lug 22, 2013

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Poesia nella Cucina ecozoica – Afghanistan, donne e corrispondenze astrali…

Poesia nella Cucina ecozoica – Afghanistan, donne e corrispondenze astrali…

 

Un link dal sito Carte sensibili:  Landays – Distici delle voci.

Una raccolta di Landay, brevissimi componimenti popolari afghani che sono diventati una forma di protesta per le donne afghane, contro l’oppressione della cultura patriarcale ancora lì in fase attiva… da noi fino a non tanti anni fa era quasi la stessa cosa, per cui coraggio donne afghane, è questione di poco tempo! Ne troverete alcuni scritti anche da me…  Cercate bene, chi non li trova glieli riporto di seguito:

 

Lettera-landay alle amiche afghane

 

Amiche, vi scrivo da Roma.

L’Aquario, segno della libertà, vi chiama!

*

Afghane, ascolto da Roma!

Sento da qui la vostra musica lontana…

*

Amiche, vi penso da Roma:

assaggio con empatia la vostra cucina.

*

Afghane, medito a Roma.

Leggo i vostri landay, e cerco la rima.

*

Amiche, vi amo da Roma,

alla vostra verità-tappeto vicina.

 

Qui l’avvio del percorso per capire cosa sono i landay dal punto di vista metrico e culturale, a cura di Vittoria Ravagli: Tempi quieti e i landays.

Per l’occasione dedico alle donne afghane una ricetta della Cucina ecozoica ispirata alla loro cucina, una ricetta fusion in cui un tipico condimento afghano a base di pistacchi, limone e olio d’oliva va a planare su una tipica pasta italiana, detta pincinelle! Pincinelle all’afghana.

E per concludere l’esperimento interculturale e interdisciplinare di questo post, un mio articolo di tanti anni fa, pubblicato su un trimestrale di ricerca astrologica, “Ricerca ’90″, n° 51-2002, pp. 112-122. (Sono passati 11 anni, ma si può ancora leggere… tuttavia andrebbe aggiornato, prima o poi…).

 

AFGHANISTAN AQUARIO?

(Non potrai mai comprare un afghano: ma potrai sempre noleggiarne uno – antico detto popolare)

Da quando l’Afghanistan è salito agli “onori” della ribalta informativa internazionale come tanti miei colleghi ho cominciato a interrogarmi sulla possibile attribuzione zodiacale di questo sciagurato paese. Anche se le caratteristiche montanaro-islamico-patriarcali erano evidenti e facevano pensare alla Vergine e al Capricorno[1], e in parte anche all’Ariete e allo Scorpione, non mi sentivo soddisfatta: la produzione agricola nettuniana (papaveri oppiacei) e un fenomeno plutonico come l’occultamento di un terrorista ispirato da fanatismo religioso (fattore nuovamente nettuniano) mi inducevano a ricercare un segno che ospitasse entrambi i pianeti. L’unico segno che si presta a tale ricostruzione è quello dell’Aquario (Nettuno in esaltazione regolamentare e Plutone in esaltazione “abusiva”, per trasparenza). L’Afghanistan in effetti è situato nell’area dei produttori di tappeti (aquariani), e si trova all’incirca fra la capricornica India e la pescina Russia…

Ho formulato questa ipotesi di attribuzione all’inizio del conflitto intervenendo in Zodiac List, un gruppo di discussione astrologica in Internet di impostazione morpurghiana (n° 278, 7 ottobre 2001: http://it.groups.yahoo.com/group/Zodiaco_list), quando nessuno poteva immaginare l’esito risolutivo e rapido che avrebbe avuto l’intervento americano. «E spero che l’Afghanistan sia dell’Aquario e che la crisi possa sfociare in un esito paradossalmente positivo per questo paese, con il rovesciamento del regime talebano»: la formulazione di questa azzardata ipotesi si fonda sul fatto che l’Aquario, da anni bersagliato da cattivi transiti, è tornato in questo periodo nel favore degli astri (non è più minacciato dai passati accumuli in Toro e Scorpione e si può godere la proiezione di benefici aspetti: il trigono di Saturno in Gemelli e il sestile di Plutone in Sagittario, l’opposizione fra i quali è causa scatenante dei problemi attuali dell’USA Sagittario[2]).

 

Certo, si tratta di sogni o fantasie geozodiacali, e quindi ho deciso di andarmi un po’ a documentare su questo elusivo paese centroasiatico.

