gen 26, 2012

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Cotechini sorridenti

Cotechini sorridenti

Anche se le feste sono ormai trascorse, prima che sia troppo tardi appunto questo paio di ricette che altrimenti resterebbero nel cassetto… e poi sono così buone che non vale la pena aspettare il prossimo anno per provarle! Si tratta delle mie versioni carnevalesche di cotechini per Capodanno dell’anno scorso (foto sulla destra) e di quest’anno (foto sulla sinistra).

La loro pubblicazione cade in coincidenza con la settimana mondiale dell’abolizione della carne, e quindi li dedico a questa importante iniziativa!

Questi cotechini sono sorridenti perché grazie a loro qualche maialino potrà sperare la grazia ed evitare la sua condanna a morte restando a vivere insieme alla sua mamma scrofa… come nei pani fatti da Stefano in loro onore!

Resto veramente allibita di come si sia diffusa questa nuova moda di arrostire i poveri cuccioli interi e di presentarli nei conviti festosi… Da bambina e da ragazza non ho mai visto nulla di simile in giro… Mi sembra un chiaro segnale dell’imbarbarimento generale dei costumi. Non potrò mai dimenticare in un’occasione ufficiale a cui Stefano partecipava in rappresentanza del parco dei Lucretili a cui presenziava l’allora ministro dell’ambiente e il pranzo offerto a tutti dalla cucina di un convento francescano in cui l’evento era ospite: al centro un tavolino con il povero maialetto… Ho dovuto chiedere per piacere di farlo coprire almeno con un tovagliolo per rispetto dei non mangiatori di carne presenti e devo dire che la cosa è stata fatta. Alla fine del triste banchetto ho chiesto al ministro una maggiore sensibilità per i vegetariani e vegan nelle mense di scuole e ospedali. Lui mi disse che stavano lavorando in quel senso… Ad oggi i progressi mi sembrano pochi… ma continuo a sperare che sempre più maialetti possano restare sorridenti vicini alle loro mamme, come è naturalmente giusto.

Cominciamo lo show!

Cotechino sorridente edizione 2011

Come al solito l’idea mi arriva con una visione improvvisa al supermercato: finalmente ho trovato le zucche butternut, e siamo a fine dicembre… immediatamente scatta l’associazione: questo sarà il mio cotechino alternativo a quello di seitan, meno ecozoico! Detto, fatto. E l’ho portato a un convito onnivoro…

Ingredienti

Una zucca butternut
olio evo bio sabino
sale q.b.
spezie per arrosti

Procedimento

L’idea viene da mia nonna che mi ha insegnato a cuocere le zucchine intere al forno e poi a condirle a fine cottura con olio buono e un pizzico di sale! Tutto qui… eppure, che sapore!
Ho provato quindi anche con la butternut, avvolgendola in un foglio di carta forno. Lasciare lì 45-50 minuti, tirare fuori e lasciare raffreddare. Posare sul suo letto di lenticchie (la ricetta ve la do nella prossima versione, seguitemi sotto).

Qui è quel che resta il giorno dopo, ricomposto per il pranzo del primo dell’anno! La sera prima l’ho salvato dall’assalto onnivori che come al solito spolverano quello che io porto in queste occasioni per la mia sopravvivenza! :lol: Ma volevo fare assaggiare il cotechino-zucca alla mia famiglia, era troppo divertente! Quindi il cotechino sorridente è inteso anche nel senso che chi se lo vede portare a tavola non può fare a meno di sorridere…

Ecco il mio kit di sopravvivenza di capodanno 2011.

Sono particolarmente contenta che questo sia stato quello che ha mangiato Claudione dell’omonima locanda e padrone di casa della serata! Ha mangiato vegan! (e spero abbia continuato tutto l’anno anche se ne dubito…)

E andiamo al prossimo cotechino sorridente!

