ott 10, 2013

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Crema ai quattro fichi (aperitivo-dessert) e la prima cena ecozoica a Orvinio

Crema ai quattro fichi (aperitivo-dessert) e la prima cena ecozoica a Orvinio

Abbiamo perduto in seguito all’avaria di ben tre hard disk le foto delle vacanze in Puglia fra i trulli, i fichi e i mandorli… per fortuna ci sono i ricordi nella mente e nel cuore, e soprattutto una delle ricette che si sono composte da sole lì come per magia, chiacchierando con gli alberi!

Il grillo che è venuto a sussurrarmi l’idea però l’ho incontrato sotto una maestosa quercia a Orvinio, e sarà questo il primo reportage arretrato che vedrete a seguire la ricetta!

 

INGREDIENTI – O MEGLIO, PARTECIPANTI VOLONTARI E SPONTANEI

Fichi bianchi
Fichi neri
Fichi d’India
Fichi secchi o more fresche
Mandorle intere spellate
Succo d’agave (o poco zucchero di canna)
Succo di limone

PROCEDIMENTO

Una passeggiata fra gli alberi di fico

e le grandi muraglie verdi dei fichi d’India,

poi una visita ai mandorli

e ai roveti con le ultime more della stagione.

Infine altri due passi ed eccoci sul patio del trullo. L’operazione più complicata è la pulizia dei fichi d’India,

mettete dei guanti, poi tenendo con una forchetta lo spinoso e morbido barilotto praticare un taglio per rimuovere le estremità, incidere con il coltello i quattro punti cardinali del barilotto, e facendolo ruotare con l’aiuto di forchetta e coltello asportare la sua guaina coriacea color ambra e arancio.

Sbucciate i fichi.

Togliete alle more eventuali piccioli. Schiacciate le mandorle con un sasso, mettete un bricchetto d’acqua a bollire, tuffatele nell’acqua bollente per un paio di minuti e poi togliete le pellicine. In una ciotola schiacciate tutto con una forchetta, tranne le more. Al ritorno a casa non avendole più a disposizione ho messo dei quarti di fico secco per fare un contrasto di consistenza e di colore.

Aggiungere alla crema un po’ di succo d’agave o zucchero di canna (o niente se preferite, regolatevi insomma sui vostri gusti e abitudini) e il succo di limone, insieme alle mandorle intere. Sbafate fino al fondo ringraziando gli alberi!

Questa crema potrebbe andare su crostate a crudo, o anche cotta. Io la mangio come apripasto, ma eccezionalmente a un pranzo trullesco l’ho servita come dessert. Quindi oltre che buona è di una versatilità pazzesca.

 

E REPORTAGE DELLA PRIMA CENA ECOZOICA A ORVINIO, 20 AGOSTO 2013

Visto che le foto dei trulli sono l’unica cosa definitivamente persa dopo la moria degli hard-disk (gli altri dati per fortuna  si sono tutti salvati), torno indietro a un altro reportage della settimana dopo ferragosto trascorsa a Orvinio, un ridente paesino con 230 abitanti (sì proprio 230!) che si trova  a poca distanza da Roma nel territorio del parco dei monti Lucretili. Siamo stati ai soggiorni di san Michele a organizzare una settimana ecozoica informale, in cui Stefano e io ci siamo alternati in varie attività: la cena vegan (segue sotto), il concerto ecorodariano per i bimbi del posto,

la presentazione dei nostri libri (La civiltà della Dea della Gimbutas e L’orecchio verde di Gianni Rodari). Stavolta i due libri insieme, con modellazione in diretta di una statuetta neolitica, la Dea uccello, e miniconcerto  finale di Stefano.

Il tutto intervallato da passeggiate sui magnifici sentieri fra le montagne.

