set 9, 2009

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Anelli alla pecorara ecopacifisti

Anelli alla pecorara ecopacifisti

Ecco i promessi anelli di semola, scoperti nelle recenti vacanze! (Abbiate pazienza, prima o poi tutto quello che vi annuncio sarà fatto…).

  Qui conditi alla pecorara, come da ricetta regionale abruzzese, ma ovviamente con una ricotta posticcia… Questi anelli per la loro forma possono essere un utile sostituto del cuore di palma nella mia ricetta delle linguine allo scoglio libero!

 Ringrazio Maria Luisa che a Capracotta li ha creati davanti ai miei occhi e mi ha lasciato da parte il sugo senza ricotta, e poi telefonicamente mi ha dato dei ragguagli per procedere. La situazione in cui sono nati era molto bella: una casa conviviale in cui vengono ospitati gli animatori della manifestazione estiva “Vivere con cura”, organizzata da Antonio D’Andrea (fondatore del movimento uomini casalinghi) con il sostegno del Comune di Capracotta.

Nella casa si mangia vegetariano, e molto spesso vegan, per orientamento dei cuochi che lì si incrociano… un’esperienza di condivisione di saperi pratici, gustosi pranzi e cenette e tante interessanti discussioni su cosa si può fare per rendere questo mondo un po’ più accogliente ed ecologicamente consapevole.

E per la prima volta ho visto all’opera un forno solare di grandi dimensioni!

 Ma bando alle chiacchiere e passiamo al lavoro!

Ingredienti per la pasta

(dosi per 3-4 piatti, a seconda della fame…)

 

200 g di semola di grano duro (oppure 100 g di semola e 100 g di kamut, oggi però preferirei altre varietà di grano antico, come solina o saragolla)

acqua q.b.

sale a piacere

 

Setacciare e impastare le farine con l’acqua e il sale. Lavorare bene e poi dividere l’impasto in pallette che pian piano vanno rollate prima fra le mani e poi sulla tavola a formare dei cordoncini non più grossi di un dito.

I cordoncini vanno tagliati in pezzetti da 8 cm circa e attorcigliati su loro stessi formando un cerchietto: unite premendo bene le due codine!

La loro forma ricorda i totani no? Fritti con la pastella finiranno nel mio prossimo scoglio libero al posto dei cuori di palma, così abbiamo km zero ed un prodotto ecologicamente impeccabile.

Ed ecco il risultato finale!

Una volta pronti gli anelli si buttano in acqua bollente con un po’ d’olio d’oliva per evitare che si attacchino.

Passiamo ora al mitico condimento pecoraro… condimento già abbastanza ecopacifista per natura, perché vegetariano, ma se vogliamo perfezionarlo in senso vegano basta sostituire la ricotta di pecora con ricotta veg…

 

Ricotta Veg

 

Andando a memoria con le ricette lette in rete mi sono trovata che il latte di soia e la panna vegetale non hanno cagliato e non sapevo più cosa fare, ho ripetuto due-tre volte aggiungendo un po’ d’aceto, ma nulla, il latte restava liquido, allora ho buttato un po’ di listerelle di agar-agar e pian piano raffreddandosi l’ammasso si è rappreso in modo ricottoso… Certo – mezzo litro di latte di soia insieme a 50 ml di panna veg bio non potevano andare a finire nel lavandino!!! Il miracolo estremo è stato che a piatto ultimato questa fanghiglia rosata sapeva davvero di ottima ricotta!

(Oggi mi affido alla ricotta ecozoica della pecora nera, senza soia e di esito certo)

 

E ora passiamo al…

 

Sugo ortolano

 

Ingredienti

 

1 cipolla

1 spicchio d’aglio

1 chilo di pomodori maturi

1 melanzana

1 peperone

1 zucchina (o due piccole)

un pezzetto di zenzero

alloro

basilico

peperoncino a piacere

 

Si fa il soffritto con la cipolla, l’aglio, l’alloro, il peperoncino e il pezzetto di zenzero. Nel frattempo riducete a dadini tutte le altre verdure e aggiungetele al soffritto (dalle più coriacee alle più morbide, prima peperone poi melanzana e infine zucchina). Fate andare un pochino e poi aggiungete i pomodori a pezzetti. Incoperchiate e fate cuocere secondo il vostro gusto, magari aggiungendo un po’ di acqua calda della pasta. Alla fine basilico e un giro di olio a crudo. Il mio alla fine è uscito così…

A questo punto avete tutti i componenti da assemblare: anelli, ricotta veg e sugo ortolano!