  Cotechino sorridente  edizione 2012

Era praticamente ora di cena, la sera di capodanno… e avevo cucinato solo le lenticchie, stavolta però di Castelluccio… Quest’anno niente finzione carnevalesca? Così sarebbero contenti gli onnivori che rimproverano gli scimmiottamenti del loro cibo crudele! Salvo poi papparsi tranquillamente i loro piatti tradizionalmente vegan senza apportare qualche variante crudele per renderli più consoni alla loro dieta (beh, alcuni lo fanno!). Ovviamente sto scherzando, ma a volte rovesciando le parti si capisce l’insensatezza di certe prese di posizione…
Perché ai vegan dovrebbe essere chiesto il doppio sacrificio di rinunciare a  mangiare cose buone crudeli (e fin qui in realtà nessun problema) e in più rinunciare anche alla versione cruelty-free in nome di un purismo vegano di cui noi (perlomeno io e gli altri vegan che conosco) non andiamo affatto alla ricerca? In realtà ci comportiamo in modo del tutto ragionevole, dato che gli studi scientifici hanno accertato che si mangia con la bocca, ma cosa più importante con lo sguardo, l’olfatto e il tatto, e non è finita qui la complessità sensoriale dell’esperienza nutritiva… si mangia anche con la memoria! (ne parla Safran Foer in Se niente importa, nel paragrafo sul tacchino di tofu del ringraziamento, e vedi qui) Ecco perché tutti restiamo affascinati da quei piatti che risvegliano in noi rimembranze infantili o familiari… Perché mai chi ha fatto una scelta vegana provenendo da una tradizione onnivora dovrebbe calpestare questa sua esigenza fisiologica di nutrirsi anche con la memoria?
Ben vengano le invenzioni puriste vegan, massima apertura! Ma spazio anche alla reinvenzione! Non può esserci che arricchimento dal dialogo fra tradizione scrudelita e innovazione compiuta con la massima ecoconsapevolezza!
La cosa più ridicola è che siano gli onnivori a giudicare qual è il modo giudizioso di mangiare vegan!!!

 E allora pensando a questo mi sono incaponita: sulla mia tavola la finzione carnevalesca cotechina non mancherà, e così compenserò i lunghi anni di onnivora a cui questo cibo ha sempre fatto particolarmente ribrezzo e non l’ha mai mangiato! Uno dei segnali che ero già potenzialmente vegan… Ecco come ho rimediato quasi all’ultimo momento…

Ingredienti

Lenticchie di castelluccio (due mestoli, già cotte – ricetta sotto)
un etto di riso integrale
un etto di nocciole tritate

Procedimento

Mentre preparavo altre cosucce per la sera di Capodanno (vedi Zuppa di zucca e castagne) ho messo su a cuocersi il riso integrale, una mezzora più che sufficiente perché poi va in forno. Ho tritato le nocciole. Ho preso due mestoloni di lenticchie già pronte, il riso cotto e le nocciole tritate e le ho mixate. Aggiunto peperoncino in polvere e spezie per arrosto miste (ma dato che le lenticchie erano già molto saporite si potrebbe anche non aggiungerle!) e poi ho posato il malloppetto sulla carta forno, formato lo zampetto, chiuso a caramella e messo in forno una ventina di minuti (tutto era già cotto, ma avendo tempo si può lasciare anche un po’ di più). Et voilà, la scena è fatta!

Forse il cotechino-zucca è più scenico, ma vi garantisco che l’associazione riso-lenticchia-nocciola ha un sapore fantastico! Una delle cose più buone mangiate ultimamente! Merito anche delle…

