apr 5, 2011

Inserita da | 19 Commenti

Cozze alchemiche del mio giardino

Cozze alchemiche del mio giardino

 

VIDEORICETTA QUI.

Nei giorni di festa ecozoica è molto divertente riprodurre i piatti della tradizione onnivora in versione cruelty-free (non si mangia solo con la bocca e con gli occhi, ma anche con la memoria!).  Ecco un piatto di mare vegan che lascia le piccole creature di nome cozza sul loro scoglio-casa e porta sulla nostra tavola il loro saluto nel profumo di mare delle alghe!

Ingredienti (Per due persone ecozoiche)
Per la cozza vegan:
Una trentina di noci brasiliane (o noci pecan che dir si voglia)
Un cucchiaio di alghe hijiki
Un pizzico di alghe arame
Un pizzico di alghe nori in fiocchi
Un pezzetto di alga kombu
Un cucchiaino di tè earl grey (o altro tè nero)
Un cucchiaio di riso venere
Una trentina di cicerchie (ma io ne ho cotte 200 gr e poi ne ho fatto una zuppetta)
Due-tre cucchiaini di dado veg (ho usato quello home-made)
Prezzemolo
Limone
Per la pastella:
Due fette di pane casareccio da grattugiare
Uno o due mestolini di acqua di cottura delle cozze vegan (ovvero cicerchie)
Ortica in polvere (al posto del prezzemolo fresco che preferisco non cuocere)
Un pugnetto di noci brasiliane (una parte di quelle che avete cotto per fare le cozze) al posto del parmigiano
Due-tre spicchi d’aglio tritato
Tre-quattro cucchiai di olio evo (nel mio caso sabino)
Sale marino integrale q.b.
Basilico secco in polvere q.b. (al posto del pepe)
Un pizzico di sommacco
Per la zuppetta (facoltativa)
200 g di cicerchia
100 g di farro

Pronti a tutto??? Il viaggio è lungo, occorre una mezza giornata libera da dedicare a una rilassante meditazione culinaria! Ma in fondo trovate anche la versione breve semplificata per chi non ha tempo!

Travestiamo le cicerchie da mollusco
Il giorno prima mettete a bagno 200 g di cicerchie (cambiate l’acqua due o tre volte), o anche meno se non volete che avanzino, ne userete infatti soltanto una piccola parte da inserire nei gusci al posto del giallo mollusco, io ho utilizzato il resto per una zuppetta di accompagnamento. Il giorno dopo sciacquate bene le cicerchie e mettetele con tre parti d’acqua in una pentola, portate a bollore e nel frattempo aggiungete una foglia di alloro, aglio, peperoncino, un cucchiaio di alga hijiki con un pizzico di arame e nori in fiocchi, un pezzetto di kombu, due-tre cucchiaini di dado veg. Abbassate la fiamma e continuate la cottura con il coperchio semiaperto.

Ho scelto l’alga hijiki per questa veganizzazione, provata per la prima volta in questa occasione, perché avevo letto che è quella con il sapore di mare più pronunciato, ed era proprio quello che mi serviva per ricreare l’aroma marino spinto delle cozze. Ovviamente il risultato è molto più delicato dell’originale, il che potrebbe essere persino un vantaggio… Per i miei gusti niente male.


Far cuocere la cicerchia fino a cottura, nel mio caso si poteva già spegnere dopo un’ora ma ho lasciato un’ora e mezza. Forse è meglio toglierle prima che si spappolino troppo, altrimenti vi si spatasciano nel guscio uscendo dalla pellicina.

Travestiamo il guscio di noce brasiliana da valva
Scegliere una trentina di noci brasiliane e metterle a sbollentare in una pentola d’acqua. Lasciatele andare una decina di minuti e poi provate a prenderne una e cercate di aprirla aiutandovi con uno schiaccianoce e con un coltellino. Premete su una delle “valve” e spaccatela senza timore, l’importante è che ne restino sane due o anche una. Aiutatevi con un coltellino a rimuovere la valva rotta e fate attenzione, io mi sono tagliata il pollice!!!
Non tutte le noci brasiliane si saranno aperte a mo’ di cozza, quindi bollitene sempre una quantità maggiore di quella desiderata. Ovviamente il contenuto va tenuto da parte, sia per la farcitura che per altre preparazioni.
A questo punto vi potreste accontentare, ma noterete che il colore della noce brasiliana è marroncino, mentre la cozza tende al nero-blu… per aumentare la verosimiglianza potreste ribollire i gusci con carbone vegetale, ma stavolta ho fatto un’altra prova con un cucchiaio di tè earl grey e un cucchiaio di riso venere. Il risultato è stato soddisfacente. Si sono scurite a sufficienza.
Disponete su un ripiano ad asciugare e poi spennellatele con olio d’oliva per lucidarle.
A questo punto i gusci di cozza del mio giardino sono pronti!