Qui sto osservando il ginocchio del bove. La leggenda dice che una volte un povero bove che portava in processione la statua della Madonna fra Orvinio e Scandriglia a un certo punto stanco non ce la faceva più e stava per rovinare sulle pietre con il suo carico, a quel punto sotto il suo ginocchio abbassato la roccia è diventata morbida come un cuscino e ha lasciato quella traccia ovale (heheh) che vedete nella foto (in quel momento la cavità era piena d’acqua piovana). Ovviamente, un miracolo della Madonna mossa a compassione dal povero bove che la trasportava! Ma secondo voi alla Madonna fa piacere essere trainata fino a sfiancare un povero animale? Io non ci credo proprio, e se ancora si fanno processioni del genere penso che siano un segno di grande inciviltà e insensibilità nei confronti degli animali nostri compagni di pianeta.

La cosa che più ci ha impegnato a Orvinio è stata l’organizzazione della prima cena ecozoica per 50 persone. Con l’aiuto dei proprietari, Maurizio e Simonetta, siamo riusciti a compiere l’impresa.

 

Ecco il menu:

Fuori programma: fette di cocomero e zucchine giganti arrostite dell’orto del papà di Simonetta con salsa delle salse.
Ad annaffiare le vivande: vino rosso di Moricone, bevanda con sciroppo d’amarena e acqua.

Il tiramisu me lo sono preparato da sola dal giorno prima.

 

 

E poi mi sono preparata la maionese di pesche reginelle, ancora in stagione, e che si trovavano anche dal fruttivendolo di Orvinio.

Il giorno dopo in cucina (una cucina professionale da ristorante) il gruppo di lavoro era per fortuna ben nutrito, oltre a me e Stefano due amiche di Maurizio e Simonetta, Francesca (a sinistra) e Milena (a destra).

Le mie aiutanti mi leggevano nel pensiero per quanto erano brave, e sempre sorridenti! Un piacere lavorare con loro.

Insieme ai due aiuti ufficialmente designati abbiamo avuto anche molti volontari, che in cambio della cena ci hanno dato una mano. Per esempio, Fulvio e altre amiche di cui purtroppo non ricordo il nome!

Il gruppo molto affiatato ha lavorato con perfetta efficienza in autonomia, una volta che spiegavo qual era il risultato da raggiungere ci arrivavamo lavorando ognuno per conto proprio senza interferenze e discussioni, il che nei gruppi di lavoro capita assai di rado.Quindi umanamente è stata un’esperienza di grande soddisfazione.

In questa simpatica compagnia lo stress del debutto si è molto attenuato… ma non è certo scomparso!

Questo esperimento è stato fatto in territorio completamente onnivoro, nessuno dei nostri aiutanti era vegan e nemmeno chi ha mangiato lo era (tranne qualche rara eccezione come la nostra amica Anita, svedese di Casaprota, e Laura del parco dell’Abatino, rifugio per animali selvatici). Molti erano abitanti del posto, altri villeggianti venuti da Roma e amici e conoscenti che vivono a poca distanza, come Valentina, un’esperta conoscitrice di erbe.

 

Ovviamente è stata una cena in musica!

Prima di mangiare…

Dopo la cena, fisarmonica…

E danze!

Essendo la mia prima esperienza con i grandi numeri e con una cucina da ristorante mi posso dichiarare soddisfatta, sia perché con il valido aiuto non ho dovuto affrontare carichi di stress eccessivo, sia perché ho saputo mettere insieme le giuste quantità, a parte un grande eccesso di pistacchi che purtroppo sono capitati quasi tutti chiusi e non me ne ero accorta, sia perché sono riuscita a trasmettere il sapore delle piccole dosi a cui sono abituata su larga scala.

Le gustose pesche reginelle aperitive, ripiene con maionese dello stesso frutto!

 

Le mie inimitabili vongole felici!

 

Stefano è riuscito anche a fare il pane!

E naturalmente ha preparato e poi suonato l’insalata sbagliata!

Il punto più debole del menu è stato il tiramisù che avrebbe avuto bisogno di un po’ più di bagna e di riposo, e soprattutto fatto nel mio modo minimalista forse non era il nome con cui presentarlo ad appassionati degustatori della versione classica onnivora. D’altra parte io sono molto più forte nel salato, anche se miglioro col tempo anche nel dolce, soprattutto nel dolce non dolce sano e crudo, di minor fatica e per me di maggior soddisfazione. Comunque anche del tiramisù così estremista alcuni hanno voluto la ricetta!

