feb 11, 2013

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Carpaccio spiralico rosa (con rape di Chioggia)

Carpaccio spiralico rosa (con rape di Chioggia)

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Anche qui una lista di ingredienti minima. Quando il prodotto è eccezionale basta veramente poco per restare soddisfatti…

Una rapa di Chioggia, un pizzico di sommacco, pepe rosa, aneto! olio evo  (il mio bio e sabino) e umeboshi. I condimenti giocano sulle tonalità del rosa prima che del gusto! Una crudité adatta a san Valentino!

Affettate finemente finemente più che potete. Cospargete con le polveri di cui sopra. Preparate un’emulsione olio-umeboshi e distribuitela sui dischi spiralici. Lasciare un po’ in macerazione, se resistete!

Ce le ho viste bene anche in compagnia di un bretzel e di qualche chicco di melagrana! Il bretzel a me sembra un parente nordico e snello della ciambella a zampa!

Mi sono ovviamente deliziata dell’incontro con la patata blu, qui in versione cotta. E anche Rodni ha voluto ficcarci il suo nasino…

Cosa ascoltiamo? Un brano della colonna sonora di Cloud Atlas: All boundaries are conventions. Tutto è connesso… rape, patate blu e…

Qualche altra idea ecozoica con le meravigliose e versatili rape: raw-pe ghiotte carpaccio di rape bianche con salsa-coda e altre in arrivo!!!

feb 11, 2013

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  1. Stefano Panzarasa dice:

    Sì, bravissima MaVi, tutto è connesso, le belle rape, l’Era Ecozoica, questa musica fantastica, un bel flm (e il libro è anche da leggere).
    I cerchi concentrici delle rape fanno pensare finalmente all’espandersi della consapevolezza ecologica e ce lo fanno sapere queste piccole e gentili rape… Un messaggio ecozoico dal mondo vegetale!
    Auguri a tutti i sognatori e sognatrici…

  2. MaVi dice:

    Bella l’idea dell’espandersi di consapevolezza ecologica connessa ai cerchi concentrici delle rape, come alberi a crescita sotterranea!
    Leggere i messaggi scritti nelle verdure è uno dei miei passatempi, e tu lo sai bene…
    ;)

    • Stefano Panzarasa dice:

      E già, sappiamo bene così quali sono i sapori della saggezza (vegetale)…

      • MaVi dice:

        Li stiamo man mano conoscendo, è un campo di conoscenza infinita!
        ;)

  3. cris dice:

    sisisisisi!! questo carpaccio é proprio stupendo!!!
    e il piccolo adorabile Rodni altrettanto stupendo!!!
    Bellissima l’immagine della consapevolezza ecozoica raccontata dai cerchi della rapa :-)
    E stupenda la nostra lettrice di messaggi scritti nella verdura!!!
    Che meraviglia questi anelli che si abbracciano all’infinito e in mezzo ai quali ancora trova spazio un anello di un altro colore, una delle mille metafore dell’amore, che non ha limiti e ha sempre spazio per tutti, dai piu’ piccoli ai piu’ grandi, e per quanto “pieno” possa essere, puo’ crescere senza confini :-)
    Abbraccio concentrico-raposo :-)

    • MaVi dice:

      Abbraccio spiralico-ovale a te! :oops:
      ;)

  4. cris dice:

    il Brezel magrolino é secco come un tarallino?
    I Brezel svizzeri, carinziani e tedeschi sono morbidosi…
    anche la forma del Brezel mi piace tantissimo!!!!

