ago 7, 2014

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Cipolle al forno alla pugliese

Cipolle al forno alla pugliese

Una digressione invernale, dopo lo scoglio libero versione natalizia sono tornata a curiosare negli archivi delle ricette che ho preparato questo inverno e non sono riuscita a pubblicare (mamma quante cose ancora in attesa… a proposito: ho ripubblicato lo zighinì VV). E così è tornata la zucca scostumata (mica è facile convincerla, ho dovuto pregarla e ripregarla!), che nel condimento delle fettucce ha preteso queste cipolle. Lo sa che in inverno girano spesso nella mia cucina! :smile:

A parte gli scherzi… questa è una di quelle geniali non ricette della nostra tradizione contadina e mediterranea che riportano il bel tempo sotto ogni condizione atmosferica, anche in questa estate-inverno, che forse ci rinfresca ma chissà che danni combina all’equilibrio generale del pianeta (e probabilmente è uno degli effetti delle manipolazioni sul clima che vanno avanti a nostra insaputa, con radiazioni e scie chimiche allegramente disseminati nei nostri cieli, qualche info la trovata nella sezione Cibo per l’anima).

Per la sua buona riuscita l’essenziale è la qualità dell’ingrediente! e qualche altra cosuccia…

Ingredienti

5-6 cipolle piatte da forno
un pugnetto di capperi sotto sale (meglio di Pantelleria)
origano di Puglia, seccato a rametti
un paio di foglie d’alloro
un paio di spicchi d’aglio di Sulmona
un pezzetto di peperoncino (calabrese magari)
un pizzico di finocchiella
qualche capsula di ginepro
sale marino integrale di Margherita di Savoia
brodo veg diluito in acqua di cottura di verdure rosse oppure con un cucchiaino di concentrato di pomodoro per sfumare (più ecozoico, al posto del vino richiesto)
olio evo bio pugliese (ma anche bio sabino va bene, o altro bio locale)

Naturalmente le provenienze sono suggerimenti,  ognuno fa con quello che  ha in casa o con quello che si trova localmente!

Procedimento

Tagliare a spicchi grossolani le cipolle, disseminare tutti gli altri ingredienti, il brodo non deve coprire le cipolle, ce ne vuole solo la giusta quantità per non farle bruciare, quindi vanno controllate strada facendo. Infornare per almeno mezzora a 180°, e secondo la ricetta originale anche un’ora. L’olio magari lo potete aggiungere solo verso la fine.

Questa ricetta non arriva da mia madre, che pure era pugliese e mi ha lasciato in eredità diverse specialità della sua terra, ma queste cipolle così non me le aveva mai fatte. Le avevo assaggiate in qualche viaggio a sud, forse anche da mia nonna, ma distrattamente… fino a che un paio di inverni fa frequentando un forno tavola calda che vende anche specialità alimentari di Tivoli  (sta a via Empolitana) Stefano ha scoperto questa deliziosa delizia, e ogni volta che passa di là me ne porta sempre un cartoccetto. Un giorno trovandomi lì personalmente ho fatto i miei più profondi complimenti al cuoco, che di solito se ne sta nascosto nel suo antro, ignorato da tutti, io invece se gradisco non manco mai di esprimerlo e di stanarlo, anche nei locali più semplici, anzi soprattutto lì, perché è lì che ho trovato i veri cuochi e cuoche da me preferiti (soprattutto quelli alla portata del mio portafoglio). Così ho scoperto che era di origine pugliese e fra una chiacchiera e un complimento mi ha gentilmente passato la sua ricetta. Io ho solo eliminato il vino.

Queste cipolle allietano i nostri inverni in tanti modi, in compagnia delle patate del forno a legna di Maria Irene il sabato e in altri che scoprirete man mano: sulle fettucce alla zucca scostumata le avete già viste e poi, chi mi segue saprà…

Per ora godiamocele in purezza, con un bel pezzo di pane casereccio. Nella mia cucina invernale sono diventate un ingrediente base! Ma anche in questa estate invernale possono essere riproposte, senza doversi trasferire in montagna o latitudini nordiche…

Per variare cipolle bianche e rosse insieme!