L’unico problema è stato che a fine serata quando tutti ormai se n’erano andati ho capito che al mio staff non potevo distribuire gli avanzi, per una ragione o per l’altra. Quindi è rimasto tutto a me e Stefano: praticamente ci abbiamo mangiato ancora quasi una settimana… sono riuscita a buttare solo pochissimo rispetto ai grandi quantitativi avanzati, e un po’ mi è dispiaciuto trovarmi in un posto isolato, con difficoltà di provvedere allo smaltimento regalando a destra e manca.  La prossima volta mi doterò di contenitori per distribuire gli avanzi a chi partecipa al pranzo, sono sicura che alcuni avrebbero ben gradito un piccolo omaggio da portarsi a casa! Tuttavia sono stata ben felice di fare colazione ogni mattina del restante soggiorno con del buon tiramisu ecozoico!

La più grande soddisfazione sono stati un paio di complimenti. Uno colto per caso a un tavolo, una persona che non conoscevo mormorava al suo vicino: ma questo è un livello da ristorante! Sono arrossita e mi sono dileguata. Poi un signore che è amico di Maurizio e che ha portato un nutrito gruppo dal paese mi ha confessato che la sua perplessità iniziale (e ci credo con tutta quella roba cruda a cui non sono abituati a inizio pasto) è scomparsa quando ha assaggiato le vongole felici, che gli sono  piaciute tantissimo. Ovviamente ci sono state tante osservazioni, anche critiche, qualcuno ha chiesto se la cucina vegan usa il sale, lamentandone la mancanza. Beh, io ne ho messo meno di quello che uso di solito, per la cautela di non abusarne in caso di persone che non ne possono fare uso. Ma in questi casi basta chiedere di farselo portare no? Qualcuno si è lamentato che c’era troppa roba, essendo abituato a maggiore frugalità. Anche noi, ma per far conoscere una cucina nuova bisogna proporre un ventaglio di piatti rappresentativo… tuttavia forse la prossima volta farei più assaggi con minori quantità (questo me lo ha insegnato la mole di avanzi che sono stata costretta a ingurgitare con pazienza nei giorni successivi – ma anche contenta di non dover preparare più da mangiare per diversi giorni e fare quindi altro!). Non vi dico che bontà gli spaghetti alle vongole felici ripassati al forno con crema di pistacchi frullati e pangrattato!

Ma ci sono state anche altre esperienze di gusto ecozoiche.

 


 La nota speciale di questo soggiorno è la presenza di Rodni, il nostro micio di casa, insieme a noi per la prima volta in viaggio. Lui è allergico nel modo più assoluto ai guinzagli (al contrario degli altri gatti che sono stati con me prima di lui), e ci metteva un po’ in ansia per le sue possibili imprevedibili reazioni… In effetti è rimasto segregato per dieci giorni nella nuova casa ululando a più non posso, soprattutto alla Luna… Qui sotto un gatto e un’umana nel loro nascondiglio speciale! Non li vede nessuno!

Una delle ultime notti che non dormivo svegliata dalle sue urla di protesta gli ho aperto la porta e mi sono detta, vediamo cosa succede…

L’ho osservato prima cauto sul balcone e poi in un guizzo eccolo che galoppava sui tetti, zompava sui rami della quercia e scendeva giù in perlustrazione. Lo intravedevo con apprensione riemergere sui tetti… ma come farlo rientrare ora che era tornato libero? E soprattutto quali pericoli lì per lui? cinghiali? lupi? rapaci? L’ho visto rientrare dal balcone in casa per riuscire dalla porta, l’ho atteso al giro successivo e ho chiuso la porta di casa e poi subito quella del balcone: un vero agguato! Peccato che questo è accaduto praticamente l’ultimo giorno nella casetta, per cui è stato l’unico esperimento di giretto, che comunque lo ha calmato il giorno dopo, anche se come al solito l’ha trascorso in gran parte dentro al letto sotto le coperte…

Un gatto alla ricerca di identità…

Chissà cosa è passato per la sua mente gattesca in quei giorni… a me a un certo punto sembrava molto interessato e curioso del nuovo territorio  (anche se gran parte del tempo stava sotto le coperte). Sarà per il prossimo viaggio… (così infatti è stato, vi racconterò se racimolo qualche foto di fortuna).