Geograficamente il territorio è caratterizzato da montagne e deserto che rimandano ai segni (peraltro uraniani) del Capricorno e della Vergine, però vi sono dei caratteri collaterali ambigui ed elusivi: nella regione di Dasht-i-Margo (Il deserto della morte) il fiume Hilmand si disperde inghiottito dalle sabbie e si impaluda in una miriade di laghi fantasma dai confini sempre mutevoli (elusività e mutevolezza delle acque nettuniane). E anche l’orografia del paese è ingannevole: nessuno potrebbe immaginare l’esistenza di un mondo sotterraneo scavato nel sottosuolo da misteriosissime grotte, provvidenziali nascondigli plutonici. Ma anche elementi idonei a uno scenario fiabesco nettuniano, nonché luoghi sacri alla Dea madre neolitica.

Il paese inoltre è attraversato da un sistema di canalizzazione sapiente e capillare, antichissimo capolavoro di ingegneria. L’idea di circolazione e di rete è legata come si sa al segno dell’Aquario.

Queste condizioni orografiche e climatiche hanno inoltre spinto a un attento uso delle risorse, creando un’economia basata sull’oculatezza e il risparmio, che non può assolutamente permettersi gli sprechi e gli eccessi, tipici del polo dialettico opposto all’Aquario-XI casa, ovvero il Leone-V casa.

Se passiamo dai caratteri geografici a quelli antropologici, troviamo in Afghanistan una folta rappresentanza di diverse realtà etniche e tribali, e quindi una minaccia costante di anarchia. È presente persino un’etnia nomade che sfugge a qualunque controllo da parte dello stato centrale: i pathāni. L’etica musulmana di questa tribù riserva alcune sorprese: ad esempio, il codice morale è intransigente come quello dei beduini d’Arabia, ma nella pratica i pathāni sono pronti a giustificare razzia e abigeato come azioni di guerra contro gli infedeli.

Dal punto di vista storico, come osserva Sandro M. Siggia (Afghanistan: guerra infinita, Carlo Marconi Editore, 2001, p. 115), «[…] la resistenza al regime centrale in Afghanistan è sempre esistita a cominciare dal potere monarchico e si è sempre manifestata in varie forme, dal rifiuto del pagamento di tributi, alla richiesta di autonomie locali, dal controllo del territorio da parte di tribù privilegiate da un alto grado di autonomia, alla nominale obbedienza alle direttive di Kabul, etc.». Resistenza al regime centrale, autonomie locali e tribali, nominale obbedienza a direttive… tutto questo mi suggerisce la seguente sintesi zodiacale: autonomia = Urano, contestazione del potere e contropotere = Aquario. Urano è domiciliato in Aquario, quindi restiamo sempre nella stessa “famiglia zodiacale”…

Gli afghani in Asia sono conosciuti come “popolari voltagabbana” e un antico adagio dice: «Non potrai mai comprare un afghano: ma potrai sempre noleggiarne uno». Non bisogna dimenticare che l’Afghanistan è un paese islamizzato: ma sono rimaste vistose e ben mimetizzate tracce di una mentalità e di una cultura ben diverse… Il Kafiristan (paese delle fate), o Nuristan (paese degli infedeli), è una regione a cui si poteva accedere solo con permesso speciale quando Bruce Chatwin decise di compiervi un viaggio nel 1969. L’eccezionale viaggiatore scopre un’enigmatica popolazione e un paesaggio incantato. «Vede donne in abito scuro armate di asce che gli ricordano Lady Macbeth, vede enormi lucertole dal dorso bruno e dalla testa grigio-azzurra, scopre che il cibo è gratis e non si può comprare, si emoziona davanti alle grandi foreste di cedro dell’Himalaya sovrastate da nuvole che gli sembrano “greggi celesti”» (da: Bruce Chatwin: viaggio in Afghanistan, a cura di M. Tosi e F.La Cecla, Bruno Mondatori Editore, 2000, p. 48).

Sono tante le eco aquariane sprigionate dal passo citato sopra. L’estrema elasticità morale e mentale del segno unita alle notevoli facoltà mimetico-opportunistiche serve a mio parere un fine altamente etico: la conservazione di una mentalità che il patriarcato ha fatto di tutto per distruggere e far scomparire dalla scena terrestre, e cioè quella matriarcale rappresentata dai sistemi zodiacali B (rimando a tale proposito a un mio articolo pubblicato su «Ricerca ’90» n°49, Zodiaco e archetipi sessuali). Le donne con le asce mettono a fuoco un tipo di donna operativa e intraprendente, sicura dei propri mezzi e scopi, le enormi lucertole richiamano il regno rettile e quindi il serpente, inseparabile compagno della Dea nelle società matriarcali neolitiche, emblema del potere creativo ctonio del femminile, e il cibo gratis rimanda ai sogni idealistico-utopistici che rendono l’Aquario incline a progettare modelli organizzativi sociali sperimentali. A causa dei nostri pregiudizi patriarcali fallocratici, tali alternative appaiono perdenti e ridicole.