Con un pezzo di Bach suonato da Mischa Maisky. Linko tanta musica contemporanea, ma alla fine quella che ascolto di più è musica classica, e in particolare Bach è fra i miei preferiti. Che somiglianze con la cipolla? A voi trovarle… (tipo un solo strumento, un solo ingrediente eccetera…)

 

Infine due notizie, una brutta e una bella.

La prima: è risaputo che il parlamento italiano attende l’estate per far passare quatto quatto provvedimenti legislativi ingiusti e impopolari, ci hanno provato in questa stagione a privatizzare l’acqua degli italiani, e quest’anno tutti d’accordo ad approvare l’uso delle esche vive nella caccia, quando già l’Europa aveva richiamato il nostro paese per questa assurda pratica. Mi chiedo: ma vivono ancora in tempi medievali in quel di Montecitorio? Sanno bene che la quasi maggioranza degli italiani, tranne la sparuta minoranza barbarica dei cacciatori è contraria alla caccia. Non bastava il vantaggio del fucile? Pure la trappola con l’esca viva? E perché non un fucile collegato al satellite che individua la preda e ne fornisce le coordinate? Leggiamo il dolente resoconto di Danilo Mainardi.

 

La seconda la sapete già, ripeto per promemoria e distratti: con Stefano abbiamo organizzato una settimana dell’era ecozoica a Orvinio, in accordo con il gestore di una struttura per centri estivi situata in un posto verde, boscoso, montagnoso e silenzioso nel territorio di un parco situato vicino al cammino di Benedetto, potrete partecipare a diverse attività ecozoiche. Decideremo insieme ogni giorno in base ai desideri dei partecipanti, nel volantino troverete alcune proposte.

ago 7, 2014

Inserita da | 17 Commenti

  1. Carmen dice:

    Ottima idea, le cipolle sono sempre una delizia. Anche da noi si possono naturalmente trovare i capperi di Pantelleria, ma cercherò di servirmi di qualche delizia più locale.
    Un abbraccio ovale (estivo nonostante tutte le condizioni atmosferiche) :-)
    Carmen

    • MaVi dice:

      Fammi sapere quale sarà la delizia locale prescelta, sono curiosa. Ci sono capperi svizzeri?
      Un abbraccio ovale estivo nonostante tutto anche a te
      ;)

      • Carmen dice:

        Cara MaVi,
        dubito che ci siano i capperi svizzeri. Finora non saprei un’alternativa particolarmente locale e questo sabato non posso nemmeno andare al nostro splendido mercato… :-( Un prodotto dello stesso colore e un po’ locale sarebbero forse i cetriolini sott’aceto, ma non vado matta per quelli, visto che mi ricordano tanto i piatti con cui si usa abbinarli (la Raclette e piatti simili). Al di là della consuetidine di abbinarli a piatti più crudeli preferisco prodotti freschi o semmai sott’olio. Ma comunque si potrebbe provare a fare la tua ricetta con i cetriolini. Se non ricordo male sabato scorso al mercato li ho visti anche freschi.
        Un abbraccio verde
        Carmen

        • MaVi dice:

          Ne dubitavo anch’io ma non si sa mai… magari esistono varietà di cappero adattate a latitudini nordiche…
          Puoi provare con i cetriolini, perché no. Ma se per una volta usi dei capperi non succede nulla, in fondo la Sicilia non è così lontana!
          O sennò anche olive o frutta secca, come uva passa, alla siciliana!
          Insomma, le varianti non mancano mai!
          abbraccio oval-cipollino
          ;)

  2. Cono dice:

    mi perdo dietro il guizzo del violoncello e la giravolta della cipolla – e mi sdegno per il lavoro scombinato dei parlamentari per gli interessi di pochi danarosi scimuniti a danno di povere creature indifese senza voce

    • MaVi dice:

      Già… un abbraccio ovale e cipollosamente ondulato
      ;)

      • Cono dice:

        vado a dare un’occhiata allo zighinì

        • MaVi dice:

          :smile: Ho visto, vado a risponderti lì…

  3. Stefano Panzarasa dice:

    Adoro le cipolle, le piccole cipolle che però hai trasformato in un piatto molto gustoso come molto bella è la musica che le accompagna…
    Sicuramente anche Bach avrebbe gradito e chissà pure il bravissimo violoncellista (magari anche lui adora le cipolle?)

