nov 17, 2014

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Parlare con gli alberi: il libro!

Parlare con gli alberi: il libro!

Il parco dei monti Lucretili ha di recente pubblicato questo testo curato da Stefano Panzarasa, cioè il nostro Stefano di Cucina ecozoica. Ecco la scheda bibliografica nel sito del parco. Chi lavora nel campo dell’educazione scolastica o nei parchi può farne richiesta saggio a info@parcolucretili.it.

E’ una raccolta che illustra con foto e schede dieci anni di lavoro dell’ufficio educazione ambientale che lui dirige (ma sempre in modo non patriarcale – cioè con gerarchie di attuazione e non gerarchie di dominio, chi sa guida gli altri, solo per le proprie particolari competenze adatte alla situazione e non per esercitare un potere fine a se stesso).

Il titolo viene da uno dei laboratori che più ha riscosso il gradimento di grandi e piccini: “Parlare con gli alberi” (qui), nato da una dimostrazione di tai chi del guardiaparco Gianpiero Strangio, in occasione della visita del poeta James Koller. Ho assistito al primo laboratorio ed è stato emozionante vedere i bambini trasformarsi in albero e poi andare dai veri alberi a scambiare qualche parola. In molti sentivano le parole dei grandi e vecchi lecci… i bambini infatti hanno ancora l’orecchio verde!

Così come Stefano segue da vicino il mio laboratorio di cucina ecozoica io cerco di partecipare quando posso alle sue iniziative, per esempio ho spesso accompagnato come traduttrice James Koller (poeta bioregionalista del Maine) quando era nostro ospite (fino a poco tempo fa veniva in Europa una volta l’anno) nelle scuole del parco dove ha tenuto tanti reading.

Un’altra importante iniziativa organizzata da Stefano in collaborazione con le maestre della scuola elementare e materna di Licenza (paese in cui si trova la villa del poeta Orazio)  è il convegno “La parola ai bambini e ai poeti”, dedicato al poeta Gianni Rodari a cui partecipano i bambini con componimenti originali e letture di poesie che cantano la natura, e ci sono anche poeti in carne ed ossa che portano le proprie (oltre a Jim, Elio Pecora, Luciana Marinangeli, Gianna Gelmetti, Francesco Marroni e altri ancora; spesso interviene anche la moglie di Gianni, Maria Teresa, che è diventata ambasciatrice del parco). Ogni anno ho contribuito traducendo una poesia inedita  che avesse per argomento la natura (per esempio la poesia di Emily Dickinson sui grilli e sul pino che poi ho pubblicato in “Traduttologia”, e altre ancora). E un anno ho partecipato anche come poetessa con questa:

Quell’usignolo che soave sorride

beato, felice, in pace – se compone

dei versi con il suo arcobaleno

di note è per cantare le nozze

degli animali del

Bosco e per dichiarare

Amore

alle piante, alla luna,

alle donne-universo.

Chi lo ode si riempie di dolcezza,

calma allegria, fami svariate

che non divorano – seti di aromi

che non consumano: danzano e ridono.

Nel libro si trovano anche un altro paio di mie collaborazioni: il logo del giardino dei cinque sensi, un disegnetto che avevo fatto scherzando ma che è piaciuto ed è ora il logo ufficiale del giardino.

 

Eccolo su una cartina:

E un disegno che ritrae il giardino, che ho fatto una domenica estiva in cui erano state organizzate delle attività creative e ricreative per i bambini, ma non solo. Disegno e musica all’aperto vicino al torrente Maricella.

Mi piace molto disegnare e dipingere, ma non ho tempo da dedicare a questa passione… mi rammarico, spero di trovare un giorno il tempo per dare sfogo anche a questa!

Ai piedi dell’albero c’è la Luna portatile disegnata da Veronica Rao, una nostra cara amica. Quindi c’è un disegno nel disegno! Ci trovavamo vicino ai laghetti di Percile in occasione di una festa del parco.

Il libro descrive tanti altri laboratori, quelli musicali di Stefano (ascoltabili sul cd allegato) e quelli di cucina di Giuseppina Lodovisi (che una volta al mercato contadino di Osteria nuova ha proposto su nostro suggerimento la farifrittata ai carciofi qui pubblicata, che è tanto piaciuta a tutti!).

Insomma, c’è molta interattività fra Parlare con gli alberi e Cucina ecozoica. Dei piccoli semi sono stati lasciati che forse un giorno vedremo fiorire, quando finalmente il nostro Pianeta sarà di nuovo lasciato vivere la sua vita libera e selvaggia, speriamo insieme anche a noi se non ci saremo già estinti. Questo libro documenta un nobile tentativo di andare verso l’era ecozoica, abbandonando il miraggio tecnozoico. O per dirla in altre parole che si esca finalmente dal patriarcato della dominanza e si entri in un matriarcato della partnership.

 

 

nov 17, 2014

Inserita da | 8 Commenti

  1. Cono dice:

    quante belle iniziative, bei disegni, musica e poesie – meno male che qualcuno difende la Terra, non lasciamola sola!

    • MaVi dice:

      Difendendo la Terra difendiamo noi stessi in tutte le forme.
      ;)

  2. Stefano Panzarasa dice:

    Il parco dei Monti Lucretili… Un bellissimo pezzetto del Pianeta. Bambine e bambini che ci vivono e un giorno lo proteggeranno… Parlare con gli alberi è un bel racconto di vita scolastica.

    • MaVi dice:

      Sì, speriamo nei più piccoli, anche se il contatto con i computer è stato provato che deteriora le connessioni neuronali e sta preparando delle generazioni di stupidi.
      Noi più vecchiotti per fortuna non siamo cresciuti sui pc e non rischiamo questo… Per fortuna in Italia le scuole non sono tutte informatizzate e l’apparente ritardo tecnologico può rappresentare un vantaggio cognitivo per le nostre future generazioni, speriamo sempre più vicine agli alberi e non agli schermi dei computer.
      ;)

      • Stefano Panzarasa dice:

        Sono d’accordo e comunque nelle scuole del Parco si rischia poco… Ci sono alcune aule con i pc ma quando vado nelle scuole le ho viste sempre vuote…

        • veRita dice:

          che meraviglia! penso che posti come il vostro Parco siano il paradiso perduto ma anche – si spera – quello che ritroveremo!

          • MaVi dice:

            Hai ragione, il parco non è che un lembo del paradiso che abbiamo ridotto a landa desolata cementificata. Ma il cemento è soggetto al degrado, basta smettere di usarlo e in poche centinaia di anni gli obbrobri attuali potrebbero scomparire dalla nostra vista.
            Che bellezza!
            ;)

        • MaVi dice:

          Meno male!
          ;)

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