ott 24, 2015

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Il demone del moto di Stefan Grabiński: una recensione ecozoica

Il demone del moto di Stefan Grabiński: una recensione ecozoica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

In giorni in cui si fa un gran parlare del diritto o meno degli intellettuali italiani di dare voce a chi non la ha (vedi il caso NoTav e Deluca), è uscito un libro che presenta la ferrovia come entità inquietante, con una volontà propria in grado di dare origine a strani fenomeni. Lo scrittore polacco Stefan Grabiński già nel 1919 vedeva nel progresso tecnologico rappresentato dal treno e dall’alta velocità di quei tempi un pericolo per la comunità umana, o nel migliore dei casi un luogo di confine fra il nostro mondo e l’ignoto in cui accadono eventi inspiegabili.

Intanto la cosa divertente è la presa in giro della presunzione umana di poter raggiungere velocità sempre più mirabolanti, con treni sempre più rapidi e binari dedicati, il Demone del moto ricorda al suo interlocutore (il controllore-creativo che ha ideato una campagna pubblicitaria per le ferrovie disegnando uno pseudodemone del moto, senza rendersi conto di viaggiare al cospetto di quello vero), che i moti del nostro pianeta sono una ventina e raggiungono velocità che i nostri treni pure del futuro nemmeno si sognano. Nel racconto Una strana stazione troveremo questo treno futuristico, l’Infernal Méditérranée che circumnaviga il Mediterraneo nell’arco di una giornata, grazie a un ponte levatoio mobile a Gibilterra. Sul treno fior fior di intellettuali dell’Occidente e dell’Oriente, umanisti e scienziati, discutono dei massimi sistemi. L’astronomo Pemberton replica allo stupito giornalista francese a cui ha appena confessato di applicare al Macrocosmo la stessa legge scoperta per gli atomi: “Naturalmente, il mondo è uno solo”. Qui nella cucina ecozoica ne abbiamo già parlato, citando il Manifesto dell’era ecozoica di Thomas Berry (vedi Cucina ecovegpacifista) e in mille altre occasioni (nel ricettario cartaceo c’è una poesia che riassume il senso della cucina ecozoica, che inizia: Io sono una con il Tutto…). Quel treno sparirà misteriosamente in un paese inesistente, Buon Ritiro, e questo è il rischio che anche noi imbambolati da raggi di varia natura corriamo, quello di perdere le nostre facoltà di pensare ed agire, restando fissi con lo sguardo al monitor (sia pc tv o cellulare), sempre più distratti e assenti. Per non parlare poi della possibilità di manipolare le basse frequenze elettromagnetiche e inviare nanoparticelle che modificano i nostri circuiti neuronali e possono letteralmente farci il lavaggio del cervello elettronico. Mi sa che Grabiński come i grandi artisti visionari non ha fatto altro che capire in anticipo cosa stava avvenendo sulla nostra vecchia Terra…

Nel mondo delle macchine, ai suoi confini, sui binari morti e in depositi nascosti in profonde gole e gallerie montane, si assiste a un fenomeno di rinselvatichimento, una specie di ritorno del rimosso naturale che forse può spiegare gli strani fenomeni in accadimento: treni fantasma, treni in cui si incontrano strani predicatori-messia che traghettano gruppetti di volontari in altre dimensioni ultraterrene, strani personaggi e vicende legati al mondo della ferrovia… Nella Zona morta per esempio, un linea dismessa e abbandonata, torna la vita in altra forma, torna la Natura: la bardana e i girasoli popolano casupole abbandonate e in questa atmosfera propizia alle meditazioni appaiono strani personaggi, che asseriscono che le rotaie chiacchierano, i binari hanno memoria e ricordano la vita di un tempo… Un tempo quindi più vicino alla Natura e al suo modo olistico di operare, più magico o magan. Torna il mago rinascimentale e il suo bagaglio culturale organicista! Per seguire lo spunto interpretativo della curatrice, che cita Carolyn Merchant e il suo saggio La morte della natura.