Segnalo inoltre una piccola etnia che a malapena sopravvive in Pakistān, proprio al confine con l’Afghanistan (dove probabilmente poteva essere diffusa in un lontano passato), i Kailash. Anche qui le donne sono libere e fattive, anche se sottoposte a periodi di allontanamento “purificatorio” (periodo mestruale, parto ecc.), ma l’apparente prescrizione repressiva potrebbe celare periodi di libertà dagli obblighi sociali e lavorativi. Non è stato semplice per tali popolazioni sfuggire alla furia assimilativa dell’Islam! Sarebbe impensabile che le loro usanze si fossero conservate nella loro forma pura e arcaica!

Tuttavia, le foto che ho visto di queste persone in un servizio pubblicato dal mensile «Airone» (dicembre 2001) esprimono un grande senso di libera creatività: i costumi sono allegri e colorati, i copricapo in particolare sono realizzati con fantasiosi intrecci di perline e conchiglie (strane abitudini marine per una popolazione montanara…), e i loro riti sono musicali e coreici. Trapela un alto tasso di nettuniana aquarianità!

Segnalo un’altra curiosità collegata all’abbigliamento: gli afghani indossano ancora copricapo di foggia rinascimentale. Ricordo che la congiunzione Urano-Nettuno in Aquario è fra gli aspetti che hanno accompagnato il grande movimento artistico e culturale cinquecentesco.

Per concludere, altri indizi di aquarianità, in ordine sparso: nel villaggio di Darra sono specializzati nella produzione di copie di armi sovietiche, a detta dei nativi migliori delle originali (tendenza alla falsificazione del segno); le organizzazioni umanitarie hanno offerto aiuti economici alle popolazioni per riconvertire la produzione di papaveri da droga «ma loro rispondono che i papaveri rendono e non costano fatica» (il pragmatico culto aquariano del risparmio energetico! Citazione tratta da: E. Mo, Sporche guerre, Bur, 2000, pag. 47); nel paese fiorisce il commercio di pietre preziose clandestino (e sappiamo quanto il segno adori i gioielli, però anche falsi! Per dialettica può diventare fornitore del segno del Leone, altro amante di gioielli sfarzosi. Si tratta di un commercio clandestino, inoltre, che può benissimo ispirare fantasiose truffe aquariane!); infine fra le usanze dell’afghano medio c’è quella del consumo conviviale di hashish al bar con gli amici (la presina di nasuar, misto di cannabis indica e tabacco…).

Un’altra abitudine del nomade afghano medio è quella di girare con un’inseparabile radiolina a transistor, probabile regalo del trigono che si proietta fra Gemelli-comunicazione/udito e Aquario.

Finisco qui l’elenco delle strane risonanze aquariane in cui mi sono imbattuta nella mia ricerca geo-antropologica sull’Afghanistan[3]. Passerò adesso a un riscontro sul terreno più astrologicamente tecnico: quello dei transiti in concomitanza con i momenti storici che hanno “segnato” il paese.

 

Nell’antichità l’area oggi identificata come Afghanistan corrispondeva a un territorio favoloso: «La mitica ricchezza della Battriana che si ricava dalle fonti classiche, fatta di campi fertili, di città operose d’artigiani, di tesori d’oro e pietre preziose, è entrata ora nella nostra memoria storica, come una sorta di Eldorado ai limiti del mondo antico» (da: Bruce Chatwin: viaggio in Afghanistan, op. cit., p. 40). In questo territorio di recente si sono riportati alla luce insediamenti greco-ellenizzanti, e prima che queste ipotesi archeologiche divenissero una realtà lo studioso Alfred Foulcher parlava di “miraggio battriano”… Sembra difficile collegare questa dimensione suggestivamente ricca (emerge l’altra faccia del polo dialettico aquariano, quello leonino) e favolosa (e quindi nettuniana) alle miserie dell’Afghanistan odierno[4].

La ricerca astrologica che conduco da anni calcando le orme dei lavori pioneristici di Lisa Morpurgo sugli Zodiaci alternativi mi porta a pensare che i territori geografici corrispondenti a segni che per loro natura sono maggiormente legati agli Zodiaci femminili (per semplificare direi quelli saturnini) sono intrinsecamente sfavoriti da carenze vistose di solarità e marzianità, che li rendono esposti a massicce campagne di patriarcalizzazione, a cui resistono in modo poco appariscente ma duraturo (nel caso afghano, l’islamizzazione forzata e la sopravvivenza di culture minoritarie preislamiche, nonché certi ricordi come la manifattura dei tappeti, arte squisitamente aquariana, tradizionale retaggio delle donne). È nota, inoltre, la fierezza con cui le popolazioni afghane hanno respinto gli invasori, spesso con la complicità del saturnino inverno centroasiatico… (i russi e gli inglesi nel secolo XIX e i sovietici nel XX secolo; sono noti poi i timori metereologici scatenati dall’avvio della campagna antiterroristica americana l’ottobre scorso).

