mag 24, 2013

Inserita da | 16 Commenti

Barchette di indivia (o radicchio) con cozze crudiste

Barchette di indivia (o radicchio) con cozze crudiste

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Questa ricetta l’ho già pubblicata in Stile naturale la scorsa primavera, ma non avevo avuto tempo di inserirla anche qui e la stagione è finita! Ve la mando come intervallo in attesa di poter tornare in modalità attiva. La traduttrice e la scrittrice hanno importanti scadenze da onorare, e stanno comunque lavorando per voi… vedrete!

La versione 2012 è con indivia, quella 2013 con radicchio, ma il contenuto è sempre carota (sì, proprio carota! viola ma sempre lei) e fava. Un’esplosione di colori!

Barchette di indivia

Ingredienti

  • Un piccolo cespo di indivia
  • Una carota
  • Un pugnetto di fave fresche
  • Olio evo (meglio bio)
  • Qualche goccia di limone
  • Un paio di cucchiai di acidulato di umeboshi
  • Un pizzico di alga nori in fiocchi


Procedimento
Sfogliare il cespo di indivia, scegliere alcune foglie, lavarle bene e disporle su un piatto. Spazzolare una carota (se bio) oppure raschiarla un po’ con un coltello, sciacquare e grattugiare grossolanamente. Spremere subito alcune gocce di limone per evitare l’annerimento. Sgranare un paio di baccelli di fava e togliere la pellicina esterna.
Riempire le barchette con la carota grattugiata e disporre un seme di fava per ciascuna.
Preparare un’emulsione con olio evo e acidulato di umeboshi sbattendo bene e aggiungendo un cucchiaio di acqua. Distribuire sulle barchette.Un pizzico di alga nori in fiocchi e a tavola! Ed ecco la “cozza crudista”! (e guardate anche le cozze alchemiche del mio giardino e gli gnocchi di mare della campagna romana).

Man mano che arrivano i prodotti estivi l’indivia si può sostituire con foglie di cuori di lattuga e la fava con olive denocciolate verdi oppure pomodorini molto piccoli.

Se l’alga non è gradita si può sostituire con spezie, per esempio comino, finocchiella oppure aneto.

Questa insalata mangiata a inizio pasto è un ottimo coadiuvante di una sana digestione, la carota ci prepara a ricevere l’abbronzatura estiva e le alghe sono ricche di calcio e vitamine. Una porzione abbondante preceduta da un frutto è un pasto leggero completo. L’acidulato di umeboshi ci consente di evitare il sale. Può essere presentata scherzosamente come versione crudista delle cozze gratinate e proposta ai bambini (e non solo!) come variopinta ma semplice alternativa al solito piatto di insalata verde!

Barchette di radicchio

Idem come sopra, ma al posto dell’indivia mettiamo le foglie di radicchio e al posto della carota arancione la carota viola!  con l’aggiunta di una decorazione di foglie di mentuccia raccolte selvatiche da un vaso e una spolveratina di anice stellato in polvere.  Ci vuole poco a creare un nuovo piatto da uno già esistente… In cucina è di casa la camaleontica trasformazione, seme di biodiversità e quindi di vita!

Il link musicale è solo quello che continuo a sentire in questi giorni… Dall’ultimo dei Depeche mode, Happens all the time.

mag 24, 2013

Inserita da | 16 Commenti

  1. Antonio dice:

    Quest’insalata sembra proporre un punto d’incontro di culture e stagioni diverse: il connubio, dipinto di viola, tra un ortaggio tipicamente settentrionale e invernale, il radicchio rosso, e una leguminosa tipicamente meridionale e primaverile, la fava fresca.
    Sinceramente preferisco questa nuova versione radicchiosa alla precedente indiviosa… L’indivia mostrata nella foto non è un’indivia vera e propria (come la riccia o la scarola), ma una cicoria (si chiama propriamente “Cicoria witloof”) che, perchè acquisisca l’innaturale colore giallo-bianco delle foglie, dopo essere stata raccolta dal terreno viene lasciata in ambiente buio per almeno 2 settimane, con deperimento delle foglie più esterne (che vengono eliminate per scoprire il cuore bianco) e pesantissime perdite di vitamine e sali minerali… Tutto a soddisfare il palato del consumatore (le foglie sono più croccanti e meno amare) a scapito però del suo portafoglio (i prezzi di questa cicoria sono esorbitanti…).
    Per la verità, anche certe varietà di radicchio subiscono lo stesso trattamento (si chiama “forzatura”), perchè la pianta, esposta al sole, sviluppa foglie veridissime (il pigmento rosso dato dalle antocianine è mascherato dal verde della clorofilla). Tuttavia, pregio del radicchio rosso è quello di non perdere il colore rosso dopo forzatura, quindi sono preservate le fantastiche antocianine, che sono tra i più potenti antiossidanti noti. Tra l’altro, ultimamente si sono selezionate varietà di radicchio le cui foglie arrossiscono spontaneamente con l’arrivo del freddo in autunno!
    Vedo comunque con piacere che ti stai abituando al radicchio! Io adoro il suo sapore amarognolo ma delicato, e mi piace associarlo con i finocchi, succo di limone e spesso anche qualche foglia di cicoria verde dell’orto (che è ancora più amara!).