    • MaVi dice:

      a chi lo dici… fra ciambelle a zampa e bretzel impazzisco di gioia! E pensare che i taralli li ho snobbati per quasi tutta la vita! Devo recuperare!
      ;)

    • cris dice:

      :)
      questo Brezel trasformista, ecco che senza nemmeno accorgercene siamo andati a pescare un altro rappresentante della multiformità, della trasformazione, un capolavoro antropologico :)
      pure la grafia della parola ammette molte variazioni, ho visto diverse versioni nelle varie regioni, qui é Brezel, in Austria ho visto anche Brezn, per gli anglofoni Pretzl…dialettalmente ne ho viste di tutte al Kilbi o al Wiesenmarkt, Baummarkt o Kirchtag.
      Pensa che in Carinzia si usa, per il compleanno, un Brezelone gigante di circa un metro che viene farcito con insalata, pomodoro, cetrioloni sott’aceto agrodolci e molti altri ingredienti superflui che non cito ora…quando abitavo li’ e festeggiavo il compleanno dei colleghi, passavo ai colleghi i contenuti superflui e pappavo questa delizia con la buona verdurina (all’epoca non ero ancora crudista) e devo dire che preferivo mille miliardi di volte il pezzetto di Brezelone gigante a qualsiasi dolce del mondo :-)

      Insomma il Brezel é come una farfalla, metamorfico, cangiante, morbido o secco, piccolo (ci sono anche i “mini-Brezel” secchi venduti a sacchi come “sgranocchiabili”) o gigantesco, farcito o semplice, dolce o salato…
      una creatura davvero poliedrica questo Brezel e guarda guarda se non doveva proprio venire ad abitare nelle tue ricette questo capolavoro proteiforme :-)
      Viva la trasformazione carissima Fata, la trasformazione Ecozoica, che avvicina ogni creatura al Bene e alla gentile amorevolezza del rispetto per ogni Entità.
      Speciale Fatina, i tuoi piatti sono poesie :)

      • MaVi dice:

        Non sono esperta di filologia del bretzel, e la tua rassegna mi ha aperto un mondo! qui in Italia vedo che lo scrivono così… non immaginavo tutti questi cugini europei con tutti questi nomi-varianti!
        Ma che bello il compleanno in Carinzia, certo una volta eliminato il superfluo crudele che mi immagino!
        Quelli che ho mangiato io mi hanno colpito per la loro eleganza e fragilità… sono uno di quei cibi onnivori che resterà con noi anche nell’era ecozoica, hai ragione tu delle vere poesie da mangiare! Potrei iniziare uno sproloquio sulla simbologia della X e della V contenute nel Bretzel… sarà senz’altro un cibo di origine neolitica!
        ;)

        • cris dice:

          oh il tuo “sproloquio” mi piacerebbe moltissimo, se e quando troverai il tempo per rendermene partecipe :)

          Il Brezel alsaziano (dovrebbe essere quello originale) ha questa forma per ricordare le braccia raccolte al petto in gesto di preghiera e i tre buchi rimandano alla “trinità”…questa la leggenda ufficiale che mi hanno raccontato…ma quello che i tuoi occhi vedono nel Brezel mi affascina ancora di piu’…Fatina dagli occhi profondissimi :)

          • MaVi dice:

            Mi piace il significato tradizionale del brezel alsaziano, una preghiera da sgranocchiare, sì mi convince! Ma la trinità che ha ispirato questa sacra delizia secondo me risale a tempi molto più antichi di quelli biblici! Quando la trinità era associata alla ciclicità lunare, crescente-piena-calante! Erano i tempi neolitici, delle statuette brulicanti di queste simbologie della linea tripla, delle V e delle X associate alla creatività femminile della natura. La V stilizzazione del pube, emblema di fertilità, e la X unione di due V contrapposte, e quindi suo rafforzamento. Sono segni che ricorrono su vasi e statuette dell’antica Europa studiata da Marija Gimbutas (7000-3500 a.C.). Ti rimando al libro che di recente ho finito di tradurre e sto presentando andando caoticamente in giro per l’Italia!
            I miei occhi semplicemente inforcano gli occhiali dei grandi e appassionati ricercatori e ricercatrici, che non si stancano mai di guardare, capire, interpretare!
            Abbraccio ovale
            ;)

  5. Cono dice:

    pepe rosa e rape a spirale in tinta – ammutolisco di gioia

    • MaVi dice:

      cos’è: un revival di ermetismo?
      ;)

      • Cono dice:

        effetto dei tuoi piatti ecozoici darling

        • MaVi dice:

          :smile: :smile: :smile:
          abbraccio tre volte ovale

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