Vi auguro buon appetito notando che il formato di questa pasta è davvero speciale, in India la considerebbero un cibo degno del tempio di qualche dea e lo chiamerebbero forse yoni noodles! Ci sarebbe da fare un’indagine mito-antropologica in Abruzzo!

 

 

Commenti dopo la prima pubblicazione

 

  1. Daphne 9 settembre 2009 alle 23:50

Maddai che bella questa pasta! Troppo particolare! Mi piace il fatto che ci sia la farina di kamut nell’impasto, davvero curiosa

Non lho mai assaggiato questo formato ma credo proprio che appena possibile proverò ^_^
Bentrovata )

 

  1. paola 10 settembre 2009 alle 00:19

Complimenti Mariagrazia, un’altra bella ricetta…è ottima l’idea… di questi annelli pastellati, per sostituire i cuori di palma nello scoglio libero!! da provare!!!^^

 

  1. Cri 10 settembre 2009 alle 07:25

Mariagrazia, che dire, un altro capolavoro! Questi anelli mi sembrano veramente gustosi!

 

  1. Pippi 10 settembre 2009 alle 08:32

Complimenti! Mi piace la ricetta e anche come l’hai documentata. Grazie

 

  1. Betti 10 settembre 2009 alle 12:47

Che pazienza, per fare tutti gli anellini! Bravissima e dettagliata come sempre, complimenti.

E complimenti anche per il tavolo, l’ho sbirciato dal computer di un’amica mentre stavo proprio nelle tue zone (in sabina, giusto?). Grazie per la foto, sei stata proprio gentile.

 

  1. Chicca66 10 settembre 2009 alle 13:04

Da provare assolutamente questi anelli di pasta che mi ispirano parecchio mi danno l’idea di assorbire bene il condimento, come sempre un grande grazie

 

  1.  Maria Pia 10 settembre 2009 alle 13:14

sono meravigliosi! hai fatto un reportage precisissimo e utilissimo! Grazie! quella di capracotta deve essere stata davvero un’esperienza che riempie cuore, anima … e panza! curiosissimo il forno solare!

 

  1. Andrada 10 settembre 2009 alle 13:16

Che fatica per fare tutto……. Ci vuole molta pazienza. Ma si sa una volta che sei con le mani in pasta – stavolta nel senso letterale del termine:-) – non la senti

 

  1. gabrimente 10 settembre 2009 alle 17:23

Uhuh! che bella esperienza!

e che bella ricetta, hai anche dato tutte le istruzioni passo per passo- e pure le foto!!
Grazie!

 

  1. elisa 10 settembre 2009 alle 17:35

… che languorino!!! Sono bellissimi …

 

  1. Mariagrazia 10 settembre 2009 alle 19:22

@ Daphne

Sono contenta di aver soddisfatto il tuo occhio di esteta! In realtà la mia amica mi ha detto che usa la semola rimacinata, ma io avevo una semplice semola e non avevo voglia di mettere in funzione il mulino e così l’ho “tagliata” con la farina di kamut perché la sfoglia della pasta la faccio sempre con metà kamut e metà mais. A prestissimo!

@ Paola
di nuovo il dubbio amletico… sei Paoletta dei Castelli? Sì comunque penso che questi anelli di pasta nello scoglio libero ci staranno benissimo (e infatti me ne sono surgelati un po’ per la prossima) ed eventualmente si può lasciare anche qualche cordoncino.

@ Cri
grazie! Sì ci sono piaciuti molto!

@ Pippi
E’ un piacere condividere con voi! sono contenta di essere stata chiara. Comunque per qualunque dubbio sono qua a tua disposizione (entro i miei limiti)!

@ Betti
ma guarda, sì sto in Sabina!, se ricapiti fatti pure sentire! Sono contenta che apprezzi il mio tavolo! anch’io ci sono affezionata. Attendo con curiosità la tua versione dello scoglio libero!

@ Chicca
grazie, sono contenta che gli anelli ti attraggono, e non sbagli sono proprio dei vortici acchiappacondimento, più ce ne metti meglio è!

@ Maria Pia
sì, l’esperienza è stata intensa, non è la prima volta, e tutte le volte torno con un bottino di conoscenza ampliato! oltre a mangiare prodotti locali come lenticchie, patate e ortiche volontà! Anzi mi faccio proprio la provvista di ortica lì nei boschi.
Il forno solare di quelle dimensioni è fantastico! Ci puoi cuocere il pane, la pizza, i biscotti, le verdure, viene tutto benissimo e senza aspettare troppo come con i forni più piccoli! Sarebbe proprio il forno estivo ideale, da piazzare fuori per tutto il quartiere!