Prepariamo la farcitura
Tra le varie fasi di preparazione delle cicerchie e dei gusci potete preparare la pastella. Grattugiate due fette di pane fresco o di pochi giorni, io ho usato il pane che fa il mio compagno con farina integrale e cotto al forno a legna del paese. Bagnatelo con qualche cucchiaio del brodo di cottura delle cicerchie-molluschi.

Aggiungete un cucchiaio di ortica secca (andrebbe il prezzemolo ma io preferisco evitare di cuocerlo, quindi ne aggiungerò un po’ solo a cottura ultimata), un paio di cucchiai di lievito alimentare mescolato a quattro-cinque noci brasiliane ridotte in polvere con il macinacaffè (al posto del parmigiano crudele), uno spicchietto d’aglio (o mezzo se troppo grosso) tritato, tre cucchiai d’olio, un pizzico di sale marino integrale e un pizzico di basilico secco (al posto del pepe). Io ho aggiunto anche un pizzico di sommacco e peperoncino in polvere, ma sono ingredienti facoltativi non indispensabili.
Con queste dosi si farciscono una trentina di cozze-veg.

Assemblaggio!
Posizionate su un piano i vostri gusci e mettete una o due cicerchie. All’inizio io ne ho messa una sola, ma quando poi si va a farcire con la pastella la cicerchia scompare, e allora ne ho posizionata sopra un’altra, così spunta fuori anche il giallino ingannaonnivoro!

In una pirofila ben oliata sistemate le cozze del vostro giardino e mettete in forno per una ventina di minuti a 180/200° circa.
A fine cottura sistemate delle fettine di limone, spruzzate con prezzemolo e portate a tavola! (se la pirofila è adatta al servizio, altrimenti trasbordate su un piatto).


Servite dopo la zuppetta di cozze del mio giardino aggiungendo i 100 g di farro cotti a parte. Da notare che sia il farro che l’ortica sanno un po’ di pesce e quindi sono un ottimo complemento di questa preparazione.

Suggerimenti per semplificare il piatto
Dato che ho trovato molto gustoso il mix ‘cicerchia-alghe-pane condito’ consiglio di provarlo anche a chi non ha voglia di affrontare il percorso di travestimento, bello per la presentazione, ma in sostanza inutile! (divertente però!). Potete preparare la cicerchia con le alghe e la farcitura componendo uno sformatino a strati in una pirofila alternando pane condito (cominciate da qui) e cicerchie, irrorando sopra un po’ del brodo di cottura delle cicerchie marine! Sarà anche più facile da mangiare, perché non c’è da fare la fatica di estrarre la gustosa farcitura dai gusci!!! E più ecozoico perché non ci sarà bisogno di acquistare le noci brasiliane!
Dato che stavolta mi era avanzato solo un piccolo quantitativo di farcitura ho fatto una prova con una cocottina piccina, e devo dire che la prossima volta condirò un bel po’ di fette di pane! Ottimo sistema per riciclare gli avanzi raffermi (ma non ancora secchi).
Altra semplificazione: usare un solo tipo di alghe, quelle che gradite di più o avete in casa.

NOTA ECOZOICA

A me piace molto rifare in versione cruelty-free i piatti della tradizione onnivora, un po’ perché mi diverto a dimostrare ai miei ospiti o lettori virtuali che si può mangiare le stesse cose (o quasi – o anche meglio) senza crudeltà, un po’ perché la cucina vegana mette in pratica gli ideali dell’alchimia e della sua visione di un mondo di corrispondenze fra tutti gli ordini vitali.
Così come gli alchimisti si divertivano a trovare le forme reciprocamente contaminate del mondo umano, animale, vegetale e minerale (tipo la radice di mandragora che sembra un piccolo essere umano), basando sulla simpatia la loro farmacopea, così io mi diverto a tradurre le forme animali in sembianze vegetali!
L’apparente rinuncia della cucina vegan ad alcuni ingredienti costituisce in realtà un arricchimento.
La creatività si scatena!
Nel mio passato onnivoro, in cui a fatica mangiavo carne e pesce, un paio di volte l’anno assaggiavo volentieri le cozze e forse in vita mia avrò assaggiato un paio di volte le cozze gratinate crudeli. Mettendo a punto la versione vegetale delle linguine allo scoglio (ovviamente, libero!) il maggiore scoglio che ho incontrato sono state proprio le cozze… Dato che avevo appena veganizzato le vongole con i pistacchi (insieme al loro guscio) mi è venuto spontaneo pensare a un altro frutto proteico con una forma simile, e cioè alla mandorla. Non è stato facile travestire la mandorla da cozza, sia per il colore che per la durezza del suo guscio… Con il carbone vegetale ho ottenuto delle forme vagamente simili, ma inservibili a livello commestibile, impossibile estrarre la mandorla e sostituire il suo frutto con l’alias vegetale del mitile, e cioè la cicerchia!
Successivamente nella mia veganizzazione della paella della Spagna senza corrida ho utilizzato le noci brasiliane, in cui ho notato la forma di cozza frattalizzata che ha acquistato una terza valva…
Assaggiando poi il risotto alla pescatora salvapesci ho capito che il guscio morbido della noce brasiliana cotta poteva essere aperto, i gusci recuperati e utilizzati per altre preparazioni divertenti e scenografiche a base di cozze veg…
E così sono nate le cozze alchemiche del mio giardino!