L’Aquario è il segno che si pone come alternativa al segno del potere patriarcale nella sua fase trionfante: il Leone. L’alternativa è testimoniata soprattutto da miti (nettuniani), ricordi di felicità, abbondanza e giustizia lontane… per esempio,la Battrianaafghano-aquariana.

Un’altra scoperta per me è quella di Herat, città che fra il 1404 e il il 1506 elabora un livello di civiltà paragonabile a quello della coeva Firenze… tanto che si parla di secolo d’oro per la cultura di questa nazione. Dunque, scopriamo nuovamente vistose tracce di quella congiunzione Urano-Nettuno in Aquario sotto il cui auspicio è nato il nostro Rinascimento… già menzionata a proposito della foggia dei copricapo in voga nel paese.

La nascita ufficiale del regno afghano (secondo «Linguaggio Astrale» n°125, che cita Mark Penfield: 14 agosto 1747, ore 12:01) presenta alcuni dati interessanti, a mio modo di vedere. E qui apro una parentesi esplicativa: gli oroscopi della fondazione di stati e regni, o quelli della stesura di documenti costituzionali, non possono essere ritenuti determinanti per la natura astrologica dell’entità geografica in esame. Non sempre infatti i “regimi umani” sono in sintonia con i luoghi che li ospitano. Sarebbe orribile pensare che la presa del potere di Hitler, ipotizzando che fosse riuscito nella sua impresa folle di costituire un impero nazista, sarebbe potuta essere ritenuta rappresentativa del suolo e delle genti germaniche da astrologi di un lontano ipotetico futuro…

Prendiamo a esempio il tema della firma della costituzione statunitense (Philadelphia, 4 luglio 1776 ore 2:17) con Urano all’AS, che induce molti studiosi ad attribuzioni aquariane per questo paese (basta pensare all’ingenuo candore dell’americano medio e alla sua taglia extra large per avere qualche dubbio al riguardo). È normale che Urano segni molto i temi natali in cui indipendenza ed autonomia sono leit-motiv di importanza cruciale per il soggetto (persona o paese che sia)…

I temi “politici” possono comunque darci un’idea del modo in cui l’energia astrologica di un luogo viene attualizzata. Per cui gli Stati Uniti-Sagittario esprimono con pragmatismo uraniano la loro vocazione esplorativa ed espansiva, tipica del nono segno (e soprattutto della nona casa).

Chiusa questa parentesi, passo quindi al tema di nascita del regno afghano. Il sole è Leone, l’ascendente in Scorpione (con Marte e Plutone congiunti nel segno in I casa) e Urano in Aquario riceve il trigono di Saturno in Bilancia. Se, come ipotizzo, la vocazione zodiacale di questo territorio è aquariana, questo tema politico gli sta senz’altro stretto. Intanto, la monarchia afghana nasce come affermazione d’indipendenza dalla Persia, da cui si distacca. Ovvero, Urano in Aquario largamente congiunto al FC. Il trigono di Saturno in XII dalla Bilancia fa pensare a un’indipendenza durevole, ma anche caratterizzata da una tendenza alla chiusura e all’isolamento. E Marte-Plutone in Scorpione in I rendono necessario l’uso della violenza per la conservazione del potere. Infatti, la storia monarchica afghana è in pratica una lunga faida familiare tra numerose tribù “fraterne” (e qui leggiamo la contrapposizione dialettica al Leone-V casa, che fonda l’esercizio del potere sul diritto di sangue). Questo tema fa pensare che la trasparenza plutonica in Aquario sarà spesso al centro degli eventi. Un altro dettaglio su cui riflettere: «Da allora le spighe entrarono nell’araldica della monarchia afgana» (S.M. Siggia, op. cit., p. 23). Il biondo emblema leonino per una monarchia nata sotto questo segno in un paese per natura all’altro capo della dialettica: l’Aquario. Ma poteva essere un posto tranquillo?