L’aspetto ecozoico più interessante di questa raccolta di racconti è proprio il ritorno della magia selvatica… Fra i personaggi creature che si sono trasformate in animali come l’uomo-talpa  e il cantoniere Florek, ultimo rampollo di una famiglia che da generazioni accudisce la galleria ferroviaria nel monte Turbacz. Il giovane che non ha mai osato mettere un piede nel mondo di fuori dove ha rischiato una volta di essere accecato dai raggi del sole, è infastidito dal passaggio dei treni, in cui viaggia un mondo e una razza umana in cui non si riconosce. Con l’uomo-talpa, pur quasi muto, trova invece una magica intesa, simile a quella che egli ha con due creature del fiume sotterraneo della caverna, due anfibi che comunicano con lui danzando e mutando il colore della propria pelle. Una scena davvero ecozoica. Questi sono due scarabocchi per darvi un’idea.

Una caratteristica speciale dei racconti di Grabiński è che leggendoli danno origine a strani episodi di sincronicità. Se vi capitasse di leggerli fatelo sapere sulla pagina della casa editrice dove le andranno raccogliendo, o se volete anche qui con un commento sotto.

Dello scrittore, da poco introdotto nel panorama culturale italiano, possiamo dire che era una vera e propria pecora nera dei suoi tempi, un altro lato che lo rende molto ecozoico. Ignorato dal mondo letterario del suo paese in vita e per tanto tempo dopo la sua scomparsa, pian piano è uscito dall’oblio, come tutti quelli che troppo anticipano i tempi, destinati a trovare interlocutori solo in lontani posteri. Dovunque tu sia Stefan, ora in molti ti leggono e vorrebbero comunicare con te se fosse possibile! Ma tu forse sai come accontentarli…

 

ott 24, 2015

Inserita da | 8 Commenti

  1. Cono dice:

    affascinante

  2. MaVi dice:

    Non ti resta che leggerlo…
    ;)

  3. Junko dice:

    Affascinante e da far leggere anche a mio figlio più grande. Come già ribadito in passato, la mente giovane, ancora grezza ha bisogno di queste parole, queste visioni. Che dici, la nostra biblioteca qua potrebbe già avere una copia nel catalogo?Mmh! Meglio se acquisto!

    • MaVi dice:

      Certo le letture sono un nutrimento per le giovani immaginazioni!
      Se vai in biblioteca scoprirai subito se hanno già il libro, ho visto online che si trova già in alcuni cataloghi, io ne ho liberato una copia su un treno locale… in caso ti tocca acquistarlo cerca di andare in una piccola libreria di quartiere, se ne avete ancora una!
      ;)

      • Junko dice:

        E’ nutrimento per chi non è stato bombardato fino allo sfinimento dagli altri mezzi di comunicazione. (scusa la parola, ma è proprio così aggressiva la faccenda) Potrebbe essere un toccasana per chi ancora percepisce. (Sono troppo pessimista?)Sentirò in biblioteca. Qua la libreria di quartiere non è mai esistita, troppo piccolo il paese. Vedrò altrove.

        • MaVi dice:

          Sì lo so, ma il tocco di Grabinski fa miracoli.
          Spero che la tua ricerca abbia presto buon esito!
          Se la biblioteca non lo ha ancora, puoi chiedere che lo mettano fra i desiderata!
          ;)

  4. Stefano Panzarasa dice:

    Caro Stefan, visto che ti chiami come me non potevano mancare episodi di sincronicità… Ho appena finito di leggere il tuo bellissimo libro ed ecco che le prove musicali col mio nuovo gruppo si fanno per la prima volta vicino alla stazione di Tivoli, la sala prove è proprio adiacente alla ferrovia e la stradina che ci arriva è un vicolo cieco (come il binario morto di un tuo racconto….
    Poi vado a fare uno spettacolo in un centro sociale dove tutti i muri sono vuoti tranne che per un manifesto che fa vedere treni! E anche un’altro spettacolo in una scuola a Roma dove all’ingresso della sala teatro c’è un grande murales che raffigura un treno…

    • MaVi dice:

      Le tue sincronicità ferroviarie ed onomastiche sono le prime ad arrivare, grazie!
      Sono sempre connesse alla musica e agli spettacoli…

      ;)

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