Del mio giardino, cioè la Terra! Così come il cielo è di tutti (come scrive Rodari in una sua fantastica filastrocca) non si capisce perché invece la terra è stata fatta a pezzetti! Come ben sanno i saggi nativi americani per i quali la proprietà privata è inconcepibile! E se tutti avessimo cura della nostra madre Terra come del nostro giardinetto privato vivremmo in un mondo meraviglioso! Tutto sarebbe splendido fuori della porta di casa! Non ci sarebbe bisogno di fare migliaia di chilometri per recuperare questi paradisi in terre lontane, intatte solo perché non ancora raggiunte dalle grinfie dell’avidità umana di stampo patriarcale!!!
In questa visione ecozoica del nostro pianeta potrei considerare le noci brasiliane come frutti di alberi coltivati nel mio giardino! Ma oggi bisogna andarci piano e consumarne il meno possibile, per evitare l’inquinamento dei nostri cieli! Così ho lavato i gusci usati per la preparazione e li utilizzerò anche per le prossime, rendendo un po’ più virtuoso un consumo che proprio ecologico oggi non è… Ma un’eccezione si può fare, a patto che sia tale! Quando troverò un’alternativa locale l’adotterò subito!

Un’ultima osservazione prima di addentare il boccone: nella cucina onnivora le cozze gratinate vengono considerate un antipasto, ma per la cucina ecozoica attenta anche alla salute oltre che al palato, il pasto si comincia con frutta e verdura cruda (in questo caso il pasto d’esordio del nostro blog comincia con i magnifici Castagnocchi alla raw-mana di Cris). Per cui le cozze gratinate vegan sono ottime come piatto unico, accompagnate da una zuppetta o da un contorno di verdura a piacere, o da entrambi. E per finire le leggerissime palline della felicità di Mimì!

Nota stagionale: questo piatto può essere preparato tutto l’anno, dato che i suoi ingredienti principali (pane, cicerchie secche, alghe) sono sempre disponibili. Essendo un piatto di mare richiama in particolare la stagione estiva, così quando abbiamo nostalgia della bella stagione possiamo toglierci la soddisfazione in modo ecozoico senza ricorrere a zucchine, melanzane e pomodori fuori stagione!

Link visivo: le immagini del Giardino dei Tarocchi di Nicki de Saint-Phalle. nel mazzo dei tarocchi ci sono il mago, cioè un alchimista, e la Natura!  Mi sembrano ottime compagnie per le cozze del mio giardino!

Con questa ricetta partecipo a VegetariaMo del blog SaporidiElisa!

Aggiornamento 27.03.2012: Questa ricetta ha ricevuto una segnalazione!

Cucina ecozoica con Cotechini sorridenti e Cozze alchemiche del mio giardino, per l’originalità nel preparare due piatti vegani, ma all’apparenza per onnivori. :D

Grazie Elisa! Sono contenta che a questo “contest” abbiano partecipato molti onnivori nonostante il premio fosse “molto culturale”, una raccolta di testi sul vegetarianesimo! Un bel segnale che sempre più persone sono interessate all’argomento e desiderano documentarsi.