La diplomazia aquariana è determinante per lo status fisico della nazione afghana: «Senza sbocchi al mare, l’Afghanistan è totalmente racchiuso fra i tre grandi paesi confinanti – Iran, ex-Unione Sovietica, Pakistān – in una situazione di stato cuscinetto che ne ha profondamente condizionato la storia fino ad oggi. […] I confini territoriali sono essenzialmente politici, risultato di incontri a tavolino, di equilibri di forze raggiunti in determinati momenti storici e sanciti da trattati: quello orientale con l’attuale Pakistān, stabilito nel 1893 (linea Mortimer-Durand), incide nel vivo dell’unità etnica più importante, quella dei pathāni, e rappresenta da quasi un secolo una fonte di seri problemi» (Il Mondo – Continenti Popoli Nazioni, vol. 9°: Asia, Rizzoli, 1992, p. 182). Se controlliamo le posizioni dei pianeti lenti nel 1893 troviamo Plutone e Nettuno in Gemelli, Urano in Scorpione e Saturno in Bilancia (Giove attraversa tre segni, Ariete-Toro-Gemelli). Da una parte l’Afghanistan riceve il sostegno di Plutone, Nettuno e Saturno, ma dall’altra Urano in Scorpione rappresenta una dissonanza di tipo diplomatico-bellicoso…

Un’altra data cardine su cui riflettere è quella dell’indipendenza dagli inglesi (19 agosto 1919), paese che invano ha cercato di controllare l’Afghanistan, sia direttamente che indirettamente. Urano è nuovamente in Aquario (nell’ultimo grado del segno), opposto a Saturno (appena entrato in Vergine) e trigono a Plutone in Cancro (7°). Dunque, in posizione realisticamente critica, ma riscattabile. C’è uno stellium in Leone: Sole-Mercurio-Nettuno-Giove… Il tormento (o stimolo?) dialettico continua. L’opposizione infatti è un aspetto fortemente dinamizzante, un tentativo costante di ribaltare la negatività.

Passiamo ora a un’altra data importante: 17 luglio 1973, giorno dell’abolizione della monarchia con la deposizione del re Mohammad Zahir e la proclamazione della repubblica. I lenti sono tutti favorevoli: Giove in Aquario al trigono di Plutone in Bilancia, segno in cui è anche Urano, Saturno è in Gemelli e Nettuno in Sagittario. L’avvento della repubblica sembra essere idilliaco. Cosa farà precipitare presto la situazione, aprendo la strada all’invasione sovietica? Il 27 aprile 1978 il presidente Daud e una gran parte della sua famiglia vengono massacrati nel corso di un colpo di stato: Saturno si è spostato nell’ultima decade del Leone e Urano nella seconda decade dello Scorpione. Qui iniziano i veri tempi difficili di questo sfortunato paese. L’anno precedente Saturno e Urano in quadratura negli stessi segni preparano i guai che il 27 dicembre 1979 culminano con l’invasione sovietica, dopo che il regime fantoccio instaurato in Afghanistan si è dimostrato insufficiente a controllare la situazione. Abbiamo ancora Urano nella terza decade di Scorpione e uno stellium vergineo che fa prevedere l’esito funesto dell’operazione per l’Unione Sovietica (considerando a sua rappresentanza zodiacalela Russia-Pesci).

Dov’è ora Urano? Nella terza decade dell’Aquario, in quadrato alla posizione scorpionica del ’79: ecco esplodere il terribile calderone che si è costituito negli anni con i giochi di potere dei signori della guerra afghani sostenuti da varie potenze straniere. Ma ritorneremo più avanti all’attualità.

Nel gennaio 1989 l’Unione Sovietica si ritira definitivamente, con gravi perdite, dall’Afghanistan, tentando di instaurare un regime satellite guidato da Najibullah. Plutone è in Scorpione, decade centrale, e lo è dal 1984. Inquesto periodo si vanno formando i gruppi della resistenza nei vari territori tribali, che godono di ampia autonomia dal potere centrale… e che porteranno il paese allo stato endemico di crisi grazie al quale i talebani riusciranno a prendere il potere. Lo stellium capricornico (Saturno-Urano-Nettuno) favorisce le organizzazioni che aspirano a radicali e drastici mutamenti della gestione del potere sfruttando la suggestione ideologica. Nettuno-Fides si fa Instrumentum (Urano) Regni (Saturno), anzi pretesto per instaurare con la forza e con le armi un vero e proprio clima di terrore. I colpi di coda del patriarcato in ritirata, che certamente non si rassegna a declinare quietamente in un angolo… E tanto più aumenta il timore di perdere il potere, tanto più le sue manifestazioni si faranno efferate e feroci, e al tempo stesso inconcludenti.