    • MaVi dice:

      Sì, hai ragione, non ci avevo fatto caso all’incontro fra nord-radicchio/indivia e sud-fava! grazie di avermelo fatto notare! Dovrei chiamarle barchette interculturali! Quello delle stagioni sì, anche se non l’ho evidenziato! Verdure invernali arrivate a primavera inoltrata insieme a fava fresca esclusivamente disponibile in primavera! Piatto primaverinvernale ma realizzabile solo in primavera! O in inverno con sostituzione della fava (lupino o oliva per esempio).
      Non sai quanto mi piacciono le tue precisazioni sull’identità delle verdure, sarebbero degne di essere integrate nel testo della ricetta.
      Mi spiace molto della vicenda della “cicoria witloof” che volgarmente anche se erroneamente chiamiamo indivia. Sinceramente preferirei mangiarla del colore in cui la natura la crea… anche se mi piace molto la sua forma barchettosa. Chissà se qualche agricoltore lungimirante ce la restituirà nel suo aspetto selvatico, in modo da recuperare anche tutte le sue preziose sostanze… Una verdura oggi proposta dal mercato in modo davvero poco ecozoico… Infatti a dire la verità è già tanto se la compro una volta ad inverno, fa parte delle strambe eccezioni che mi concedo di tanto in tanto.
      So che il radicchio subisce pure spesso questo trattamento direi violento (si chiama infatti forzatura) e direi che rientra tutto nello stile del modello della dominanza in cui viviamo. La vita viene sempre svilita anziché incoraggiata, a partire dalle erbette di campo…
      Meno male che il radicchio si difende bene e anche dopo l’ingiuria riesce a serbare per noi la sua antocianina antiossidante! Interessanti queste varietà ad arrossamento naturale…
      E’ vero, ultimamente sto reintegrando il radicchio nella mia dieta, soprattutto in forma cruda, al mio palato più gradita. Due foglie di radicchio ci sono sempre nella mia insalata serale invernale, al posto del pomodoro estivo. Insieme ai finocchi mi piace pure parecchio, e con la cicoria viene fuori un’insalata sicuramente eccezionale!
      Invece ho ancora qualche riserva per il radicchio cotto… non riuscirei a farmi un risotto o una pasta al forno con il radicchio… chi lo sa, magari associando a qualche altra verdura più gradita! vedremo…
      grazie del tuo bel commento,
      un abbraccio oval-indi-radi-favoso
      ;)

  2. cris dice:

    ohhhhh slurp slurp slurp :-)

    non so che sapore abbiano le fave crude, ma sono certa che i tuoi piatti di barchette in tutte le versioni sparirebbero senza che tu te ne accorga man mano che li prepari :-) ) (no olive o lupini per me…é un periodo che proprio il sale non lo posso vedere)

    Devo dire che la versione viola é davvero un incanto, qualche carotina viola la ricevo a fine estate da Helmut, il mio ben noto spacciatore di cibo perfetto, purtroppo attivo solo pochi mesi all’anno. Per quella stagione, se ricevero’ ospiti vedro’ di presentare il cibo in questo modo tanto bello :-)

    Sono davvero estasiata da Antonio!!! Dove si nascondono queste persone che conoscono la verudura cosi’ bene???? Io non conosco che razziatori da supermercato :-)
    E’ già un miracolo conoscere qualcuno che mangia se pur sporadicamente frutta e verdura :-)

    Non conoscevo nessuna delle preziosissime informazioni date da Antonio, addirittura la forzatura…ma santo cielo…per fortuna esiste un desiderio ecozoico nelle nostre animucce, speriamo che presto si diffonda come l’ortica ovunque!!!! Voglio insalata verdissima, amara, se amara deve essere, voglio clorofilla e antocianine a sazietà!!! Altro che mazzi di rose, voglio mazzi di insalata dell’orto :-) )

    Che bellissimi piattini colmi di poesia :-) Che bellissime persone che costellano il tuo universo Fatina :-) Aspetto Anna ed una delle sue splendide Odi a questa meraviglia :-)

    • MaVi dice:

      Eh sì queste sono proprio barchette adatte alle tue fauci crudiste! :lol:
      Allora quando riceverai le carote viola da Helmut provale così! vedrai che ti divertirai!
      Antonio è veramente una gran rivelazione! spero che abbia il tempo di seguirci… i suoi commenti sono un contributo ecozoico di notevole qualità!
      Della forzatura delle verdure sbiancate ne sapevo… ma non sempre mi va di soffermarmi sulle storture…
      Se raccogliamo le erbe selvatiche siamo quasi certi che siano come natura vuole, per cui ora che è stagione facciamone una bella provvista, fresca e secca!
      Conoscendo un po’ Annaperenna credo che difficilmente comporrà un’ode a questo genere di verdura… bisogna trovare una barchetta alternativa nei prati! Per esempio cuori di spinaci selvatici…
      buona domenica selvatica anche a te!
      ;)

  3. Nello dice:

    Mamma mia! Ma quante barchette vedono i miei occhi. Mi sembra di stare in mezzo al porto :lol: :lol:

    Un porto ecozoico dove nessuna barchetta salperà per inquinare i mari e saccheggiarli per imbandire le tavole con piatti crudeli… :-D

    Sono molto sceniche le tue composizioni, mi attraggono soprattutto per le accoppiate di colori che ne sono venute fuori (verde + arancio, verde + rosso radicchio). Inoltre sono anche buone, ottime da gustare a inizio pasto come tu hai saggiamente suggerito :-P

    Bellissimo il testo dei Depeche Mode tratto dall’ultimo album “Delta MaCchine”. Ho ascoltato anche altri bani, e mi sono piaciuti molto! :-D

    Ciao MaVi, abbraccio oval – barcarolo romano :mrgreen:

    “Er barcarolo va contro corente
    e quanno canta l’eco s’arisente
    si’ e’ vero fiume che tu dai la pace
    Fiume affatato fammela trova’…”

    …in onore delle tue barchette, e a Lando Fiorini ;-)

    ps. scusa per la divagazione cara MaVi, ma stasera me sento er core romano!!! Dajjjje regà!!! o__O :lol:

    • MaVi dice:

      Sono sceniche ma di semplicità sconvolgente! basta scegliere i colori giusti delle verdure! Per me sono un inizio pasto dopo un bel frutto!
      Sì, i Depeche mode sono ormai un classico nel loro genere, invecchiano ma non stufano… e nell’ultimo disco c’è qualcosa di magicamente attraente, non saprei spiegare, mi hanno ipnotizzato!
      Però pure “Barcarolo romano” qui ci stava bene, tanto più che si parla di un fiume affatato! il povero Tevere ormai possiamo solo definirlo inquinato… Certo non si tratta solo di scarichi di barchette…
      Daje Nello!
      n’abbraccio a forma d’ovo! (non so se la traduzione è buona…)
      ;)

  4. virginia dice:

    davvero coreografiche le tue barchette, ricche di sali minerali e di sapori. accostarle nel piatto dànno l’idea della freschezza e della rinascita. ottime comunque le si prepari, dall’antipasto al contorno e bella anche l’idea delle fave.. sembrano “la ciliegina ” sulla torta della situazione… ahahahahh ciao!

    • MaVi dice:

      sì, uno dei simboli neolitici è proprio quello della barca della rinascita! e tu sai che praticamente io vivo in quei tempi! :lol:
      Le fave in insalata mi ispirano parecchio…
      ;)

  5. Stefano Panzarasa dice:

    Mi associo con Nello, sta salpando una bellissima flotta ecozoica, forse riuscirà ad arrivare nell’ultimo posto incontaminato del pianeta (esiste ancora?), forse invece su un altro pianeta o in un’altra dimensione…
    Grazie Antonio per le spiegazioni così esaustive, mancava nel gruppo un bravo tecnico ecozoico.
    E infine ecco come dono due stupendi mazzi di insalata per la cuoca ecozoica e per Cris (che giustamente non voleva le rose…).

    • MaVi dice:

      Propendo per l’altro pianeta e l’altra dimensione, forse più per quest’ultima data la nostra arretratezza nel campo dei viaggi spaziali.
      Antonio è molto più che un “tecnico” ecozoico, è uno scienziato ecozoico in formazione!
      Grazie per i mazzi di insalata, ma dovresti specificare quale… qui mica facciamo di tutta l’erba un fascio! :lol:
      ;)

      • Stefano Panzarasa dice:

        Va bene, un omaggio allora ad Antonio, il primo “scienziato ecozoico”!
        “Lattuga romana”, per te e Cris un bel cespo di lattuga romana…

        • MaVi dice:

          Grazie, a me arrivano da te anche quelle reali, e sai che la lattuga romana non è proprio al primo posto nelle mie preferenze… preferisco una cappuccina! :lol:

  6. Cono dice:

    Un bell’incontro di colori e verdure, qui però mancano le carote bianche e gialle – ci vorrebbero altre barchette

    • MaVi dice:

      un bel suggerimento!
      abbraccio oval-barchetta
      ;)

  7. thevegberry dice:

    Stasera tornerò a casa tardi dal lavoro e sicuramente non avrò voglia di cucinare, ma in frigo ho solo insalata, carote e poco più, così cerco qualche ispirazione nel blog della cara Mavi e che ti trovo? queste belle barchette semplici e colorate. Ti fanno venir fame solo a guardarle. Credo che userò dei piselli surgelati appena scottati (ancora non è periodo di fave e piselli freschi purtroppo!) al posto delle fave fresche e la cena è risolta.
    Non potevo non scegliere questa ricetta visto che anche associata al video dei miei adorati Depeche Mode. ;)

    • MaVi dice:

      Sono contenta di averti ispirato per la tua cenetta, spero che l’hai gradita.
      Puoi anche mettere olive o cimette di broccoli o cavolfiori o mandorle al posto della fava! La cosa divertente è proprio variare in base a quello che circola in cucina.
      Sono contenta che hai gradito anche l’accompagnamento musicale!
      ;)

Inserisci un commento!


7 × cinque =