mi piacicchia, ma cerco di evitare questo frutto esotico per cui si sacrificano le vite di elefanti e rinoceronti. Per cui cosa resta? Meglio un bel succo di mela o una tisana al mattino. O semplicemente frutta. Di conseguenza la mia crema pasticcera è a base d’acqua. Dopo avere assaggiato quella macrobiotica ho scoperto proprio la più adatta al mio gusto e alle mie esigenze e da allora (ormai più di sei anni) non l’ho più lasciata!

Eccovi la mia versione. La trovate anche nel mio libro, Vongole felici, a pagina 281.

 

Ingredienti 

Un bicchiere di couscous

3-4 cucchiai di succo d’agave e qualche cucchiaio di zucchero di canna integrale mascobado secondo gusto (soprattutto se avete ospiti tradizionali aggiungete!)

Un cucchiaino di vaniglia in polvere

Un pizzico di cardamomo e un pizzico di macis in polvere

Una stecca di cannella (o un pizzichino in polvere)

Un paio di cucchiaini di curcuma (facoltativo, solo se volete ingiallire di più la preparazione)

4-5 bicchieri di acqua

Una puntina di sale marino integrale

 

Procedimento

Far cuocere il couscous per circa mezz’ora, controllare se ha bisogno di aggiunte di acqua. Verso la fine, unire i profumi e gli altri ingredienti. Spegnere e far freddare un poco, e poi frullare bene, togliendo prima il bastoncino di cannella (sciacquarlo, asciugarlo e riporlo per successivo uso). Al posto del succo d’agave, potete usare altri dolcificanti naturali, evitando quelli che anneriscono troppo la preparazione. Io sinceramente me ne infischio, mi sta bene anche una crema pasticcera marroncina, ma se volete una crema più giallina usate zucchero di canna integrale chiaro e fichi secchi o albicocche secche anziché datteri.

 

 LA CREMA PASTICCERA ECOZOICA SOTTO I RIFLETTORI!

La crema pasticcera non è molto fotogenica… Allora l’ho portata con me a un laboratorio di fotografia dedicato al ritratto con il modello e attore Vincenzo Demasi, che gentilmente si è prestato come testimonial ecozoico.

Non ve lo avevo ancora detto, ma da qualche mese sto frequentando un corso. Ho sempre cercato di fare foto originali e divertenti per il blog, sono passata da una compatta usata che si reggeva con lo scotch, a una compatta di qualità e infine… alla reflex digitale. In tutta la mia vita ho avuto sempre vicino chi faceva le foto  e persino le sviluppava (quando ancora si faceva con la pellicola nel bagno chimico) o lo faceva per lavoro, e non mi sono mai preoccupata di imparare a farle io, anche se ho avuto sempre istintivamente occhio  e mi sono arrangiata soprattutto in viaggio con quello che trovavo in giro, persino le usa e getta. Ma a fine estate scorsa abbiamo scoperto che praticamente a due passi da casa stava partendo un corso a prezzo popolarissimo, organizzato da Ivan e Chiara di Avanguardia Visionaria. Ivan segue anche come webmaster il sito (grazie a lui finalmente ho risolto il problema della scomparsa periodica delle trasmissioni, ricordate?). Stefano mi ha praticamente iscritto lui al corso e mi ha convinto che era proprio quello che nella vita dovevo fare, io non ci tenevo in modo particolare, diciamo che in questa materia mi sono sempre accontentata della sufficienza. Però devo dire che pian piano mi si è aperto un altro mondo. So di essere proprio alla base della scala e che di gradini da salire ce ne stanno molti, prima non sapevo nemmeno che ci fosse la scala! O perlomeno non avevo avuto nessuna voglia di provare a salirla. E così è arrivata la mia prima reflex digitale e ho cominciato a confrontarmi con la profondità di campo, il diaframma eccetera. E’ come imparare una nuova lingua! E così anche a vostro beneficio sono tornata sui banchi di scuola.

Un paio di domeniche fa al laboratorio di ritratto ho portato con me la crema pasticcera di couscous: non l’ho presentata come surrogato della crema pasticcera classica, ma come dolcetto senza nome. E chi l’ha assaggiata a quanto pare l’ha gradita.

Ecco alcune idee per usarla:

Anche Rodni è attratto dai miei dolci…

Sono tutte ricette non ancora pubblicate, ve le metto qui per un primo assaggio… più avanti si vedrà. Ne manca una che presto pubblicherò! (Eccola: è il tiramisu minimalista).

Ed ecco il fotoreportage di Vincenzo come testimonial ecozoico, le foto sono dei miei compagni di corso e un paio mie, e dulcis in fundo quelle del nostro maestro. Ringrazio tutti per avermi concesso il diritto di riprodurre!

Max Fagioli

Rita Bevilacqua

Rita Bevilacqua

Francesca Parisse

Francesca Parisse

MaVi

MaVi (da questa deriva la copertina)

Bravi vero? E appena arriva inserisco anche quella del mio maestro!

Eccole qua!

mar 23, 2015

Inserita da | 16 Commenti

  1. Cono dice:

    strepitoso tutto e tutti!