@ Andrada
Hai ragione, è fatica, ma anche lavoro organizzativo per predisporre tutto in anticipo! Però non pesa pregustando i risultati… ne sai qualcosina eh?

@ Gabrimente
Mi colpisce che un sedicenne sia attratto da un lavoro di matterello! Bravo! Complimenti a te!

@ Elisa
mi fa piacere fare la tua conoscenza intorno a questo bel piatto di anelli!

E questi sono per tutti voi:

 

  1. neofrieda79 10 settembre 2009 alle 19:25

Interessante la ricetta e altrettanto il reportage su luogo e persone! Wow! Chissà quando potrò mostrarvi una realtà alrettanto attiva da noi..Sogni, sogni..

 

  1. Daphne 10 settembre 2009 alle 20:41

Conosco bene la semola rimacinata si ^_^

La usa anche mia mamma per fare le orecchiette
Famosissima quella di Altamura che io utilizzo per fare il pane, fantattica!
Ma tu, sei riuscita perfettamente nell’intento anche senza

 

  1. Stefano 11 settembre 2009 alle 08:27

Bravissima Mariagrazia, lo dico pubblicamente perché io che li ho mangiati per primo posso garantire che è stato uno dei suoi piatti migliori e più gustosi.

E speriamo che i pecorari si convertano all’ecopacifismo, ci sono tante belle attività da fare nella natura senza bisogno di vivere per uccidere le povere pecore…

 

  1. Mariagrazia 11 settembre 2009 alle 23:16

@ neofrieda79

I sogni sono molto pericolosi! Hanno spesso il difetto di avverarsi! Vedrai!

@ Daphne
Ah quindi si trova questa fantomatica semola rimacinata… la cercherò! Il pane di Altamura mi piace tantissimo! Come avrai notato ne combino di tutti i colori (il recupero in extremis della pseudoricotta è solo un esempio fra i tanti!), però riesco sempre a rimediare in qualche modo… non sarà certo la mancanza di un ingrediente a fermarmi!

@ Stefano
Eh, sì ti ho visto sforchettare allegramente!
Già… le povere pecore… e qui però a me torna in mente anche il povero lupo… spero che qualcuno si sia fatto sentire scrivendo a “Repubblica”, protestando contro il paginone antilupo!
Il veganismo mi piace perché tenta la difficile arte di conciliare gli opposti, difficilissima ma non impossibile.
Oggi ho acquistato un libro recensito proprio in “Repubblica”, in qualche modo un compenso a quel tremendo paginone, seppure un piccolo trafiletto: “Il lupo e il filosofo”. E lì lo sguardo mi è andato subito a un raccontino sul popolo degli irochesi che aveva il problema di essersi trasferito in un posto troppo pieno di lupi e doveva decidere se farli fuori o spostarsi. Ebbene, si è deciso che uno di loro avrebbe impersonato la voce del lupo… e alla fine hanno deciso di spostarsi…

 

  1. Miriam Dexter 12 settembre 2009 alle 01:02

Your yoni rings look lovely. I am not a vegan (and I am allergic to soy products) but I can appreciate how much your animal-free food must help your body.

 

  1. Mariagrazia 12 settembre 2009 alle 10:27

@ Miriam

(Traduzione: “I tuoi anelli-yoni sembrano deliziosi. Non sono vegan – e sono allergica ai prodotti di soia – ma capisco bene quanto il tuo cibo senza ingredienti animali aiuti il corpo!)

Yes my dear! And also the soul!
(Traduzione: “sì cara, e anche l’anima!”)

Che bello, un’apertura internazionale per Veganblog!

E qualche considerazione su alcuni discorsi aperti altrove, ora non ho tempo di andare a cercarli post per post:

@ per tutti sulla paella
beh apprezzate i cibi semplici – ma poi mi mettete allo sgobbo! Ma come, ho appena detto che cerco di andare in vacanza…

Ripeto, non lo so se sono all’altezza, se produrrò qualcosa di degno lo posterò (ovviamente al ritorno). Ma nel frattempo vi spedirò un’altra faticaccia già eseguita per sperimentare la pubblicazione programmata…

@ farine alternative a quella di ceci
Se non si trova una cosa si procede secondo me per tentativi, provare tutte le farine disponibili in zona e decidere quella che piace di più e si presta meglio allo scopo. Magari quella di manioca? O mesquite del seri, ma forse questa è centroamericana…

 

  1. Gianni 12 settembre 2009 alle 19:37

Sono Vegetariano dal 1980 e, quindi, inevitabilmente Vegano dal 2000.