apr 5, 2011

Inserita da | 19 Commenti

  1. Mimì dice:

    Appena ho visto le tue cozze ho pensato ed esclamato: “Non è possibile, la nostra MaVi, è proprio formidabile, tutto quello che dice e che pensa lo trasforma in realtà!”.
    Queste cozze veg sono davvero somiglianti alle povere cozze dei nostri mari, dico povere perchè vengono catturate per essere avidamente mangiate.
    Molte persone pensano ai molluschi come a dei non-pesci, solo perchè non hanno gli occhi e le sembianze degli altri pesci, non vuol dire che anche loro non siano esseri viventi!!
    Dobbiamo aver rispetto del nostro mare, come ci fai notare tu MaVi, è davvero molto importante, il popolo marino piano piano si sta decimando e questo solo a causa dell’uomo che insaziabile continua la sua instancabile pesca anche illegale!!!!
    Portare nelle proprie tavole, anche se bisogna impiegare maggior lavoro, delle cozze veg , è importante non solo per la nostra salute, perchè i mari sono sempre più inquinati ( sempre a causa dell’uomo ) e quindi di conseguenza lo sono anche i pesci che gli onnivori portano nei loro piatti, ma anche per salvaguardare il nostro Pianeta da ogni tipo di inquinamento!
    Non ci bastano le guerre fra nostri simili ( anche queste ovviamente non dovrebbero esserci! ) ? Perchè facciamo la guerra anche con i nostri fratelli animali e Madre Terra?
    Dove andremo a finire se continuiamo così?
    La nostra cucina e questo nostro progetto ecozoico è stato maturato in seguito alla consapevolezza che le persone che si trovano a navigare nel web hanno bisogno di trovare anche luoghi dove si possa riflettere sul nostro futuro, sulla nostra vita e quella dei nostri figli!
    Il primo passo consapevole ed etico inizia proprio dalla tavola, il tutto poi verrà da se!

    ps: Un’ultima cosa MaVi volevo chiederti, perchè a me le cicerchie si sono spappolate tutte? Ho letto che tu le hai fatte cuocere 1 ora e mezza, anche se avresti preferito cuocerle di meno per evitare un pò lo spappolamento. Io le ho cucinate un pò di tempo fa e seguendo il tempo di cottura della confezione ( 55 – 60 minuti ) , si sono un pò troppo sfatte, ora ce le ho ancora dentro i tre vasetti ed attendo il momento giusto per impiegarle in qualche ricetta. Purtroppo non questa, visto che le mie cicerchie sono un diventate come un pappetta :(

  2. Stefano dice:

    “Quando il pianeta stesso viene cantando nei nostri sogni, sapremo svegliarci e agire?” (Gary Lawless)
    Bravissima Mariagrazia, è proprio quello che hai fatto tu…
    Le povere cozze che per milioni di anni avevano imparato a stare attaccate agli scogli sfidando la forza del mare, non avevano pensato però che sarebbero diventate preda ambita degli umani…
    Ora possono tornare ad abbracciare le loro care rocce, la loro casa e vivere felici… La Madre Terra ringrazia…

  3. Chicca dice:

    La tua pazienza ecozoica per queste preparazioni è davvero da manuale, io lo sai sono più pratica :-)
    Safran e Zefira ringraziano per le cozze che restano attaccate ai loro scogli ;-) Bravissima e ancora auguri1

  4. pat pat dice:

    Mavi e uno spettacolo, che mi accendono i sensi …….
    Bravissima, grazie e in bocca al lupo, gufo.

    Baci Baci Pat Pat

  5. Luisa dice:

    Una serata veramente straordinaria passata con amici nuovi con cui ho potuto scoprire il menu ecozoico! una vera scoperta! le cozze alchemiche del mio giardino – qualcosa che non pensavo si potesse fare, un’idea geniale da condividere con tanti amici e lasciamo in pace quelle povere cozze!

  6. MaVi dice:

    @ Mimì
    Condivido tutto quello che hai scritto nel tuo commento! Siamo certamente dalla parte delle povere cozze, le rispettiamo e siamo contente che vivano sul loro scoglio in mare!

    Per le cicerchie spappolate la prossima volta falle cuocere un po’ meno del tempo di cottura indicato sulla confezione… e comunque assaggiale man mano… Quelle già spappolate le puoi trasformare in cremina – ma sono saporite anche così no?
    ;)

  7. MaVi dice:

    @ Stefano
    mi piace molto la tua immagine delle cozze come animali con milioni di anni alle spalle e quindi con maggiore esperienza di noi della vita su questo pianeta! Avremmo sicuramente qualcosa da imparare da loro!
    Per questo sono felice con questo piatto di lasciarle indisturbate nelle loro meditazioni negli abissi marini!
    Purtroppo arrivano a loro i prodotti del progresso in superficie… l’inquinamento che assorbono e ci restituiscono, la loro invisibile protesta per una ingiusta fine…
    ;)