Insomma, il paesello di Orvinio ci ha accolti davvero maternamente.

I Soggiorni San Michele altrettanto!

 

C’è pure un bello spazio falò!

 E qui ho raccolto le prime more della stagione…

E ho fatto provvista di equiseto.

Beh, direi da replicare…

ott 10, 2013

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  1. cris dice:

    un commento al volo dalla pausa pranzo: sono rimasta a bocca aperta (con freccia luminosa che indicava la direzione del mio stomaco) di fronta ai fichi cosi’ perfettamente abbracciati ad altra frutta (me ne mandate due quintali appena sono di nuovo di stagione????), ma ammetto che il reportage mi ha lasciato ancora piu’ entusiasta, anguria, insalata supergolosa, pesche e maio di pesca…tutte le stupende ricette…quanto avrei potuto offrire il mio aiuto per i resti!!!!!!!!!!!!!!! avrei spazzolato tutti i resti da sola :mrgreen:

    • MaVi dice:

      Non sai quanto mi sarebbe piaciuto consumare con te quei resti! Ma che peccato che ci separi tutta questa distanza! Per la prossima stagione vedremo di prepararti i due quintali, ma forse sarà più semplice trasportare i tuoi cinquanta chili nel frutteto sopra fotografato! :smile:
      ti vedo sai con quella freccia luminosa e gli occhi scintillanti!
      un abbraccio oval-fichissimo
      ;)

      • cris dice:

        :) eh beh…si’!!! la freccia luminosa vibra ogni volta che guardo ogni singolo dettaglio di questo bellissimo reportage, la ricetta E’ LA PERFEZIONE per me, l’assoluta perfezione e il reportage fa venire le traveggole :) vedo che hai un nuovo orologino, non piu’ arancione, non piu’ giallo, ma sembra verdino, giusto?
        che bella che sei :) solo mi sembri ancora dimagrita, immagino il troppo lavoro…aspetto anche io i tuoi lunghissimi capelli che adoro :) anche se sei bellissima anche in versione corta, ma i capelli per me sono terribilmente ipnotici…tanti capelli, anima irrequieta e creatrice :)
        un enorme abbraccio chiomuto carissima

        • MaVi dice:

          Quanto affetto trabocca dai tuoi commenti e sapessi quanta stima ho della tua indipendenza di giudizio! Forse mi stai viziando troppo, ma fai pure.
          L’orologio che ha colpito anche Nello in Fb ha la cassa verde pisello e il cinturino arancione, è un ibrido swatch-bastardo. Chissà perché suscita tutta questa attenzione, mi sa che alle prossime foto me lo tolgo!
          Non sono dimagrita, da quando sono più crudista e meno glutinista ho acqustato il mio peso forma ideale, mi sento proprio a mio agio nel mio corpo come a ventanni, e parlo di salute non tanto di estetica che ovviamente sta facendo il suo corso. Per fortuna sto vivendo una lietissima menopausa senza manco un briciolo di disturbi, ma ne ero certa, ho preparato da anni questo momento con una accorta dieta e ora sto cogliendone i frutti. I capelli arriveranno alla lunghezza desiderata, diamogli un altro annetto! per il cinquantesimo compleanno purtroppo non ce la faccio…
          abbraccio oval-crinito
          ;)

      • cris dice:

        by the way…tu non sei fatta per le “sfide facili” quindi il problema di spedizione dei due quintali di crema ai quattro fichi, invece di alleggerirlo, mi sento solo di appesantirlo chiedendoti di spedirmi anche due quintali di avanzi dei tuoi divini pasti :)

        • MaVi dice:

          E’ vero, è da una vita che percorro strade sempre in salita, ma è l’unico tipo di sentiero che può portare verso panorami interessanti.
          Per cui facciamo che ti preparerò un tir ecozoico a energia elettrica con alimentazione solare, oppure un biocarburante non inquinante a base di rape con la coda e zucche serpente! Che ne dici? Sono sicura che troverai anche simpatico chi lo guida, i camionisti ecozoici vanno lenti e ascoltano buona musica! Non fumano, non bevono, non si tatuano e danno la precedenza a umani e animali! Tutto un altro mondo…
          ;)

  2. Stefano Panzarasa dice:

    Due belle esperienze ecozoiche in posti molto belli e insieme a belle persone…
    Brava MaVi!