Lenticchie di capodanno sorridenti

200 g di lenticchie di Castelluccio
1 cucchiaino di dado veg homemade (il mio è in pezzettini piccoli e sembra un trito per soffritti, per cui non ho tagliato altre verdure, ma se non avete questo tipo di dado procedete con una carotina, un pezzetto di sedano, una mezza cipolla, aglio e tritate benissimo)
1 cipolla piccola (o metà grande)
1 spicchio d’aglio
peperoncino molto piccante
una foglia di alloro
1 cucchiaino di curry o cumino in polvere (facoltativo)
2 chiodi di garofano (facoltativo)
un pezzetto di alga kombu (facoltativo)
qualche cucchiaiata della vostra passata di pomodoro homemade o bio (assolutamente da evitare i pomodori freschi di serra in questa stagione!)
olio bio sabino (vecchio per il soffritto all’acqua pazza e nuovo per il giro a crudo finale, mo’ mi sono attrezzata!)
prezzemolino del vaso (ce ne ho ancora!)

Dopo aver sciacquato le lenticchie (io non le metto in ammollo) preparo il mio soffritto all’acqua pazza con cipolle tagliate a mezzaluna e aglio intero scamiciato (che adoro! a volte ne  metto due per non sgraffignarlo a Stefano!), in acqua e un goccio di olio evo. Con foglia di alloro e peperoncino.
Quando il finto soffritto assorbe l’acqua aggiungo le lenticchie, le giro un attimo e aggiungo il pomodoro e uno-due bicchieri di acqua. Di pomodoro ne  metto poco perché faccio pochi vasetti e in inverno li raziono, ma in estate abbondo con quelli freschi e arrivo a fare sughi di lenticchia! Un cucchiaino di curry e due chiodi di garofano se volete dare un tocco indiano. Faccio andare a bollore e dopo circa quaranta minuti è pronto. Aggiungo a crudo il cucchiaino di dado veg (ovviamente se non avete il dado a pezzetti come il mio dovete stufare le verdurine con il soffritto ad acqua all’inizio), il giro d’olio nuovo bio, un po’ di prezzemolo tritato e di solito aggiungo ancora la crema di peperoncino, perché non mi sembra mai piccante!

Da ascoltare in compagnia dei REM e i loro Shining happy people, ovvero la gente che pasteggia a cotechini sorridenti! che per fortuna è sempre più in crescita!

Un’ultima notizia, sabato 28 siamo con Stefano al Rewild  (Roma) a presentare il suo libro-cd da poco uscito! Ecco la locandina!

 

Con questa ricetta partecipo a VegetariaMo del blog Sapori di Elisa!

 Aggiornamento 27.03.2012: Questa ricetta ha ricevuto una segnalazione!

“ Cucina ecozoica con Cotechini sorridenti Cozze alchemiche del mio giardino, per l’originalità nel preparare due piatti vegani, ma all’apparenza per onnivori. :D

Grazie Elisa! Sono contenta che a questo “contest” abbiano partecipato molti onnivori nonostante il premio fosse “molto culturale”, una raccolta di testi sul vegetarianesimo! Un bel segnale che sempre più persone sono interessate all’argomento e desiderano documentarsi.

gen 26, 2012

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  1. Mimì dice:

    Io mi sono divertita ed ho già sorriso soltanto alla lettura delle ricette , non immagino il sorriso che avrei avuto e che avrò assaporando queste delizie.
    Ma andiamo per gradi, mi piace molto l’idea panificatoria di Stefano, ben riuscita e ben rappresentata! Quel pane fa tanta tenerezza!
    L’idea zucca-cotechino e’ sorprendente, per la somiglianza, e poi e’ decisamente più light ed appetibile per i miei gusti! Ottimo il consiglio della nonna di cucinare le verdure intere e condirle a crudo, anche la nonna era Ecozoica ;)
    Safran ha ragione la memoria influisce molto sulle nostre scelte alimentari, soprattutto quando si cucina! A me diverte riproporre piatti in chiave vegan che per somiglianza sembrano uguali a quelli onnivori! Questi ultimi avranno ed hanno sempre da ridire, ma chi se ne frega, io mi diverto e mi sbizzarrisco ;) quindi ben venga la memoria, la fantasia e l’allegria in cucina! Mi piace moltissimo anche la tua nuova invenzione cotechinesca :lol: e’ molto simile alla versione onnivora per colore e sembianza ma e’ decisamente più buona! Io amo le lenticchie e mi piace come le hai cucinate, hai aggiunto nocciole e riso integrale che sono il massimo… Devo replicare questa tua versione, anche se non e’ più Capodanno, vorrà dire che festeggerò in ritardo quello Cinese!!! :)
    Con Adry pero’ devo trovare un’alternativa alle nocciole, gli piacciono ma ho paura che in questa preparazione avrebbe da ridire! Mi ingegnerò!!!
    L’accompagnamento musicale e’ perfetto, allegro, brioso e Felice!!! E poi quanto colore e vitalità!!!
    Riguardo la presentazione del libro, mi spiace non esserci, vi faccio i miei più cari auguri… Il menù e’ perfetto, la musica e’ “sbagliata” ed il pubblico non aspetta che voi!
    Vi penserò tantissimo!!!