    • MaVi dice:

      Non lo so se Mischa adora le cipolle, lo spero proprio… con la sua chioma cipollina sembrerebbe di sì! :lol: Intanto ho scoperto che il suo piatto preferito è il tiramisu.
      Ora vado a vedere se scopro qualcosa sui gusti di Bach (che pure lui ha capelli inanellati cipolleschi) e poi ti faccio sapere!
      ;)

    • MaVi dice:

      Del nostro signor Bach ho scoperto che da qualche parte ha coniato l’insulto di “mangiacipolle”! (riferito a una “scoreggia di fagottista”, sono sue espressioni citate, ho il link!).
      http://www.mangialibri.com/node/4344

      Dei suoi gusti alimentari ho scoperto un amore per il sidro e il caffè…

      http://www.frasicelebri.it/frasi-di/johann-sebastian-bach/
      “Ah! Come è dolce il sapore del caffè!
      Più dolce di mille baci, più dolce di un vino moscato.”

      E ha composto addirittura una cantata del caffè
      http://www.mensarte.it/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=22&Itemid=255

      Quindi Bach della cipolla mi sa aveva una misera opinione, anche se pure noi ingiuriamo il cavolo, ma poi lo mangiamo con piacere…
      ;)

  4. cris dice:

    beh cipolle e animo umano sono a strati…da ragazza il primo messaggio d’amore ricevuto era un messaggio a strati, il ragazzo che me lo ha scritto ha creato una spirale di messaggi che io potessi leggere come una cipolla,fino al nocciolo che diceva “mi piaci”…
    si può non amare ciò che è a strati concentrici?
    le tue cipolle le adoro, sembrano davvero una composizione Bachiana…anche le variazioni Goldberg (che adoro) sono a strati e mi commuovo ogni volta che arrivati alla fine della cipolla risento le note stupefacenti che le aprono e le chiudono con candida magnificenza.

    Stupende!!

    • MaVi dice:

      Che dolce il messaggio d’amore a strati…
      Certo che tutto ciò che ha struttura matrioska richiama l’utero materno, il tuo ragazzo non poteva farti una dichiarazione più affettuosa!
      Le variazioni Goldberg non le conosco, andrò a cercare nel solito gonnellino etabetesco di youtube!
      (a proposito di strati) Eta-you-tube :smile:
      ;)

      • cris dice:

        beh…non è mai diventato il mio ragazzo…correva dietro a tante…ma il messaggio era bello comunque :)
        adoro eta-beta :)

        • MaVi dice:

          Quindi si dedicava all’arte del corteggiamento con fuga! alla Bach! :lol:
          Comunque, bei ricordi.
          Ho ascoltato un pezzetto di variazioni Goldberg, ma l’ascolto è complesso ci devo tornare con calma!
          abbraccio oval-cipollino
          ;)

  5. Tiziana dice:

    Sono una cipolla-dipendente (solo l’idea di non averne in casa mi getta nel panico ;) ), le mangio in tutti i modi… tranne che crude – ahimé non ci riesco proprio, chissà perché, anche solo l’idea mi disgusta. Questa ricetta dunque la proverò di sicuro, magari anche in Toscana dai miei dove passerò i prossimi giorni.
    Infine ti volevo dire che MaVi, sei fantastica, per come descrivi, per come fotografi i tuoi piatti… fai proprio venire voglia di cucinare!

    • MaVi dice:

      Ahia, dovrai prima o poi superare questa avversione!
      Ti garantisco che una cipolla cruda in un’insalata fa la differenza… forse potresti provare a tenerle un po’ in acqua per perdere la loro nota pungente, scegliendo qualità molto dolci e tagliuzzandole finemente.
      Per fortuna stavolta sono cotte e potrai provarle, sicuramente piaceranno a te e alla tua famiglia, qui da noi vanno alla grande! :smile:
      Ti ringrazio delle lodi, da una maestra dell’immagine come te mi fanno arrossire, però come fotografa so benissimo quali sono i miei limiti, soprattutto tecnici, sono fotografa non proprio per passione ma per necessità e Stefano mi da una mano, ma presto avrò anche qualche altro aiuto! L’importante qui nel blog è farvi venire voglia di cucinare ecozoico!
      ;)

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