    • MaVi dice:

      …e bei gatti e bei grilli!
      ;)

  3. Nello dice:

    WoW, hai messo come immagine principale un grillo. Ma dove si era posato all’istante della foto??? Sulle ginocchia per caso??? Quella stoffa colorata sembra un indumento…

    Ma che ci fa un cespuglio umano seduto in mezzo a tanti altri cespugli verdi??? Complimenti, la tua chioma si mimetizza bene nei boschetti! :mrgreen:

    Hai fatto proprio un bel giretto in mezzo a tutti quegli alberi da frutto, ed il raccolto ti ha fornito una gustosa soddifazione. Mi hai fatto venire voglia con quella cremina fruttosa *__*

    Ogni volta che racconti un’esperienza, con foto e dettagli, ho sempre la sensazione di viverla in prima persona. Ho l’impressione di esserci anche io. Peccato che non ci siamo riusciti ad incontrare questo fine estate…

    Comunque non immagini quanto mi piace leggere post del genere. Forse te l’ho già detto in passato, ma te lo ribasico. In più ci delizi e ci vizi con le tue pietanze ecozoiche… :-D

    Rodni è miciosissimo ^_______^

    Abbraccio ovale! :-P

    ps. cos’è l’equiseto??? Mai sentito nominare o__O

    • MaVi dice:

      sì sì il grillo si è posato sul mio ginocchio, la stoffa colorata è un pantacollant vintage!
      Sì, spero che presto la mia chioma torni lunga come prima, altrimenti le mie amiche alberi non mi riconoscono! :lol:
      La cremina me la sono rifatta proprio stasera, ancora qualche fico e fico d’india in giro qui ce n’è! provala prima che spariscano!
      Bello sono contenta di farti questo effetto immedesimante! Io temo sempre di annoiare con i lunghi reportage, ma alla fine ogni tanto qualcuno me ne scappa.
      L’equiseto è una pianta molto antica di origine preistorica, ed è ricca di nutrienti tanto da poter essere considerata un fertilizzante. In cucina mi pare che non abbia grandi aromi, ma è ricca di sostanze fertilizzanti anche per noi.
      abbraccio oval-reportagioso
      ;)

  4. Ale dice:

    Che meraviglia la cena che avete organizzato!
    E i bei ficozzi … mmm … che gola!!!

    • MaVi dice:

      Sì. è stata una bella esperienza, cucina veg in ambiente tutto onnivoro!
      Di fichi si potrebbe veramente vivere, peccato la corta stagione… stamattina forse ho mangiato proprio l’ultimo, ma non è detto, con il caldo che ha rifatto ieri forse se ne matura ancora qualcuno!
      ;)

  5. Lo dice:

    che bello questo post…un tuffo nell’estate che già mi manca tanto.
    La crema è deliziosa, ma anche la cena è eccezionale!! Complimenti e ora sono curiosa di sapere del tuo micio. Io ho due gatti e due cani, viaggio in camper e ho sempre una grande paura di perdere i miei mici lasciandoli in giro…così loro ci aspettano a casa e i cani ci accompagnano :D , ma vedere che invece si può fare mi fa sorridere

    • MaVi dice:

      Hai ragione, l’estate mi manca già molto, anche se qui dalle parti di Roma sta avendo uno strascico seppure intervallato da piogge.
      I miei mici hanno sempre viaggiato con me, soprattutto quelli che ho avuto quando avevamo anche noi il camper (poi ce l’hanno bruciato, ma quella è un’altra storia). Si sono abituati molto facilmente, soprattutto Shango, che con me è venuto in traghetto a Capri e in metropolitana a Roma (nel marsupio), e si è persino fatto una passeggiata in braccio a Boulevard Saint Germain! Purtroppo i miei gatti più viaggiatori oggi non ci sono più e con Rodni il percorso è stato diverso non avendo più il camper, per cui non l’abbiamo addestrato da piccolino. Regge bene i lunghi viaggi in macchina, ma lo devo tenere in gabbia, mentre gli altri viaggiavano sempre o sulle mie ginocchia o liberi nel camper… Tutto dipende da come sono stati abituati e dal loro carattere. Per esempio quelli più viaggiatori accettavano il guinzaglietto, per cui li lasciavo relativamente liberi di girellare intorno al camper (allungando con corda il guinzaglio) e li portavo anche a spasso in zone di campagna o bosco (Shango in braccio a me veniva ovunque, anche in ambiente cittadino), invece Rodni assolutamente no, è peggio di Houdini! Alla fine con lui abbiamo trovato un compromesso: in Puglia (in campagna) l’ho fatto uscire da solo per farsi delle passeggiate (seguendolo come un’ombra) e in modo più o meno persuasivo lo facevo rientrare e poi lo tenevo chiuso in casa. Non perché non mi fidassi di lui, ma per timore di incontri che poteva fare… Peccato che ho perduto le foto, altrimenti lo avrei documentato. Insomma, anche i gatti possono viaggiare, ma richiedono certamente un maggiore impegno che i cani!
      ;)

  6. maurizio dice:

    Complimenti a Mariagrazia e a Stefano per l’ottimo reportage della serata, ma anche del soggiorno da noi ad Orvinio, nella Casa per ferie di San Michele; il cammino verso una cultura pacifica ed in armonia con gli altri esseri è lungo, ma grazie a persone come voi si fanno dei passi avanti.
    Alla prossima!

    • MaVi dice:

      Grazie a voi, il cammino non si fa da soli, ma insieme a persone come voi che sono pronte ad accompagnarci almeno per dei tratti di strada!
      ;)

  7. Cono dice:

    Quel grillo la sa lunga…
    E’ tutto incantevole.
    Rodni allo specchio quant’è bello.

    • MaVi dice:

      Presto importanti novità da quel grillo, vedrai!
      Quando si vive immersi nella natura è sempre un incanto, e avere un gatto in casa è come portarsi sempre dietro un pizzico di quell’incanto, è bello avere sempre a fianco il respiro del selvatico!
      ;)

      • Cono dice:

        attendo curioso……………. immagino una novità selvatica.

        • MaVi dice:

          selvatica, ma anche coltivata, vedrai!
          ;)

          • Cono dice:

            E allora questa novità??? mi è sfuggita?

            • MaVi dice:

              No hai ragione, ma sta tardando ancora un po’, abbi pazienza… posso solo anticiparti che il suo contenuto riguarda da vicino i grilli e la poesia!
              ;)

              • MaVi dice:

                La novità è una poesia di Emily Dickinson, la 1068, detta anche My Cricket (il mio grillo), che stavo traducendo e che doveva essere presto pubblicata, ma invece c’è voluto un po’ più di tempo del previsto. Ti trascrivo qui la prima strofa:

                “A estate inoltrata, più tarda degli uccelli,
                Patetica dal prato,
                Senti la modesta nazione dei grilli
                Celebrare la sua messa riservata”…

                Poi quando ci vediamo te la leggerò per intero… Il seguito si trova qui: TRADUTTOLOGIA / a. IV (n. s.), n. 7-8, luglio 2012- gennaio 2013.
                ;)

                • Cono dice:

                  è vero, non ci avevo mai pensato alla messa dei grilli nel prato – ma potrebbe essere – attendo il seguito della poesia a puntate

                  • MaVi dice:

                    Di versioni di questa poesia della Dickinson ne esistono già molte, la mia va letta insieme al testo di accompagnamento, e quello non lo posso riprodurre qui… ecco perché le puntate! Ti farò vedere al prossimo incontro.
                    ;)

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