    • MaVi dice:

      La zucca-cotechino è fantastica, il colore sta benissimo con la lenticchia!
      Avevo dimenticato di dire che questi cotechini sono anche ecozoicamente sorridenti, perché sono alternativi a quelli di seitan o soya! :smile:
      Alla fine più delle critiche contano i fatti: e i miei onnivori ci si sono precipitati sui cotechini sorridenti!
      Per Adry puoi tranquillamente omettere le nocciole, non sono determinanti per la buona riuscita! al limite metti una patatina bollita!
      A me fa già impazzire il riso semplicemente condito con lenticchie!
      Hai visto che simpatici gli shiny happy people con l’omino in bici che gli fa girare il fondale disegnato? Ecoteatro!
      Peccato che non sarai a Roma, ma ci saranno altre occasioni, il calendario di Stefano è ancora fitto di appuntamenti…
      ;)

      • Mimì dice:

        E’ vero il colore della zucca-cotechino si abbina perfettamente con le lenticchie!
        Sono assolutamente più ecozoici, l’hai accennato all’inizio, un’alternativa al consueto “cotechino” di seitan!
        Non avevo dubbi che gli onnivori si precipitassero sui tuoi di cotechini, a me quelli onnivori hanno sempre fatto senso anche “l’odore” era nauseante! :(
        Io pensavo di provare al posto delle nocciole, semi di zucca o girasole, qualcosa di questo genere. L’abbinamento riso integrale e lenticchie, è ottimo già così senza nessun’altra aggiunta ;) .
        E’ stupendo, il video è proprio allegro e ben fatto! Mi piace moltissimo… Tutti quei disegni, il colore, la Vita! Bellissimo!
        Si spero che ci siano altre occasioni, questa cosa di Romeo ci ha spaventati e tolto energie. Ora dobbiamo tenerlo sempre sotto controllo e non posso lasciare solo Adry, ogni piccolezza si trasforma in un problema. Devo anche raccontarti l’avventura del rientro a casa con Romeo l’altra sera… Più che avventura quasi una tragedia… Ma è tutto passato! :)

        • MaVi dice:

          Le nocciole hanno un aroma particolare, non credo siano sostituibili con i semi di girasole che sono neutri e quelli di zucca che sono poco decisi nel sapore… potresti mettere un pochino di olio di girasole che ha sapore noccioloso, o magari arachidi (il frutto non l’olio)…
          Anche a me piace molto il video, sprizza molta energia!
          Attendo di conoscere l’avventura-tragedia, per fortuna passata… e mando un bel grattino ovale a Romeo (ovale per passare intorno al collare! :lol: )
          ;)

          • Mimì dice:

            Grazie :)
            Optavo per i semini proprio per incontrare i gusti di Adriano! Per me andrebbero benissimo con le nocciole , le adoro!
            Riguardo Romeo porterò il grattino, ma ora non porta più il collare ;)
            Un abbraccio a voi e i pelosi

          • virginia dice:

            le nocciole esulano dal mio modo di concepire la cucina salata, per questo lo provero’!