Con voi ho imparato a cucinare, lo faccio ormai da 2 anni, e prendo in prestito continuamente le vostre ricette grazie alle quali spesso mi diletto in cucina per mia moglie e i miei figli.
Il successo è sempre garantito…anche oggi con questi squisiti “Anelli alla pecorara” per i quali ringrazio Mariagrazia.
Mi spiace non potervi mostrare la foto. (A chi potrei spedirla per la pubblicazione?)
Ancora grazie a tutti.

 

  1. Sauro Martella 12 settembre 2009 alle 20:28

Ciao Gianni,

grazie dei complimenti al nostro lavoro ed a quello di MariaGrazia in particolare…
Ti abbiamo scritto per email dandoti tutte le informazioni per una tua eventuale partecipazione a Veganblog.it

 

  1.  Mariagrazia 12 settembre 2009 alle 23:22

@ Gianni

Ma che bella la tua testimonianza! Adoro gli uomini che cucinano per le proprie famiglie! Quissù parlo proprio di Antonio, il mitico fondatore del movimento uomini casalinghi! E’ grazie a lui se ho incontrato Maria Luisa e i suoi splendidi anelli di semola.
Beh tu sei nel blog da molto più a lungo di me… e sei vegetariano da molto più tempo di me! Quindi sono più che mai onorata che tu abbia scelto di rifare la mia ricetta e che ne sei rimasto soddisfatto insieme alla tua famigliola.
Spero di poter vedere presto la foto degli anelli replicanti e spero di poter leggere le tue ricette! Nonché riprodurle a mia volta.

@ Sauro
mi unisco al tuo ringraziamento! e spero che Gianni accolga il tuo invito!

 

  1. Gianni 13 settembre 2009 alle 11:09

Grazie a voi, siete gentilissimi.

Sauro ho ricevuto il messaggio con le istruzioni, ne sono lusingato.
Appena avrò qualcosa da pubblicare lo farò volentieri.
Buona domenica.

 

  1. Mariagrazia 13 settembre 2009 alle 13:55

buona domenica anche a te Gianni e benvenuto anticipato al nuovo cuoco!

Sono in partenza fra oggi e domani, ci rileggiamo ad ottobre!

 

  1. Giorgia 14 settembre 2009 alle 13:01

Questi anelli sembrano davvero succulenti! complimenti come sempre per la fantasia nelle tue ricette! a me e a fra piacerebbero davvero molto anche se io ancora sono curiosa di provare il tuo risotto alle ortiche!!!

ieri comunque ho preparato queste due ricette: pomodori al riso (pomodori, riso e patate) e pasta corta con patate e ceci. Questa volta sono riuscita ad essere vegan anche io, vero mia cara? visto sto migliorando molto. Buona vacanza, e ci vediamo ad ottobre!

 

  1. Francesca 18 settembre 2009 alle 19:13

Ma guarda cosa mi sono persa mentre ero via!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ora devo sbavare e complimentarmi il doppio………….sei magica!

 

  1. Paola 18 settembre 2009 alle 19:26

francesca tu te li sei persi perchè eri a NY io me li sono persi restando a casa!!!!!!!!!!! ma com’è possibileeeeeeeeeeeeeeeeeee

 

  1. Mariagrazia 1 ottobre 2009 alle 18:36

@ Gianni

…e ti ritrovo anche qui, l’anello… si chiude!

@ Giorgia
pensa che quando mi hai mandato questo messaggio avevo preparato le stesse cose (suddivise fra pranzo e cena)! Che telepatia! Il risotto alle ortiche è qui per te quando vuoi!

@ Francesca
grazie! spero che i tuoi complimenti mi aiutino a realizzare il prossimo progetto…

@ Paola
ormai smarrirsi in Veganblog è veramente facile! E’ un labirinto di godurie!

A proposito un benvenuto collettivo a tutti i nuovi cuochi!!! non ce la faccio a visitarvi uno per uno, qui si ricomincia purtroppo a lavorare…

 

  1. FrancescoRad. 17 ottobre 2009 alle 15:50

carissima Mariagrazia

per un abruzzese Doc come me , come ben sai, è difficile rinunciare alla carne mi sembra che con questo piatto hai raggiunto un buon compromesso che potrebbe accontentarne parecchi.
il piatto, visivamente parlando, è davvero bello.
per il gusto posso solo immaginare e sperare in un prossimo invito per testare di persona.
Perdonami l’egoismo

Fra.rad

 

  1. Mariagrazia 19 ottobre 2009 alle 01:24

Ok! Alla prossima occasione te li preparerò così mi darai un giudizio completo!

