feb 21, 2017

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Ti parlo senza rumore: messaggi dal mondo animale captati da una bambina empatica

Ti parlo senza rumore: messaggi dal mondo animale captati da una bambina empatica

 

 

 

 

 

 

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Vi segnalo una piccola storia con grandi orizzonti, fresca di pubblicazione. Due creature di sette anni, coetanee, una bambina e un toro, lui già adulto e destinato purtroppo dagli umani a morte il giorno dopo. Un animale filosofo e una bambina dotata di sensibilità e di intelligenza, forse una bambina indaco. Il raccontro descrive l’ultima notte passata insieme da questi due amici cresciuti nella stessa fattoria, ma con destino così dispari, perché una è umana e l’altro animale. Eppure entrambi vivono, pensano, amano… e discutono della sorte iniqua che spetta agli animali di questo pianeta. Parlandosi senza rumore: una forma di comunicazione empatica, in cui i ragionamenti si trasmettono senza bisogno di una verbalizzazione. Una comunicazione profonda che avviene in silenzio.

A questo dialogo speciale si unisce anche una farnia. La bambina viene sottoposta a verifica, per capire se è in grado di portare il messaggio riferito da animali e piante per conto della natura. La bambina si esprime con un linguaggio-pensiero che rivela una grande e raffinata maturità e anche un certo disagio nel dover rappresentare una specie, quella umana, ormai in penosa decadenza. Quale il rimedio? “Devo ritrovare in fretta il mio posto nella catena dei viventi, quel cerchio perfetto da cui ho creduto di poter uscire”, propone Lucilla. E la farnia ribadisce: “Tutto ti parla di circolarità, trasformazione, rigenerazione perpetue, in cui puoi trovare persino una risposta al terrore che ti domina” (p. 27).

E’ lo stesso messaggio di ciclicità empatica ed etica alla base della cucina ecozoica.

Sono molti i collegamenti che riportano alla totalità, la questione animale è connessa a quella vegetale e a quella umana, in un inscindibile “caleidoscopio”. La bambina Lucilla ha sviluppato una coscienza così evoluta forse perché è figlia di un soldato morto per le conseguenze della manipolazione di uranio impoverito. Lo scempio ambientale è sempre in agguato nel dialogo fra la bambina e il toro suo maestro, dai problemi della recinzione in eternit al problema dei pesticidi e dei farmaci inutili. Fra il toro e la bambina si ripassa come un lungo racconto d’incubo la storia dei rapporti fra umani e animali, in questo lento dipanarsi di orrori emergono grandi intuizioni: “Allevare è forse il più invadente tentativo di sostituirsi alla natura” (p. 56).

La lucida e sensibile storia di Margherita D’Amico ci regala un prezioso canovaccio che approfondisce questioni sempre aperte che si fanno sempre più vaste, alla Bateson, senza risposta, ma come cerchi ampliano e segnalano la caduta della pietra nell’acqua, la gravità di un ragionamento in continua espansione.

A un certo punto il dialogo dilaga in un coro di voci, fra cui anche quella dell’istrice e del gufo, una specie di riunione sciamanica, in cui si fa l’elenco delle cose che impediscono agli umani di cambiare nonostante l’evidente necessità. Il popolo potrebbe sbarazzarsi di un sistema che “non è ancora una macchina senza pilota” (p. 66). Qui purtroppo bisogna constatare che il sistema ha una resistenza strutturale al cambiamento di nome conformismo, una tendenza ad assuefarsi alle leggi del gruppo, che non vengono messe in questione anche quando manifestamente assurde e illogiche. Anche fra animali e piante, pur sagge creature, ci sono discordanze di vedute…

C’è per noi che seguiamo il cammino ecozoico un suggerimento che ci può aiutare a resistere quando ci bollano di integralismo o radicalismo o estremismo. “E tu rispondi che non si uccide un po’, non si muore in parte” (p. 57).

Una lettura che speriamo si diffonda, che sempre di più ci si chieda il motivo della sofferenza e del sacrificio di innumerevoli animali, a cui il toro Socrate dà voce, speriamo che le bambine Lucilla si moltiplichino a valanga! Cioè grandi sensibilità sorrette da rigorosi ragionamenti oltre che sussulti del cuore.

http://www.margheritadamico.it/

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/

feb 21, 2017

Inserita da | 2 Commenti

  1. MaVi dice:

    Ricevo da Luciana Marinangeli:
    “Ogni parola in questo commento è GIUSTA come ogni parola del libro di Margherita d’Amico, un libro che deve camminare , deve arrivare dovunque, perché è di un livello poetico e filosofico superiore. Ci fa pensare alle Operette Morali di Leopardi, a Socrate appunto , nome del magnifico toro che parla per tutti gli animali, arriva da questo pagine tutto il dolore del mondo , e un afflato di grande compassione, questa emozione dimenticata. Grazie.”

    Attenzione:
    purtroppo ho un malfunzionamento nel sito che registra i commenti in arrivo ma non li visualizza online, scusate, continuate comunque a postarli se volete, li inserirò io man mano.

  2. MaVi dice:

    Grazie Luciana delle tue belle parole, speriamo che il libro di Margherita D’Amico e la voce silenziosa di Lucilla e Socrate ci portino a riscoprire l’emozione dimenticata della compassione.
    Un abbraccio ovale ;)

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