  2. Carmen dice:

    Anche io rimango sconcertata, cara MaVi, quando vedo certi polli sul nastro dei supermercati… Non ho parole! Ma quante volte al giorno penso che la violenza è un segno di debolezza.
    Vorrei però terminare il mio modesto saluto con qualcosa di positivo come un complimento per te, MaVi: sei un’artista che stimo veramente tanto!

    • MaVi dice:

      Ti capisco, anche per me queste visioni sono insopportabili e cerco di fare il giro nei supermercati in modo da evitare certe zone penose…
      grazie degli elogi, mi fai diventare color cotechino sorridente… :oops:
      ;)

  3. herbi dice:

    neanche io ho mai mangiato il cotechino, mi faceva impressione, povera zampetta :(
    ma i tuoi sono meravilgiosi! anche se non è capodanno vorrei provare il misto riso-nocciole con le lenticchie condite così riccamente come hai fatto tu!
    grazie per aver condiviso, è sempre bello leggere i tuoi post!
    e in bocca al lupo per la presentazione del cd ;)

    • MaVi dice:

      hai visto che recupero per noi ex onnivore non mangiatrici di arti animali?
      Ho pubblicato in ritardo proprio perché questi sapori vanno bene anche per un bel pranzo domenicale invernale!
      grazie per gli auguri e viva le lupe, con cui ci piace correre (simbolicamente eh!)
      ;)

  4. Barbara dice:

    i tuoi cotechini sono bellissimi, mi piacciono entrambi e ti avevo già detto che le lenticchie le cucino quasi allo stesso modo e preferisco sempre le piccoline ^^

    la “moda” di arrostire i piccoli maialini non è in realtà una moda, in alcune regioni d’Italia è una specie di tradizione (vedi Sardegna) e risale in generale al MedioEvo (Basso). Appunto…medioevo…..

    al matrimonio di un’amica portarono in trionfo una povera Chianina tutta intera, con tanto di spegnimento delle luci per creare suspance….a momenti vomito giuro, e anche la sposa che poverina non ne sapeva nulla e pur essendo una felice mangiatutto è rimasta inorridita pure lei…..

    bacio :)

    • MaVi dice:

      I cotechini sorridenti ringraziano!
      ma non mi avevi mai detto che cucini le lenticchie così… comunque è un metodo abbastanza classico!
      Qui da noi la tradizione per fortuna si era estinta… fino a che non è purtroppo tornata ad essere una moda e spero che tale resti e non torni ad essere una tradizione…
      non avevo mai sentito parlare di mucche arrostite intere… questa in barbarie le supera tutte!
      ;)

  5. felicia dice:

    Bellissimi e buonissimi……….. tutte e due le versioni dei cotechini!!!! mi piace moltissimo quella del 2012, un composto gustoso e appagante, complimenti a Stefano per la panificazione, bellissimi….. Come molti, non ho mai mangiato la versione cruelty, la tua proposta la assaggerei volentieri. Complimenti :-P

    • MaVi dice:

      Sì sì proprio buoni! e allegri!
      Stefano si diverte a dare la forma al pane, essendo anche ceramista… questo è uno dei più belli che ha fatto! e io per emularlo modello le cibarie!
      E’ una fortuna non aver mai provato gusto in certe pietanze! sono contenta che invece gradisci l’alternativa!
      ;)

  6. chicca66 dice:

    Le tue rivisitazioni cotechinesche sono davvero invitantissime :-)
    Io, purtroppo, e lo dico con un po’ di rammarico, da onnivora lo mangiavo il cotechino :-( il solo pensiero in questo momento mi fa quasi ribrezzo…
    Grandissimo Stefano spero abbia tanto sucesso :-) Il mio augurio sincero :-)

    • MaVi dice:

      Se il cotechino ti piaceva, allora per te questo è proprio un cibo della memoria che ti consiglio!
      A proposito, mi sono resa conto oggi ascoltando lo speciale su Radio3 che era il giorno della memoria… di altri fatti crudeli, che però alcuni mettono in parallelo… e in questo mi trovo d’accordo, quindi spero che in futuro si farà un giorno della memoria dedicato anche all’olocausto degli animali… per il momento purtroppo è ancora in corso…
      Riferisco a Stefano!
      ;)

  7. Stefano Panzarasa dice:

    Brava MaVi, il Popolo dei Maiali ringrazia per la tua attenzione verso i suoi figli e figlie…
    Giorni fa ho provato a pretendere in ufficio di essere il rappresentante del Popolo dei Cinghiali, noi ci occupiamo di conservazione della natura e gli animali devono pur avere qualcuno che gli dia voce…
    Non è ancora il tempo che ciò accada, nonostante sia praticamente la legge che lo prevede, però…

    • MaVi dice:

      Noi come al solito ci proviamo… dal futuro guarderanno indietro e almeno troveranno che qualcuno ha cercato di risvegliare i fratelli e sorelle umane dalla trance della dominanza, che colpisce il debole di turno… e gli animali da sempre sono i deboli per eccellenza…
      se non si comincia il muro del conformismo non si incrinerà mai…
      ;)

  8. MaVi dice:

    @ Mimì
    sono contenta che Romeo ha tolto il collare e che finalmente è tornato a casa con mamma e papà!
    Per Adry puoi fare tutte le varianti che credi, io stavo solo cercando di indicarti cosa potrebbe sostituire la nocciola con un sapore simile… Pensavo fosse un discorso di allergia e non di sapore, ma forse è proprio questo che stai cercando di evitare… allora basta non metterla!
    ;)

    • Mimì dice:

      Esatto, cercherò infatti di incontrare i suoi sapori, alle volte è così difficile! Secondo me le nocciole stanno divinamente, ma lui sicuramente avrà da ridire :(

      • MaVi dice:

        Beh certo se non gli piacciono certo che avrà da ridire! omettile senz’altro!
        ;)

  9. MaVi dice:

    @ Virginia
    Vedrai che quando conoscerai la versione salata delle nocciole ti chiederai perché l’hai ignorata fino ad oggi…
    ;)

  10. ale63 dice:

    Interessanti queste ricette,in particolare proverò il cotechino 2012(la zucca in casa piace solo a me)unisce gli ingredienti che usiamo di più in modo insolito…..da provare!
    Complimenti a Stefano per il pane bellissimo
    Un grande abbraccio oval-ecozoico da tutti noi

    • MaVi dice:

      Come al solito se ci fate sapere il vostro parere dopo la prova ve ne sarò grata! faremo tesoro di ogni vostra osservazione o variante!
      Sì questo è uno dei pani più belli che Stefano abbia mai scolpito, davvero ecozoico!
      abbraccio ovale anche da noi
      ;)

  11. Marta NewHorizons dice:

    Fantastico Mavi, adoro le lenticchie in tutte le salse e così saranno davvero speciali :) Complimenti anche al panificatore, divertenti i maialini!!

    • MaVi dice:

      Sì lenticchie veramente speciali e divertenti!
      I maialini di pane con la mamma-scrofa a me fanno tanta tenerezza… passo i tuoi complimenti!
      ;)

  12. Tamara dice:

    Ciao Mariagrazia, grazie per l’ispirazione che mi hai dato con i tuoi cotechini sorridenti: ho provato la versione 2012, con alcune varianti (per necessità, non per sfiducia, ovviamente). Allora ho provato a farlo con lenticchie e ceci, che avevo già pronti, un avanzo di riso bianco (che si compattava in frigo dopo un pranzo a base di curry di cavolfiore) e nocciole in granella: delicato e buonissimo! Riproverò sicuramente la versione originale :-)
    Complimenti anche a Stefano per i suoi tenerissimi pani a forma di maialino, sono bellissimi!
    Ciao
    Tamara