    • MaVi dice:

      Vincenzo ha illuminato questo “inizio” di primavera ecozoica. Fralaltro nel corso di posa ho scoperto che è vegetariano!
      ;)

  2. Stefano Panzarasa dice:

    Cara MaVi sei un’ottima studentessa-fotografa-ecozoica… Tu e la crema pasticcera meritate un bel 10 e lode!

    • MaVi dice:

      eh sì, studentessa a vita… ma senza voti!
      ;)

  3. Elisa dice:

    Ciao MAVI!

    Avevo trovato una ricetta molto simile qui:

    http://www.cuocamattarella.it/component/content/article/647-crema-pasticcera-vegan-dolcificata-naturalmente.html

    Ero rimasta abbagliata poichè una crema in questo modo non l’avevo mai fatta .. l’ho provata e devo dire che è davvero gustosa… Ma io la utilizzerei più per un budino o cmq un dolce al cucchiaio che una crema pasticcera.
    Ma devo riprovare lasciandola più morbida, una seconda chance non si nega a nessuno!

    • MaVi dice:

      Ognuno può farsi la crema pasticcera come preferisce. A me piace così, e sono anni che la trovo soddisfacente, quasi sette!
      Nel ricettario non l’avevi notata?
      Riprovala senz’altro, magari seguendo anche la mia ricetta (se non l’hai già fatta), e poi fammi sapere. Per me ormai non esistono altre!
      ;)

      • Elisa dice:

        E no mi era proprio sfuggita!
        Riprovero senz’altro, un abbraccio

        • MaVi dice:

          Riprova e fammi sapere allora.
          Eh sì nel mio libro ho dovuto condensare talmente tante cose che avrebbero avuto bisogno di molto più spazio…

          Stavo guardando il tuo link e vedo che a parte che le dosi sono in tazze o bicchieri come la mia (secondo me perché è una ricetta che arriva dall’America e nessuno ha fatto le conversioni in peso come per noi è più normale) c’è pure la puntina di sale marino… curiosa similitudine!

          ;)

  4. Junko dice:

    Mmh, che bel ragazzo! Posso dirlo da mamma vero? E che bella ricetta. La proverò sicuramente. Attendo anche con ansia le ricettine delle belle torte. Ma il cardamomo e il macis sono indispensabili?

    • MaVi dice:

      Hai ragione, anch’io da mamma posso confermare che Vincenzo è veramente un bel ragazzo, e non solo dal punto di vista estetico.
      Sono contenta se proverai la ricetta, soprattutto insieme al tuo gruppo d’assaggio piccoli gourmet!
      Le belle torte vedremo… qualcosa uscirà presto.
      Cardamomo e macis non li prescrive il dottore. Ognuno può speziare a proprio piacimento! A me vanno molto, sono fra le mie spezie da dolci preferite.
      Io consiglierei di farlo la prima volta seguendola alla lettera e poi fare le varianti se necessarie.
      ;)

      • Junko dice:

        Cara mia, il Macis è proprio merce rara qua e a Viareggio….ma dato che vado in Germania lo compro lì che so che c’è! E il prezzo è ok. Guarda quanto sono fissata con le tue ricette da voler fare come m’insegni! Al mio ritorno ti farò sapere il tutto! ;-*

        • MaVi dice:

          Sono contenta della tua correttezza filologica! Anche se a dire il vero la mia cucina è molto camaleontica e difficile da “fissare”.
          Del resto se veramente vogliamo assaggiare la cucina di qualcuno dobbiamo capire i suoi minimi gesti, sappiamo bene che una pasta al pomodoro con gli stessi ingredienti può uscire un piatto eccelso sotto una mano o da dimenticare con un’altra, l’assaggio reale sarebbe fondamentale! :smile:
          Allora buon viaggio e buona crema pasticcera ecozoica!
          ;)

          • Junko dice:

            Grazie! Fissata nel senso che appunto i tuoi piatti sono talmente fantasticamente unici che non vorrei sbagliare al primo tentativo, ecco perché poi mi va anche di assaggiare nuovi gusti tipo il Macis etc. Poi che mi venga bene oppure no, me lo diranno i miei commensali personali e stra-critici :-0 Perciò come dici tu, se la faccio io forse non piace se la fa mio marito che ha più il tocco, allora magari sì. Sperimentiamo dai! Buone vacanze!

            • MaVi dice:

              Vedrai che andrà bene, sia con il tuo tocco che con quello di tuo marito.
              Hai ragione a voler assaggiare nuovi gusti, anche a me piace molto, e certamente la prima volta è meglio fare come indica la ricetta, e poi via libera alle sperimentazioni!
              Buone vacanze anche a voi!
              ;)

  5. silvana madìa dice:

    interessante questo tipo di presentazione delle meravigliose colorate tue opere culinarie, spero un giorno di poterle provare e/o rifare……in quanto tutto è circolare……..

    • MaVi dice:

      Certo che sicuramente dovrai tornare ad assaggiare le mie colorate opere, ti aspetto! E spero pure io di riassaggiare i tuoi capolavori altrettanto colorati!
      ;)

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