Nell’aprile 1992 muore Najibullah e tramonta il suo tentativo di governare con l’appoggio dei sovietici. Il paese è in mano alle “bande” della resistenza… La novità astrale è Saturno: uscito dal Capricorno entra in Aquario, sostenendo le mire di potere locali, e quadra Plutone in Scorpione, entrando in collusione con poteri equivoci e oscurantisti, o meglio, per dirla con le parole di Siggia (op. cit., p. 140) «un inestricabile labirinto di violenza e corruzione». I mujahiddin, coloro che lottano per la fede, sono riusciti a liberare il paese dall’invasore sovietico, ma i suoi capi locali hanno diviso il territorio in sfere di influenza private, difficilmente unificabili in un’entità politica organica: nessun comandante militare vuole rinunciare al potere conquistato sul terreno. Dunque, la jihad arriva a un punto di involuzione e il popolo vessato guarda ai talebani come l’unica possibilità di salvezza… Questo movimento inizia a formarsi nel 1994 nei campi profughi pakistani (Plutone e Giove in Scorpione appoggiati da Saturno in Pesci, congiunzione Urano-Nettuno Capricorno…).

I talebani , studenti-ricercatori, educatori del popolo ai principi puri dell’islamismo, presentano una valenza V-casa, e quindi leonina, in dialettica opposizione all’Afghanistan-Aquario…

Il 27 settembre 1996 i “secchioni” islamici entrano a Kabul, preparandosi a imporre divieti con i quali si scoraggia per esempio l’ascolto della musica nettuniana (orribile promessa anti-ipsilonica di cambiamento…) e le manifestazioni gioiose di riso per la strada… tutte brutte minacce della libertà aquariana al potere leonino… il punto fondamentale è che le donne e il femminile devono essere cancellati dalla faccia della terra: è vietato persino giocare con gli uccelli… fedeli compagni di varie dee elleniche come Artemide, in cui sopravvive il ricordo di una delle epifanie della Dea Neolitica. È una situazione astrologicamente fotograta dal Sole in Bilancia opposto alla Luna congiunta a Saturno in Ariete, a sua volta colpita dal quadrato di Giove. Per fortuna, sono situazioni dure, ma riscattabili astrologicamente in tempi brevi.[5] Basta lo stazionamento di Giove nei gradi centrali del Cancro dell’autunno-inverno 2001, accompagnato dall’opposizione di Marte in Capricorno, a far saltare il grottesco e malaugurato regime talebano. Saturno che seguirà le orme di Giove in Cancro il prossimo anno dovrebbe consentire la guarigione definitiva della piaga talebana nella società afghana, sgominando gli ultimi focolai di resistenza degli studenti islamici.

Questa scarsa significatività zodiacale fra instaurazione e crollo del regime talebano mi porta a ritenere che si tratti di una parentesi in una ben più lunga vicenda critica astrale. E mi riallaccio al discorso iniziato sopra, alla posizione attuale di Urano in Aquario (III decade) che quadra la posizione in Scorpione con la quale si inaugura l’epoca delle sciagure afghane: il giorno dell’invasione sovietica: 27 dicembre 1979. Colleghiamo i transiti dell’invasione sovietica con quelli dell’inizio dell’operazione americana “Libertà duratura” (la libertà per il segno dell’Aquario ha lo stesso valore dell’Aria che respira!): 7 ottobre 2001, ore 18.28 (ora italiana). Plutone sta per andare in sestile a se stesso, Urano è in quadrato alla posizione di partenza, Saturno sta per formare l’ultimo quadrato prima del ritorno su se stesso, Giove è al sestile precedente il secondo ritorno su se stesso. L’aspetto più preciso, e quindi più significativo, è il quadrato di Urano a se stesso: all’epoca dell’invasione sovietica Urano in Scorpione quadrava l’Aquario-Afghanistan (consentendo di ipotizzare la corrispondenza di questo paese con gli ultimi dieci gradi del segno), privandolo improvvisamente della sua indipendenza/autonomia. A ottobre 2001 ormai entrato in Aquario e transitando sui gradi Afghanistan rafforza invece la vocazione autonomistica e independentistica del paese. Quadrando la sua posizione all’epoca dell’invasione sovietica Urano fa esplodere tutte le contraddizioni del regime afghano: in realtà non ha ancora raggiunto l’autonomia, anche se il nemico sovietico è stato scacciato, perché in casa chi comanda sono i talebani pakistani e il governo-ombra del miliardario terrorista Bin Laden, che però non è afghano…

Un altro fatto astrologico di una certa importanza: Plutone sta per passare sulla posizione di Nettuno (20° di Sagittario) al momento dell’invasione sovietica. Essendo tale pianeta esaltato nel segno dell’Aquario farebbe supporre una sua particolare importanza per le sorti del paese: fra il 2003 e il 2004 speriamo che questo passaggio plutonico (che in ogni caso è tecnicamente in sestile ai gradi-Afghanistan) possa rappresentare la rinascita “miracolosa” per questo popolo sfortunato.