    • MaVi dice:

      grazie a te di averla provata, hai fatto benissimo a riciclare i tuoi avanzi! anch’io ho improvvisato con quello che mi ritrovavo in casa! però ti consiglio di provarla con riso integrale, quello sì!
      riporterò i tuoi complimenti a Stefano!
      abbraccio ovale
      ;)

  13. cris dice:

    ecco anche qui tanta curiositä per le ispirazioni, avevo giä pensato a fare una zucca buttenut o analoghe nella forma ripiena, come il tacchino ripieno, con castagne secche cucinate con porri, legumi e boh? la visione delle tue sontuose pietanze mi sembra davvero incoraggiante…altra portata su cui meditare… :) bacissimi zuccosi

    • MaVi dice:

      Sì sì sì! però per cucinare bene una zucca intera in forno ci vuole tempo e il ripieno alla fine viene stracotto, ho già fatto numerosi tentativi… a volte tutto esce mezzo crudo (anche se poi in qualche modo si recupera).
      E’ un piatto direi rischioso, a risultato imprevedibile, non mi azzarderei con i criticons se non lo testi prima molto bene.
      abbraccio oval-zuccone
      ;)

  14. cri dice:

    oh grazie per le indicazioni utilissime, magari pensi possa funzionare se cuocio ripieno e zucca separatamente e poi compongo l’arrosto poco prima della fine della cottura in forno?

    • MaVi dice:

      Sicuramente risparmi il forno e non ti resta la roba cruda e insapore. Ma certo si perde quella lenta osmosi dei sapori. Prova a farla una volta tutto a crudo con una zucca piccolina e vedi come ti esce. Se come è capitato a me una volta non cuoceva mai, per la disperazione ho trasformato gli elementi in tortini e frittate (che sono usciti gustosissimi)!
      Comunque non si perde mai nulla, basta che non ci siano ospiti impazienti in attesa!
      ;)

  15. Lali dice:

    MaVi… la pensiamo in modo esattamente identico!!! ;-)
    Anzi, nessuno prima e meglio di te é riuscito ad esprimere in modo tanto lapalissiano ed esaustivo i miei convincimenti sul vegan :-D !
    Grandioso questo sito… cibo per il corpo, la mente e lo spirito :-)
    In fondo siamo delle entità psico-fisiche no?! ;-)

    • MaVi dice:

      Sono contenta, ma direi che già lo intuivo!
      Mi entusiasma questa nostra lapalissiana concordia! :smile:
      Grazie dei tuoi complimenti, non posso che confermare, abbiamo da nutrire non solo il corpo, siamo esseri troppo complessi e abbiamo una sensibilità e un senso etico ancora tutti da risvegliare.
      ;)

  16. Moreno dice:

    Salve, scrivo solo per informare che l’arrostimento del maialino da latte intero non è una nuova moda bensì una vecchia tradizione, appunto per i banchetti più importanti in quanto si offriva un cibo costoso, visto il potenziale maggiore guadagno a farlo crescere invece che mangiarlo così. Tale usanza è riscontrabile anche nella tradizione di diverse altre culture.

    • MaVi dice:

      Considerando che oggi la vita animale non ha più nessun valore e che sono milioni al giorno i sacrificati, il significato antropologico di tale usanza viene drasticamente azzerato.
      A mia memoria tale infausta tradizione si è ripresentata con insistenza da una decina di anni a questa parte, è una esperienza limitata per trarne generalizzazioni sociologiche, però la mia impressione è che fosse caduta in disuso, eppure insieme ad altre pratiche e abitudini deleterie si stia riproponendo.
      In ogni caso tradizione non vuol dire palla al piede, ci siamo liberati di pessime tradizioni come lo schiavismo, lo jus primae noctis, l’impunità maschile per il delitto d’onore eccetera.
      Speriamo non si passi al ripristino anche di queste…

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