Egoismo perdonato per ogni animale in meno mangiato! (ci è scappata pure la rima!)

 

  1. JackNova 3 novembre 2009 alle 18:45

Che sorpresa trovare riferimenti alla mia terra ed alla mia filosofia di vita!! Bella ricetta inoltre che proverò immediatamente!

 

  1. Mariagrazia 4 novembre 2009 alle 16:05

Ciao JackNova – nuovo da queste parti?

sono contenta che apprezzi questa veganizzazione della tua cucina regionale! commenta pure il risultato! e posta tue proposte!

 

  1. Mimì 12 giugno 2010 alle 11:59

Grazie Mary per aver presentato un piatto succulento, pacifista e buonissimo.. Conosco bene Capracotta!!

LA risp nell’email!!
Li proverò comunque, perchè non conosvevo questo formato di pasta e non ci avevo mai pensato a farli così!!! Ottimi e brava anche Virginia.

 

  1. Mariagrazia 12 giugno 2010 alle 20:31

Sono molto contenta se una maga vegchef abruzzese li prova! però li devi assaggiare, non passarli solo ad Adriano! (beato)

Chissà che non ci vediamo anche a Capracotta, mi piacerebbe farti vedere il forno solare!
Forse volevi dire brava Maria Luisa, è lei che ho sbirciato mentre li faceva e che mi ha aiutato a farli a distanza!
comunque brava anche Virginia! (chissà quali sono le nuove ricette che ha in mente di cui mi parlava nel post sulla sagra…)
abbraccio ovale

 

  1. Elisa83 14 giugno 2010 alle 17:33

Mmmmmm che buoneria! Comunque esiste una pasta “i calamari” che serve per fare la “Calamarata” che cotta ha aspetto e consistenza del tutto simile ai veri calamari:

http://www.capriflavors.com/images/garofalo_calamarata.jpg

Lo dice una che è vegana da pochi mesi e che ha ancora ricordo vivo delle bestioline che si è mangiata

 

  1. Mariagrazia 15 giugno 2010 alle 15:37

Grazie Elisa!

Conosco la calamarata! ma non penso possa servirmi per le linguine allo scoglio libero, perché avendo già provato una volta a metterci questi anelli di semola non mi hanno del tutto convinto… serve una consistenza diversa da quella cerealosa… forse meglio gli anelli di cipolla fritta, o un’altra idea che ho in mente ma non ho ancora realizzato…
Grazie comunque del tuo suggerimento!

Sono contenta della tua fresca scelta vegan e come al solito ti propongo di unirti al gruppo dei vegchef!

  1. Simona G 1 settembre 2010 alle 00:31

Nel tuo reportage mancano solo le facce di quelli che hanno assaggiato il tuo piatto! Fai le foto delle varie espressioni di Stefano dopo il primo boccone, così capiamo pure noi! Comunque mi sembra buonissimo e speriamo di assaggiarla il 6 Novembre ad Alchemia. Un grande bacio e continua così

 

  1. Mariagrazia 14 settembre 2010 alle 01:18

@ Simona G

Va bene, la prossima volta che faccio questo piatto fotografo le espressioni di chi mangia… Sarebbe bello fartelo assaggiare, ma per il 6 novembre sarà ormai fuori stagione… Ne potrei escogitare una versione con verdure autunnali, per esempio mela, sedano rapa e zucca!
Ci devo pensare!
un bacione anche a te!

 

  1. Elisa 28 giugno 2011 alle 15:45

ciao Mariagrazia, una sola domanda. Quando devono bollire gli anelli? Sono come gli gnocchi che vengono pronti quando salgono a galla? Grazie mille per la risposta che vorrai darmi. Elisa

 

  1. Mariagrazia 29 giugno 2011 alle 08:58

Guarda la pasta fresca di solito cuoce in poco tempo, e sinceramente non sono stata a guardare l’orologio, la cuocio ad occhio. Ogni tanto assaggio, e controllo che non sia bianca dentro. Quando la colorazione è uniforme è pronta. Non ho fatto caso se risaliva su come gli gnocchi… mi spiace, ma la pasta la cuocio in modo zen!

 

 

set 9, 2009

Inserita da | 2 Commenti

  1. Cono dice:

    questa me la segno – appuntamento a questa estate – sicuro

  2. MaVi dice:

    Con queste verdure sicuramente appuntamento alla prossima estate!
    ;)

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