D’altra parte, come scritto in apertura, la confusa intuizione iniziale che mi ha spinto ad associare Afghanistan e Aquario mi ha reso ottimista sulle sorti del conflitto appena avviato dagli USA, nel quadro della sua campagna anti-terroristica dopo i tragici fatti dell’11 settembre. E ad ipotizzare un ottimistico e veloce epilogo dell’operazione, ridando speranza e vita al povero popolo afghano.

Questa ipotesi si basava sulla considerazione che l’Aquario dopo alcuni anni di pesanti transiti si sta liberando dei fardelli negativi e può finalmente sfruttare in modo magico e creativo la presenza di due dei suoi signori nel segno: Urano e Nettuno.

E la chiave di questo rinnovamento passa per il recupero della dignità delle donne: il 21 novembre 2001 con il passaggio della Luna in Aquario insieme a Nettuno, Marte e Urano i telegiornali parlano di iniziative a favore della rappresentanza femminile nelle rinascenti istituzioni politiche democratiche afghane. Negli stessi giorni è in corso il digiuno radicale a sostegno di questa istanza e il re in esilio propone di inserire una donna nella sua delegazione interlocutoria. Alla tavola rotonda di Berlino effettivamente si sono sedute alcune donne. Dunque è plausibile una lettura di questi recenti avvenimenti in sintonia con le ricerche della studiosa americana Riane Eisler, che vede nella nostra epoca un’età di transizione fra due modelli di organizzazione sociale: quello della dominanza (che a noi sembra l’unico possibile perché affermandosi ha cancellato le tracce dell’altro) e quello della partnership (rimando al mio articolo sull’argomento: Il piacere è astrologicamente sacro, apparso nel n° 46 di «Ricerca ’90»)

Chiudo con un’ultima osservazione un po’ scherzosa, tratta dalla cronaca degli ultimi giorni. A Kabul da poco liberata è arrivato il primo turista, un fotografo italiano che ha inaugurato una nuova tendenza: quella del “turismo mimetico” nei paesi a rischio. Per godersi indisturbato il suo soggiorno il signore in questione si è travestito da afghano, non dimenticando di indossare uno splendido copricapo rinascimentale e di farsi crescere una lucente barba scura!

 

Mentana, 1 febbraio 2002

(Curiosa sincronicità: ho concluso la scrittura di questo saggio mentrela Lunain Bilancia sventaglia di trigoni un affollato stellium nel segno dell’Aquario, fra cui lo stesso Sole!).



[1]           Il segno del Capricorno è quello che la Tradizione associa all’Afghanistan (cfr. G.L. Brahy, La Clef de la prévision des évenéments mondiaux et des fluctuations économiques et boursières).

[2]        Segnalo, per esempio, che nel numero 43 (1999) di «Ricerca ’90», nell’ultimo capoverso di un mio articolo (su tutt’altro argomento), avevo ipotizzato per l’America-Sagittario possibili fatti di terrorismo internazionale collegati al fondamentalismo islamico per la fine del 2000 (leggevo in questo modo il transito di opposizione di Giove-Gemelli a Plutone-Sagittario). Nell’analisi mi ero limitata al 2000, perché in quel contesto avevo esaminato solo tale periodo. Tuttavia, si sa che ci sono voluti molti mesi per preparare l’attentato. Era poi prevedibile che quando sarebbe stato Saturno a opporsi a Plutone (congiunto a Marte in anello di sosta) ci sarebbe stato un inasprimento della situazione, con strascichi fino ad agosto 2002. E purtroppo nel 2003 il paventato rischio recessione per gli USA potrebbe trasformarsi in un’amara realtà, con l’ingresso di Urano in Pesci.

[3]           Ci sono anche delle caratteristiche curiose che mi hanno portato ad escludere alcuni dei segni possibili candidati, per esempio la mancanza completa di ferrovie mi ha indotto a scartare l’attribuzione capricornica; la mancanza di un’anagrafe per le tribù nomadi e il fatto che in molti villaggi i cognomi appartengono soltanto alle classi più elevate mi fanno ritenere che questo non può essere un paese vergineo (nonostante venga definitola Svizzera dell’Asia per ragioni completamente diverse, ovvero come centrale delle reti spionistiche di tutto il continente).

[4]           Del resto l’Afghanistan potrebbe custodire anche “misteri astrologici”. Volguine afferma: «Ma se i documenti archeologici dell’antichità classica sono preziosi, perché recano spesso gli elementi della nostra tradizione specifica, i dati “viventi” che provengono dalle terre lontane − Afghanistan, Tibet, Indonesia, le isole Filippine ecc. − non sono per questo da trascurare, e promettono di arricchire le nostre conoscenze» (Astrologia lunare, Edizioni Mediterranee, 1998, p. 14; il corsivo è mio).