  8. MaVi dice:

    @ Chicca
    Che piacere averti qui! Safran e Zefira (bellissima favola ecozoica sul popolo dei tonni che hai scritto) staranno ancora con me qualche giorno e poi torneranno come è giusto dalla loro mamma!
    Di pazienza so che ne hai tanta anche tu! forse magari per altro tipo di preparazioni a te più congeniali!
    Comunque in fondo alla ricetta c’è la versione semplificata, pensata per le persone ecozoiche come te! vai a dare un’occhiata!
    ;)

    @ Pat Pat
    hehehhe in bocca al lupo-gufo! ci si sta divinamente!
    ;)

    @ Luisa
    Sono contenta di averti conosciuto grazie a Pat Pat! speriamo di condividere altri menu ecozoici insieme! W le cozze libere!
    ;)

  9. Frank Silverdale dice:

    Complimenti a MaVi. Si tratta di un piatto in cui l’alchimia che congiunge gli affini e trasforma le cose raggiunge il suo momento più felice, al punto di vista culinario e anche dal punto di vista del visibile. Guardare è già assaporare, sentire il profumo e, stavo per dire, il rumoreggiare della risacca contro gli scogli… Ma le cozze sono ancora là, nel mare, libere di vivere il proprio ciclo. Brava, bravissima, MaVi…. E grazie!
    Frank

  10. Paola Broggi dice:

    Auguri per questo nuovo blog!

  11. Francesco Marroni dice:

    Che bellezza! Che fantasia! Grazie MaVi per la puntigliosa creatività e l’assoluta originalità del tuo piatto – francesco da giulianova

  12. MaVi dice:

    @ Frank
    Grazie! è vero sento anch’io il rumore della risacca e le risatine delle cozze libere!
    ;)

    @ Paola
    Grazie, ti aspettiamo alle prossime ricette! prima o poi ti farò una sorpresina…
    ;)

    @ Francesco
    è vero… puntigliosa… hai azzeccato proprio la parola!
    ;)

  13. susanna dice:

    cara mari,
    questo elaboratissimo piatto che deve essere anche molto buono mi ricorda i colori dell’acarajé, un paninozzo, non posso definirlo così, ma lo faccio, che si trova a tutti gli angoli di Salvador di bahia. me lo ricordano i colori e le forme!!!
    Sei una vera artista del cucchiaio!
    parabéns
    Susanna

  14. MaVi dice:

    Ti ricordano gli acarajé? grazie, che onore! anche questi li ho veganizzati in veganblog e prima o poi li ripubblicherò anche qui!
    Sono proprio uno streetfood strepitoso! anche se purtroppo onnivoro!
    Sto leggendo il libretto che mi hai regalato (“La capoeira” di Rosamaria Susanna Barbara, ed. Xenia, per chi fosse curioso) e ho trovato una definizione che mi ha fatto capire perché mi sento così vicina a questa cultura: “Il ritmo è inteso non solo nel suono, ma anche nel movimento, nella culinaria, nella pittura e soprattutto in qualcosa di interno che accompagna la vita nei suoi vari aspetti”.
    Infatti quando cucino (e quando faccio qualunque cosa) da me c’è sempre musica!
    ;)

  15. Cono dice:

    Quanto impegno per dare vero riflesso a cose semplici

    • MaVi dice:

      impegno, gioia, e pure divertimento!
      ;)

  16. veRita dice:

    piatto elaborato e raffinato… sarà una vera goduria per il palato!

    • MaVi dice:

      Sai, è meno elaborato di quanto sembra, una volta che ti prepari le valve diventa una passeggiata! E confermo che è veramente buono, uno dei miei preferiti fra quelli di mare vegan.
      ;)

  17. MaVi dice:

    Grazie Rosa
    fammi sapere come ti esce questa tiella barese con le cozze alchemiche, importante infatti nutrire anche la propria memoria.
    Sono contenta che il blog ecozoico ti piace, spero ti divertirai!
    ;)

    Trascrivo qui il commento pervenuto, c’è un problema tecnico nella ricezione.
    “GRAZIE GRAZIE GRAZIE! Ti ho scoperta da poco… Finalmente potrò riproporre la “tiella” barese, alias riso patate e cozze, che da onnivora mi piaceva tanto. Che idea fantastica, complimenti! Il tuo blog è una forza!” ROSA

Trackbacks/Pingbacks

  1. Pecorino grattugiato veg all’omega3 (alberino) | Cucina Ecozoica - [...] le mie vongole felici! E Chrissie si divertirebbe con i miei piatti confondionnivoro, come le cozze alchemiche del mio ...

Inserisci un commento!


− 3 = cinque