[5]           Infatti i lenti sono in segni amici o neutri: Plutone è entrato in Sagittario, Nettuno è in Capricorno e Urano in Aquario (che prepara i bruschi colpi di scena imminenti).

 

(Foto di copertina: Fausta Manno mentre racconta La Sirenetta di Andersen)

lug 22, 2013

Inserita da | 6 Commenti

  1. cris dice:

    oh ecco, ho concluso la lettura di questo tuo bellissimo scritto :) che bellissimo regalo che fai a dividere con noi le tue geniali intuizioni :)

    Astrologicissima Fata che scruta questo mondo impazzito cercando indizi dell’incalzante Futuro, la tua lettura delle sorti di questo sfortunatissimo paese é molto interessante e certamente fa bene allo spirito potere attingere ad una sorgente di pensiero cosi’ ricca e che tu offri in Dono al Passante.
    Spero davvero che le tue doti e il tuo lavoro in campo astrologico possano conoscere il giusto e meritato riconoscimento a tutti i livelli e non solo da parte degli amici del tuo bellissimo blog :)
    un abbraccio stellato :)

    • MaVi dice:

      Sono proprio felice che ti sei sobbarcata questa ponderosa lettura… :smile:
      Sono in pochi a poter leggere e capire, dato che la cultura astrosimbolica e della ciclicità è ancora poco diffusa…
      Questo scritto andrebbe aggiornato, ma la rivista ha cessato le pubblicazioni… E a me piacciono le riviste di carta (riciclata), non quelle online.
      C’è un gruppetto di amici che mi segue da anni, e con il loro sostegno e affetto mi inoltro per i sentieri di un bosco in formazione…
      abbraccio ovale a stella
      ;)

  2. Francesco dice:

    Grazie, MaVi per la profonda e empatica riflessione sul popolo – o meglio – sulle donne afgane e la loro parola – Un noto proverbio afgano grosso modo dice, “Dài un cavallo a colui che dice la verità: ne avrà bisogno per fuggire”. La saggezza che queste parole esprimono è quello di un popolo che ha sempre avuto difficoltà a riconoscersi – la verità di un gruppo o etnia cozzava contro la verità di un altro gruppo o etnia. Di qui un pessimismo che ha fatto di questa terra il punto di intersezione di diverse tragedie, la prima delle quali è, sul piano sociale, quella della classe politica che è fra le più corrotte del mondo – che ha preferito la guerra alla pace, la divisione all’unità, semplicemente perché i guerrafondai occidentali su questo hanno fatto le loro fortune…. E le donne? Solamente le donne possono rappresentare un punto di svolta perché a loro è affidato il compito di un gesto di radicale rottura, una discontinuità rispetto alla classe politica, non già alle ricche e variegate tradizioni di un popolo fatto di molti popoli, di molte lingue, di molte verità, appunto. Grazie ancora MaVi per il tuo impegno – credo sia giusto immaginare un altro Afganistan – un’altra terra in cui la poesia riesca a cantare non solo il lamento claustro-asfissiante ma anche la liberà… FRancesco

    • MaVi dice:

      Io su un cavallo non fuggirei mai, dato che non amo l’idea di cavalcarli e di privarli della loro libertà, per fortuna ci sono altri mezzi! E spero proprio che prima o poi vivremo in paesi e tempi in cui non si debba fuggire per aver detto la verità, cioè quando torneremo a rispettare prima di tutto la nostra Terra. E’ triste pensare a un intero popolo in guerra in cui tutti sono convinti di avere la verità in tasca e invece ognuno ha solo la propria verità o meglio la propria menzogna. La capacità di andare oltre l’interesse individuale è la strada che apre alla possibilità di condividere una verità comune. Fantascienza per ora. Le donne afghane con queste gocce di verità in forma poetica hanno trovato senonaltro un modo di custodire le loro memorie in un mondo che cerca costantemente di annullarle. Speriamo che i landay tornino allegri e sereni come sicuramente saranno stati all’origine…
      ;)

  3. Cono dice:

    Partecipo alla tua festa ecozoica commentando questa poesia-ricetta.
    Mangiare i tuoi piatti infatti non è solo un’esperienza del gusto, ogni tuo cibo è accompagnato da parole e immagini, e anche musica, e tutto questo mi porta in un mondo diverso dal nostro, in cui si va a braccetto con gli animali, si abbracciano gli alberi e gli umani hanno finalmente capito di essere una specie fra le altre, e probabilmente nemmeno la più evoluta… di Afghanistan ce ne sono ancora troppi

    • MaVi dice:

      Ti ho inserito nella lista degli invitati. Un grazie ovale per il belissimo commento, con piroetta di ringraziamento come fanno gli animali
      ;)

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